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Curiosità
Last Post 24 lug 2006 08.54 by Sit-Amun. 2 Replies.
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Annamaria ZizzaUser is Offline
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Annamaria Zizza

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05 lug 2006 03.57
    Sono in partenza per le vacanze al mare, ma chiedo ugualmente lumi per una curiosità:  mia figlia (6 anni)legge spesso un libro illustrato sulla storia e la civiltà egizia, che ama particolarmente e su cui mi pone continuamente domande. Sul libro, peraltro ben congegnato e destinato ad un pubblico infantile ed adolescenziale, si parla di un fantomatico matrimonio tra Hatshepsut e Tuthmosis III, di cui avevo già sentito parlare in precedenza. La mia fonte, credo poco attendibile, era un libro di archeologia romanzata (lo definisco così) dal titolo "La Valle dei Re" di Otto von Neubert, pubblicato almeno una cinquantina di anni fa. L'autore ebbe la ventura di essere presente all'apertura della tomba di Tut- ench-Amun e di porre ad Howard Carter una domanda su quello che vedeva dall'apertura praticata nella tomba, a cui il famoso archeologo rispose (in inglese): - Vedo cose meravigliose-
    Il libro è, a leggerlo oggi, notevolmente fantasioso, anche se certe affermazioni, oggi ritenute assolutamente infondate, erano, all'epoca della pubblicazione del libro, confermate da autorevoli fonti. Tra le affermazioni più curiose segnalo quella riguardante la monogamia di Akhenaton, che avrebbe avuto Tut-ench-Amun e Smen-ka-Ra solo perché, disperando di avere un erede maschio da Nefertiti, dovette cedere alla ragion di stato, sposando una concubina e una figlia. Ecco, in questo libro si sosteneva che Hatshepsut sposò Tuthmosis III e che, ma su questo i miei ricordi sono più pallidi, il "terribile" Tuthmosis fece assassinare l'amante di lei, Senmut.
    Qualcuno di voi ne sa di più?
    Sit-Amun

    StefyUser is Offline
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    Stefy

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    10 lug 2006 10.48
    Forse l'equivoco sta nel fatto che oltre a Sathia che a causa della sua prematura scomparsa non riuscì a dare eredi al sovrano,Tuthmosis III sposò Merira-Hatshepsut che,nonostante la seconda parte del nome,non ebbe legami con la vecchia regina.......ma l'omonimia potrebbe aver causato confusione.
    Hatshepsut ebbe la principessa Nefrura da Tuthmosis II e Senmut divenne il suo precettore.....pare che fra lui e la regina ci fosse un legame affettivo ma non ho letto che Tuthmosis III ne fosse geloso......

    Riguardo il fatto che Tutankhamon e Smenkhara fossero fratelli e figli di Akhenaton è una teoria largamente diffusa ma non ancora suffragata da prove concrete o perlomeno io non ne sono a conoscenza.Però non capisco l'esigenza di cercare forzatamente un erede maschio,quando per legittimare il diritto al trono era sufficiente sposare una principessa.....Smenkhara salì al trono dopo aver sposato Meritamon e Tuthankamon è divenuto faraone sposando,ancora bambino,Ankhesenamon quindi questo farebbe pensare ad una legittimazione predisposta perchè se fosse stato figlio di Akhenaton,che bisogno c'era di fargli sposare subito una principessa?

    Buone vacanze!S.
    Annamaria ZizzaUser is Offline
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    Annamaria Zizza

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    24 lug 2006 08.54
    Grazie, Stefy, e scusami per il ritardo con cui ti rispondo, ma tra le vacanze e i lavori di ristrutturazione di casa mia, ho davvero pochissimo tempo libero.
    Evidentemente herr Neubert, autore del libro di cui parlavo nel mio post, non era un archeologo, quanto un romantico divulgatore di informazioni storico-archeologiche (non di rado inesatte), e un paradigma di certa archeologia, non precisamente accademica, che imperversava tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Tuttavia la lettura del suo "La Valle dei Re" suscita in me una certa tenerezza e...lo ammetto, interesse, sia per le capacità affabulatorie di Neubert, sia per l'immagine romanticheggiante e un po' ingenua della civiltà egizia che trasmette, pur interpretata in maniera a volte insopportabilmente forzosa o padreternale, quando addirittura non antistorica e filo-occidentale.
    Notavo, a questo proposito, che la tendenza a modellare le strutture socio-politico-economiche del passato o del presente "diverse" su quelle "occidentali" odierne sia ancora presente nell'opinione pubblica e persino in una certa accademia, e non parlo soltanto della tendenza all'eurocentrismo (anche nell'insegnamento), per cui grandissime civiltà come quella indiana o cinese vengono bellamente sfiorate, quando non ignorate del tutto, a tutto vantaggio del mondo greco (che molti si ostinano in maniera vergognosa a ritenere "la culla della civiltà" tout court). Parlo soprattutto della volontà pertinace a voler ritrovare le radici di fenomeni moderni, come ad esempio, la nascita del capitalismo, nel mondo greco e romano (quasi che la nascita del capitalismo fosse scritto "nelle stelle" e, pour cause, fosse inevitabile). L'operazione è certamente affascinante, ma va effettuata con i necessari distinguo, cosa che, in un'epoca rozzamente manichea come la nostra, sembrano tramontati per sempre.
    Anna
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