Antonio Crasto
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| 14 feb 2008 08.49 |
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La traduzione in inglese sembra sia stata fatta da M. Lichtheim sulla base di una precedente traduzione in tedesco di Günther Roeder del 1923.
La traduzione in italiano, riportata da Edda Bresciani, potrebbe essere stata fatta sulla base dei testi di:
- P. Barguet, La Stèle de la famine à Sehel, Le Caire 1954;
- M. Lichtheim, Anciente Egyptian Literature, III, Berkeley 1980;
- H. Goedicke, Comments on the «Famine Stela», San Antonio 1994.
Ho quindi l’impressione che le traduzioni, nelle varie lingue europee, risalgano a un’unica traslitterazione dell’inizio del secolo.
Ciò potrebbe giustificare la nuova traslitterazione e traduzione effettuata dal dott. Chioffi. Sarebbe però interessante avere una mappa dei geroglifici e le due traslitterazioni e verificare quindi le differenze nel testo italiano.
Non dispongo ovviamente dei geroglifici e delle due traslitterazioni, ma solamente della doppia traduzione in italiano (parziale quella di Ciuffi). Non credo di poter postare l’intera traduzione della Bresciani, ma, compatibilmente col tempo a disposizione, cercherò di verificare le novità introdotte dalla nuova traduzione. |
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Stefy
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| 14 feb 2008 09.20 |
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Hai tutta la mia ammirazione Andrea, complimenti! Caro Sal, il mio dubbio iniziale era: la carestia c’è stata o no? Non quant’è durata….La sua durata effettiva, in questo caso, non ha per me importanza in quanto la simbologia dei numeri non sappiamo quando realmente sia nata e quindi può darsi come no che i sacerdoti abbiano stabilito la durata di sette anni per dare un valore specifico ma non per questo dire che la carestia non sia realmente avvenuta. Da quanto ha scritto Andrea il Dott. Chioffi ha scelto di tradurre una parte della Stele in cui non si parla della carestia, immagino per smontare la teoria di Davidovitz, quindi il suo mirabile lavoro è attendibilissimo. Ci è comunque molto utile in questo caso perchè se non ho capito male potrebbe trattarsi di un testo scritto in Medio Egizio e adattato in Tolemaico. Chiedo conferma o meno di quanto ho capito..... Buona giornata a tutti! S. P.S. Certo Antonio che ti accolli un "lavorone"!!!! |
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Antonio Crasto
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| 14 feb 2008 10.49 |
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Cara Stefy,
nessun lavorone.
Ho già confrontato la traduzione della Bresciani e quella di Chioffi. Sono sostanzialmente uguali, come possono essere uguali due traduzioni effettuate da due persone differenti. Non si evince, nella traduzione di Chioffi niente di particolare, nessun punto che renda la sua traduzione particolarmente importante né per il contenuto generale della Stele né per quanto riguarda la teoria delle rocce artificiali.
Ritengo pertanto di non dover copiare la pagina del testo della Bresciani e che, a questo punto, non sia importante, per quanto riguarda il topic, continuare a parlare di questa traduzione parziale del testo della stele.
Ciò che è certo è che nella Stele si parla di Djoser e di una tragica carestia di sette anni.
Tutti i ragionamenti sulla veridicità di questi punti sono soggettivi e non possono trovare un avallo definitivo. |
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Salvatore Di Peri
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| 14 feb 2008 02.03 |
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Per Antonio: i ragionamenti non sono soggettivi sono DUBBI. Non sappiamo niente di preciso, non è che io li interpreto in una maniera e tu in un'altra.
Avevo chiesto di sapere perchè nei siti che hai segnalato (che conosco come molto seri) il fattore "carestia di sette anni" è sotto il titolo "The Legend" e il resto sotto altro titolo. Ma niente.
Sia Cimmino che la Bresciani nutrono dubbi sul fatto che questo avvenimento sia avvenuto proprio allora e sia durato sette anni. Vabbè anche questo lo sorvoliamo.
Gil ci ha proposto lo studio dell'università americana sulla caduta del meteorite che a quanto pare è caduto molto vicino e può avere in quegli anni mutato il clima tanto da impoverire il flusso del Nilo. Abbiamo considerato che la carestia avvenne ma probabilmente in un range di 300/350 anni, e anche su questo sorvoliamo.
Hai citato anche tu uno sconvolgimento climatico del quale ti ho, gentilmente, chiesto notizie. Ma anche questa richiesta nel vuoto.
In conclusione NESSUNO è convinto della validità della stele, come documento storico, se non tu, che gentilmente ci proponi la tua certezza. Sappiamo di cosa parla la stele, ma non è attendibile come documento STORICO.
Tu stesso dici: ""Se guardate bene i rilievi sono stati trovati nella strada processionale di Unas. Questa lunghissima strada ha inglobato, a detta degli archeologi, parte della strada processionale di Djoser"" se non sbaglio fra i due intercorrono circa 350 anni e due dinastie: significa qualcosa questo? Perchè Unas ha voluto inglobare la strada processionale di Djoser, accorpando anche questo punto? Ha un significato tutto ciò? Anche quinessun dubbio, niente risposte.
Per rispondere a Stefy: scusami ma mi sembrava di essere stato chiaro quando ho detto "possiamo considerare che in uno di questi periodi o per più periodi si sia verificata la carestia di che trattasi"" Quindi la risposta è si 
Per tutto il resto siamo nelle fantasticherie. Penso che anche una traduzione letterale di tutti i geroglifici non significherà niente.
Il punto della discussione è: è un documento attendibile storicamente? Riporta letteralmente scritti più antichi? I sacerdoti tolemaici hanno copiato un testo più antico o inventato di sana pianta tutto basandosi su cose che erano sotto gli occhi di tutti, per legittimare il loro possesso?
Niente, mi sembra, anche qui, nulla.
Beh fate un pò voi, se desiderate riscrivere la storia d'Egitto in questa maniera, potrei anche comprare il libro e metterlo fra i romanzi. 
Saluti
Salvatore |
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Gilberto Sozzani
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| 14 feb 2008 06.04 |
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Carissimi, scusate ma mi sembra che si dia fiato ad una polemica sterile. Quello che mi sembra certo è che c'è stato senz'altro un periodo di carestia, dovuto a cambiamenti climatici, probabilmente durante la terza Dinastia. Quanto sia durato non si può dire con certezza: forse il numero sette è solo simbolico, più o meno come il tre per dire "molti" o il "quaranta" in aramaico. Tutto qui.
Poi, ognuno può pensarla come vuole, ma, nel caso, credo siano solo arzigogoli mentali. Suvvia, sono avvenimenti di oltre 5000 anni fa che, nel tempo, possono aver avuto distorsioni e/o mitizzazioni. Non sappiamo ancora con certezza chi ha ucciso Calvi - avvenimento dell'altro ieri - e pretendiamo, senza fonti chiare ed inequivocabili, di asserire verità certe? Ma dài!
 
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Stefy
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| 15 feb 2008 10.01 |
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Ma perché quando si discute esce sempre la presunzione di voler “riscrivere la storia”?? Per quel che mi riguarda non sono nessuno e so poco più di niente, infatti sono qui per impararla, non per scriverla. Ho capito Sal che tu intendevi dire che la carestia c’è stata ma io volevo sapere se l’hanno realmente detto anche la Bresciani, Chioffi, Cimmino e tutti gli altri studiosi che l’hanno tradotta. Anch’io posso dire :”sì, per me c’è stata” ma se non so nemmeno leggerla, quel che dico io non conta….per questo ritenevo utile il confronto delle traduzioni. Riguardo il termine “The Legend” ti dico la mia anche se hai chiesto il parere di Antonio che se vuole ti risponderà; nella religione Egizia come in tutte le religioni si parla di miti, di leggende, come fare a stabilire se gli avvenimenti sono realmente accaduti come ci sono pervenuti o sono stati alterati dalla fantasia di chi per primo li ha raccontati?? La distinzione di ciò che è scritto nell’articolo a mio parere è stata fatta perché hanno voluto dare prima una sorta di introduzione al significato della Stele, per poi passare all’effettiva traduzione di una parte, infatti scrivono: “Partial translation of the stele text”. Poi scrivi: “Il punto della discussione è: è un documento attendibile storicamente? Riporta letteralmente scritti più antichi? I sacerdoti tolemaici hanno copiato un testo più antico o inventato di sana pianta tutto basandosi su cose che erano sotto gli occhi di tutti, per legittimare il loro possesso?” Secondo te, se non ci sono riusciti fior fiore di egittologi, riusciremo noi a dare le risposte definitive a questi dubbi?????? E’ ovvio che possiamo solo tentare, o meglio possiamo dilettarci nel pensare, ragionare, supporre, con la consapevolezza che siamo soltanto appassionati più o meno preparati che ci provano…. Auguro a te caro Sal e tutti voi una serena giornata, S. |
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Antonio Crasto
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| 16 feb 2008 09.54 |
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I due principali referenti di Manetone asseriscono che una carestia si verificò durante la I dinastia, al tempo del 4° sovrano Uenephês, molto probabilmente l’egizio Djet.
Non viene fatto altro riferimento a carestie e, per quanto riguarda il Nilo, viene citato che durante il regno di Nephercherês, alla fine della II dinastia, l’acqua del fiume sembrò mescolata al miele per ben 11 giorni.
Manetone non riferisce le cause della grande carestia verificatasi durante il regno di Djet né dell’anomalia della fine della II dinastia, ma sappiamo che la prima si verificava a causa di successivi mancati straripamenti del Nilo o a causa di straripamenti molto intensi.
E’ possibile dunque che la carestia leggendaria sia proprio quella della I dinastia e che durante il regno di Djoser si sia verificato qualcosa che abbia ricordato la catastrofe precedente.
Questa possibilità sembra avallata dal fatto che Uenephês avrebbe costruito, secondo Manetone, alcune piramidi a Khôcômê (luogo imprecisato), come se Djoser abbia deciso, dopo un’altra catastrofe, di riprendere i monumenti piramidali del predecessore, trasformando la sua mastaba in piramide a gradoni.
Sappiamo che il livello del Nilo era tenuto d’occhio in vari punti d’osservazione e che il più importante Nilometro si trovava proprio sull’isola di Elefantina, in corrispondenza della 1° cateratta. Sappiamo ancora che le piene eccezionali, molto basse o alte, furono riportate nella stele nota come “Pietra di Palermo”. Questa stele è stata purtroppo frantumata e ci sono pervenuti solamente alcuni frammenti, più o meno grandi.
Non sono in possesso della traduzione del testo dei frammenti (che credo sia stato pubblicato), ma sarebbe interessante sapere se in questa stele esistono i riscontri della carestia della I dinastia e/o di quella del regno di Djoser. |
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Stefy
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| 16 feb 2008 10.16 |
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Sono molto entusiasta da quanto hai trovato Antonio, ho poco materiale ma nel mio piccolo proverò a cercare.... S. |
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Antonio Crasto
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| 16 feb 2008 11.42 |
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Dalla pagina web di Francesco Raffaele:
http://xoomer.alice.it/francescoraf...lermo.html
«[…]Il reperto di Palermo è stato assai ben studiato (H. Schäfer 'Ein Bruchstück Altägyptischer Annalen' 1902) e messo in relazione con gli altri (Kaiser Z.A.S. 86 p. 39-61, Barta Z.A.S. 108 p.11-23, Helck M.D.A.I.K. 30 p. 31-5 e Thinitenzeit p.122-6); oltre a dare informazioni di tipo annalistico sui singoli anni di regno presenti sui frammenti leggibili e paragonabili agli eventi menzionati sulle etichette, è stato utilizzato per ricavare ,attraverso una ricostruzione delle posizioni reciproche dei frammenti residui, la lunghezza in anni dei regni delle prime dinastie.
B. Bell (G.J. 136) si servì dei dati dell' altezza delle piene del Nilo registrati puntualmente dal regno di Djer in poi arrivando a stimare una diminuzione di 70 cm. tra la I e la II dinastia. »
Questa diminuzione può essere associata alla carestia?
L’immagine dei reperti sembrerebbe lasciare poche speranze al ritrovamento dei dati riferiti a Djoser, in quanto questi potrebbero essere stati registrati nei frammenti della pietra ancora mancanti, ma, come dice il proverbio, la speranza è sempre l’ultima a morire.
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Pietra Palermo.jpg
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Stefy
 Veteran Member
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| 16 feb 2008 03.35 |
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Forse non si tratta di Djet ma di Semerkhet:http://xoomer.alice.it/francescoraf...khet.html. Sembra infatti probabile che la grande crisi, avvenuta durante il suo regno, avrebbe impedito ai funzionari di costruirsi edifici funerari e nessuna tomba a Saqqara, finora, è stata riconosciuta come sua.
Semerkhet fu uno degli ultimi re della I Dinastia, per cui l'abbassamento del livello del Nilo registrato in quel periodo e riportato nel post precedente forse può ritrovare riscontro.
Cercherò ancora .....S. |
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Antonio Crasto
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| 16 feb 2008 04.48 |
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Manetone riferisce in corrispondenza di Uenephes / Djet “ una grande carestia colpì l’Egitto”, mentre in corrispondenza di Semempses / Semsem Semerkhet “una grande calamità cadde sull’Egitto”.
Le due espressioni potrebbero essere anche considerate uguali, ma mi chiedo perché il termine carestia sia stato usato solamente per Djet.
E’ interessante quanto riporta la Pietra di Palermo a riguardo di Semerkhet. Dopo 8 anni di piene regolari sembra che quella del 9° anno sia stata rovinosa.
Cimmino si chiede se questa inondazione può essere la calamità di cui parla Manetone.
Io ritengo più probabile che si sia trattato della caduta di un meteorite e che i due eventi siano indipendenti.
E’ comunque rilevante che non sia stata trovata finora alcuna tomba di Semerkhet a Saqqara.
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Salvatore Di Peri
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| 20 feb 2008 05.56 |
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Girovagando per internet ho trovato un articolo di cui vi posto un estratto:
"""Su alcune importanti tappe storiche delle civiltà antiche non sono date risposte convincenti da parte della comunità scientifica. È il caso, per esempio, della fine del Regno Antico egiziano (3000-2200 a.C. circa) su cui la stragrande maggioranza degli egittologi si è sempre dichiarata convinta che la caduta repentina della civiltà egiziana in quell’epoca sia stata provocata da una rivoluzione sociale e religiosa che abbia modificato per sempre il ruolo delle istituzioni, con modifiche anche nel pantheon religioso adottato dalle dinastie successive. Tuttavia persone di grande fama internazionale, come l’archeologo Khassan, hanno fatto riflettere tutta la comunità sul fatto che, oltre a tumulti sociali che possono sicuramente avere interessato l’Egitto in quell’epoca, vi sono anche altre cause legate a disastri naturali che determinarono l’annientamento di milioni di vite umane.
Spendendo tutta la propria credibilità, muovendosi controcorrente rispetto alle tesi dominanti, Khassan dimostrò che la presunta regolarità nelle piene annuali del Nilo non fu sempre tale, ma almeno in un’epoca approssimativa a quella della caduta del Regno antico, il Nilo subì una forte riduzione della sua portata, a causa di una improvvisa variazione climatica che determinò una riduzione delle piogge e una forte siccità in tutta la zona attraversata dal Nilo. Le intuizioni di Khassan furono confermate da svariati studiosi operanti nelle migliori Università del mondo i quali, studiando l’analisi chimica dei ghiacci contenuti nelle stalattiti di grotte in diverse zone climatiche (da Israele all’Islanda), si accorsero che la concentrazione di ossigeno "pesante" e "leggero", che cambia a seconda della maggiore o minore piovosità, era, per il periodo tra il 2.300 e il 2.100 a.C., tale da confermare l’assenza di piogge per un periodo molto prolungato.
Ulteriore conferma venne dall’analisi dei sedimenti formatisi sul fondo di un lago naturale formato dal Nilo nel suo corso, che erano letteralmente assenti per quel periodo, a dimostrazione che le piogge si erano ridotte e il lago prosciugato.
Nonostante queste importanti scoperte, occorre precisare che gli studiosi non hanno tenuto nella dovuta considerazione l’esistenza di più o meno brevi cicli climatici i cui effetti sulla vita umana possono essere più profondi di quello che gli studiosi fossero disposti ad ammettere."""
Dal sito:http://www.edicolaweb.net/
Articolo di Giuseppe Badalucco
Credo sia molto interessante questo studio e come avete notato, la variazione di concentrazione dell'ossigeno pesante dicono siapiù intensa nel periodo 2300-2100 a.C. Dovremmo essere più o meno intorno alla fine della V Dinastia, o sbaglio?
Sul Prof. Khassan ho visto un sito di cui ho perso il link, magari qualcuno può intervenire e vedere di trovarlo, mi ricordo solo che è in inglese e conteneva estratti della sua ricerca di cui sopra. Qualcuno vuole arricchire tutto questo?
Saluti
Salvatore
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Antonio Crasto
 Veteran Member
 Posts:1009

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| 24 feb 2008 05.46 |
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antonio_crasto 14/02/08
La traduzione in inglese sembra sia stata fatta da M. Lichtheim sulla base di una precedente traduzione in tedesco di Günther Roeder del 1923.
La traduzione in italiano, riportata da Edda Bresciani, potrebbe essere stata fatta sulla base dei testi di:
- P. Barguet, La Stèle de la famine à Sehel, Le Caire 1954;
- M. Lichtheim, Anciente Egyptian Literature, III, Berkeley 1980;
- H. Goedicke, Comments on the «Famine Stela», San Antonio 1994.
Ho quindi l’impressione che le traduzioni, nelle varie lingue europee, risalgano a un’unica traslitterazione dell’inizio del secolo.
Ciò potrebbe giustificare la nuova traslitterazione e traduzione del dott. Chioffi. Sarebbe però interessante avere una mappa dei geroglifici e le due traslitterazioni e verificare quindi le differenze nel testo italiano.
Non dispongo ovviamente dei geroglifici e delle due traslitterazioni, ma solamente della doppia traduzione in italiano (parziale quella di Chioffi). Non credo di poter postare l’intera traduzione della Bresciani, ma, compatibilmente col tempo a disposizione, cercherò di verificare le novità introdotte dalla nuova traduzione.
Stefy 14/02/08
Hai tutta la mia ammirazione Andrea, complimenti!
Caro Sal, il mio dubbio iniziale era: la carestia c’è stata o no? Non quant’è durata….La sua durata effettiva, in questo caso, non ha per me importanza in quanto la simbologia dei numeri non sappiamo quando realmente sia nata e quindi può darsi come no che i sacerdoti abbiano stabilito la durata di sette anni per dare un valore specifico ma non per questo dire che la carestia non sia realmente avvenuta.
Da quanto ha scritto Andrea il Dott. Chioffi ha scelto di tradurre una parte della Stele in cui non si parla della carestia, immagino per smontare la teoria di Davidovitz, quindi il suo mirabile lavoro è attendibilissimo.
Ci è comunque molto utile in questo caso perchè se non ho capito male potrebbe trattarsi di un testo scritto in Medio Egizio e adattato in Tolemaico.
Chiedo conferma o meno di quanto ho capito.....
Buona giornata a tutti! S.
P.S. Certo Antonio che ti accolli un "lavorone"!!!!
antonio_crasto 14/02/08
Cara Stefy,
nessun lavorone.
Ho già confrontato la traduzione della Bresciani e quella di Chioffi. Sono sostanzialmente uguali, come possono essere uguali due traduzioni effettuate da due persone differenti. Non si evince, nella traduzione di Chioffi niente di particolare, nessun punto che renda la sua traduzione particolarmente importante né per il contenuto generale della Stele né per quanto riguarda la teoria delle rocce artificiali.
Ritengo pertanto di non dover copiare la pagina del testo della Bresciani e che, a questo punto, non sia importante, per quanto riguarda il topic, continuare a parlare di questa traduzione parziale del testo della stele.
Ciò che è certo è che nella Stele si parla di Djoser e di una tragica carestia di sette anni.
Tutti i ragionamenti sulla veridicità di questi punti sono soggettivi e non possono trovare un avallo definitivo.
saldiperi 14/02/08
Per Antonio: i ragionamenti non sono soggettivi sono DUBBI. Non sappiamo niente di preciso, non è che io li interpreto in una maniera e tu in un'altra.
Avevo chiesto di sapere perchè nei siti che hai segnalato (che conosco come molto seri) il fattore "carestia di sette anni" è sotto il titolo "The Legend" e il resto sotto altro titolo. Ma niente.
Sia Cimmino che la Bresciani nutrono dubbi sul fatto che questo avvenimento sia avvenuto proprio allora e sia durato sette anni. Vabbè anche questo lo sorvoliamo.
Gil ci ha proposto lo studio dell'università americana sulla caduta del meteorite che a quanto pare è caduto molto vicino e può avere in quegli anni mutato il clima tanto da impoverire il flusso del Nilo. Abbiamo considerato che la carestia avvenne ma probabilmente in un range di 300/350 anni, e anche su questo sorvoliamo.
Hai citato anche tu uno sconvolgimento climatico del quale ti ho, gentilmente, chiesto notizie. Ma anche questa richiesta nel vuoto.
In conclusione NESSUNO è convinto della validità della stele, come documento storico, se non tu, che gentilmente ci proponi la tua certezza. Sappiamo di cosa parla la stele, ma non è attendibile come documento STORICO.
Tu stesso dici: ""Se guardate bene i rilievi sono stati trovati nella strada processionale di Unas. Questa lunghissima strada ha inglobato, a detta degli archeologi, parte della strada processionale di Djoser"" se non sbaglio fra i due intercorrono circa 350 anni e due dinastie: significa qualcosa questo? Perchè Unas ha voluto inglobare la strada processionale di Djoser, accorpando anche questo punto? Ha un significato tutto ciò? Anche qui nessun dubbio, niente risposte.
Per rispondere a Stefy: scusami ma mi sembrava di essere stato chiaro quando ho detto "possiamo considerare che in uno di questi periodi o per più periodi si sia verificata la carestia di che trattasi"" Quindi la risposta è si
Per tutto il resto siamo nelle fantasticherie. Penso che anche una traduzione letterale di tutti i geroglifici non significherà niente.
Il punto della discussione è: è un documento attendibile storicamente? Riporta letteralmente scritti più antichi? I sacerdoti tolemaici hanno copiato un testo più antico o inventato di sana pianta tutto basandosi su cose che erano sotto gli occhi di tutti, per legittimare il loro possesso?
Niente, mi sembra, anche qui, nulla.
Beh fate un pò voi, se desiderate riscrivere la storia d'Egitto in questa maniera, potrei anche comprare il libro e metterlo fra i romanzi.
Saluti
Salvatore
Sozzani 14/02/08
Carissimi, scusate ma mi sembra che si dia fiato ad una polemica sterile. Quello che mi sembra certo è che c'è stato senz'altro un periodo di carestia, dovuto a cambiamenti climatici, probabilmente durante la terza Dinastia. Quanto sia durato non si può dire con certezza: forse il numero sette è solo simbolico, più o meno come il tre per dire "molti" o il "quaranta" in aramaico. Tutto qui.
Poi, ognuno può pensarla come vuole, ma, nel caso, credo siano solo arzigogoli mentali. Suvvia, sono avvenimenti di oltre 5000 anni fa che, nel tempo, possono aver avuto distorsioni e/o mitizzazioni. Non sappiamo ancora con certezza chi ha ucciso Calvi - avvenimento dell'altro ieri - e pretendiamo, senza fonti chiare ed inequivocabili, di asserire verità certe? Ma dài!
Stefy 15/02/08
Ma perché quando si discute esce sempre la presunzione di voler “riscrivere la storia”?? Per quel che mi riguarda non sono nessuno e so poco più di niente, infatti sono qui per impararla, non per scriverla.
Ho capito Sal che tu intendevi dire che la carestia c’è stata ma io volevo sapere se l’hanno realmente detto anche la Bresciani, Chioffi, Cimmino e tutti gli altri studiosi che l’hanno tradotta. Anch’io posso dire: ”sì, per me c’è stata” ma se non so nemmeno leggerla, quel che dico io non conta….per questo ritenevo utile il confronto delle traduzioni.
Riguardo il termine “The Legend” ti dico la mia anche se hai chiesto il parere di Antonio che se vuole ti risponderà; nella religione Egizia come in tutte le religioni si parla di miti, di leggende, come fare a stabilire se gli avvenimenti sono realmente accaduti come ci sono pervenuti o sono stati alterati dalla fantasia di chi per primo li ha raccontati??
La distinzione di ciò che è scritto nell’articolo a mio parere è stata fatta perché hanno voluto dare prima una sorta di introduzione al significato della Stele, per poi passare all’effettiva traduzione di una parte, infatti scrivono: “Partial translation of the stele text”.
Poi scrivi: “Il punto della discussione è: è un documento attendibile storicamente? Riporta letteralmente scritti più antichi? I sacerdoti tolemaici hanno copiato un testo più antico o inventato di sana pianta tutto basandosi su cose che erano sotto gli occhi di tutti, per legittimare il loro possesso?”
Secondo te, se non ci sono riusciti fior fiore di egittologi, riusciremo noi a dare le risposte definitive a questi dubbi??????
E’ ovvio che possiamo solo tentare, o meglio possiamo dilettarci nel pensare, ragionare, supporre, con la consapevolezza che siamo soltanto appassionati più o meno preparati che ci provano….
Auguro a te caro Sal e tutti voi una serena giornata, S.
antonio_crasto 15/02/08
I due principali referenti di Manetone asseriscono che una carestia si verificò durante la I dinastia, al tempo del 4° sovrano Uenephês, molto probabilmente l’egizio Djet.
Non viene fatto altro riferimento a carestie e, per quanto riguarda il Nilo, viene citato che durante il regno di Nephercherês, alla fine della II dinastia, l’acqua del fiume sembrò mescolata al miele per ben 11 giorni.
Manetone non riferisce le cause della grande carestia verificatasi durante il regno di Djet né dell’anomalia della fine della II dinastia, ma sappiamo che la prima si verificava a causa di successivi mancati straripamenti del Nilo o a causa di straripamenti molto intensi.
E’ possibile dunque che la carestia leggendaria sia proprio quella della I dinastia e che durante il regno di Djoser si sia verificato qualcosa che abbia ricordato la catastrofe precedente.
Questa possibilità sembra avallata dal fatto che Uenephês avrebbe costruito, secondo Manetone, alcune piramidi a Khôcômê (luogo imprecisato), come se Djoser abbia deciso, dopo un’altra catastrofe, di riprendere i monumenti piramidali del predecessore, trasformando la sua mastaba in piramide a gradoni.
Sappiamo che il livello del Nilo era tenuto d’occhio in vari punti d’osservazione e che il più importante Nilometro si trovava proprio sull’isola di Elefantina, in corrispondenza della 1° cateratta. Sappiamo ancora che le piene eccezionali, molto basse o alte, furono riportate nella stele nota come “Pietra di Palermo”.
Questa stele è stata purtroppo frantumata e ci sono pervenuti solamente alcuni frammenti, più o meno grandi.
Non sono in possesso della traduzione del testo dei frammenti (che credo sia stato pubblicato), ma sarebbe interessante sapere se in questa stele esistono i riscontri della carestia della I dinastia e/o di quella del regno di Djoser.
Stefy 16/02/08
Sono molto entusiasta da quanto hai trovato Antonio, ho poco materiale ma nel mio piccolo proverò a cercare....
S.
Purtroppo non ho salvato gli ultimi interventi. |
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Stefy
 Veteran Member
 Posts:1152

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| 25 feb 2008 10.05 |
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Rispondo qui anche se non so se poi riuscirò a continuare, dato che ho problemi nella visualizzazione del forum. Grazie Antonio per il "salvataggio"... Caro Sal, effettivamente quanto riporti è interessante, ho provato tanto a cercare qualcosa su Khassan che non conosco ma l'unico Khassan che trovo sul web è il Dott. Baiev Khassan che è un famoso medico ceceno e non un archeologo. Sull'articolo che hai riportato si parla di uno studioso di grande fama internazionale, è strano che non ci sia proprio nulla su di lui, forse non ho saputo cercare io, se trovi qualcosa fammelo sapere ok? Ti ringrazio, S. |
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