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Servono soldi, il Cairo pensa a copyright su piramidi
Last Post 15 Feb 2008 10:00 PM by Sozzani. 9 Replies.
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franca longagnaniUser is Offline
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franca longagnani

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26 Dec 2007 09:39 AM

     

    L'Egitto intende proteggere il suo patrimonio archeologico con una legge sui diritti d'autore che gli consenta di chiedere indennizzi agli autori di riproduzioni delle piramidi, delle sfingi e di tutti i suoi monumenti antichi. Zahi Hawass, il segretario generale del Consiglio supremo delle antichità (Csa), ha giustificato questo provvedimento con la necessità di individuare fondi per il mantenimento dei siti archeologici. "La nuova legge proibirà completamente la duplicazione dei monumenti storici egiziani", ha dichiarato alla France Presse, precisando che avrebbe portata internazionale. Il titolare delle antichità egiziane ha sottolineato che il Parlamento esaminerà prossimamente un progetto di legge redatto dal governo in tal senso. Ha inoltre affermato che questa misura non nuocerebbe agli artigiani egiziani. L'Egitto è legittimamente l'unico detentore dei diritti di riproduzione di questi monumenti e può beneficiarne finanziariamente allo scopo di restaurare, mantenere e proteggere i monumenti egiziani", ha affermato. La legge "non proibirà" tuttavia "agli artisti egiziani o stranieri di trarre vantaggi dai disegni o dalle riproduzioni dei monumenti egiziani e faraonici, purché non ne facciano riproduzioni esatte", ha sottolineato. A suo giudizio, "gli artisti devono potersi ispirare a tutto ciò che li circonda e in particolare ai monumenti". Interpellato sul caso del Luxor Hotel di Las Vegas, che si descrive nel suo sito internet come "il solo edificio sotto forma di piramide al mondo", Hawass ha ritenuto che non si trattasse di una "copia esatta dei monumenti faraonici, malgrado la sua forma" e ha sottolineato che la sua sistemazione interna è diversa da quella delle piramidi. Le dichiarazioni di Hawass arrivano dopo che il quotidiano egiziano d'opposizione Al-Wafd ha chiesto nella sua edizione di domenica al complesso alberghiero di Las Vegas di destinare una parte dei suoi ricavi alla città egiziana di Luxor, dove si trova la leggendaria valle dei re. "Trentacinque milioni di turisti visitano Las Vegas per vedere la riproduzione della città di Luxor mentre appena sei milioni visitano la vera città egiziana di Luxor", si è rammaricato il quotidiano.

    Fonte: Apcom

    Gilberto SozzaniUser is Offline
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    Gilberto Sozzani

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    26 Dec 2007 10:24 AM

    E come la mettiamo con le quintalate di riproduzioni di statuette, disegni ed altro "made in China" e regolarmente vendute anche in Egitto come se le avessero fatte loro?

    cennisUser is Offline
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    cennis

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    27 Dec 2007 01:28 AM
    Ma io ha delle statuette riguardanti monumenti egizi...
    adesso devo pagare pure i governo egiziano??
    ma ci facciano il piacere va...
    adesso devo pure pagare loro...
    non ci basta pagare già il nostro di governo? (non entro oltre se no vado a finire alla politica, e questo forum nega qualsiasi connessione cn politica e altre cose...
    pazienza...
    ciao da cennis. :)
    elysabettaUser is Offline
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    elysabetta

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    27 Dec 2007 10:16 AM
    condivido la stessa idea di cennis e poi se uno dovesse pegare pure il governo egiziano andrei in rovina
    Gilberto SozzaniUser is Offline
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    Gilberto Sozzani

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    27 Dec 2007 10:28 AM

    Guardate che non ci sarà nessun Z.H. che verrà a bussare alla vostra porta per chiedervi soldi!

    La tassa di copyright, evidentemente non retroattiva, verrà chiesta ai produttori non a voi. Questo, comunque, influirà sul costo finale al pubblico.

    Continuo però a chiedermi come ci riusciranno con la Cina!

    cennisUser is Offline
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    cennis

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    27 Dec 2007 12:04 PM
    Ovviamente non verrà Z.H. a bussare alle nostre porte...
    Io, avendo una statuetta a forma di piramide, ho voluto fare un esempio per far capire che secondo me stanno un po' esagerando tutti in Egitto...
    nono per altro, solo un esempio carino tanto per ridere un po'...
    ciao da cennis. :)
    StefyUser is Offline
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    Stefy

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    27 Dec 2007 03:37 PM
    Comunque se non ho capito male l'importante è non farne una duplicazione esatta! Quindi non mi pare che il problema sia così grave, la qualità della imitazioni destinate al turismo è sempre molto scarsa, le copie perfette non saranno poi moltissime e comunque avranno un prezzo proporzionato al risultato.....

    S.
    Gilberto SozzaniUser is Offline
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    Gilberto Sozzani

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    27 Dec 2007 06:06 PM

    E pensare che speravo che voi, con generosi contributi, mi avreste costruito, a imperituro ricordo, una piramide (anche piccolina, mi accontento!). Invece, adesso, ...ciccia!

    franca longagnaniUser is Offline
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    franca longagnani

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    28 Dec 2007 09:27 AM
    L’Egitto cerca di porre il copyright sulle piramidi, e di far passare l’equazione: ogni riproduzione della sfinge venduta in giro per il globo uguale un po’ di soldi al Cairo. Tralasciando commenti sulla fattibilità del progetto legislativo egiziano, risulta facile farsi coinvolgere dalla domanda: «Come dovrebbe comportarsi allora l’Italia, Paese che consta di centinaia di siti e beni architettonici degni in egual modo di protezione?». In effetti a livello di numeri l’Italia potrebbe a maggior ragione affidarsi a uno strumento legislativo simile per fare cassa. Basti pensare alla differenza tra il numero di siti «patrimonio dell’umanità» che l’Unesco attribuisce al nostro Paese rispetto a quelli dati all’Egitto: lo stivale esce vittorioso per 39 a 7. Se a questo aggiungiamo che da anni i capolavori italiani sono scopiazzati all’estero (basti pensare alla roma antica riprodotta nel Caesar’s Palace di Las Vegas o al Colosseo riprodotto in scala a Oban, cittadina scozzese, senza dimenticare le migliaia di torri pendenti che decorano i posacenere dei ristoranti italiani disseminati in tutto il mondo) l’idea di farsi pagare per l’utilizzo di un’immagine appare estremamente allettante.
    Risulta ben difficile però credere che si riesca a proteggere per legge l’unicità architettonica e artistica di capolavori come la fontana di Trevi, quando l’Italia non riesce a proteggere efficacemente prodotti come il Parmigiano (sfigurato in Parmesan cheese all’estero).
    Qualche tentativo è stato però fatto: verso la fine degli anni novanta un insieme di sindaci dell’entroterra toscano avanzò al governo la proposta di sottoporre a «vincolo paesaggistico del testo unico dei beni culturali le dolce colline del Chianti - spiega Andrea Sirotti Gaudenzi, avvocato esperto di proprietà intellettuale -. Proposta ovviamente bocciata. Un vincolo del genere presuppone uno stretto controllo da parte dello Stato sull’area protetta. Bisognerebbe quasi controllare turista per turista chi fotografa cosa, e obbligarli a cancellare le fotografie del paesaggio. Assurdo».

    (Fonte: Il Giornale)
    Gilberto SozzaniUser is Offline
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    Gilberto Sozzani

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    15 Feb 2008 10:00 PM

    Un articolo che parla della proposta di legge (ancora in discussione nel Parlamento egiziano) di richiedere diritti di copyright su tutto quanto riguarda l'antico Egitto e ne esamina i vari aspetti e conseguenze.

    http://www.dailystaregypt.com/artic...leID=11920

    P.S. E se proponessimo di fare un copyright sulla pizza? Si potrebbero abbassare le tasse e sanare il debito pubblico, altro che "tesoretto"!

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