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Da PAPIRUS on 12/07/2008 13.32

Padova - 23/24 febbraio - Indiana Jones del mistero: come indagare enigmi storici

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Da vitussi on 26/06/2008 22.33

Ancora un'affascinante esperienza nel complesso della parte meridionale del sito di Karnak...

Il Recinto di Mut, un report fotografico ed una serie di commenti entusiasti su un sito molto interessante.

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Subject: politeismo?
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Author Messages
Meritamon
Posts:30

18 ott 2007 17.53  

 

ma c'è ancora chi pensa che gli egizi così come i greci ed i romani fossero politeisti?

e poi che valenza  date a questo termine?

L' eresia,così detta,di Akenaton non aveva il valore che comunemente si da all'inquisizione cattolica contro gli idoli..ma valore strettamente politico.Egli voleva accentrare il potere politico tutto nelle sue mani..(forse prevedendo la futura decadenza?) e per fare questo simbolicamente doveva affidare tale opera ad un archetipo che la rappresentasse...il sole,l'Aton.

Così come le varie raffigurazioni delle divinità..non sono dei come comunemente si intende ma Archetipi su cui si basa il nostro mondo.. sono regole principi..visibili agli uomini attraverso rappresentazioni tangibili,porte per così dire con attributi umani o animali...

 


Aset sefek ui m bin
Sit-Amun
Posts:456

18 ott 2007 19.50  
Prima di imbarcarmi in una discussione, vorrei che mi chiarissi il passo relativo all' "inquisizione cattolica contro gli idoli".
Ciao

"Rectius vives, Licini, neque altum/ semper urgendo neque, dum procellas / cautus horrescis, nimium premendo/ litus iniquum."
Vivrai meglio, o Licinio, se non ti spingerai sempre in alto mare e non rasenterai troppo il litorale malfido, mentre accortamente eviti le tempeste. (Orazio, Carmina, II,10)
Meritamon
Posts:30

18 ott 2007 20.06  
ciao,
intendevo dire che A partire dal cristianesimo(o da come è stato travisato) le religioni dell'antichità sono state additate come idolatriche..
un esempio(sempre simbolico..) è la descrizione dell'idolo d'oro sotto il monte in cui Mose riceve i comandamenti.
Gli ebrei appena usciti dall'Egitto hanno paura e non vedendo tornare Mose fondono il loro oro per farne un idolo così come avevano visto in Egitto..(ma questo passo è stato tradotto ed interpretato male)
Ma ad uno studio più attento non sfugge la lontananza della religione egiziana da tale modus operandi.
Gli egizi non adoravano idoli non credevano che esistesse un dio gatto..
queste sono rivisitazioni di quei moderni a cui sfugge il principio Uno (il sole,anche questo simbolico ovviamente) cui gli egizi ricollegavano le varie qualità degli altri archetipi.
per chiarirmi ulteriormente :el in ebraico significa Dio,essere risplendente.
Elohim è il prurale,significa Dei quindi.. La Chiesa cattolica ha tradotto Elohim col singolare...

Aset sefek ui m bin
Sozzani
Posts:1900

18 ott 2007 20.43  

Beh, a parte la religone cattolica, argomento da evitare su questo sito se non sotto l'aspetto storico-critico, e che l'idolo d'oro che citi era un vitello (Api) e non un gatto, è mia convinzione che gli Dei "maggiori" dell'Egitto non fossero altro che figure sincretiche di un solo Dio: Ra, il sole.

Gli altri Dei "minori", spesso oggetto di culto locale, li paragonerei più alle figure dei nostri Santi, anch'essi oggetto di venerazione.


"più conosco gli uomini, più amo gli animali" G.B.Shaw
Meritamon
Posts:30

18 ott 2007 21.01  
beh certo che era da un punto di vista storico-critico il mio parlare della religione cattolica..ha una dottrina dei testi degli autori..come qualsiasi altra,non volevo certo dibattere di fede cattolica su un sito di egittologia! La traduzione sbagliata di un termine è una cosa oggettiva per i cattolici gli ebraici i mussulmani..
L'idolo che cito era un vitello, sarebbe stato difficile scambiarlo con un gatto in effetti! mi riferivo a Bastet ,per fare un esempio di come gli egiziani non divinizzassero gatti e cani e nemmeno vitelli..ma che dietro ci fosse ben altro..vedi per esempio il libro delle porte..
A mio parere(condivisibile o meno) tutte le teogonie dell'antichità costituiscono un linguaggio simbolico per tramandare una lingua sacra persa ormai nei meandri del tempo.. Che ci posso fare se un pò per studi un pò per convizioni non riesco ad immaginarmi egizi e romani che costruiscono templi alle mucche?(anche se spesso gli animali sono meglio degli uomini )
Io credo che l'appellativo di Toro Luminoso a Ramses o il culto di Api significasse ben altro..se si sviscera cosa era un toro per gli egizi..quale principio incarnava..Allo stesso modo Vesta era il fuoco..quindi i romani credevano che il Fuoco fosse una donna e lo adoravano?Vesta rappresentava il fuoco inquanto potenza rigeneratrice ,la base del potere di Roma..per cui non poteva che essere rappresentata come una vergine..
Iside..lo stesso..
Sugli dei maggiori siamo d'accordo.. sugli dei minori..io credo che non esistessero dei minori..ne figli di dei minori..e che i santi tutt'al più siano uomini migliori o più elevati spiritualmente di altri..Ma lo ripeto,queste sono solo mie umili convinzioni..

Aset sefek ui m bin
Grimloq
Posts:9

18 ott 2007 23.00  
Ani scriveva che "L'uno si manifesta in milioni di forme", per cui un'ipotesi (personale, si intende ) potrebbe essere che sia le divinità maggiori che le divinità minori siano comunque delle emanazioni del dio principale (potrebbe essere anche Amon nel Nuovo Regno?).
Un libro molto interessante che ho scovato in una bancarella, "gli dei dell'Antico Egitto" di Erik Hornung, suppone che l'uomo egiziano applicasse una sorta di "monoteismo relativo", mi spiego: all'atto dell'adorazione di una qualsiasi divinità (sia maggiore che minore) per il fedele non esisteva nient'altro che qella divinità, per cui si ha una sorta di monoteismo preferenziale che segue le circostanze quotidiane (Tueris ad esempio per il parto,Buto per le colture ecc....)
Cosa ve ne pare?
Nefertari
Posts:502

19 ott 2007 00.48  

ecco quando parliamo di Roma antica..e tutto un altro discorso che non sto qui a fare!!

tornando all'Egitto..politeismo?noo..monoteismo?noo!!secondo me le cose sono molto semplici..c'era un pantheon di dei..noi stiamo qui perchè hanno creato il mondo..ognuno di loro ha un aspetto della nostra vita..se mi va male chiedo al tizio in questione..e se mi va male qualkosaltro chiedo a caio o a sempronio..che un aspetto avesse sembianze femminili o maschili qsto secondo il mio ''modestissimo'' punto di vista è legato sempre e comunque al ruolo dell'uomo e della donna nella vita!!


Sarò anche una donna..ma se voglio ho il cuore di un uomo!!
BATA
Posts:56

19 ott 2007 09.53  

Vorrei far osservare che, nell'Antico Egitto ogni città aveva un suo Dio principale, al massimo due.

Questo mi induce a pensare che, pur avendo a disposizione un gran numero di dei, la religione era, fondamentalmente monoteista non disdegnando il ricorso ad altre divinità, anche esterne al paese (vedi l'invio della statua della dea guaritrice alla corte di Amenhotep III).

Ciao, BATA


".....e poi, per chi non è abituato, pensare è sconsigliato."
Stefy
Posts:827

19 ott 2007 10.57  
Chi adora una statua, s’inginocchia davanti a una croce, come chi orienta il suo sguardo verso una direzione precisa mentre prega, o chi porta ogni giorno da mangiare a un dente perché ritiene che questo appartenga al suo dio, non penso che siano pazzi che adorano oggetti…sanno benissimo che sono soltanto oggetti ma sono anche simboli che personificano il loro dio ed i fedeli assumono questi atteggiamenti per rendere a lui omaggio.
Quindi gli Egizi non adoravano il gatto pensando che fosse un dio ma l’animale aveva le caratteristiche proprie del dio che essi intendevano adorare; stessa cosa per il toro e il leopardo, di cui i primi re indossavano rispettivamente la coda e la pelle. Gli animali sono stati presi, fin dall’inizio della storia di tutte le religioni, come simbolo di potenza, di timore, di agilità, di furbizia, di forza, di potenza sessuale, di capacità rigeneratrice, etc. tutti gli attribuiti propri di questi animali diventavano caratteristiche divine.
Secondo me bisogna partire dall’inizio per capire ciò che succede dopo.....le religioni successive al mondo egizio hanno elaborato i miti integrandoli che le credenze delle proprie genti, quindi vediamo caratteristiche, attribuiti e ruoli diversi per ogni divinità, secondo i tempi, i popoli e le zone geografiche.
Credo che anche per la religione egizia ci sia stata un’evoluzione, una sorta di manipolazione di miti nel corso del tempo e a seconda delle zone, quindi ogni divinità aveva una sua caratteristica in un determinato tempo e luogo; forse tutte si potevano ricondurre ad un unico dio, chiamato con nomi diversi ma pur sempre un unico creatore.
Per quanto riguarda Akhenaton, penso che lui avesse capito l’unicità del dio e ma penso che avesse soprattutto in mente un discorso politico piuttosto che religioso, accentrare la religione su un unico dio e su di sé tutto il potere!!!!
Concludendo queste miei asserzioni, penso che gli Egizi credessero in un dio creatore, ogni cosmogonia ne aveva uno, il quale era contornato da altre divinità, ognuna con proprie caratteristiche, che venivano adorate per le loro peculiarità, senza nulla togliere al demiurgo, anzi, contribuendo ad arricchirlo ed esaltarlo in quanto derivazioni di esso.
Se questo era monoteismo o politeismo credo sia una conclusione soggettiva.

S.
cimafanis
Posts:41

19 ott 2007 11.21  

Stefy , io credo che gli egizi fossero assolutamente politeisti ...non mi spiegherei altrimenti le varie dispute ,nei vari periodi ,dei sacerdoti per quale fra gli dei fosse il più grande ...

il periodo dell'eresia di Akhenaton ne è un significativo esempio: hanno distrutto la sua rivoluzione perchè per loro non era concepibile ...

forse credevano in Atum-Ra come la divinità principale perchè creatore del mondo , che esce dal liquido primordiale , ma anche egli è stato generato da Ptah quando quest'ultimo ne pronuncia il nome ...quindi già ne esistevano per forza due di dei ...

Nefertari
Posts:502

19 ott 2007 11.32  

no le dispute dei sacerdoti per quali dio fosse il più grande è perchè erano legati al proprio potere..se il dio che veneravano era il più grande di tutti a loro andava il massimo potere..guarda il clero tebano!!tanto potere che già nella XVIII dinastia i faraoni si sentirono minacciati..prima Amenhotep III e poi Akhenaton..adottarono modi piu o meno radicali per metterli in secondo piano rispetto alla loro figura!!


Sarò anche una donna..ma se voglio ho il cuore di un uomo!!
cimafanis
Posts:41

19 ott 2007 11.56  

anche se le loro dispute erano legate al loto potere , ciò non toglie che comunque erano più dei e non un'unico dio che adoravano nelle varie forme ...

in fondo i "profeti" erano proprio loro , i sacerdoti , che ufficiavano i riti per i loro dei , ma io non ho mai letto di un culto ad un dio come intercessore per arrviare ad un altro dio più grande ...questo sarebbe stato segno di un possibile monoteismo ...

Nefertari
Posts:502

19 ott 2007 12.01  

quello che penso sul politeismo o meno l ho già detto..che i sacerdoti ci credessero o meno questo è un altro discorso


Sarò anche una donna..ma se voglio ho il cuore di un uomo!!
Sit-Amun
Posts:456

19 ott 2007 13.03  

Nella discussione che avete avviato mi hanno colpito due filoni tematici: quello religioso (monoteismo o politeismo in Egitto) e quello relativo all'idolatria. Personalmente ritengo che interpretare sempre e comunque il passato secondo le convinzioni e le conoscenze del presente non sia un'operazione corretta, anche se non dubito che sia suggestiva: si parla di archetipi junghiani, di religione come simbolismo di istanze e necessità di un popolo e, di conseguenza, di un solo dio che assume di volta in volta aspetti diversi. Gilberto parla di sincretismo e di una distinzione tra dei maggiori e dei minori e, incredibile dictu , concordo più con lui nell'interpretazione del problema. Che la religione sia la risposta data dai vari popoli a fragilità e necessità interiori credo non ne dubiti nessuno, ma che gli dei politeistici, da ridurre in fondo all'UNO (secondo Meritamun e altri), siano espressione di archetipi e dunque di Un archetipo, ebbene, questo mi sembra una forzatura interpretativa. L'Egitto mi piace per quello che esprime e per i suoi valori, spesso diversi non solo dai miei, ma anche da quelli dei miei contemporanei, a prescindere dalla loro posizione in fatto di religione. Alcuni storici oggi tendono, a parer mio, a deformare alcune interpretazioni classiche del dato eventuale o della struttura in esame anche per motivi pubblicitari (in caso contrario, chi parlerebbe del loro libro?). In fondo la loro operazione è semplice: attualizzare per divulgare. Ma nella semplificazione, lo sappiamo, si nasconde spesso l'errore.

Quanto al problema dell'idolatria, credo, invece, che gran parte del...passatemi il termine, forse paternalistico...popolino ritenga che nell"idolo" ci sia il Dio venerato. Basti pensare al S. Pietro della Basilica di S. Pietro, il cui piede si è completamente lisciato per i tanti contatti fisici avuti nel tempo con i visitatori. L'iconoclastia, seppur con metodi estremi, aveva stigmatizzato tale usanza, incomprensibile se non si accetta l'evidenza: la statua è, per la massa, il contenente di uno spirito presente, quello del dio o del santo venerato. Ma siamo alle solite: tendiamo a proiettare i nostri convincimenti, frutto di dotte letture e di buone frequentazioni, ad una massa che, perdonatemi, non sa nulla di tutto questo (e neanche se l'immagina). Una malattia tipicamente italiana (vedi Risorgimento).

Un saluto

 


"Rectius vives, Licini, neque altum/ semper urgendo neque, dum procellas / cautus horrescis, nimium premendo/ litus iniquum."
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archeoproteo
Posts:135

20 ott 2007 16.41  

Willis Budge (1857-1934), direttore della sezione Egizia del British, con  ingenuità (tipica anglosassone, quindi in senso positivo), lucidità e intuzione dichiarò che la religione egizia era una forma molto particolare di monoteismo.

Detto questo, la religione, per come la intendiamo noi, per gli antichi egizi era inesistente. diventerebbe molto compleso coniare un nuovo termine, ma per loro tutto era incentrato sulla ritualità. La vita, come la morte era esclusivamente un rituale e le divinità facevano parte dei riti.

Toccando solo l'aspetto prettamente di critica storica, immaginatevi tra cinquemila anni gli archeologi del futuro, quando si troveranno ad analizzare la religione in Italia. troverano dei testi, ovvio, e dati materiali: tante chiese, intitolate a santi diversi, tutti degni di venerazione. Che idea si faranno, con la visione appiattita dal passare dei millenni?


http://belandi.splinder.com
Sozzani
Posts:1900

20 ott 2007 20.12  

Il guaio è che, spesso, questa "devozione" a figure non assimilabili al concetto del Dio Creatore e ai suoi diversi possibili aspetti, sconfina nella superstizione.

A proposito: A Napoli, nella chiesa di S. Gennaro, ci sono due persone inginocchiate. Una, ben vestita con aria facoltosa, l'altra è un barbone.  La prima dice: "San Gennaro, fatemi 'a grazia! Ho bisogno di 500.000 euro, altrimenti fallisco!". E l'altra: "A Gennà, fatemi trovà 5 euro ch'aggio a mangià!" Di nuovo il signore: " San Gennaro ti imploro, ho bisogno di 500.000 euro, sennò non posso pagare i debiti e sono sul lastrico!" e il barbone "Dài, solo 5 euro!". La cosa va avanti per un po', finché quello benvestito si alza, tira fuori 5 euro e li caccia in mano al barbone dicendo: "Eccoti 5 euro, ma non me lo distrarre!".

Appunto: il mio ortolano ha fatto un voto a Padre Pio perché faccia vincere l'Inter.

In pratica, affidarsi a qualcosa di superiore per risolvere i propri problemi. Per chi ci crede è senz'altro più comodo.


"più conosco gli uomini, più amo gli animali" G.B.Shaw
archeoproteo
Posts:135

22 ott 2007 15.14  
Nei tremila (3000 e sono tanti) anni di civiltà egizia, si è assistito, a seconda delle epoche, a diversi tentativi di unione o divisione delle varie entità divine. E non mi riferisco solo al faraone "eretico" (eretico nell'accezzione reale del termine, ovvero di colui che fa una scelta). E neanche unicamente alle opere di sincretismo stile amon ra.
Bisogna scorporare la massa di informazioni e contestualizzarle esclusivamente per ogni porzione territoriale e suddividere ancora per le epoche. Altrimenti ci sembra un insieme confuso. Ogni località ha più divinità, di cui una principale. Quando un dio/dea e il suo compagno/a prendevano il sopravvento? Solo quando la località diventava dimora dei sovrani e la sua fama si espandeva accompagnata dalla protezione del suo dio/dea.
Poi, come dei bravi attori, le divinità facevano comparsa man mano a seconda delle epoche. quando compare per la prima volta osiride nei testi? Con stupore ma tardi, non prima della V dinastia ( e proprio nei testi delle piramidi si fa di tutto per tenerlo lontano dal luogo di sepoltura del defunto! altro che voler veder il pilastro djed all'interno della grande piramide). E Amon? ad esempio compare per a prima volta traccia del suo nome nella zona tebana all'epoca di Antef II proprio su una colonetta fatta erigere nel luogo che diventerà poi il monumentale sito del Karnak.
Rinforzo con il metodo analogico: a Torino il santo protettore è S. Giovanni che viene festeggiato il 24 giugno. Il 19 settembre s. Gennaro, (stra) venerato a Napoli. A Torino no, giusto? salvo che da piccole comunità formate da abitanti della città di origine partenopea. S Rosalia a Catania è una sorta di festa nazionale, ma non per il resto d'Italia. Nessuno in questi casi si azzarderebbe a definire politeismo questa situazione.
Lasciamo ai poveri egizi tutti i loro rituali senza etichettarli...quello purtroppo è il lavoro (un pò) sterile di alcuni studiosi. Di questa frase mi prendo tutte le responsabilità, ovviamente

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Titinut
Posts:7

22 ott 2007 16.47  
Ciao a tutti!!! Leggo sempre con tanto interesse tutto ciò che scrivete in questo splendido forum e volevo fare a tutti voi i miei complimenti per i contenuti che, per me che sono alle “prime armi”, sono molto istruttivi. Tornando al tema volevo dire che il paragone che Archeoproteo fa tra gli antichi dei egiziani ed i ns. santi mi trova pienamente d’accordo, calza a pennello! Come noi veneriamo maggiormente un santo rispetto all’altro, in base anche alla ns. collocazione geografica, gli antichi egizi adoravamo un dio invece di un altro. Con questo, visto che noi non consideriamo la ns. religione politeista, potrebbe essere la stessa cosa per la loro. Veneravano maggiormente un dio senza dimenticare che a capo di tutto ce n’era uno solo.
Questa è la mia modesta opinione, …per quello che può valere. :-)
archeoproteo
Posts:135

22 ott 2007 17.48  
@ Titinut, lungi da vler convincere qualcuno, ma sono contento che il mio paragone di "soddisfi".
Dobbiamo sempre ricordare che la religione (pardon, ma almeno ci capiamo) egizi è fuori dalla nostra comprensione, se il filtro che gli mettiamo è quello teologico. Non siamo di fronte a nessun tipo di "rivelazione", non c'è alcun dogma, non c'è nè un testo (inteso come la bibbia, corano e vangeli) nè una Tradizione, pilastri questi tipici di una religione. Le forze della natura (mono) hanno preso forme diverse, aspetti animali e umani (poli). dargli una forma e un nome era l'unico modo per poterle identificare e controllare. Non dimentichiamo che dietro ciascuna divinità a forma animale, si celava un significato ben preciso dato dall'osservazione della natura. Mi viene in mente ad esempio Atum, che si incarna in un icneumone (una sorta di mangusta) e combatte contro Agep, incarnato in un serpente. Quale altro animale più indicato per Atum?

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Sit-Amun
Posts:456

22 ott 2007 17.55  
Però i santi sono realmente esistiti, anche se potrebbero essere interpretati come aspetti diversi di Dio, mentre sulla reale esistenza degli dei "minori" mi sembra che sussistano parecchi dubbi. Dico questo perché il dio minore potrebbe essere la rappresentazione teologica di un personaggio storico veramente esistito che in tal modo viene ricordato.
Sit-Amun
P.S. S. Rosalia si venera a Palermo, S. Agata a Catania (e peraltro con forme di pseudoreligiosità su cui non mi soffermo).

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archeoproteo
Posts:135

22 ott 2007 18.23  

Scusa l'ignoranza per i Santi della Sicilia.

Anche gli animali sono sempre esistiti, loro li vedevano sempre, li adorvano, li imbalsamavano, vivevano nei templi e le loro statue, che ospitavano i Ka erano ben presenti.

Poi, qual'è il significato per gli antichi egizi di "dio minore"? Se io leggo le loro formule, tutte le divinità citate sembrano sempre sullo stesso piano, anche quando qualcuna di queste viene chiamata "padre di..." ne sopraggiunge un'altra uguale per potenza e venerazione.


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Sit-Amun
Posts:456

22 ott 2007 20.51  
Però nel pantheon egizio non tutti gli dei possiedono la potenza di Osiride, Iside, Horus e Seth...Non porrei tutte le divinità egizie sullo stesso piano.

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Sozzani
Posts:1900

22 ott 2007 22.04  

Per chiarire meglio il mio pensiero, quando ho chiamato "minori" alcune divinità egizie e le ho paragonate ai ns. Santi, mi riferivo a culti e devozioni non sempre locali, ma, comunque non paragonabili a quelle tributate alle triadi dei Templi o all'Enneade. Ad es. Tauret, Bastet, Bes, ecc.

Poi, la religione egizia, nel corso dei millenni, ha subito profonde trasformazioni. Basti pensare all'ogdoade di Eracleopoli ed alle divinità rappresentate come "rane"!


"più conosco gli uomini, più amo gli animali" G.B.Shaw
archeoproteo
Posts:135

22 ott 2007 23.32  
Sit Amun, mi spiace contraddirti, ma le divinità che hai citato godono anche di una certa fama postuma; non si può affermare che adesempio Ptah non abbia potenza, lui è il grande demiurgo, colui che dando il nome alle cose le creò, oppure Ra, o lo stesso Amon. Non dimentichiamoci che, indipendentemente dal considerazione che si aveva di Osiride, ovvero il defunto tendeva a sovrapporsi, a identificarsi in lui, lui non era il vero protagonista. Pensa all'amduat, dove avviene di tutto e di più, sono presenti tutti gli dei (tra protagonisti attivi, equipaggio barca, etc) mentre Osiride compare solo alla 12sima ora e anche un pò in disparte.
Ra, dove lo mettiamo?. I sovrani lo hanno inserito nella titolatura: quinto nome nel cartiglio(ovvero quello vero di nascita) sempre preceduto dal segno geroglifico dell'oca (=figlio) e dal disco solare (=ra).
NOn dimentichiamoci che rivestiva un'importanza fondamentale lo stesso Thot, in quanto possessore per antonomasia delle hekau, ovvero le parole giuste da dire.
E gli esempi sarebbero molteplici. Non si può stilare una classifica di importanza, le variabili da inserire sarebbero troppe. E per chiudere e Maat? Nel Nuovo regno la vera star era lei!

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Sit-Amun
Posts:456

23 ott 2007 08.39  
Non intendevo citare tutti gli dei maggiori, ma solo alcuni esempi. Personalmente condivido l'opinione di Gilberto: non credo che il culto di Bastet sia stato assemblabile a quello di Amon (per citare un esempio!).

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archeoproteo
Posts:135

23 ott 2007 19.16  
Pur nella sua complessità, questo discorso presenta degli elementi decisamente semplici: bisogna però contestualizzare zona per zona (nomo per nomo) e epoca (e non solo i tre grandi regni) per epoca.
Osiride, se proprio vogliamo dirla tutta rimane un elemento fodamentale per la loro soluzione al problema della morte, ma non dimentichiamo che anche lui è frutto di sincretismo con altre divinità locali con le stesse caratteristiche. Le altre divinità sia maggiori che minori (personalmente mi discosto da questa divisione) sembrano ruotare freneticamente, comparire e scomparire nei testi e nelle immagini. Atum nell'antico regno è colui di cui il sovrano defunto è mano di atum, braccia di atum, ventre di atum, ma la faccia è quella di Anubi (testo piramidi 213). Col passare dei millenni atum diventa una sorta di mangusta o una manifestazione del sole al tramonto.
Hathor, signora incontrastata solo di un nomo provinciale, Gebelin, nel nuovo regno entra a tutto diritto in quelli "maggiori" anche in area tebana, spesso identificata e confusa con Iside.
E il "povero" Bes, dove lo inseriamo? Maggiore o minori? solo perchè non compare con una certa frequenza nel c.d. Libro dei Morti? [Lo chiamiamo con il suo vero nome: Formule per l'uscire al giorno?] Opera tipica dal nuovo regno? E i c.d quattro figli di Horus, come fanno a essere inseriti nel contesto dei minori? Nel medio regno sui lati lunghi del sarcofago troviamo sempre le formule rivolte a loro (quelle posizionate in verticale). E la loro "memoria" si protrae anche fino all'epoca tarda, presenti sulla cassa del sarcofago esterno tipica delle aree tebane, quelle dette a pilastrini e proprio sui quattro pilastrini erano inserite le loro statuette. O ad esempio un'altra dea potentissima (portate pazienza ma ora mi sfugge il nome) stra presente e stra venerata (insiema da Amenofi e ssua madre) nel villaggio di Deir el Medina?
Non facciamoci ingannare dal Nuovo Regno e dalla zona di luxor, sono si rappresentative, ma non rappresentano esclusivamente l'Antico Egitto.
Ovviamente è il mio parere.

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cennis
Posts:119

27 nov 2007 00.14  

ma secondo me prima che salisse al potere Amenofi4, la religione egizia era prevalentemente politeista. con Amenofi 4, tutti gli egizi adoravano il culto di aton, che

secondo lui era l'unico culto da venerare e pregare fino alla sua morte. lui sperava che questo culto rimanesse fino alla fine della civiltà egizia o perlomeno durasse nel tempo. ma gli egizi, alla fine ,non erano molto d'accordo con questo culto, ma dovevano adorare ,perchè il faraone era venerato come un Dio e secondo loro era lui che dava la morte, la fertilità del terreno etc.

Dopo la sua morte, arrivò al potere suo figlio tutankhamon, che riportò il culto di amon.

comunque posso darti ragone.

ciao da cennis

 






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