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Ipotesi sull'unificazione Alto/Basso Egitto
Last Post 09 feb 2011 09:51 by Riccardo Banchi. 33 Replies.
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SozzaniUser is Offline
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13 mar 2007 09:43
    A commento dell’articolo pubblicato sulla H.P., inserisco alcune illustrazioni di riferimento.

     
     
     

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    StefyUser is Offline
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    14 mar 2007 09:39
    Complimenti Gil per l'articolo....infatti sotto la protezione di Hator, Narmer esercita il suo potere sul nemico mentre Horus sta arpionando per le narici un uomo barbuto, sembra che leghi le popolazioni delle paludi, quindi il nord del Paese, le imbriglia e le consegna al suo erede l'Horus Narmer che diviene il re unificatore dell’Alto e Basso Egitto.
    Quindi, pare che sia proprio l'Alto Egitto che conquista il Basso.
    Se non l’hai già letto ti consiglio “La genesi dei faraoni” di Toby Wilkinson, a mio parere interessantissimo testo.

    S.
    SozzaniUser is Offline
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    14 mar 2007 11:08
    Grazie. Io ero partito ipotizzando che, alla base, ci fosse una differenza di etnie tra Alto e Basso Egitto. Però, a ben vedere, non sembra che le cose siano proprio state così. Infatti, la presenza a Nechen di una ritualità di tipo nubiano è un fatto accertato, ma ad Abydos questa è decisamente diversa ed "egizia". Per cui i regnanti Thiniti non erano certo di etnia africana. Per cui, forse (è d'obbligo!) già a Nekhen c'è stata una sovrapposizione di culture.
    In più, c'è la questione dei Templi sparsi per l'Egitto, ognuno con una sua religione, simile, ma anche abbastanza diversa, come fossero stati centri isolati, con tradizioni molto antiche, che potrebbero essere la mitizzazione di un'unica fonte.
    Insomma, le cose sono tutt'altro che chiare e penso si debba studiare ancora molto per giungere a delle certezze. Le contraddizioni sono davvero troppe! Se almeno si dessero da fare per trovare e scavare Thinis, forse si
    avrebbero maggiori elementi.


    P.S.
    Wilkinson non l'ho letto. In sunto, dice qualcosa al proposito?


    SozzaniUser is Offline
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    15 mar 2007 10:22
    Continuando ad ipotizzare, una possibile teoria potrebbe essere che, a Nekhen, inizialmente, ci fosse una cultura di tipo nubiano e, poco più a Nord, una egizia, di etnia bianca. Quindi, in un primo tempo un'invasione da parte di quest'ultima e solo successivamente, una volta consolidato il regno dell'Alto Egitto, l'espansione a Nord fino al Delta (vedi tavoletta di Narmer) e l'unificazione definitiva.
    Che ne pensate?
    saldiperiUser is Offline
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    15 mar 2007 12:07
    Oltre il disegno segnalato da Gilberto nella Genesi dei Faraoni di Wilkinson, viene
    segnalato questo famoso coltello rinvenuto a Gebel el Arak dove si vede una battaglia navale con due flotte; da una parte navi di forma squadrata con caratteristiche mesopotamiche, dall'altra vascelli dalla forma a banana tipicamente egiziani del periodo Naqada II. 
    Tale scena fu interpretata come testimonianza di un conflitto con gli "invasori" orientali.
    Sulla base delle sue conoscenze l'autore è però convinto che sia impensabile che esso sia un evento reale e pensa che l'impugnatura fosse di importazione mesopotamica.
    L'impugnatura risale al 3100 a.C. circa ed è di quasi mille anni posteriore all'arte rupestre; altre raffigurazioni di queste imbarcazioni, contemporanee al coltello, provengono dalla stessa Mesopotamia e sono le più antiche del genere: si trovano su alcuni sigilli trovati ad Uruk.
    La presenza di una barca a forma squadrata su un repiente di ceramica del periodo Naqada I prova che si trattava di un motivo ornamentale tipico egiziano  molto tempo prima che si diffondesse in Mesopotamia.
    L'autore capovolge l'ipotesi dello studioso Winkler: le imbarcazioni mesopotamiche
    potrebbero essere prova di un influsso egiziano, piuttosto che il contrario.
    Naturalmente il libro di Wilkinson va letto tenendo sempre presente che l'autore sostiene fortemente la tesi di un origine dell'Egitto nell'Egitto stesso.
    In tale ottica mette in risalto anche le scoperte nel sito di Nabta Playa nel cuore del deserto del Sahara nell'estremo sud dell'Egitto, non lontano dal confine sudanese.
    Le scoperte del sito, oltre un incredibile primordiale calendario di pietra, hanno costretto gli studiosi ad uno sconvolgimento delle teorie sull'antico Egitto.
    Dice l'autore: "i segni distintivi di questa grande civiltà sembrano aver avuto origine non fra gli agricoltori della valle del Nilo ma tra gli allevatori della savana (molto diversa da com'è oggi).
    Un collegamento tra i due posti fu messo in evidenza dall'archeologo Myers che scavando presso il sito di Armant, a sud di Tebe, trovò dei cocci di ceramica, preistorici e decorati secondo l'uso delle comunità dei pastori del deserto occidentale, prova di una interazione fra la savana e la pianura alluvionale in un
    epoca fra il 5000 e il 4000 a.C. quando queste due regioni ospitavano vivaci comunità."
    Verso la fine del libro l'autore fa un'ulteriore disamina fra i collegamenti fra nord e sud del paese, con i vari ritrovamenti di ceramiche che mettevano in contatto queste due realtà.

    Se non ricordo male non fa riferimenti a due diverse etnie, bianca e nera.
    Non vorrei rileggere il libro
    Saluti
    Salvatore
    SozzaniUser is Offline
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    15 mar 2007 01:05
    Mah! Sbaglierò tutto, ma, a me, questi "contatti" via mare tra Egitto e Mesopotamia, sia in un senso che nell'altro, lasciano molto perplesso. L'unica via era solo il Mar Rosso e da questo al Nilo c'era solo lo Wadi Hammamat. Bisognava perciò smontare e rimontare le navi: cosa che poi gli Egizi facevano, ma che, data l'epoca cui ci si riferisce, mi sembra improbabile.
    Ripropongo perciò quanto ho già scritto in passato. Questi uomini bianchi con la barba (Oannes di Uruk, barba reale rituale egizia, ecc.), venuti dal mare, che hanno portato conoscenza e sono stati mitizzati in molte tradizioni di varie culture, anche in America. Quindi, non un contatto tra Egitto e Mesopotamia, ma qualche evento precedente in ambedue i luoghi.
    Questo, in parte spiegherebbe anche quanto ho detto sui templi egizi. Centri di religione/conoscenza isolati, ma con caratteristiche simili, sparsi per il Paese.
    Sono comunque d'accordo che siamo solo nel campo delle ipotesi.

    StefyUser is Offline
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    16 mar 2007 03:11
    Grazie a quanto ha già detto Sal ma rispondo comunque alla prima domanda di Gil e riassumendo proprio in due parole, Wilkinson parte analizzando i petroglifi del Deserto Orientale per poi compararli con le immagini rinvenute nelle tombe del Predinastico, fino a giungere alle raffigurazioni sulle mazze e sulle tavolozze delle prime dinastie, per tracciare l’evoluzione della civiltà egizia. Una frase in particolare racchiude il suo pensiero: “L’Egitto potrà essere un dono del Nilo , ma l’antica civiltà egiziana è stata un dono del deserto”.
    Nemmeno io ricordo che l’autore faccia riferimenti ad etnie diverse ma all’integrazione fra gli abitanti delle varie zone.
    Proprio ieri ho cominciato a leggere l’ultimo numero del Pharaon e Pernigotti dedica un interessante articolo all’unificazione, dove sostiene che sia stato il Sud a conquistare il Nord.
    Riguardo i contatti via mare con la Mesopotamia Wilkinson precisa che le immagini delle imbarcazioni sono state ritrovate a centinaia di chilometri dal Nilo e dal Mar Rosso e quindi, forse, tali raffigurazioni erano simboliche e non testimonianze di effettivi contatti marittimi.

    S.
    SozzaniUser is Offline
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    16 mar 2007 05:37
    Ad ogni modo, quello che è certo è che ci sono testimonianze di reperti collegati ad una cultura nubiana fino al secondo periodo intermedio e che questi sono totalmente estranei alla cultura egizia. Quindi non integrazione ma, tutt'al più, convivenza parallela.
    Perciò, quello che andrebbe accertato è a quale etnia appartenessero le popolazioni che, via Oasi, dal deserto del Ciad sono giunte sulle rive del Nilo.
    MikelaUser is Offline
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    20 mar 2007 06:28

    Grazie Gilberto per il tuo articolo che ho letto con piacere vivissimo, visto che proprio in questo periodo mi sto documentando, per piacere personale, sull’argomento.
    Per quanto ho avuto modo di apprendere, pare che le differenze fra Alto e Basso Egitto abbiano, a ben guardare, un lunghissimo corso. Secondo gli archeologi  è possibile  notare fin dal 5000-è 4000 a.C., che le culture che crescono lungo il corso del Nilo sviluppano molto presto delle differenze da nord a sud.
    Infatti a sud abbiamo la fioritura della cultura di Naqada (non lontano da Luxor, dove Petrie fece le sue prime scoperte nel 1895), nelle sue fasi I,II e III, che si susseguono con continuità, proseguendo peraltro alcuni aspetti della cultura ancora precedente, quella Badariana. A nord invece spiccano la cultura del Fayyum e quella di Merimde, che sia dal punto di vista stilistico che da quello tecnologico, appaiono diverse e più arretrate rispetto culture del sud loro contemporanee. Inoltre, gli studiosi, sempre basandosi sui ritrovamenti, notano che le culture settentrionali hanno molti più aspetti in comune con quelle del Mediterraneo orientale, che non con il sud del paese, più indipendente da influssi provenienti da est.
    Per quanto riguarda la formazione dell’etnia, si tratta di un compito arduo da portare a termine…Qui si che la cosa si perde nella notte dei tempi! Secondo me  la formazione di un popolo può avere luogo anche senza il verificarsi di invasioni più o meno massicce in un territorio. Trovo forse più probabile che contingenti limitati di persone, magari provenienti da sud, gradualmente ma costantemente nel tempo, si siano infiltrati nella popolazione esistente, che l’insieme di queste due culture abbia dato origine a una nuova (come accade per esempio con il passaggio dalla fase I alla II di Naqada).  A tale proposito sto leggendo un libro, che almeno al momento mi sembra ben fatto, di A.J. Spencer, “Early Egypt – the rise of civilisation in the Nile Valley”. L’autore ipotizza fra l’altro che proprio queste differenze, originatesi all’alba di questa civiltà, abbiano poi portato la popolazione della Valle del Nilo ad avvertire così nettamente la divisione fra le Due Terre.

    Baci

    Mikela

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    20 mar 2007 06:44
    Prova a dare un'occhiata, su "messaggi personali" al topic "Chi era costui?", che, in qualche modo, si collega a questo argomento.
    Ricambio i baci!
    (Chi non conosce Mikela, non sa con quanto piacere lo si possa fare!)
    saldiperiUser is Offline
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    20 mar 2007 07:31
    Posted By Sozzani on 20 mar 2007 18.44
    (Chi non conosce Mikela, non sa con quanto piacere lo si possa fare!)



    Stuzzicato e un pò OT, chiedo lumi. O meglio chiedo immagini...

    Saluti
    Salvatore
    SozzaniUser is Offline
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    20 mar 2007 07:45
    Privacy, privacy... (comunque, fidati!)
    MikelaUser is Offline
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    21 mar 2007 01:21
    Oui...je suis Catherine Deneuve... Gil sei veramente troppo buono....
    A parte gli scherzi, ho dato un'occhiata al topic che mi avevi detto. In effetti la datazione del ritratto al Medio Regno sposta in avanti di "qualche anno" la questione dell'origine dell'etnia egizia qui discussa...

    Mikela
    GiuseppeUser is Offline
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    21 mar 2007 02:30
    OT: vabbe' la serietà e la privacy, ma è tutta colpa di Gil che ha risvegliato la curiosità ed io mi associo a Sal nella richiesta di Immagini che valgano a comprovare la dichiarazione entusiastica di Gil su Mikela (gli crediamo sulla parola, ci mancherebbe, ma come diceva qualcunoi: "se non vedo, non credo"!)
    antonio_crastoUser is Offline
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    28 mar 2007 05:33

    Non ho tempo per addentrarmi nell’intricato labirinto della civiltà predinastica.

    Mi limito solamente a considerare, come spunto per una discussione più approfondita, alcuni aspetti che possono cogliersi dalle affermazioni di vari Egittologi (vedi Gardiner):

     

    ·          la formazione di due regni distinti nel Basso e nell’Alto Egitto;

    ·          le rispettive classi dominante forse appartenenti a due diverse etnie;

    ·          in un certo momento preistorico il Basso Egitto potrebbe aver avuto il sopravvento sull’Alto Egitto;

    ·          questa prima unificazione sarebbe stata interrotta da una nuova separazione delle Due Terre;

    ·          l’Alto Egitto avrebbe sviluppato vari centri ricchi e importanti, che, forse dopo lotte interne per l’acquisizione della supremazia politica, dovrebbero aver esteso il loro potere conquistando militarmente il Basso Egitto e dando luogo all’unificazione dinastica di Narmer / Menes.

     

    Queste possibili fasi della civiltà predinastica sono difficilmente databili.

    Comunque a riprova dell’esistenze dei due regni distinti, oltre alla testimonianza della Pietra di Palermo, viene sottolineata l’esistenza di due distinti nomi e simboli: nswt per l’Alto Egitto, rappresentato dal segno della canna e bity per il Basso Egitto, rappresentato dal segno dell’ape.

     

    Al riguardo Gardiner scrive:

     

    «Si allinea con l’indubbia vittoria di Menes (Alto Egitto) il fatto che nel geroglifico del titolo-insibya dei faraoni la canna precede l’ape, come nel titolo-nebti del protocollo reale la dea avvoltoio di El-Kab precede la dea cobra del Basso Egitto, Edjo di Buto. Anche se il lettore ignaro degli antichi costumi egizi potrà esserne sorpreso, questa precedenza grafica ha un autentico significato storico. Per concludere, se ancora permanesse qualche dubbio sull’esistenza di una stirpe predinastica di sovrani residenti a Buto, basterà a dissiparlo la frase dei Testi delle Piramidi (1488) che cita i Re del Basso Egitto (bitiw) che sono a Pe (Buto), e il fatto che fu l’Alto Egitto e non il Basso Egitto a fornire alla lingua egizia la parola generica nswt per significare “re”.»

    StefyUser is Offline
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    31 mar 2007 10:04

    Ti ringrazio Antonio per essere intervenuto. Se hai tempo di rispondermi ti chiedo ancora una cosa. Tu scrivi:

    in un certo momento preistorico il Basso Egitto potrebbe aver avuto il sopravvento sull’Alto Egitto".

    Per favore mi spieghi il tuo pensiero? Non sono a conoscenza di questo avvenimento per cui, dato che i primissimi tempi della civilità egiziana mi coinvolgono tantissimo, vorrei approfondire il più possibile.

    S.

     

    antonio_crastoUser is Offline
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    31 mar 2007 12:23

    Cara Stefy,

    sono molto preso dal mio saggio, ormai in fase di stampa e pubblicazione.

    Malgrado ciò cerco di rimanere agganciato alla Community, alla quale devo molto in merito agli stimoli per le mie ricerche di questi ultimi anni.

     

    In relazione alla discussione sulla formazione di due distinti regni e un’eventuale prima unificazione dell’Egitto da parte delle popolazioni del Basso Egitto si sono espressi valenti Egittologi, fra i quali il Gardiner, anche se gli Egittologi moderni sembrano sostenere una versione differente.

    Non esistono prove certe, ma solamente indizi.

    Alcuni riguardano il Mito di Osiride, che sembra parlarci di un Egitto unificato, di una sua nuova suddivisione e infine di una nuova unificazione da parte di Horo.

    Horo sembra essere originario del Basso Egitto (forse Behedet), mentre Seth è quasi sicuramente originario dell’Alto Egitto (forse Ombos).

     

    Gardiner La civiltà egizia

     

    pag. 384:

     

    «[…] La sola circostanza incontestabile della leggenda osirica è la sconfitta di Seth a opera di Horo che, interpretata storicamente, significa la conquista di un potentato del Sud da parte di un più forte avversario del Nord. Il ricordo di questa vittoria è rimasto nel protocollo reale che colloca l’immagine di Horo sul serekh, all’inizio dei titoli, e nell’uso del geroglifico G7 come determinativo di tutte le divinità maschili. E’ anche significativo che il nome di Horo preceda quello di Seth in espressioni comportanti un parallelismo (per esempio “i tumuli di Horo” e “i tumuli di Seth” o quando il falco del primo e l’animale del secondo servono da ideogrammi nella parola nebwy “I Due Signori”. Queste particolarità ortografiche sono l’esatto opposto di quanto avviene nei titoli nebty e insibya dei re della I dinastia. E’ perciò evidente che i titoli faraonici completi uniscono il ricordo di due periodi distinti della storia predinastica, durante il primo dei quali Horo trionfò su Seth, o, in altre parole, gli abitanti del Basso Egitto penetrarono nell’Alto Egitto.»

     

    pag. 385

     

    «[…] Se si accetta come dato di fatto la sconfitta dell’Alto Egitto da parte di un potentato settentrionale il cui sovrano si identificava con Horo, ne discenderà necessariamente una sorte di fusione predinastica dei Due Paesi, e a questo proposito non è da trascurarsi il fatto che, dopo una serie di almeno dieci re del Basso Egitto nel registro superiore della Pietra di Palermo, il frammento maggiore del Cairo enumeri sei o più sovrani che cinsero la Doppia Corona. […].»

     

    Storia Universale Feltrinelli vol. II

     

    pag. 230

     

    «[…] Basandosi su vari indizi, si è avanzata l’ipotesi che la lotta tra Seth e Oro, e quindi tra Ombos e Behedet, si sia conclusa con la vittoria del nord e che si sia allora creato un primo regno unificato avente la sua capitale a Eliopoli, vicino all’attuale Cairo. Tale unificazione si tradurrebbe, in termini archeologici, nell’espansione del materiale gerzeano, specie della ceramica, nel mondo amraziano, ma, probabilmente, non sarebbe stata che di breve durata. Il sud avrebbe ripreso la sua libertà e, assimilata la cultura del suo nemico settentrionale, gli si sarebbe rivolto contro.[…].»

     

    Per quanto riguarda le mie idee, io avevo a suo tempo notato l’evidente incongruenza fra il vincitore nel mito e la vittoria del Sud e avevo pertanto cercato una risposta soddisfante più o meno in linea con le idee di gardiner.

    Ritengo però che sia difficile stabilire i tempi di questi avvenimenti e l’esatta evoluzione degli stessi.

    Il fatt che i definitivi vincitori del sud, non abbiano potuto creare o modificare il mito di Osiride a vantaggio di Seth, dovrebbe dimostrare che il mito fu codificato dopo la vittoria del Basso Egitto e che esso si protrasse per lungo tempo così da renderlo ormai codificato nelle Due Terre. I due regni dell’Alto e Basso Egitto finirono per riconoscere Horus come divinità dinastica e trasformarono il mito storico di Osiride nella loro religione, con alto significato morale (la vittoria dei buoni sui malvagi e in definitiva il trionfo del Maat).

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    01 apr 2007 04:53
    Nella tavolozza su riportata Horus assiste Narmer ed è avversario delle popolazioni del Delta, quindi sembrerebbe che Horus sia una divinità ben assimilata nella mitologia del Sud. Nel Predinastico Naqada fu un importante centro religioso per il culto di Seth, forse Horus e Seth non erano nemici nel Predinastico nè durante le prime dinastie ma lo sono divenuti poi.....
    Voglio dire che Horus era diventata una divinità del Sud (come dici assimilata in seguito ad una precedente conquista dell'AltoEgitto da parte del Basso) come lo era già Seth nel Predinastico e al momento dell'unificazione definitiva le due divinità convivevano, forse.
    Abydos divenne città del culto di Osiride più tardi se non ricordo male, quindi può essere che il mito possa essere stato creato DOPO l'unficazione?

    S.
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    01 apr 2007 05:21
    Non si può dimenticare che gli annali (Pietra di Palermo, Papiro di Torino) parlano di sovrani predinastici che già portano il nome di Horo e che in genere questi sovrani sono chiamati “Seguaci di Horus”.

    Il periodo predinastico deve aver portato alla “globalizzazione” della figura di Horus, venerato ormai sia nel Delta sia nell’Alto Egitto, e al momento della codificazione del Mito di Osiride la scelta del “vincitore” era scontata.

    Il Mito di Osiride potrebbe essere quindi successivo alla diffusione della “figura” di Horus e aver avuto solamente una valenza religiosa, così da creare un collante per l’intero Egitto.
    In questo senso sono d’accordo che il Mito e la venerazione di Osiride ad Abido possano risalire alla I dinastia, subito dopo l’unificazione.
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    01 apr 2007 05:24
    Ricordo che Nechen (Hierakonpolis) era la "città del falco", raffigurato con una o due piume sul capo anziché la corona, ma, per il resto, praticamente uguale a Horus. Quindi, divinità dell'Alto Egitto.
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    02 apr 2007 09:55
    L'egittologa Silvia Vinci scrive che Hierakonpolis è il nome greco dell'antica Nekhen che era il corrispondente della città di Buto nel Basso Egitto e deve la sua fama alla leggendaria conquista del nord da parte dei Seguaci del dio falco Horus, sua divintà patrona rappresentata iconograficamente col capo cinto dalla corona bianca. Le "anime di Neken" e le "anime di Pe"(Buto) indicavano nei testi egizi i mitici sovrani pre-dinastici.

    Quanto scrive Gardiner a proposito dell’ipotesi di Sethe riguardo la città di nascita di Horus e quindi la zona di provenienza, l’evoluzione dei titoli regali dal Pre-dinastico alla I dinastia, etc. è plausibile. Purtroppo è la mancanza di una cronologia esatta che rende impossibile trarre conclusioni.

    Però riguardo il mito Horus-Osiride-Seth, possiamo dire che ad un certo punto della storia politico-religiosa egizia si è deciso di dare maggiore importanza a Horus a discapito di Seth, in quanto anch’esso fino a poco prima era adorato come divinità. Quindi il regno di Hierakonpolis(dove veniva adorato Horus) forse più forte e prospero decise di prevalere sul regno di Naqada(luogo di adorazione di Seth), da qui la creazione del mito.

    Abydos, da quanto dice la dott.ssa Vinci diventò il luogo di culto di Osiride nel tardo Antico Regno in quanto il primo riferimento certo ad Osiride risale alla XI dinastia. Prima il tempio era dedicato a un dio-sciacallo locale chiamato “Khenti-amentiu”, cioè “Primo fra gli Occidentali”in riferimento ai defunti quindi poi, con la creazione del mito, l’associazione con Osiride divenne immediata.

    Che ne pensate? S.
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    02 apr 2007 10:21

    Benissimo, ma quanto ancora non riesco a collocare nel quadro generale è la scena dell'affresco della T100 di Nechen. Qui, sono le figurine bianche a sconfiggere le nere e l'imbarcazione di questi ultimi ha un'alta prua e una forma non da Nilo. Se l'unificazione è partita dal Sud, come sembra accertato, c'è una contraddizione evidente. D'altra parte, l'immagine è certamente la "cronaca" di un fatto realmente accaduto. Purtroppo, la T100 è crollata e ogni ulteriore accertamento in loco è ormai impossibile.
    Inoltre, dato che nell'affresco il corso d'acqua è orizzontale, diventa difficile definire quale sia il Nord e quale il Sud. La posizione della fune dell'ancora della barca nera potrebbe far pensare ad una corrente da sin. a ds. e quindi indicare il Nord a ds., però è solo un'ipotesi. E se i "neri" provenivano dal Nord, da dove venivano e come mai sono neri? Mah!

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    02 apr 2007 03:53
    Sia la Vinci che Mendelssohn sostengono l’africanità della civiltà egiziana, quindi le figure nere forse stavano a rappresentare le diverse genti che popolavano contemporaneamente la zona. Non si parla di una netta distinzione tra razze, quindi di una vittoria del “nero” sul “bianco”, né viceversa.
    La Vinci dice che forse la Tomba 100 non voleva ricordare un fatto avvenuto realmente ma raffigurava una scena in cui viene descritto un particolare rito, un’investitura, un giubileo.

    S.
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    02 apr 2007 04:20
    Scusa Stefy, ma con tutto il rispetto per la Vinci, guarda bene le immagini della T100 che ho postato e i particolari che ho ingrandito iniziando questo topic e dimmi se ti sembrano la celebrazione di un giubileo o  una festa!
    Va bene tutto, ma qui si esagera!

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    03 apr 2007 08:35
    No, i particolari che evidenzi non fanno certo pensare ad una festa! Credo che le ipotesi della Vinci si riferiscano alla raffigurazione nel suo insieme.

    Ti scrivo esattamente una parte di quanto l'egittologa sostiene:
    "Anche se in questa scena gli elementi più importanti sono i battelli, essi, tuttavia, non sembrano avere la funzione di simboli utilizzati da un lignaggio ben determinato, identificabile attraverso lo stendardo, ma sembrano, piuttosto, far parte di una scena in cui viene descritto un rito particolarmente significativo, forse un'investitura o un giuileo, che riguarda un personaggio solo e non più un segmento di lignaggio, come si vedeva, invece, nelle raffigurazioni vascolari. Quindi il disegno sulla parete della Tomba 100 potrebbe rappresentare la fase politica successiva alla divisione in segmenti di lignaggi in cui emerge una sola persona fra tutti i membri del gruppo."

    Non mi è comunque mai capitato, finora, di leggere di una distinzione di razza bianca e nera. Forse perchè devo ancora leggere molto!!!!

    S.
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    03 apr 2007 10:21
    Ripeto: sarà, ma quanto dice la Vinci non mi convince proprio!

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    04 apr 2007 09:03
    Gil, sono i corsa ma volevo dirti che guardando bene il dipinto le figure non sono bianche e nere ma sono dipinte in rosso o comunque hanno lo stesso colore.......alcune sono vestite per cui appaiono più chiare, quindi non c'è distinzione, almeno riguardo quella raffigurazione, di razze.

    Spero al più presto di fornirti notizie più dettagliate! S.
    antonio_crastoUser is Offline
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    04 apr 2007 12:02

    Le illustrazioni della tomba di Nechen, quelle del manico del coltello di Gebel el- Arak e la tavoletta di Narmer presentano riferimenti a popolazioni asiatiche, forse della Mesopotamia.

    In considerazione di una probabile origine comune del popolo gerzeano e dei Sumeri (entrambi brachicefali), ritengo possibile che le varie rappresentazioni vogliano ricordare una battaglia navale fra popolazioni dell'Alto Egitto e un'alleanza fra Gerzeani e Sumeri.

    Al riguarda si puo considerare che tutte le figure sono color rosso e che alcune presentano vesti bianche (non si può quindi parlare di razza bianca e nera) e che la figura fra i due animali rampanti (rappresentazione caratteristica della Mesopotamia) è l'unica ad aver una testa nera.

    Non si può non sottolineare come proprio i Sumeri si definivano "Il popoli dalla testa nera".

    In merito alla battaglia navale si può ricordare che ad Abido, vicino al tempio di Osiride, sono state trovate varie navi fossili e che nel topic relativo era stata avanzata l'ipotesi che fossero le navi di una battaglia sul Nilo, svoltasi forse proprio di fronte alla città sacra dell'Alto Egitto. 

     

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    StefyUser is Offline
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    04 apr 2007 03:27

    Lungi da me l'idea di contraddirti caro Antonio, non ne sono all'altezza.......però qui c'è un ottimo ingrandimento dell'immagine e non mi pare che l'unica "testa nera" sia quella indicata fra i due animali.......

     

    http://xoomer.alice.it/francescoraf...omb100.htm

     

    Si nota anche la barca con lo stendardo che si distingue dalle altre più semplici, sembra che stia a dimostrare l’importanza e quindi l’elevazione sociale del proprietario con tutte le considerazioni che da questo elemento si possono dedurre.

     

    Aggiungo che l’affresco della Tomba 100 risale al Naqada II mentre le barche di Abydos, secondo l’opinione degli studiosi, risalgono alla I- II dinastia, quindi centinaia di anni dopo la decorazione tombale.

    Per cui non credo che le barche dipinte nell’immagine in oggetto possano essere le stesse impiegate nella battaglia navale che pensi.

     

    Ovviamente sono solo mie riflessioni. S.

     

    RicUser is Offline
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    24 lug 2007 12:55
    Mi considero in sintonia con "Stefy", che del resto pretende di avere certezze in mano. Purtroppo la scrittura, nel periodo della Tomba 100, non esiteva ancora. Intorno al 3.300 compaiono i primi segni su osso/avorio (Tomba U-j) e da lì in poi, studiando la diffusione di presunti nomi di re e di toponimi su cocci, placchette d'osso, ecc. si può tentare di stabilire i domini di questi protoregni. Allo stato attuale si ritiene che sia il Sud, che in fase predinastica pare sia sempre stato anche tecnologicamente più avanzato del Delta (ceramica migliore, ecc... ma gli scavi nel delta del Nilo si sa, sono praticamente impossibili...), ad aver conquistato il Nord. Se in una fase precedente sia avvenuto il ocntrario, queste sono per adesso solo supposizioni, che gli egittologi non possono dimostrare... e in cui tutto sommato non credono. Gli egizi sono sostanzialmente africani, ma le influenze culturali del vicino oriente nessuno le discute (architettura soprattutto), tantomeno gli egittologi.
    Il libro di Silvia Vinci "Le origini della civiltà egizia - la dinastia Zero" e il recentissimo di Natale Barca "Sovrani egizi predinastici" affrontano bene la questione, che ovviamente resta argomento di ampia discussione. Inutile citare Francesco Raffaele, tra l'altro mio amico, che tramite il suo sito web di alto livello conoscete più o meno tutti. Sembra ormai evidente che l'unificazione sia avvenuta gradualmente e non per merito esclusivo di Narmer. Ritengo che questo argomento sia fra più interessanti tra quelli ch eriguardano l'Antico Egitto.
    Riccardo Banchi
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