Questo un articolo di Aristide Malnati sul Quotidiano Nazionale (Giorno, Nazione, Resto del Carlino) relativo all'argomento:
Una piccola rivoluzione, destinata a coinvolgere e a mutare l’aspetto visivo della piana di Gizah, il luogo archeologico più famoso al mondo, è stata annunciata da Zahi Hawass, studioso alla testa dell’Egittologia mondiale, e sta già diventando operativa.
Totalmente libera da ostacoli e raggiungibile senza difficolta' da qualsiasi parte del deserto per circa 5000 anni, entro il 2009, massimo il 2010, l’area sepolcrale e sacra delle Piramidi e della Sfinge sara circondata da un muro alternato ad una recinzione metallica lunga 18 chilometri, e controllata in ogni angolo con telecamere ed altri congegni tecnologici.
Tutto cio' consentira' ai turisti visite piu' sicure e confortevoli; e soprattutto li proteggerà da attacchi più volte minacciati da parte di fondamentalisti, da sempre ostili contro tutte le vestigia antecedenti il periodo islamico (dal 641 d. C. ad oggi).
Inoltre il visitatore sarà messo al riparo dal fastidioso contatto con insistenti ambulanti, che propongono visite in cammello e l’acquisto di chincaglieria di nessun valore.
Il piano, elaborato gia' sette anni fa e con una spesa prevista di 26 milioni di dollari, ha gia' portato alla realizzazione di un ingresso in pietra e di numerosi check points, con metal detector e 199 telecamere che consentono ad addetti di una sala operativa di controllare qualunque movimento intorno agli storici monumenti egiziani, dalla piramide di Cheope, la piu' grande e la piu' attraente per i turisti, al museo della Barca Solare (e a una seconda barca solare, ora visibile grazie a una sonda dotata di telecamera), alle piramidine delle regine, giusto a ridosso della piramide di Micerino, fino alla meno frequentata necropoli dei costruttori.
Il nuovo muro di recinzione, alto fino a 4 metri in alcuni punti, corre per un po' parallelo alla strada principale che costeggia un lato della piana per poi proseguire con la barriera di cavi metallici che contiene sensori per il sistema d'allarme.
Zahi Hawass e Faruk Hosni (ministro della Cultura) sottolineano la necessita' della protezione di quei monumenti dall'eccessivo trafficare di questuanti e, in qualche raro caso di scavatori clandestini. Sono in molti ad approvare l’iniziativa di Hawass: “è sensato difendere una zona così importante e archeologicamente destinata a rivelare ancora parecchie sorprese; è giusto garantire agli archeologi facilità di intervento”, dice Gilberto Sozzani dell’associazione egittologia.net.
Altri invece esprimono dubbi sulla presenza di un muro e di strutture, che ovviamente sul sito originario non c’erano e che quindi deturperanno la percezione dell’intero habitat archeologico e ne suggeriranno una falsa fruizione. “Simili controlli – fa notare Hawass – ci difenderanno inoltre da tombaroli e cercatori clandestini. La piana di Gizah è una necropoli a cielo aperto ed è facilmente vulnerabile. Da oggi sarà più arduo, anche per i turisti, andarsene via con un prezioso ricordino”. Insomma un piano ben coingegnato e approvato alla quasi unanimità per la salvaguardia di edifici millenarii e per consentire agli studiosi nuovi scavi sistematici