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mag 30

Inviato da: PAPIRUS
30/05/2008 20.00

Avevo sentito molto parlare del Corso di Investigatori del Paranormale organizzato dal Cicap. Dopo l'interesse che aveva suscitato in me il Congresso del 2006 a Padova, incuriosito ho deciso di iscrivermi al Corso di quest’anno.

Anche se cerco di non perdermi le conferenze più vicine, mi interessava un approfondimento che generalmente non si può ottenere nel corso di una serata. I metodi da applicare ad un’indagine sui “misteri storici” mi attirava notevolmente, come la sesta parte con Attivissimo riguardante l’informazione. Anche poter approfondire altri argomenti era una cosa molto stimolante. Come ha detto una volta “Q” al capitano Picard, in una puntata di Star Trek, “…gli esami non finiscono mai”. C’è sempre da imparare e questa era una delle occasioni giuste.

L'inizio dei lavori era previsto per le 14.30 di sabato.  Ci arrivo in auto insieme a Gigi Garlaschelli e a Simone Angioni.

Un viaggio in loro compagnia è sempre molto intrigante, gli argomenti trattati spaziano in ogni campo: dalla corsa ai confini dell’Universo tra Superman e Flash, ai palloni aerostatici, dai vari tipi di Kriptonite e i loro effetti, alla costruzione di una lancia termica. Non mancano nemmeno gli esercizi ludici per calcolare quanti palloni riempiti di elio servono per far volare un uomo.

A intervalli più o meno regolari Simone impreca contro gli aerei responsabili delle “scie chimiche” (il suo interesse del momento) e tutto quello che rilascerebbero nell’atmosfera, dagli antibiotici alle nano-macchine secondo il pensiero di alcuni ricercatori, o meglio di alcuni "complottisti". Il tempo impiegato nel tragitto passa velocemente e siamo i primi ad arrivare. Il posto dove si svolge il corso è un tranquillo agriturismo vicino al casello dell’autostrada. Lasciamo i bagagli e andiamo a mangiare un panino.

 

 

Quando ritorniamo alcuni partecipanti sono già arrivati e si inizia con una presentazione generale. Chimici, periti, psicologi, tecnici vari, un bell’assortimento di competenze.

Marta Annunziata e Andrea Ferrero del Cicap-Piemonte aprono i lavori, spiegando che cos’è il Cicap, le sue  finalità, lo scopo di questo corso, sfatando i luoghi comuni. Si prosegue con un vasto trattato sul contenuto di “un’ipotetica valigetta piena di strumenti” virtuali che dobbiamo portare con noi quando affrontiamo indagini su argomenti “stile Cicap”. Una parte molto interessante, con numerosi esempi su cui riflettere e con i metodi più corretti per l’approccio al mistero e al paranormale, necessari ancora prima di poter indagare sperimentalmente. Solo per citare alcuni esempi, si parla di Gustavo Rol, degli attentati ai Presidenti degli Stati Uniti, con interessanti discussioni sull’uso corretto delle statistiche, le influenze lunari, come ricercare informazioni su un determinato tema e numerosi altri argomenti.                                             

Avevo già assistito a questa presentazione durante il seminario di una giornata a Novi Ligure.

Avendo più tempo a disposizione si possono apprezzare le sfumature e i dettagli per una migliore comprensione.

Vengono trattati i metodi e le linee da seguire per effettuare un esperimento nel modo più rigoroso possibile, i campioni di controllo, la randomizzazione, l’utilizzo del protocollo “cieco” o l’ancora più rigoroso “doppio cieco”. A questo punto Garlaschelli illustra alcuni esperimenti condotti per la trasmissione Voyager e i relativi protocolli adottati.

Marta riprende la sua esposizione informandoci dell’importanza d’iniziare le sperimentazioni con un’analisi informativa delle varie teorie che circolano nel campo di quello specifico argomento.

E' importante conoscere lo “stato dell’arte” di quel determinato settore, una ricerca di documentazione prima d’iniziare la nostra indagine, in modo da apprendere il più possibile sull’argomento che poi andremo a sperimentare.

Segue un ampia dissertazione sull’astrologia e le sue molteplici sfaccettature senza tralasciare incursioni in altri campi, come ad esempio l’iridologia, la cartomanzia, gli oroscopi e le varie previsioni degli astrologi per l’anno nuovo.

Non dobbiamo dimenticare il ruolo del caso e le relative comparazioni, perchè le risposte affermative che si possono ottenere con un soggetto o un esperimento possono essere anche dovute al caso. Bisogna perciò tenere conto di questo aspetto e calcolare il numero dei risultati positivi che dovremmo avere per dichiarare la prova conclusa con un esito positivo. Questo per escludere che si sia trattato di fortuna, che non è proprio una materia da utilizzare in un esperimento scientifico.

Durante questa lunga esposizione vengono tracciate delle linee guida per “testare” le capacità di un astrologo.

 

 

Si è fatta ora di cena e ordiniamo le pizze; guarda caso arrivano da una pizzeria che si chiama “Strano ma vero”. Chiamale coincidenze.

Questo momento conviviale serve anche per cominciare a conoscerci tra di noi. Niente di meglio che una bella pizza, innaffiata da abbondante chinotto, bevanda degli dei. Ovviamente dei di provenienza extraterrestre.

Il dopocena viene allietato dalle indagini di Garlaschelli e di Massimo Polidoro contenute in un documentario realizzato per la televisione tedesca.

Troviamo Gigi nel suo laboratorio presso l’Università di Pavia mentre illustra un metodo per far piangere sangue dagli occhi delle statue e sperimenta una sostanza con proprietà tissotropiche che si comporta come il sangue di San Gennaro; da solida diventa liquida agitando l’ampolla che la contiene.

Mi ha particolarmente interessato l’indagine sugli strani rumori che si verificavano con regolarità all’interno di una villetta nella provincia di Cuneo. La famiglia lamentava il protrarsi di colpi ripetuti che sembravano non avere una spiegazione logica. Durante un sopralluogo nel sottotetto si nota la mancanza di coibentazione, una copertura con lastre al posto delle tegole e un numero inferiore di pilastri rispetto al necessario per sostenerlo. L’ipotesi che si prospetta è la seguente: gli sbalzi termici notevoli, tra il caldo del giorno e le basse temperature della notte, dovuti all’assente coibentazione, potrebbero generare delle tensioni sull’intera struttura, così che le dilatazioni e le contrazioni termiche generano i colpi ascoltati dai proprietari.

Ad avvalorare questa ipotesi si aggiungono le crepe in corrispondenza dei pilastri di sostegno. Vengono fissate alle strutture del sottotetto dei fili metallici la cui lunghezza non varia con la temperatura che sono successivamente collegati ad uno strumento di precisione dotato di scala graduata e lancetta per indicare le variazioni di distanza tra  punti di fissaggio.

Per vari giorni la famiglia viene incaricata di effettuare delle registrazioni in vari orari.

Controllando le misurazioni trascritte può essere così convalidata l’ipotesi formulata dopo il sopralluogo iniziale come possibile spiegazione dei “misteriosi colpi”.

Un altro di quei casi risolti attraverso l’applicazione di principi fisici, senza scomodare ipotesi alternative di origine paranormale.

Il documentario termina con Gigi e Massimo che ci lasciano in quella che viene definita “La gora dell’eterno fetore” un acquitrino schifoso lungo il Ticino, infestato da stormi di zanzare, alla ricerca di fuochi fatui. Gigi ha costruito un sistema per aspirare il gas emanato da un presunto fuoco fatuo, per poterlo conservare e successivamente analizzarlo in laboratorio. Un sistema complesso con un'asta per avvicinarsi alla zona del prelievo, tubi e ampolle: sembra proprio un Ghostbuster. È tardi ma se ci fosse qualcos’altro da vedere lo seguirei volentieri e non solo io.

Prima di iniziare i lavori della domenica mattina, Marta, Andrea e Gigi sono coinvolti in un interessante discorso sui sogni premonitori.

L’argomento iniziale è l’individuazione di alcune persone che hanno fatto richiesta al Cicap per essere sottoposte a sperimentazione, rabdomanti, pranoterapeuti, mummificatori umani, telepati e altri che affermano di possedere varie capacità. Proprio come negli esperimenti condotti in televisione.

Marta riprende poi la sua parte di corso, spiegando come comunicare i risultati ottenuti con una ricerca. Le parti fondamentali di un articolo scientifico, i nomi dei ricercatori, l’abstract, l’introduzione, i materiali e i metodi impiegati per ottenere i risultati e la discussione; così che chiunque possa essere messo in condizioni di ripetere l’esperimento nello stesso modo. Per concludere, la bibliografia per approfondire i singoli aspetti del lavoro svolto. Successivamente si parla delle procedure da seguire per pubblicarlo e farlo conoscere nell’ambiente scientifico. Ci vengono date molte “dritte” su come e dove reperire informazioni sui motori di ricerca scientifici.

Si parla anche dell’uso errato delle statistiche che inevitabilmente portano a risultati errati, e non poteva mancare una discussione sul ruolo del prestigiatore per individuare eventuali trucchi.

Come gran finale Andrea ci racconta vari episodi sulle cosiddette rappresentazioni di UFO nell’arte, gli oopart, gli aeroplanini Colombiani, la pirobazia, la chiaroveggenza e l’astronauta di Palenque.

L’ultimo esempio illustra molto bene quanto una cosa ci possa apparire strana quando noi non conosciamo il suo contesto iconografico, le regole simboliche della rappresentazione dell’arte di un determinato popolo. Quella precolombiana è stata una cultura molto distante dalla nostra, che siamo abituati a conoscere fin da piccoli, e a prima vista potrebbe insorgere qualche dubbio. Si può notare che è molto più conosciuta la versione proposta dall’archeologia misteriosa che quella archeologica che spiega il significato di ogni singola parte presente sul rilievo.

Al pomeriggio si programma una gita per visitare la sede del Cicap, un ufficio al piano terra di un complesso condominiale. Una volta entrato vengo attratto dalla biblioteca e comincio a leggere i titoli dei libri sugli scaffali. La parte intrigante si trova scendendo la scala dove si arriva nel famoso sotterraneo del Cicap. Niente di macabro, come nello scantinato del museo degli orrori di Dario Argento, ma ancora libri e riviste ovunque. Marino Franzosi come un perfetto mago estrae da uno scatolone molte meraviglie che catturano l’attenzione dei presenti. Alcuni giochi d’illusionismo, mazzi di carte, il bollitore termodinamico e a grande richiesta il mitico maialino rosa. Un’illusione ottica molto suggestiva formata da un piatto che assomiglia ad una scodella larga e bassa. Al centro si pone il maialino e si copre con un pezzo simile al precedente ma con un’apertura nella parte superiore. Le superfici interne sono ricoperte di materiale riflettente che “proietta” l’animaletto esternamente sopra alle due “scodelle”. Sono affascinato dal giochino: l'immagine sembra reale e l’istinto è quello di toccarla, ma in quel punto non c’è niente, il maialino reale è sempre custodito all’interno.

La prima parte del corso è terminata, mi sembra passata troppo velocemente, mi spiace che sia finita.

Mentre torniamo, nei pressi di Cremona, assistiamo ad un tramonto molto suggestivo, con nuvole rossastre. Simone rompe il silenzio con una frase ad effetto: “Oggi è proprio una giornata da scie chimiche: eccone un'altra!”.

Gigi che non ne può più di questo argomento risponde con un “Grrrr”.

 

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