Carissimi, con un ritardo mostruoso dovuto ai soliti motivi di tempo e impegni vari, ecco il diario dello splendido viaggio che ho fatto all’inizio dello scorso novembre in compagnia del presidente Marcello Garbagnati, dei suoi genitori Alfredo e Cecilia, e della sua fidanzata Alessandra, che ha portato con sé anche la mamma Heidi, per la prima volta in terra egizia.
Per ora ho completato il racconto dei primi tre giorni, prossimamente scriverò il resto ... spero prima del prossimo viaggio
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Giorno 1 – Sabato 31 Ottobre
Decolliamo da Malpensa verso le 7 di mattina, orario un po’ pesante che ci ha costretti a una bella levataccia, ma che ci ha anche consentito di essere al Cairo per le 12.30 e di avere così una mezza giornata disponibile per fare qualcosa. Lasciato l’aeroporto internazionale, ci immergiamo n
el caos allucinante del traffico cairota (ogni volta che ci torno mi sembra sempre peggio, mah) e impieghiamo più di un’ora per raggiungere il centro, a K
han el-Khalili, dove ci attende l’amico Ossama Boshra. L’incontro è stato piacevolissimo – non vedevo Ossama dal febbraio del 2006 – e ci siamo intrattenuti per un’oretta al Fishawy degustando le ottime falafel e bevendo del buon tè alla menta. Ci siamo poi trasferiti al Museo Egizio e l’abbiamo visitato fino all’ora di chiusura. Non era una tappa obbligatoria, perché la meta principale del viaggio era il sud, ma devo ammettere che è sempre emozionante rivedere certi reperti e scoprirne di nuovi gettando l’occhio qua e là fra la miriade di oggetti esposti … del resto, è solo la quarta volta che lo visito! Da un lato, l’ora tarda ci ha consentito di visitare molti padiglioni in tutta tranquillità (a parte la sala di Tutankhamon dove entra ed esce gente senza sosta). Dall’altro lato, fermandoci fino a tardi abbiamo potuto “apprezzare” la precaria illuminazione erogata da quelle lampade arancioni poste sui soffitti altissimi del museo. Consiglio personale a chi non ci è ancora andato o a chi ci vuole tornare: visitatelo di giorno con la luce naturale che entra dalle finestre. Terminata la visita al museo, ci siamo trasferiti alla stazione ferroviaria di Giza per prendere lo sleeping-train, il treno con cuccetta che durante la notte viaggerà costeggiando il Nilo ma in direzione opposta, portandoci nel sud del Paese.