La sconfitta del faraone Tanutamon da parte del re assiro Assurbanipal pose termine alla XXV dinastia egiziana, la dinastia nubiana.
Assurbanipal conquistò e saccheggiò Tebe, mentre Tanutamon si rifugiò nella sua capitale, NAPATA (
), in Nubia nelle vicinanze della IV cataratta (656 a.C.) .
Da quel momento in poi i sovrani nubiani regnarono solo nel territorio di Kush, mantenendo una indipendenza politica rispetto all'Egitto. Continuarono tuttavia ad avere rapporti con la terra dei faraoni, a volte pacifici, a volte bellicosi, e fino al regno di Nastesen usarono nei loro testi la scrittura geroglifica: proprio al periodo di questo sovrano, infatti, appartiene l'ultimo testo reale su stele scritto in geroglifico, la stele di Nastesen (300 a.C. circa). A partire da questa data si cominciò ad usare il meroitico, lingua scritta in caratteri alfabetici. Purtroppo questa scrittura non è ancora stata interpretata e ciò limita notevolmente la nostra conoscenza della civiltà della Nubia.
Le fonti relative al periodo nubiano sono quindi scarse e limitate a scritti greci (Erodoto), stele egiziane (stele di Necho II e di Psammetico II ), stele nubiane in geroglifico quali la stele di Anlamani, le stele dell'elezione e della scomunica di Aspelta, la stele dell'adozione della principessa Hennuttakhebit (
moglie di Aspelta e figlia adottiva di Madiqen, moglie di Anlamani) ecc. Spesso quindi molti re sono noti solamente attraverso i nomi ritrovati nelle tombe delle necropoli reali (Nuri e Meroe).
I re di Napata furono sepolti nella necropoli di Nuri vicino al Gebel Barkal in piccole piramidi che ricordano nelle proporzioni quelle dell'antico regno e quindi diverse da quelle più a punta di El Kurru dove furono sepolti i faraoni nubiani della XXV dinastia con l'eccezione di Taharqa che fu il primo ad utilizzare il sito di Nuri. A Nuri vi sono le tombe di 21 re insieme con 52 regine e principi.
Dopo tre secoli dalla sconfitta assira, verso il 300 a.C., dopo il re Nastesen, la capitale fu spostata ancora più a sud, a MEROE tra la V e la VI cataratta del Nilo. I motivi di questo spostamento, attuato dal re Arkekamani noto anche, da fonti greche, come Ergamene , non sono conosciuti. Quello che è certo è che in questo periodo avvennero molti cambiamenti quali l'apparire della scrittura meroitica, la nascita di uno stile architettonico più propriamente nubiano e l'imporsi di divinità locali quali il dio leonino Apedemak accanto all'egiziano Amon. Con questo fatto il regno nubiano di Meroe rivolgeva la sua attenzione sempre di più verso sud lasciandosi alle spalle definitivamente le imprese faraoniche della XXV dinastia.
A partire da Ergamene i re kushiti furono tutti sepolti, all'interno di piramidi simili a quelle di Nuri, nelle necropoli reali di Meroe: quella Nord (la più famosa con 57 piramidi reali), quella Sud (con tre piramidi reali tra cui quella di Ergamene ed altre tombe) e quella Ovest (con oltre 800 sepolture private).
Il regno meroitico durò circa 600 anni terminando verso il 350 d.C. a seguito delle conquiste dei re di Axum d'Etiopia.
Nonostante questa civiltà sia poco nota un re meroitico ha tramandato il suo nome ai giorni nostri: si tratta di Amanislo (260-250 a.C) più noto come Amonasro.. Il nome di questo re è infatti inciso su due statue di leone in granito ritrovate a Napata, al Gebel Barkal e portate in Inghilterra al British Museum nel 1820. Il cartiglio, letto inizialmente impropriamente come Amonasro, suggerì al sovraintendente alle antichità Auguste MARIETTE la figura del condottiero nubiano che sarà poi immortalata come padre di Aida nell'omonima opera del compositore Giuseppe VERDI.
Questa sezione del sito, infine, non sarebbe mai nata senza l'aiuto e la passione del dr. Giorgio Ferrero che ringrazio per la revisione dei cartigli e per tutti gli insegnamenti che mi ha dato sulla civiltà meroitica.
Qui di seguito riporto i nomi dei principali sovrani di Napata e Meroe noti in iscrizioni geroglifiche seguendo gli elenchi di Grimal (vedi bibliografia) e di Dows Dunham – M.F.Laming Macadam, Names and relationships of the royal family of Napata ( JEA 35, 1949, pp. 139-149 ):
Atlanersa, Senkamanisken, Anlamani, Aspelta, Arametelqo, Malonaqen, Analmaaye, Amani-Nataki-Lebte, Karkamani, Amaniastabarqo, Siaspiqo, Nasakhma, Malewibamani, Talakhamani, Amani-Nete-Yerike, Baskakeren, Harsiotef, Akhratan, Amanibakhi, Nastesen, Aryamani, Arikepiye-qo (?), Sabrakamani-qo, Arkekamani, Amanislo, Amanitekha, Arnekhamani, Arqamani, Adikhalamani, Naqyrinsan, Natakamani, Amanitore (regina).