lunedì 28 luglio 2014 Registrazione

Divinità

 Panoramica e rappresentazione delle divinità dell' antico Egitto : Amon, Atun, Ra, Tefnut, Shu e Nut, Geb, Osiris, Isis, Set, Nefti, Horus, Maat, Hator, Ptah, Thot, Anubis, Bastet, Bes, Mut, Khons, Khnum, Satet, Anuket, Sobek, Haroeris, Hapi, Tauret, Neith, Harpokrate Sekhmet.

Premessa:

La religione egizia presenta numerose varianti sia negli Dei che nei loro nomi a seconda del centro religioso considerato. Inoltre, spesso la stessa divinità viene rappresentata in forme diverse ed, agli Dei principali, se ne affiancano molti altri minori con culti locali. Qui seguiremo principalmente la tradizione eliopolitana (di Memphis), che è anche la più nota e diffusa. Da notare che, nell’iconografia classica, gli Dei con caratteri maschili, con l’eccezione di Osiris e di Ptah, portavano, inserita nella cintura, una coda di toro come simbolo di potenza. Venivano poi rappresentati con un simbolo particolare sopra il capo che consentiva di identificarli e riconoscerli.
 

AMON


Dio il cui nome significa " il nascosto " è una divinità molto antica con caratteristiche guerriere. A partire dal Medio Regno diventa la principale divinità di Tebe,e, in sincretismo con il Dio Ra, prende il nome di Amon-Ra e le caratteristiche di Dio creatore. E' lo sposo di Mut ed il padre di Konshu, formando con queste divinità la triade tebana.


ATUM


Il principale Dio egizio, creatore del mondo e padre di tutti gli Dei. Ebbe origine dal “Nun”, il brodo primordiale in cui già esisteva come spirito, ma divenne realtà solo quando Ptah (che quindi evidentemente già esisteva!) ne pronunciò il nome (qui è interessante un parallelo con il Vangelo di Giovanni che inizia:” In principio era il Verbo, nel Verbo era Dio e il Verbo si fece Dio”).

Venerato anche e principalmente sotto il nome e la forma di:
RA

Il disco solare nascente, viene anche raffigurato con la forma di un falco. Da qui, ATUM-RA o, più semplicemente, solo RA. Per autogenerazione, Atum-Ra diede vita a due figli: Tefnut e Shu.
TEFNUT

Rappresentata con la testa di leonessa, impersonifica la sostanza umida. Una tradizione riporta che, avendo litigato col padre, fuggì in Nubia e ritornò solo grazie all’intercessione di Thot.
SHU e NUT

Il Dio dell’aria, porta sul capo una piuma di struzzo, che costituisce anche il geroglifico del suo nome.
Con Tefnut, sposa-sorella, generò il cielo (Nut) e la terra (Geb) e viene raffigurato mentre sostiene la volta celeste separandola dal fratello come simbologia dell’aria tra la terra ed il cielo...

Dea del cielo e, in generale, di tutti i corpi celesti, viene immaginata come un corpo di donna, dal seno procace e pieno di stelle, curvo a semicerchio sopra la terra e sostenuta dal padre Shu.

GEB

E’ la terra sulla quale vivono gli uomini e gli animali. Rappresentato con figura maschile, porta sul capo un’oca che è anche il simbolo geroglifico del suo nome. Dall’unione tra Geb e Nut, nascono quattro figli: Osiris, Isis, Set e Nefti che si sposano tra loro, formando le coppie Osiris-Isis e Set-Nefti.
OSIRIS

Figlio prediletto di Geb, a lui venne affidato il regno della terra. Assassinato dall’invidioso fratello Set che ne sparse le membra nel Nilo, venne ricomposto nel corpo dalla sposa-sorella Isis. Da allora è il signore dell’Oltretomba e viene perciò raffigurato con i simboli del potere faraonico (pastorale e flagello) avvolto nel sudario e con un colore verdastro.
ISIS

Oltre che protettrice dell’unione familiare, è anche la Dea della magia. Porta sul capo il simbolo di una scala. Ricomposto che ebbe il corpo del suo sposo (al quale però mancava il fallo, sostituito con un elemento in legno) riuscì ad avere lo stesso da lui un figlio: Horus.
SET

Rappresentato con la testa di un animale non identificabile, è il Dio cattivo e terribile fratricida.
Viene considerato il Dio del deserto e dei popoli stranieri. Nel periodo del Nuovo Regno, diventa il protettore dell’esercito.
NEFTI

Sposa di Set, lo abbandonò dopo il fratricidio. Protettrice del focolare domestico, porta sul capo il disegno di un fornello. Ebbe un figlio, Anubis, che però forse non era stato generato da Set, bensì da Osiris...
Con questi nove Dei, dato che Atun e Ra sono due nomi dello stesso Dio, si conclude quella che viene chiamata l’Enneade Eliopolitana, alla quale verrà poi aggiunto Horus.
HORUS

Vendicatore del padre, sconfisse Set che venne risparmiato solo per intercessione di Isis. Quindi, è il simbolo della potenza vincitrice e perciò anche associato alle titolazioni faraoniche. Adorato in tutto l’Egitto, sia come bambino sia come adulto, assume vari nomi particolari a seconda delle varie località. Come Ra-Harakhte viene addirittura identificato con Ra. Ebbe quattro figli che danno il loro nome ai vasi canopi: Amset, Hapi, Duamutef e Qebehsenuf.
MAAT

Emanazione di Ra, simboleggia l’ordine universale del creato, l’opposizione al caos, l’etica, la morale e la giustizia. La piuma che porta sul capo è il contrappeso al cuore del defunto sulla bilancia di fronte al tribunale degli Dei.
HATHOR

La dea vacca. Si dice che, in questa forma sia una delle più antiche e che il suo culto provenga dal Sud. Poi, il mito riporta che quando Isis intercesse con Horus per salvare la vita di Set, ormai sconfitto, questi, in un impeto d’ira, tagliò la testa alla madre. Ma Ptah, che era presente, la sostituì prontamente e provvisoriamente con una di vacca. Da allora, Isis viene anche adorata come Hathor, portando sul capo due corna che circondano il disco solare.
PTAH

E’ il Dio della conoscenza e del sapere. Dal nome Het-Ka-Ptah (il tempio dell’anima di Ptah), che da Memphis si estese a tutta la valle del Nilo, deriva l’attuale nome dell’Egitto, in origine solo Khemet, la terra nera. Viene raffigurato avvolto in un sudario aderente, con la testa rasata e due avambraccia che spuntano dallo stomaco a reggere un particolare bastone. Probabilmente, dato che fu lui a pronunciare il nome di Atun rendendolo reale, si tratta della personificazione di un concetto astratto, fuori dal tempo.
THOT

In egizio Djehuty, è l' inventore dei geroglifici, Dio della scrittura e quindi anche degli scribi. E' lui che teneva nota di tutto ciò che avveniva e che registrava le sentenze divine. Ottenne dalla Luna cinque giorni in più per completare l'anno in 365 giorni. Viene raffigurato con la testa di Ibis, poiché questo uccello compie salti di esattamente 4 palmi e Thot è anche il dio della misura. Talvolta, era rappresentato anche con la testa di babbuino, animale che spesso tiene appoggiata la fronte al pugno, comunicando un'immagine di saggezza.
ANUBIS

Rappresentato in forma di sciacallo, aiutò Isis a ritrovare i resti del corpo di Osiris. Di quest’ultimo divenne il compagno fedele nel Regno dei Morti. Sempre presente nei giudizi del Tribunale dell’Oltretomba, accompagna per mano lo spirito dei defunti nel Duat.
BASTET

La Dea gatta. Di origini molto antiche e, talvolta, assimilata alla feroce Sekhmet, la Dea leonessa. All’inizio era una gatta selvatica, il gatto del deserto che tuttora esiste, e portava un anello all’orecchio. Con la XXII Dinastia libica, perse le sue caratteristiche di ferocia, diventando la Dea della gioia e a lei venne addirittura dedicata la nuova capitale dell’Egitto, Bubasti.
BES

Dio nano e deforme è l'unico ad essere rappresentato sempre frontalmente mentre mostra la lingua. Protegge la casa dagli spiriti maligni e, assieme ad Hathor, è il Dio della musica e dei musicisti. Per le sue doti protettive, veniva spesso raffigurato sulle suppellettili all'interno delle abitazioni e nei "mammisi", dato che veniva venerato anche come tutore delle gestanti e della quiete familiare.
MUT

Il suo nome significa “madre”, delle quali è quindi la protettrice. Assume particolare importanza nel Nuovo Regno, come controparte femminile di Ammon-Ra di Uaset (Tebe). Assieme a lui ed a Khons, forma la Triade di Tebe. Viene anche adorata come raddrizzatrice dei torti..
KHONS

Figlio di Ammon-Ra e di Mut, il suo nome significa “viaggiatore”, probabilmente come riferimento al corso della Luna della quale costituisce la divinità. Una falce di Luna è infatti raffigurata, assieme al disco solare, sopra il suo capo.
KHNUM

Con testa di caprone e lunghe corna, Khnum era il principale Dio dell’Alto Egitto con un Tempio nell’isola di Elefantina. Da lui dipendevano le piene del Nilo, ma, soprattutto era il “vasaio” che aveva modellato sul suo tornio il genere umano e dato loro la vita. Forma una Triade con la sua sposa...
SATET

che porta la corona dell’Alto Egitto con due corna di gazzella, animale da lei protetto, che era venerata come custode, con il suo arco, dei confini meridionali del Paese, e con la figlia (o altra moglie)...
ANUKET

raffigurata con uno strano copricapo di piume di struzzo, forse tipico della Nubia.
SOBEK

Il Dio coccodrillo adorato a Kom Ombo, dove sono stati trovati moltissimi coccodrilli mummificati. Il suo nome significa “che veglia su di te” Quindi, protettore contro le avversità ed i torti ed anche con capacità di guaritore.
Il Tempio di Kom Ombo, infatti, era diviso in due sezioni: una dedicata al culto e l’altra alla cura dei malati. I Greci lo chiamarono Suchos.
HAROERIS

E’ un’altra personificazione di Horus nella sua prima forma. Era il Dio della luce. I suoi occhi rappresentavano uno il Sole, l’altro la Luna. Assieme ad Hathor ed a Sobek, costituisce la Triade di Kom Ombo.
HAPI

Dio che personifica il Nilo, che, per gli Egizi, aveva proprio questo nome ed aveva origine tra File ed Elefantina. Nilo è la corruzione greca del fonema egizio “nwy” che significa acqua. Hapi è raffigurato in colore azzurro o verde, con lunghe mammelle, simbolo del dare nutrimento, mentre versa dell’acqua. Però, in effetti, per gli Egizi, gli Dei Hapi erano due: uno per l’alto Egitto, chiamato Hap-Meht e con un copricapo di piante di papiro, ed uno per il Basso Egitto (come quello qui raffigurato) chiamato Hap-Reset che, invece, portava sul capo dei fiori di loto. Vengono spesso raffigurati insieme mentre, con delle corde, intrecciano il simbolo dell’unione delle due terre: il “sematawi”.
TAURET

Originaria del Basso Egitto, è una divinità di origini pre-dinastiche. Rappresentata in forma di ippopotamo con abbondanti mammelle pendenti e con una pelle di coccodrillo sulla schiena, appoggia la mano sul “Sa”, simbolo del salvagente di giunco usato sul Nilo. E’ la protettrice delle gestanti, dell’allattamento e dell’infanzia.
NEITH

Adorata nel Basso Egitto, la corona rossa sembra si debba proprio a lei, ed in particolare a Sais, è una Dea guerriera e viene raffigurata con arco e frecce. In seguito, verrà accomunata a Satet, sposa di Khnum (vedi sopra) e porterà ambedue le corone. Anch’essa è una divinità molto antica. I Greci la assimileranno ad Atena ed i Romani a Diana.
HARPOKRATE

In egizio Heru-pa-Khered, rappresenta Horus bambino. Viene raffigurato sia in braccio alla madre Isis che lo allatta, sia come fanciullo con un dito sulla bocca che, in questo caso, non significa silenzio, ma è una derivazione del geroglifico “bambino”. In alcune steli esposte nei Templi, cavalca un coccodrillo e tiene in mano dei serpenti. L’acqua versata sopra le steli acquisiva poteri protettivi e taumaturgici.
SEKHMET

Raffigurata, come Tefnut, in forma di leonessa, è nota dai fin tempi più antichi come Sekhmet-Hethert. E’ la “femmina potente”, la “signora rossa” che rappresenta la forza inarrestabile della vendetta divina contro i nemici ed il potere della distruzione nei casi in cui la violenza si rende necessaria. Come distruttrice veniva anche invocata contro i dèmoni portatori di malattie e di pestilenze e proteggeva medici e chirurghi.
 
 
© disegni e testi di Gilberto Sozzani, è vietata la riproduzione anche parziale di testi o immagini senza il consenso dell'autore. Ogni violazione dei diritti d'autore sarà perseguita penalmente e civilmente nei termini di legge.

Approfondimenti

Dizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto

L'autore (Mario Tosi) ha raccolto in quest'opera l'intero "pantheon" delle divinità egizie. Delle oltre quattrocento divinità classificate sono riportate le varie titolature geroglifiche, la traslitterazione, un disegno della loro raffigurazione tratto dalle incisioni tombali. In questo volume vengono inoltre trattati i rituali sacri e gli oggetti dedicati al culto. Completa l'opera il II volume del Dizionario Enciclopedico delle Divinità dell'Antico Egitto dedicato ai templi e alle necropoli... [continua]

Dizionario enciclopedico delle divinità dell'Antico Egitto Vol II

Si completa con questo secondo volume il progetto avviato oltre due anni fa con lo scopo di fornire un’opera scientifica, ma di agevole consultazione, sulle divinità dell’Antico Egitto. Il primo volume, suddiviso in tre parti, analizzava le divinità, i rituali e gli oggetti di culto; questo secondo volume prende in considerazione i siti nei quali era dominante la presenza delle divinità: templi e tombe. A questo scopo l’opera è stata suddivisa in sette parti. Le prime sei prendono in considerazione ciascuna una specifica tipologia di costruzione: le mastabe, le piramidi, le tombe reali, le tombe civili, i templi, le necropoli ed altri siti archeologici. All’interno di ogni parte i siti sono elencati in ordine alfabetico, prendendo anche in considerazione, con opportuni rimandi, le dizioni classiche e contemporanee. Per un’informazione di carattere generale sono state aggiunte nella settima parte anche alcune notizie relativi a papiri nel Nuovo Regno, ritrovati nel secolo scorso... [continua]

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