Il serpente ha ispirato sempre sentimenti contrastanti nella cultura egizia: era temuto a causa del suo morso ed era anche venerato ed associato al culto di numerose divinità.
Sono pervenuti a noi papiri ( i cd. Papiri di Brooklyn) che parlano dei morsi dei serpenti e descrivono i metodi e le cure per neutralizzare i loro morsi. Oppure formule magiche per scacciarli (Papiro ieratico di Torino cat. 54003).
Dal punto di vista religioso cito il serpente Apofi avversario di Ra nel viaggio nell'oltretomba che aveva quindi una connotazione negativa; ma non tutti avevano questa caratteristica, per esempio la dea delle messi Renenet, a forma di serpente, che proteggeva i raccolti, o la dea Mertseger che era la divinità tutelare delle necropoli di Tebe e proteggeva gli operai e tutti coloro che abitavano a Deir el Medina, il villaggio degli artigiani che lavoravano alle tombe della Valle dei Re. Proteggeva anche i raccolti come la dea Renenet.
La dea serpente più famosa era la dea cobra Uto protettrice del basso Egitto che vedi sempre raffigurata, in posizione eretta e minacciosa, sulla testa del Faraone (insieme alla dea avvoltoio Nekhbet) ed era simbolo di potenza e regalità.
Quindi, come vedi, il serpente era temuto in quanto animale pericoloso e potente, aveva anche connotazioni religiose negative ma ne aveva anche molte di positive in quanto considerato (sotto varie forme) un protettore o un simbolo che trasmetteva la sua potenza al faraone.
Saluti
Salvatore |