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A Bologna, una Mostra dedicata a Belzoni
Last Post 31 mag 2007 12:17 by waenra. 1 Replies.
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30 mag 2007 12:17
    Omaggio a Belzoni, Indiana Jones ante litteram

    Una mostra e una giornata di studi celebrano a Bologna uno dei padri dell‚egittologia

    Si intitola
    Giovanni Battista Belzoni: un Indiana Jones alla riscoperta dell'Egitto

    la mostra che Bologna ha voluto dedicare ad uno dei padri della moderna egittologia.
    Allestita al Museo Civico Archeologico, l‚esposizione rimarrà aperta fino al prossimo 31 dicembre.

     
    In una delle ormai celeberrime lezioni all‚università Indiana Jones spiegava ai suoi alunni che „la X non indica mai il punto dove scavare‰, ricordava che „il 70% del lavoro dell‚archeologo si svolge in biblioteca, facendo ricerche‰, e li invitava a togliersi „dalla testa città abbandonate, viaggi esotici e scavi in giro per il mondo‰. Subito dopo, dimostrando una stupefacente coerenza fra parole e azioni, si tuffava in una nuova, travolgente avventura.

    Probabilmente il padovano Giovanni Battista Belzoni non ha mai effettuato uno scavo in un punto segnalato da una „X‰, ma per quanto riguarda le altre raccomandazioni e la loro applicazione pratica, avrebbe potuto essere un perfetto compagno d‚avventure per il professor Jones.

     Nato sul finire del XVIII secolo, nel 1803 si rifugiò in Inghilterra, probabilmente per evitare la coscrizione nell‚esercito napoleonico.

    A Londra visse sfruttando la sua notevole stazza in esibizioni da circo come „uomo forte‰. Sotto il nome di Sansone Patagonico egli, che era alto oltre due metri, arrivava a caricarsi sulle possenti spalle una piramide umana costituita da dodici persone.

    Dopo una serie di viaggi in Europa, nel 1815 giunse in Egitto, dove realizzò una pompa idraulica con il proposito di venderla al califfo Mohammed Alì. Il progetto non andò in porto, e Belzoni pensò di guadagnarsi da vivere trasportando da Luxor ad Alessandria la gigantesca statua di Ramesse II, del peso di 12 tonnellate, per conto del console inglese. Cominciò così la carriera di uno degli archeologi più famosi dei suoi tempi.

    Dominique Vivant Denon, che alcuni anni prima aveva parte alla spedizione in Egitto di Napoleone, aveva terminato da poco la pubblicazione della <http://www.fantasymagazine.it/argom...ute;gypte/>Description des Monuments de la Haute et Basse Égypte. Dopo secoli di oblio, quest‚opera riportava prepotentemente la terra dei faraoni sotto lo sguardo affascinato dell‚Europa.

    Nel giro di pochissimo tempo l‚Egitto si era così riempito di avventurieri con pochi scrupoli che, approfittando di un‚assoluta mancanza di regole, razziavano tutto ciò che potevano in combutta con i tombaroli e con la complicità delle autorità locali.

     Fra tanti personaggi, pronti ad adoperare persino l‚esplosivo pur di entrare nelle tombe, Belzoni si distinse per i metodi più rispettosi verso gli antichi edifici ˜ anche si i moderni archeologi rabbrividirebbero al solo pensiero di agire come lui ˜ e soprattutto per l‚eccezionalità delle sue scoperte.

    Nel 1817 scoprì la tomba di Seti I, sfondandone la porta con un ariete e portando all‚attenzione del mondo intero la Valle dei Re.

    L‚anno successivo fu la volta del ritrovamento dell‚ingresso della piramide di Chefren. E se Indiana Jones doveva spesso fare i conti con il francese Belloq, che si appropriava la paternità delle sue scoperte, lo stesso era accaduto più volte al padovano, tanto che in questo caso decise di lasciare una vistosissima firma all‚interno della camera sepolcrale.
    Firma che può essere ritrovata anche dietro un orecchio della statua di Ramesse II, accanto ad un piede di una statua di Amenofi e su un altare proveniente da un tempio di Karnak.

     Tutte queste imprese gli diedero celebrità ma non ricchezza. Tornato in Inghilterra, nel 1819 pubblicò un libro di memorie che divenne subito un best seller.

    Nel 1821, poi, organizzò la prima mostra egittologica di ogni tempo. Nell‚Egyptyan Hall di Londra furono ricostruiti in dimensioni reali diversi ambienti della tomba di Seti I, utilizzando i suoi calchi in cera dei rilievi e le riproduzioni ad acquerello delle pitture.

    Belzonì morì di dissenteria in Nigeria due anni più tardi, all‚età di 45 anni, mentre stava partecipando ad una spedizione alla ricerca delle sorgenti del Nilo.

    Dimenticato per anni dall‚archeologia ufficiale, Bologna ha ora deciso di rendergli omaggio. Dal 30 maggio al 31 dicembre nel Museo Civico Archeologico si potrà visitare la stessa mostra realizzata quasi duecento anni fa. Insieme ad un modello in scala 1:3 della camera funeraria di Seti I e dell‚attigua sala a pilastri, si potranno ammirare 11 delle originali statuette funerarie.

     Martedì 7 giugno, inoltre, l‚intera giornata del Biografilm Festival sarà dedicata a Giovanni Battista Belzoni.

    Giunto quest‚anno alla terza edizione, il Biografilm Festival si propone l‚obiettivo di far conoscere al pubblico la vita di personalità del mondo della cultura, dell‚economia, della scienza e dell‚arte, sfruttando diversi mezzi espressivi quali film, spettacoli teatrali, interviste, racconti, concerti e mostre.

     Si comincerà alle ore 16,00 con la presentazione del focus Giovanni Battista Belzoni. Un Indiana Jones alla riscoperta dell‚Egitto.

    Ad introdurre la giornata sarà un documentario della BBC: <http://www.fantasymagazine.it/argom...e+showman/>The Great Belzoni ˜ The Pharaoh and the Showman. Interverranno Mauro Tinti, curatore del focus, e Daniela Picchi, del Museo Civico Archeologico di Bologna.

     Alle 18,00 sarà la volta del convegno, accompagnato da brani tratti dai documentari <http://www.fantasymagazine.it/argom...the+mummy/>The Trail of the Mummy, di Wolter Braamhorst, e <http://www.fantasymagazine.it/argom...+sul+nilo/>Giovanni Battista Belzoni: un pioniere sul Nilo di Jeanne Aldo. Interverranno Marco Zatterin, giornalista, Peter Clayton, egittologo, e Sergio Pernigotti, ordinario di Egittologia e direttore del Dipartimento di archeologia dell‚Università degli Studi di Bologna.

     Alle 21,00, infine, ci sarà un reading di testi belzoniani a cura del Laboratorio teatrale L‚Ora Nona, con accompagnamento al violoncello di Fabrizio Calabrese.

     

    Giovanni Battista Belzoni: un Indiana Jones alla riscoperta dell‚Egitto
    30 maggio ˜ 31 dicembre 2007
    Orario di apertura:
    dal martedì al venerdì 9,00 ˜ 14,30
    sabato e festivi 10,00 ˜ 18,30
    Ingresso libero
    Museo Civico Archeologico, Via dell‚Archiginnasio 2, Bologna

    Focus Giovanni Battista Belzoni. Un Indiana Jones alla riscoperta dell‚Egitto
    7 giugno 2007, ore 16,00
    Ingresso libero
    Palazzo Re Enzo, Piazza Maggiore 1, Bologna

    Convegno Giovanni Battista Belzoni. Un Indiana Jones alla riscoperta dell‚Egitto
    7 giugno 2007, ore 18,00
    Ingresso libero
    Palazzo Re Enzo, Piazza Maggiore 1, Bologna

    Giovanni Battista Belzoni: reading di testi belzoniani
    7 giugno 2007, ore 21,00
    Museo Civico Archeologico, Via dell‚Archiginnasio 2, Bologna

    Fonte: Fantasy Magazine - Italy
    Segnalazione: Waenra


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    31 mag 2007 12:17
    Ecco l'Egitto
    di Belzoni,
    il nostro
    Indiana Jones
    Esploratore Una mostra ricorda Giovanni Battista Belzoni, esploratore, scrittore e archeologo dell'Ottocento che scoprì le tombe dei faraoni.

    Chi è Giovanni Battista Belzoni? Un esploratore, uno scrittore, un ingegnere idraulico, un archeologo. Un personaggio fondamentale per la cultura dell'Ottocento troppo presto dimenticato. Per ridare a Belzoni ciò che è di Belzoni, il Biografilm Festival ha deciso di dedicargli una giornata di studi il 7 giugno, ma intanto oggi alle 18 si inaugura la mostra "Giovanni Battista Belzoni: un Indiana Jones alla riscoperta dell'Egitto" a cura di Daniela Picchi e di Mauro Tinti
    Perché l'Egitto?
    Belzoni fu colui che nei primi anni dell'Ottocento scoprì l'ingresso della piramide di Chefren, portò alla luce la tomba del faraone Seti I ed entrò per primo nel tempio di Abu Simbel. Nel 1821 questo avventuroso esploratore dedicò alla scoperta della tomba di Seti la prima mostra egittologica di ogni tempo, ricostruendone alcuni ambienti in dimensione reale all'interno dell'Egyptian Hall di Londra.
    Ora a Bologna
    Dopo quasi due secoli, questa esposizione rende omaggio a Belzoni archeologo riallestendo la stessa mostra presso la Sezione Egiziana del Museo Civico Archeologico che conserva ben 11 statuette funerarie provenienti dalla tomba di Sety I. Gli acquerelli di Belzoni, ora conservati a Bristol, sono serviti per ricreare nella corte vetrata del Museo un modello in scala 1:3 della camera funeraria e dell'attigua sala a pilastri di questo ipogeo lungo oltre 120 metri, per far rivivere al pubblico almeno una parte delle emozioni provate dall'esploratore al momento dell'eccezionale scoperta, in attesa che la vera tomba nella Valle dei Re torni a essere visitabile.

    Fonte: City Notizie
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