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Sozzani Posts:1991

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| 31 mag 2008 11.37 |
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Da Waenra questa segnalazione:
Mostra "La lupa e la singe" - Roma e l'Egitto una lunga passione
C'è uno stretto rapporto che lega Roma all'Egitto, come testimoniano gli obelischi, i leoni egizi alla base della scalinata del Campidoglio, i reperti del tempio di Iside nel rione Campo Marzio, il grande mosaico del Nilo custodito nel Tempio della Fortuna di Palestrina, la Piramide Cestia. Un legame che sarà al centro della mostra "La lupa e la Sfinge", a Castel Sant'Angelo dall'11 luglio al 9 novembre. Il Rinascimento si innamorò degli antichi profeti, di Ermete Trismegisto e dei segni geroglifici; i Borgia vollero la storia del bue Api dipinta nelle loro sale in Vaticano; a Roma fiorirono gli studi sulla religione e sui riti misterici: una passione intensa per l‚Egitto attraversò per secoli la storia dell'arte e la società romana.
A Castel Sant'Angelo 'La lupa e la sfinge'. Le opere esposte documentano in particolare l'arco cronologico che va dal I secolo a.C. all'Età dei Lumi. Immancabile lo spazio dedicato alla celebre storia d‚amore tra Antonio e Cleopatra.
Le opere esposte nella mostra documentano in particolare l'arco cronologico che va dal I secolo a.C. all'Età dei Lumi. La mostra, particolarmente ricca di sculture, si apre con il tema della „doppia immagine‰, egizia e classica, in cui si fecero raffigurare, imitando Alessandro Magno, gli imperatori romani. Immancabile lo spazio dedicato alla celebre storia d‚amore tra Antonio e Cleopatra: la battaglia di Azio del 31 a.C, che mise fine ai sogni della coppia, è rappresentata in mostra da due rare teste marmoree.
Tra le altre opere esposte, una Iside in terracotta del I secolo a.C.; l'enigmatica statua del Cronocrator rinvenuta alle pendici del Gianicolo; le statue-personificazioni del sacro fiume egizio simboleggiato dalla sfinge, e del Tevere con la lupa, Romolo e Remo, provenienti da Villa Adriana a Tivoli.
Di epoca medievale sono invece la sfinge dal Museo civico di Viterbo; la "Tabula Bembina", o "Mensa Iliaca", uno dei pezzi più famosi del Museo Egizio di Torino per la prima volta a Roma; i disegni utilizzati da Pinturicchio per gli affreschi degli appartamenti Borgia in Vaticano; il "Messale Colonna", conservato a Manchester e le immagini dell‚innalzamento, ad opera di Sisto V, degli obelischi che diventeranno, insieme con sfingi e piramidi, un elemento caratterizzante del paesaggio romano, come dimostrano la tavola dipinta da Benvenuto Tisi, detto il Garofalo, e la tela di Poussin raffigurante "La fuga in Egitto", proveniente dall'Hermitage di San Pietroburgo.
La sezione dedicata al Seicento e al primo grande egittologo, Athanasius Kircher, esporrà la statua magica in basalto nero, normalmente divisa in due frammenti (uno a Torino e l‚altro a Firenze) e riunita in occasione della mostra; le incisioni tratte dall‚Oedipus Aegyptiacus; i modelli lignei degli obelischi romani e la celebre immagine di Artemide Efesia dai Musei Capitolini. Il Settecento verrà documentato dalle incisioni di Piranesi, i cui "capricci" egittizzanti attestano la diffusione dell'egittomania, e da reperti e opere provenienti dalla Collezione Borgiana.
(Fonte: Adnkronos)
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"più conosco gli uomini, più amo gli animali" G.B.Shaw |
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Litmanen Posts:77
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| 11 giu 2008 10.01 |
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Posted By Sozzani on 31 mag 2008 11.37
Da Waenra questa segnalazione:
Mostra "La lupa e la singe" - Roma e l'Egitto una lunga passione
C'è uno stretto rapporto che lega Roma all'Egitto, come testimoniano gli obelischi, i leoni egizi alla base della scalinata del Campidoglio, i reperti del tempio di Iside nel rione Campo Marzio, il grande mosaico del Nilo custodito nel Tempio della Fortuna di Palestrina, la Piramide Cestia. Un legame che sarà al centro della mostra "La lupa e la Sfinge", a Castel Sant'Angelo dall'11 luglio al 9 novembre. Il Rinascimento si innamorò degli antichi profeti, di Ermete Trismegisto e dei segni geroglifici; i Borgia vollero la storia del bue Api dipinta nelle loro sale in Vaticano; a Roma fiorirono gli studi sulla religione e sui riti misterici: una passione intensa per l‚Egitto attraversò per secoli la storia dell'arte e la società romana.
A Castel Sant'Angelo 'La lupa e la sfinge'. Le opere esposte documentano in particolare l'arco cronologico che va dal I secolo a.C. all'Età dei Lumi. Immancabile lo spazio dedicato alla celebre storia d‚amore tra Antonio e Cleopatra.
Le opere esposte nella mostra documentano in particolare l'arco cronologico che va dal I secolo a.C. all'Età dei Lumi. La mostra, particolarmente ricca di sculture, si apre con il tema della „doppia immagine‰, egizia e classica, in cui si fecero raffigurare, imitando Alessandro Magno, gli imperatori romani. Immancabile lo spazio dedicato alla celebre storia d‚amore tra Antonio e Cleopatra: la battaglia di Azio del 31 a.C, che mise fine ai sogni della coppia, è rappresentata in mostra da due rare teste marmoree.
Tra le altre opere esposte, una Iside in terracotta del I secolo a.C.; l'enigmatica statua del Cronocrator rinvenuta alle pendici del Gianicolo; le statue-personificazioni del sacro fiume egizio simboleggiato dalla sfinge, e del Tevere con la lupa, Romolo e Remo, provenienti da Villa Adriana a Tivoli.
Di epoca medievale sono invece la sfinge dal Museo civico di Viterbo; la "Tabula Bembina", o "Mensa Iliaca", uno dei pezzi più famosi del Museo Egizio di Torino per la prima volta a Roma; i disegni utilizzati da Pinturicchio per gli affreschi degli appartamenti Borgia in Vaticano; il "Messale Colonna", conservato a Manchester e le immagini dell‚innalzamento, ad opera di Sisto V, degli obelischi che diventeranno, insieme con sfingi e piramidi, un elemento caratterizzante del paesaggio romano, come dimostrano la tavola dipinta da Benvenuto Tisi, detto il Garofalo, e la tela di Poussin raffigurante "La fuga in Egitto", proveniente dall'Hermitage di San Pietroburgo.
La sezione dedicata al Seicento e al primo grande egittologo, Athanasius Kircher, esporrà la statua magica in basalto nero, normalmente divisa in due frammenti (uno a Torino e l‚altro a Firenze) e riunita in occasione della mostra; le incisioni tratte dall‚Oedipus Aegyptiacus; i modelli lignei degli obelischi romani e la celebre immagine di Artemide Efesia dai Musei Capitolini. Il Settecento verrà documentato dalle incisioni di Piranesi, i cui "capricci" egittizzanti attestano la diffusione dell'egittomania, e da reperti e opere provenienti dalla Collezione Borgiana.
(Fonte: Adnkronos)
Immancabile! Devo assolutamente andarci. Tempo ce ne è:) Spero di riuscire ad andare a godermela con tranquillità:) |
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