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Stefy Posts:855

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| 02 apr 2008 09.40 |
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Mi piacerebbe conoscere nei particolari in cosa consisteva questa festa, quando e come si svolgeva, la sua durata, etc.
So che si svolgeva sul Nilo tra Edfu, da dove partiva la statua di Horus, e Dendera, da dove proveniva Hator. I due dèi s'incontravano per celebrare il loro matrimonio e questa festa sarebbe una delle più grandi dell'Antico Egitto. Di più non so e vorrei sapere....
Ringrazio chi mi aiuterà.......S. |
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Meritaton Posts:16
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| 02 apr 2008 11.13 |
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| Cara Stefy,ecco quanto riporta Edda Bresciani nel libro "Grande Enciclopedia Illustrata dell'antico Egitto"(pag 171):"Ogni anno,con una solenne processione di barche sul Nilo,a Edfu veniva portata la statua della dea dell'amore Hathor per celebrarne le nozze con Horus al fine di attivare i ritmi annuali della fertilità nella natura e negli uomini e al tempo stesso per conferire al faraone,nel quale il giovane Horus si incarnava,il suo potere vivificante".Nove mesi dopo nasceva il figlio della coppia divina,il dio della gioia della musica Ihy.Su "Egitto:la terra dei faraoni (Konemann editore,),si afferma che i templi di Edfu e di Dendera hanno la pianta simile proprio per stabilire un legame,anche architettonico,fra le due divinità e i due luoghi sacri.Roberto Buongarzone,invece ("Gli dei egizi"-Carocci editore,pag 128):"Ogni anno la statua della dea Hathor,protetta nel suo sacrario,veniva posta su una nave sacra ("la grande d'amore") trascinata da 8 rematori.Accompagnata dalle imbarcazioni di numerosi pellegrini navigava sul Nilo verso sud per quasi 200 km fino ad Edfu,ricevendo le acclamazioni di quanti,lungo le rive,assistevano alla processione fluviale.La dea sostava lungo il percorso a Karnak e a Komir per far visita alle dee Mut e Anuki.A Edfu,il giorno dell'arrivo del corteo di Hathor,fervevano i preparativi:la statua di Horus veniva condotta fuori dal tempio e raggiungeva sulla sua barca sacra la cappella a nord della città dove avrebbe avuto luogo il primo incontro con la dea.Dopo la festa dell'accoglienza le due statue venivano condotte al tempio della città e trasferite nel santuario,dove,compiuto il rito del matrimonio (ierogamia),passavano la notte di nozze.Era il novilunio dell'undicesimo mese lunare dell'anno;il mattino seguente cominciava la vera e propria festa della città che durava per i 14 giorni della luna crescente.Al termine delle celebrazioni la dea Hathor tornava a Dendera,non senza aver salutato il suo sposo con un lungo e doloroso saluto di commiato.In questa festa avevano un ruolo speciale la musica e la danza,poste sotto la tutela della dea Hathor...Ihy,il dio bambino "suonatore di sistro",era venerato fin dall'Antico regno,come dimostra la costruzione,a Dendera,suo principale luogo di culto,di un tempio dedicato a lui ed alla madre Hathor da Snofru (pag.63).Spero di esserti stata utile.Ciao,Meritaton |
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antonio_crasto Posts:449

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vitussi Posts:108

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| 02 apr 2008 23.44 |
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Ho trovato alcune info sintetiche, ma sufficienti a dare una visione globale, anche se superficiale, della cerimonia. Ho tradotto in italiano soltanto la parte relativa alla festa oggetto di discussione, il resto l'ho lasciato in inglese. Spero sia utile alla comprensione. La bibliografia è allegata alla fine.
Andrea
La Festa del Bell’Incontro
e la Festa di Behdet
http://www.philae.nu/akhet/BeautReun.html
Le feste, in generale, sia su scala locale che nazionale, erano occasioni per la gente comune per incontrare le loro divinità, sia in processione che nei cortili dei templi. Colà gli adoratori potevano prender parte ad alcune cerimonie, lasciare offerte e pregare i loro dei. Spesso vi erano i cosiddetti “oracoli”, nei quali domande mirate ad una risposta affermativa o negativa erano dirette alla statua del dio, che avrebbe considerato il quesito e avrebbe rilasciato una risposta nella quale, per esempio, un’oscillazione in avanti avrebbe indicato il “si” mentre una verso indietro avrebbe indicato il “no”.
Queste processioni, nelle quali il dio era trasportato attorno alla città o al paese su di una barca portata a spalle dai sacerdoti, erano occasioni molto attese, ed uno dei principali motivi per le feste. C’erano feste di tipo differente e con differenti scopi. C’erano feste commemorative della nascita degli dei, c’erano due giubilei e celebrazioni per il rinnovamento del potere o della vita, oppure esse erano dedicate alla rinascita o alla fertilità. Mentre non tutte avevano un aspetto di rigenerazione come proposito iniziale, una volta che erano stabilite, esse potevano cambiare e potevano modificarsi assumendo questo scopo col tempo, il che significava che un aspetto di rinnovamento poteva infiltrarsi in quasi ogni tipo di festa o giubileo.
La Festa del Bell’Incontro
Detto anche la Festa del Sacro Matrimonio, la Festa dell’Incontro Gioioso, la Festa dell’Incontro Divino…..... viene tradotto in modi diversi. In antico Egizio esso era chiamato hb n shn ed era una festa fondata su entrambi le tradizioni rituali e mitiche; Hathor arrivava a Edfu come la divinità della vita, amore e vitalità, ed era dedicata particolarmente al rinnovamento ciclico della vita. Le iscrizioni sulle pareti del tempio di Horus il Vecchio a Edfu, l’antico centro di culto di Horus di Behdet, racconta la sua storia:
La festa era celebrata nel terzo mese di Shomu (Shemw), che significa Giugno-Luglio, quando Hathor viaggiava dalla sua dimora a Dendera per andare a 180 km a sud, verso Edfu ed il tempio di Horus. Lì lei rimaneva per due settimane mentre il matrimonio rituale veniva consacrato dentro il tempio. Essa era salutata e celebrata come l’ “Occhio di Ra che Ritorna”, che prometteva fertilità e vita rinnovata alla terra e agli umani. Dopo i quattordici giorni, Hathor sarebbe tornata indietro a Dendera per attendere la nascita del bambino concepito a Edfu Har-mau (Hor-sema-Tawy) o in greco: Harsomtus: “l’ Horus che unisce”.
Gli Inizi
La preparazione del viaggio prendeva luogo a Dendera due settimane prima della Luna Nuova. Mentre Hathor veniva trasportata fuori dal tempio, venivano effettuati elaborati rituali e celebrazioni, incluse le "offerte del primo prodotto dei campi", la "guida del bestiame" e la "presentazione della terra". Allora essa (la statua della dea) veniva posta sulla sua barca reale che doveva essere rimorchiata controcorrente sul Nilo, accompagnata da una vera e propria flottiglia di barche. A bordo c’erano il Sindaco della città ed altri dignitari di Dendera come pure di altri membri del clero.
La processione impiegava 14 giorni per arrivare a Edfu perchè faceva fermate in numerose località lungo la strada, visitando santuari di altre divinità ed acquisendo una compagnia di seguaci sempre più numerosi, da alti funzionari della città, fino a sacerdoti di altri templi e cittadini e pellegrini provenienti da tutte le parti e dai centri di scambio.
Questa festa era probabilmente una delle meglio conosciute e amate, e guadagnò un alto numero di partecipanti, alamno nell’Alto Egitto, tra Dendera ed Elefantina (la moderna Aswan), probabilmente per la ragione che gran parte delle operazioni rituali della festa prendeva luogo fuori dai templi, dando così l’opportunità alla gente comune di prendervi parte.
Durante la celebrazione
Almeno alcune fermate della processione di Hathor sono conosciute dalle iscrizioni di Edfu: a Karnak per visitare Mut di Isheru, a Pi-Mer (attuale Komir) ed a Nekhen (Greco: Hierakonpolis, attuale Kom-el-Ahmar) dove i sacerdoti portavano con se la statua dell’aspetto locale di Horus. Ad ogni fermata erano eseguiti rituali ed offerte, per celebrare il rinnovamento della terra ed i prodotti che ne provengono.
L’arrivo a Edfu
Dopo quattordici giorni di viaggio, la grande barca di Hathor e l’allora probabilmente immenso numero di barche e imbarcazioni che l’accompagnavano, di tutte le forme e dimensioni, arrivavano a Edfu nel tardo pomeriggio.
Sulla banchina la dea era ricevuta dalla statua di Horus, mentre il Sindaco di Elefantina ed una folla di adoratori ferventi attendevano. Le due statue erano quindi trasportati in una cappella lì vicino, dove veniva condotto il rituale dell'Apertura della Bocca, e per la seconda volta venivano eseguiti rituali delle “offerte dei primi frutti dei campi”, di “Ma’at”, del “guidare i vitelli”, etc… Dopo i rituali, le due statue venivano di nuovo poste sulle loro barche e portate attraverso un canale ad un attracco vicino al tempio. Ma prima di scendere a terra, c’era ancora una fermata presso un posto chiamato il “monticello di Geb”, dove veniva effettuato di nuovo il rituale dell’Apertura della Bocca, assieme ad altre offerte.
Una volta sbarcati, le statue di Horus e Hathor venivano portate, accompagnate con canzoni di benvenuto, aspersione di acqua lustrale e fumigazioni d’incenso, nella corte esterna del tempio attraverso una porta laterale nella parete sud-orientale. Le iscrizioni non dicono cosa accadeva a questo punto, cosa che può sembrare strana. Vi sono speculazioni sul fatto che Horus e Hathor passassero la notte nel Mammisi. Ci sono raffigurazioni della sua barca (di Hathor) sulla parete del cosiddetto Santuario dell’Alto Seggio, e così forse erà colà che le due divinità passavano i seguenti quattordici giorni prima del ritorno di Hathor a Dendera.
E’ lecito supporre che i delegati dagli altri cleri, così come gli alti dignitari erano ammessi a prender parte ai rituali all’intenro degli ambienti del tempio, mentre i pellegrini e la gente comune poteva approfittare della libera distribuzoine di cibo e bevande e delle celebrazioni esterne durante la “notte di nozze”. Queste risorse erano fornite dai templi ed anche portate dai sindaci in visita e dagli altri dingitari. Di queste provviste l’iscrizione recita:
“Ci sono tutti I tipi di pane in forma di pagnotte, numerosi come i grani di sabbia. I buoi abbondano come le locuste. Il profumo di anatre arroste, gazzelle, orici e ibis raggiunge il cielo. Il vino fluisce liberamente attraverso la città, come il Nilo. La piena esce con violenza dalle Due Caverne. La mirra, sparsa sul braciere con l’incenso può essere odorata a un miglio di distanza. La città è adornata con faience, scintillante di natron e inghirlandata di fiori ed erbe fresche. I suoi giovani sono ubriachi, i suoi cittadini sono felici, le sue giovani sono belle da osservare, la gioia è tutto attorno e la festa è in ogni quartiere. Non vi è verso di dormire fino all’alba.”
da:
'The House of Horus at Edfu. Ritual in an Ancient Egyptian Temple' (p 106) - Barbara Watterson.
The Festival of Behdet
On the morning of the second day at Edfu it is no longer the Beautiful Reunion which is the focus of the celebrations. Now the Festival of Behdet is the one talked of by the inscriptions. (Behdet = originally a location in the northwest Delta. Horus of Behdet = a form of Heru as the hawk-winged sundisc). On this day, the statues of HetHert and Heru are brought in a great procession out in the desert some distance to the southwest, to the burial ground of Behdet. The statues of those deities which had accompanied HetHert to Edfu, were following in this procession, as did a large number of priesthood, visiting dignitaries and pilgrims. At the head of the procession were five sacred lances being carried.
The burial ground of Behdet consisted of at least five different mounds within a sacred grove of trees. These mounds were where the 'Divine Ancestors of Edfu' were buried. At the edge of this sacred grove was the 'Upper Temple', which also existed at other Ptolemeian temple burial grounds. The rites performed here were reminding of the rites at the Passion Plays of Wesir conducted at the Abaton (Island of Bigeh by Philae), which is saying something about the character both of these rituals and of the Festival of Behdet.
The Divine Ancestors
There are several inscriptions on the temple walls at Edfu which show libations being poured and incense being burnt to the Divine Ancestors. These were said to be the children of Re and to have arrived together with him from the 'High Hill', journeying through the Two Lands and settling at Behdet (here: Edfu). At another inscription they are said to have been born in Hesret, the necropolis of Khemenu, modern el-Ashmunein and to have travelled from Henen-nesut (Herakleopolis) to Behdet in Upper Egypt.
Here they then gave birth to the inhabitants of both Upper and Lower Egypt. They were nine giants, Ba-neb-Djedet being the eldest of them and 36 cubits tall (ca 75 feet, 22.86 m):
Ba-neb-Djedet - The ram who is Lord of Djedet ( a town in the Western Delta whre the soul of Wesir was worshipped as a sacred ram).
Hor-shefy - Horus the ram-headed.
Menhi-wer - The Great Butcher.
Hor-shedet - Horus of the Fayium.
Neteraa-em-sepetef - The Great God in his Province.
Neb-shennu - The Lord of trees.
Bennu - The Bennu bird (Gr: Phoenix).
Henty-Bedhet - The One who is preeminent in Behdet.
Neb-Hoot-Waret - The Lord of Hoot-Waret (the Mansion of the Leg of Wesir, Gr: Avaris)
The Ritual of Driving the Calves and the Treading of the Grave
Driving four calves over cut emmer-wheat, in the presence of Heru and HetHert, and also the King, if he partook of the festival, was an ancient precautionary ceremony associated with Wesir whose burial was ritually enacted every year to ensure fertility of the earth. By letting the animals walk back and forth over it, it was assumed any trace of the burial ground would be obliterated so that the corn could grow undiscovered and unharmed by enemies. There are several depcitions of this on the walls of the temple at Edfu, where it is rather the tombs of the Ancestors which are trodden on, so that they, like Wesir, would keep Egypt fertile for yet another year.
Heru Triumphs over Set
Apart from the abovementioned, the rites performed at the first mound were offerings of bread, beer, birds, bulls on behalf of HetHert and Heru. Hymns were sung and 'every good thing' was carried forward. After the rites were concluded, there were festivities following before the procession returned to a building called the House of Life, thought to have been located near the temple of Edfu in the afternoon. New rites were conducted here which entailed the slaughtering of a red bull and a red goat, which, due to the color, were associated with Set. After this, four geese were released to the four compass points with the message that Heru of Behdet had acquired the White Crown of Upper Egypt and the Red Crown of Lower Egypt. A priest representing Heru, son of Wesir and called 'the Beloved Son', then shot off four arrows in the four directions south, east, north and west, thereby establishing the rule of Heru.
Destruction of the Enemies
Other rites followed next, intended to ward off any evil and to demonstrate that the enemies of the King had been destroyed and that the people, who were witnessing this part of the rites, were protected by the King. These rites included destruction of symbols of the king´s enemies. There was a wax model of a red hippopotamus on which the names of the king´s enemies had been inscribed. Then followed the destruction of this model: 'every harmful thing that you can think of was done to them'. After this there was the rite called the 'trampling of the fishes' where the king´s enemies in the form of fishes were stepped on and trampled down and then either the king himself or his representative, struck the enemies with a sword. It is to be assumed that the king was present sometimes and represented by someone else at other times. After the rites of destruction of the enemies were concluded, there was beer and wine drinking in the presence of Heru and HetHert, whose statues later were withdrawn for the night while the people went on feasting.
The remaining three days of the Festival of Behdet were conducted more or less in the same way; there was a procession going out to the Sacred Grove and the Upper Temple where rites were performed, each day at a different burial mound until all had been attended to. So while the first day of the fourteen day long festival period (the day of the New Moon), was spent celebrating the Beautiful Reunion, the second, third and fourth day were taken up with the Festival of Behdet. What happened during the rest of the festival is unclear.
When the fourteen days had passed, on the day of the Full Moon, HetHert left the Mamissi and, accompanied by Heru, left Edfu by the canal to go back to her barque on the Nile. But before she left, once again the rituals of the Opening of the Mouth and the treading of the cattle etc, were performed. Then, lastly, after there had been the reciting of the hymn to the Sacred Harpoon of Heru, the goddess departed and was towed back to Dendera.
The Purpose of the two Festivals
So each year the Sacred Union between HetHert of Dendera and Horus of Edfu was celebrated with great festivities and many rituals - but in reality there was something else besides taking place. On the day after the marriage was thought to have been consumed, focus changes and the Divine Ancestors become uppermost in the mind of the celebrants. These were the Ancestors of all Egyptians and so the rituals at their burial ground must have acted also as a mortuary cult - taking care of the deceased and ensuring their living forever hereafter. And to all ends and purposes, HetHert and Horus must have 'acted' as the mortuary priests/officiants. In this way, they ensured not only life and fertility of the earth, but also ascertained that the Ancestors in the Field of Reeds remained in the memory of the living and therefore would continue to provide for the humans. As Heru had conquered Set and assumed rule over the Two Lands and destroyed the enemies of the King, it had been proved that the King´s rule was established, and as HetHert had returned to Edfu, bringing with her life and fertility, all the celebrations converged into making sure that the gods would remain in Egypt and that the country would go on prospering both materially and spiritually for yet another year.
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Sources:
The Complete Temples of Ancient Egypt, p 96 - Richard H. Wilkinson.
Temples of the Ptolemaic & Roman Periods: Ancient Traditions in New Contexts (p 225) by Ragnhild Bjerre Finnestad in Temples of Ancient Egypt - ed. Byron E. Shafer
The Priests of ancient Egypt (p 105) - Serge Sauneron
The House of Horus at Edfu. Ritual in an Ancient Egyptian Temple (p 105) - Barbara Watterson.
The Ancient Gods Speak. A Guide to Egyptian Religion (p 125) - Ed. Donald B. Redford.
People of the Pharaohs (p 114) - Hilary Wilson.
Festival of the Beautiful Reunion
Other Festivals on this site:
The Passion Plays of Osiris at Abedjou
The Beautiful Feast of the Valley
The Opet Festival at Thebes
La foto della barca di Hathor (dal sito web)
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Dd=j n=tn rmT nb.t d=j rx=tn Hs.wt xpr(w)t n=j - Parlo a voi o gente tutta, affinchè vi sia dato di conoscere le cose favorevoli che mi sono accadute - (dalla tomba di Ahmose, figlio di Ibana - El-Kab) |
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Stefy Posts:855

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| 03 apr 2008 10.01 |
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Grazie infinite per l'interessamento, non speravo di ricevere così tante informazioni!!!!
Per Antonio: Non credo che nell'antichità fossero considerati alla maniera attuale i rapporti fra consanguinei, tantomeno per quel che riguarda le divinità....quindi non penso che il problema sia l'identificazione di Iside-Hator sia per quel che riguarda la festa che ai fini della comprensione dei "figli di Horo" ad esempio, dopotutto Iside si è accompagnata con Osiride che era suo fratello...Ramesse II ha sposato le sue figlie e ha avuto figli da loro…le unioni carnali fra padre/figlia, madre/figlio, fratello/sorella non erano evidentemente considerati "misfatti" come li ha definiti archoproteo nel post che su hai citato.....
S. |
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cimafanis Posts:41

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| 03 apr 2008 10.48 |
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grazie Andrea per la traduzione in italiano ...
non conosco l'inglese e molte informazioni me le perdo proprio per questo ...perciò ho apprezzato il tuo lavoro ! |
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saldiperi Posts:966

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| 03 apr 2008 11.16 |
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Andrea grazie per le informazioni e per la traduzione. Saluti Salvatore |
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Timeo Danaos et dona ferentes (Eneide) |
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antonio_crasto Posts:449

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| 03 apr 2008 12.43 |
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Cara Stefy,
ho qualche dubbio sul fatto che l’Horus di Behedet / Edfu sia l’Horus figlio di Iside e Osiride. Non per niente viene chiamato Horus il Vecchio.
Ho l’impressione che Hathor e Horus il Vecchio siano due divinità antecedenti al mito di Osiride.
Non mi trovi d’accordo nel considerare la lettura dei miti in modo letterale. E’ mio parere che spesso i miti egizi, così come anche quelli di altri popoli, abbiano spesso un altro significato e che vadano letti fra le righe.
A Edfu, Horus il Vecchio è identificato col disco solare alato e potrebbe essere un espressione di Ra. Hathor è poi considerata uno degli Occhi di Ra.
A Dendera la statua di Hathor veniva portata la mattina della levata eliaca di Sirio nella piccola cappella edificata sul terrazzo del tempio, dove si rigenerava ricevendo i raggi di Ra, così come la natura riprendeva vita ricevendo il limo della benefica inondazione del Nilo.
Sono convinto che il “matrimonio” fra Horus il Vecchio e Hathor non sia altro che l’unione simbolica fra il disco solare e il suo occhio, la sua energia portatrice di vita e in altri termino l’unione delle acque del Nilo con la terra d’Egitto.
Il loro “figlio” Ihy sarebbe allora l’energia vitale, il serpente primordiale, che si sarebbe trasformato nel primo Horus umano, l’Horsamtawy unificatore, forse nel periodo predinastico, delle due terre d’Egitto.
Horsamtauy avrebbe rappresentato la regalità dinastica e la sua benedizione divina si sarebbe rinnovata ogni anno col “matrimonio” di Horus-Ra e Hathor, il disco solare alato e il suo occhio.
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Stefy Posts:855

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| 04 apr 2008 09.38 |
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Adesso sì che capisco, Antonio, quali sono i tuoi dubbi….che certo non sarò io a saper dipanare ma provo a dire qualcosa, almeno chiarirò un pochino i miei!!!! Horus il Vecchio o l’Anziano, dice Tosi che erano due epiteti per definire Horus l’antico Demiurgo. Condivido pienamente il pensiero che Hator e Horus fossero due divinità antecedenti il mito di Osiride, infatti li troviamo sulla paletta di Narmer quando né Iside né Osiride erano ancora conosciuti. Avevo capito che in qualche modo ti scandalizzasse il fatto di leggere delle unioni carnali fra divinità imparentate e quindi lo considerassi poco probabile, per questo ho portato l’esempio di rapporti fra fratello/sorella, madre/figlio e di conseguenza Ramesse II e le sue figlie….indubbiamente dietro le righe ci sono altri significati. Riguardo la simbologia dei due occhi sinceramente ancora non mi è tanto chiara e proprio in questi giorni sto cercando di approfondirla perché è strettamente legata al concetto di fertilità, di rigenerazione, poteri propri del sole e della luna. Il figlio Ihi di Hator è una raffigurazione caratteristica del tempio di Dendera o appare anche in templi precedenti? S. |
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BATA Posts:56

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| 04 apr 2008 09.46 |
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Segnalo che una festa relativa alle due divinità è rappresentata nel tempio di Dendera, dovrebbe riguardare la festa di inizio anno, e la processione in loro onore è riportata sulla scala interna che porta al tetto del tempio. In particolare la processione riguarda il trasferimento della statua di Hator dall'interno del tempio al chiostro a lei riservato sul tetto dello stesso dove veniva posta (nuda) in attesa che Horus suo sposo, il sole, sorgendo si congiungesse con lei. Antonio, essendo stato recentemente sul posto forse potrai essere più preciso. Per Andrea: Nekhen non è l'attuale El-Kab che, invece, è l'antica Nekheb. Ciao, BATA. |
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".....e poi, per chi non è abituato, pensare è sconsigliato." |
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Stefy Posts:855

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| 04 apr 2008 14.26 |
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Sì, Bata, hai ragione, Nekhen è Hierakonpolis....è scritto sbagliato sul sito dal quale Andrea ha tradotto.... Mi lascia perplessa il fatto che parli di congiungimento fra Hator e Horus-Ra durante l'esposizione della dea ai raggi del sole.....nell'articolo su riportato si parla di "notte di nozze", d'incontro fra la stauta di Hator e quella di Horus....avevo capito che l'esposizione di Ra servisse ad irradiare la dea per renderla feconda, non che questo fosse il momento culmine della cerimonia..... Aspetto ulteriori chiarimenti, grazie.....S. |
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vitussi Posts:108

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| 04 apr 2008 23.54 |
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Grazie a tutti per la segnalazione del Nekhen... mi era sfuggito! ho provveduto a sistemare il "bug".
Cari saluti
Andrea |
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BATA Posts:56

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| 06 apr 2008 18.06 |
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Le informazioni sono ricavate da: GUIDA INSOLITA AI MISTERI, ALLE LEGGENDE E AI LUOGHI SACRI DELL'ANTICO EGITTO" di Iohn Anthony West. A pagina 396 sono descritte le cappelle situate sul tetto e qui termina la descrizione della processione, che come ho riferito, è quella di inizio anno. Si specifica chiaramente che l'anno iniziava, diversamente che da noi, all'alba quando i raggi del sole congiungevano ritualmente Horo con Hator. Ho sempre considerato poco laffidabili, in generale, le affermazioni dell'autore del libro, anche per le teorie da lui sostenute, ma in diversi casi ho riscontrato, anche personalmente, che dove indicato c'era l'illustrazione da lui descritta. Ciao, Bata. |
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".....e poi, per chi non è abituato, pensare è sconsigliato." |
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vitussi Posts:108

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| 06 apr 2008 18.30 |
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Ho trovato un altro testo di cui riporto traduzione e link, che mi sembra più breve, ma con riferimenti più precisi, e con una discreta bibliografia. Allego in fondo immagini del sito ed alcuni riferimenti al Faulkner per le parole chiave citate nel testo.
Spero sia di aiuto ad estendere la comprensione.
Andrea
Festa del Bell’Incontro
http://www.hethert.org/reunion.htm
Hathor era considerata come moglie di Herw (Horus) e il suo tempio a Dendera celebrava l’unione “Festa del Bell’Incontro”, hb n sxn nfr ("heb en sekhen nefer") di Hathor e Herw assieme al tempio di Horus a Edfu. Entrambi i templi condividono informazioni circa questa festa nelle iscrizioni che ricoprono le loro pareti. Ona volta all’anno durante il terzo mese di Shomu, la stagione del Raccolto, Hathor avrebbe compiuto un viaggio sulla sua Barca Sacra più di 100 miglia a Sud per riunirsi a Horus. Il viaggio durava quattro giorni, e cinque imbarcazioni più piccole con le vele spiegate avrebbero rimorchiato controcorrente la grande barca di Hathor, portando la barca sacra della processione con la sua santa rappresentazione della Dorata.
Il nome della barca dorata di Hathor era nb(.t) mrwt, con il significato di "Signora dell’Amore". L’intero clero del tempio di Dendera era presente alle cerimonie che celebravano la sua partenza da Dendera. Uno scriba dei testi sacri e i suoi shemsw (seguaci) accompagnavano la barca e stavano con essa durante i quattro giorni del suo viaggio. Mentre viaggiava verso sud, la processione attirava pellegrini da entrambe le città ed anche oltre, ed alla processione stessa venivano inviati delegati locali delle maggiori città.
La prima fermata durante il viaggio era al tempio di Asherw a Karnak, dove Hathor avrebbe visitato la dea Mut. Al secondo giorno si visitava il santuario della dea Anukis a Per-mer, ed al terzo giorno Hathor raggiungeva l’antica città di Nekhen (Hierakonpoli). Al momento di questa fermata essa era raggiunta dall’Horus locale che la accompagnava per il resto del giorno fino a Djeba (Edfu). Mentre la processoine di Hathor si stava avvicinando a Edfu, Horus di Edfu (affiancato da Khonsw) se ne usciva con la sua propria barca processionale per incontrare la sua Consorte. Questo incontro accadeva a Wetjeset-Hor (Wtcheset-her, wTst-Hr, “il posto dove Horus è adorato ad alta voce“) collocato a nord di Edfu.
Nei testi cosmogonici di Edfu, Wetjeset-Hor è il sito originale della collina primordiale della creazione, dove fu piantato il giunco e sopra il quale il Netjer (il demiurgo) si posò per dare luogo all’atto della creazione. Il tempio si sviluppò attorno a questo punto consacrato. E’ quindi appropriato che l’incontro di Hathor e Horus avvenga in questo luogo santo, perché il frutto della loro unione coniugale simboleggia la nuova vita, la fertilità e la rigenerazione. L’arrivo di Hathor e di Horus a Wetjeset-Hor era accompagnato dalle offerte dei primi frutti del raccolto e dai rituali per determinare il tempo più favorevole e opportuno per il momento della partenza dal tempio.
Le barche di entrambi, Hathor e Horus, quindi veleggiavano a jAt-Geb ("la Collina di Geb") dove venivano effettuate offerte in gran copia. Alla fine, mentre iniziava a scendere la sera, in questo giorno della Luna Nuova, le imbarcazioni arrivavano al tempio di Edfu, accolte entusiasticamente dalla folla in attesa, assembratasi per l’importante occasione. A questo punto entrambe le sacre statue venivano poste assieme nel santuario del tempio e iniziavano quattordici giorni di rituali e celebrazioni. Le immagini di Hathor e Horus venivano portate in processione, la mattina seguente, fino alla cappella a cielo aperto sul tetto del tempio, e sistemate nel mezzo degli sfavillanti raggi del sole: essi erano “arrivati in Presenza di Ra”.
In quel tempo a Edfu si attivavano le processioni verso la necropoli e verso i santuari confinanti, e venivano presentate numerose offerte del raccolto. C’erano molti tipi di pane, carne arrosta di manzo e di anatra, e birra in abbondanza, assieme a latte, datteri, torte dolci, ed altre squisitezze. Durante le notti, Hathor rimaneva nel santuaroi del tempio di Edfu con Horus. Per dare gioia al ka di Hathor, un coro cantava meraviligose canzoni e giovani donne danzavano. I testi raccontano che “gli abitanti di Bahdet gioivano e producevano un allegro fracasso che raggiungeva i cieli”. Le descrizioni continuano accennando che l’odore della mirra poteva essere percepito da miglia di distanza, e la città era “adorna di faience, scintillante di natron e inghirlandata con fiori ed erbe fresche. I suoi giovani erano ubriachi, i suoi cittadini erano felici, le sue giovani fanciulle stupende da vedere; l’allegria e la gioia erano dappertutto in ogni quartiere. Non vi era modo di dormire in quel luogo fino all’alba.”
Attraverso tutto il perdurare di questa gioiosa celebrazione l’attenzione si concentrava sulla rigenerazione della vita, simboleggiata dal ruolo di Hathor come Netjer.t della Vita, nel suo matrimonio con Horus. Dopo quattordici giorni di festa, le attività si concludevano, la barca di Hathor con la sua Immagine navigava giù per il fiume con la corrente, le vele ripiegate, e ritornava a casa, nel suo tempio di Dendera.
Bibliografia:
Ώ] text from Edfu IV, 3, 5-8, in Barbara Watterson's The House of Horus at Edfu, p. 106.
Alliot, Maurice, Le Culte d'Horus à Edfou au Temps des Ptolémées, Le Caire, Imprimerie de l'Institut Français d'Archéologie Orientale, 1949.
Bleeker, Dr. C.J., Hathor and Thoth: Two Key Figures of the Ancient Egyptian Religion, Leiden, E.J. Brill, c. 1973.
Cauville, Sylvie, Edfou, Bibliothèque Générale, Tome VI, 1984. Image of the King and the Barque of Het-Hert from pl. 9, in the hypostyle hall of Edfu.
Cauville, Sylvie, "La Chapelle de la Barque à Dendera," BIFAO 93 (1993), pp. 79-172. Image of Barque of Het-Hert, pl. 13, from the base of interior southern wall.
Kurth, Dieter, Treffpunkt der Götter: Inschriften aus dem Tempel des Horus von Edfu, Düsseldorf/Zürich, Artemis & Winkler Verlag, c. 1998. Image of procession from plate 57, taken from Chassinat's Edfou X.
Watterson, Barbara, The House of Horus at Edfu: Ritual in an Ancient Egyptian Temple, Tempus Publishing Ltd., c. 1998.
Wilkinson, Richard H., The Complete Temples of Ancient Egypt, New York, Thames and Hudson, c. 2000.
Wilson, Penelope, A Ptolemaic Lexikon, Orientalia Lovaniensia Analecta 78, Peeters, c. 1997.
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Dd=j n=tn rmT nb.t d=j rx=tn Hs.wt xpr(w)t n=j - Parlo a voi o gente tutta, affinchè vi sia dato di conoscere le cose favorevoli che mi sono accadute - (dalla tomba di Ahmose, figlio di Ibana - El-Kab) |
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Stefy Posts:855

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| 14 apr 2008 09.24 |
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Dunque da quanto si legge nell'articolo sotto la festa dell'esposizione di Hator ai raggi solari avveniva nel tempio di Dendera, non di Edfu e in un'occasione diversa da quella del Buon Incontro, in occasione del Capodanno; ho capito male?
http://it.geocities.com/newsarcheo/egitto3.htm
S.
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vitussi Posts:108

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| 14 apr 2008 09.35 |
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Interessante Stefy.... come avrai visto dall'articolo che avevo parzialmente tradotto... anche a Edfu vi era una situazione analoga:
"On the morning of the second day at Edfu it is no longer the Beautiful Reunion which is the focus of the celebrations.Now the Festival of Behdet is the one talked of by the inscriptions. (Behdet = originally a location in the northwest Delta. Horus of Behdet = a form of Heru as the hawk-winged sundisc). "
Perciò anche a Edfu, la festa si trasformava in un'altra, il cui nome era "Festa di Behdet"... (ne parla appunto il resto dell'articolo, ancora in inglese (sigh!) appena avrò tempo cercherò di tradurlo.)
Cari saluti.
Andrea
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Dd=j n=tn rmT nb.t d=j rx=tn Hs.wt xpr(w)t n=j - Parlo a voi o gente tutta, affinchè vi sia dato di conoscere le cose favorevoli che mi sono accadute - (dalla tomba di Ahmose, figlio di Ibana - El-Kab) |
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Stefy Posts:855

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| 14 apr 2008 14.57 |
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Sai Andrea, un'altra cosa che non sapevo assolutamente è che secondo un'iscrizione trovata nel tempio esso risale all'epoca dei "Seguaci di Horus" ed in seguito fu restaurato da Khufu ed è da quei tempi che veniva celebrata la festa della "Navigazione di Hator" verso Edfu nel mese di Epiphi...quindi è ancor più antica di quanto immaginassi!!!! S. |
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