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"Nefer" al Palazzo Reale di Milano
Last Post 25 mar 2007 11:25 by Sozzani. 15 Replies.
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26 gen 2007 04:04
    Apre domani 27 Gennaio, al Palazzo Reale di Milano, "NEFER" un'altra Mostra dedicata alla donna nell'Antico Egitto.
    Da non confondere con "La bellezza nell'Antico Egitto", altra mostra che continua nello stesso luogo e che è piuttosto deludente, questa raccoglie 200 reperti provenienti dai maggiori Musei del mondo e ben 20 sarcofagi.
    Anche l'aspetto scenografico ed espositivo è particolarmente curato.
    Organizzata da un gruppo scientifico di prim'ordine, la Mostra racconta il ruolo della donna nell'antico Egitto nei suoi vari aspetti che, come riporta il Corsera di oggi,  attraverso diritti, divorzio, bellezza svelano una femminilità con caratteristiche di assoluta modernità.
    Fino all'8 Aprile. Ingresso 8 Euro.
    waenraUser is Offline
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    30 gen 2007 10:18
    Nefer, la donna nell’antico Egitto

    Tra le opere alcuni sarcofagi esposti al pubblico per la prima volta

    Palazzo Reale ospita una mostra che attraverso l’esposizione di oltre 200 reperti archeologici, tra i quali spiccano preziose e antichissime opere d’arte, traccia un quadro affascinante dell’antico Egitto al femminile in tutto il suo misterioso fascino. Regina, sacerdotessa, moglie e madre. Sono questi gli aspetti che la mostra intende svelare e raccontare della figura femminile nell’antica terra dei faraoni, svelandone la sua straordinaria modernità. Colta, emancipata, signora della casa ma anche donna manager, considerata alla pari dell’uomo: sono queste le due facce della donna egizia, che nell’ambito della vita privata è in grado di esercitare il suo fascino attraverso l’uso di gioielli, ori e pietre preziose con particolare cura per la composizione e il gusto cromatico ma sa essere anche emancipata, moderna, proprietaria di beni, senza dimenticare un notevole potere temporale.
    Un percorso espositivo di oltre mille metri quadrati, allestito al piano nobile di Palazzo Reale, articolato in 10 sezioni che partendo dal femminile nel divino in cui il medesimo concetto egizio di ordine cosmico, armonia ed equilibrio è impersonato da una dea, cattura l’attenzione e lo sguardo del visitatore verso le meraviglie del passato.

    Dodici musei italiani ed internazionali hanno aderito all’iniziativa offrendo l’occasione di realizzare un percorso affascinante e in gran parte inedito. Importante l’intervento della Soprintendenza e della Fondazione del Museo Egizio di Torino che per la prima volta espongono una cinquantina di reperti inediti provenienti dai depositi e sconosciuti al grande pubblico. Tra gli altri, imperdibili venti sarcofagi di grande valore artistico e archeologico, del Museo Egizio di Torino, quindici dei quali esposti per la prima volta al pubblico. Dopo le recenti polemiche sulle mostre spostate, rimandate, cancellate o mancanti sembra che tutto sia risolto, grazie anche alla novità annunciata dall’assessore alla cultura Vittorio Sgarbi, quella del biglietto unico, che da quest’estate permetterà di accedere a tutte le mostre di Palazzo Reale al costo di quindici euro.
    L’iniziativa parte, parzialmente, in questi giorni: le due mostre in corso "Tamara de Lempicka e Boccioni" sono visitabili con un solo biglietto e lo stesso sarà per la mostra Nefer e quella sulla bellezza femminile in Egitto.

    Nefer. La donna nell’Antico Egitto
    Fino al 9 aprile 2007
    Palazzo Reale
    Piazza Del Duomo 12, Milano
    Orari: lunedì dalle 14.30 alle 19.30 martedì – domenica dalle 9.30 alle 19.30
    giovedì dalle 9.30 alle 22.30
    Ingresso: intero euro 10,00 ridotto euro 7,00
    Info: tel. 02/875672 – 02/29010404

    Fonte: La voce d'Italia
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    05 feb 2007 05:36

    Nefer, l’altra metà del cielo sulle sponde del Nilo
    di Matteo Metta


    “Ciò che esiste è l’eternità maschile e l’eternità femminile. La prima è il giorno, la seconda è la notte”. A sgomberare il campo da possibili dubbi sulla subalternità della donna rispetto all’uomo in Egitto, beninteso solo nell’antica civiltà, arriva questa citazione dai “Testi dei Sarcofagi”, subito in apertura di mostra e a caratteri cubitali. Il visitatore di “Nefer. La donna nell’antico Egitto”, l’esposizione allestita al piano nobile di Palazzo Reale fino al 9 aprile, non avrà forse il tempo di realizzare questo pensiero su diversità-parità dei generi perché si troverà immediatamente immerso in uno specchio d’acqua e perdipiù movimentato da gocce di pioggia (ma si tratta solo di una proiezione video su pareti e pavimento) e, poi varcata la soglia successiva, in mezzo alle fiamme. Inizia con due espedienti scenografici, incentrati sugli elementi acqua-fuoco della cosmogonia egizia il percorso della mostra. Nella grande sala che arde per via delle fiamme (finte), una di fronte all’altra, in maniera quasi speculare, vi sono Sekmet, la “Potente”, dea guerriera che ha il corpo di donna e la testa di leonessa, e la dea Mut ( “madre”) che reca in testa la doppia corona dell’Alto e del Basso Egitto vestendo i panni contemporaneamente di dea e regina. La prima proveniente da Tebe, ma conservata al Kunst Historisches Museum di Vienna, che per la trasferta ha voluto assicurarla per un milione di euro, è in granito e nella sua cupa austerità fa da contrasto con la dolce Mut, prestata dalla Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, che è invece in calcare e ha le fattezze della bella Nefertiti, moglie di Ramesse II, un corpo sinuoso con seni piccoli e tondi, membra minute, ideale classico di bellezza regale sulle sponde del Nilo. Sono questi due estremi (di ruoli, ambiti e funzioni) rappresentati dalle due dee – ma solo in apparenza, perché nel pantheon egizio Mut e Sekmet sono spesso assimilate l’una all’altra – che sintetizzano il senso di una mostra dedicata all’universo femminile dell’Egitto antico. Sembra che nei suoi ruoli di moglie, madre e sovrana la donna rivestisse un’importanza fondamentale nella società, nient’affatto secondaria rispetto all’uomo-marito-faraone. Il legame coniugale non era certo avallato da un rito civile o religioso, ma era una sorta di pacs ante litteram, un patto basato sulla convivenza e sul rispetto reciproco. È chiaro, il filtro con cui si può ricostruire la vita della donna è quello della morte: la maggior parte dei reperti provengono infatti da contesti funerari e fanno riferimento a credenze religiose sull’aldilà. Così come è chiaro, e valga da premessa, che si tratta di oggetti appartenuti a donne di altissimo rango, regine e sacerdotesse, mogli di alti dignitari; non certo alle donne-schiave del villaggio di Deir el-Medina. Cosa che rende più facile scrivere, come è stato fatto, che quella egizia era una donna colta, emancipata, “in carriera” o addirittura “manager”. I corredi erano destinati ad accompagnare non verso la morte, ma verso una vita ultraterrena. Ad assisterle ci pensava la dea Nut, divinità femminile simbolo del moto perpetuo degli astri nella volta celeste e garanzia di vita eterna. Offriva la sua protezione a tutti i defunti, uomini, donne e bambini. Per questo la ritroviamo – dipinta di verde, il colore della vegetazione e del rinnovo ciclico della natura – su molti sarcofagi, su quasi tutti quelli che sono presenti in mostra, che sono ben venti, quindici dei quali esposti per la primissima volta, e concessi dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e dal Museo Antichità Egizie di Torino.
    Dieci le sezioni per raccontare l’altra metà del cielo sulla Valle del Nilo. L’esposizione ha il pregio di andare oltre le vicende individuali, per restituirci un quadro di insieme sulla vita al femminile che comprende tutti gli ambiti: il divino e il regale, il quotidiano e l’ultraterreno senza dimenticare aspetti come la maternità, il culto della bellezza e la passione per i gioielli. Notevole, perché rara, la statua in bronzo pieno conservata a Berlino, raffigurante una sacerdotessa della XXV dinastia, che nell’allestimento troneggia al fondo della sala con le dieci nicchie (cinque per parte) che accolgono i sarcofagi. Così come spicca per singolarità, rispetto al resto dei reperti in mostra, la testa in bronzo della regina Arsione III Filopatore, in puro stile ellenistico, il volto ovale e morbido incorniciato da un diadema di riccioli, proveniente da Alessandria d’Egitto e conservata al Museo di Palazzo Te (Raccolta Egizia di Giuseppe Acerbi).

    “La ricchezza di una famiglia è una donna saggia”, è la citazione tratta dall’“Insegnamento di Anekh-scescionqi” che campeggia nella sala dove in una vetrina troviamo la statua in terracotta di Tuaret, la dea protettrice delle donne incinte che ha il corpo da ippopotamo gravido e la coda di coccodrillo, oltre che un espressione del viso a dir poco minacciosa. Peccato che in questo piccolo e grazioso ambiente luminoso e candido si trovi su una parete, appiccicata con un adesivo, la stampa con la famosissima scena di caccia trovata nella tomba di Nebamun, (Tebe, XVIII dinastia, 1350 a.C. circa), una pittura murale i cui frammenti sono conservati al British Musem di Londra, che non ha prestato tra l’altro nessuno dei pezzi in mostra. Tutto l’allestimento, seppure riuscito nella valorizzazione dei reperti, non sembra altrettanto riuscito sotto il profilo dell’apparato esplicativo. Alcuni pezzi mancano di didascalie mentre molti altri hanno la targhetta troppo in basso e in penombra.

    Fonte: Il sole 24 ore
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    05 feb 2007 06:56
    L'ho visitata e direi che ne vale la pena. All'ingresso questo fondo di sarcofago veramente bellissimo (foto rubata!). C'è anche uno splendido bracciale d'oro e smalti che il "famigerato" Dr. Ferlini ha trovato a Meroë (vedi mio articolo al sito http://www.egittologia.net/Articoli...ault.aspx)
    e delle eccezionali piccole sculture di teste di regine.
    Per le note descrittive sono d'accordo: per fortuna avevo una piletta! Ci ho trovato anche alcuni strafalcioni: un cono di unguento profumato sul capo di una donna definito "ampolla d'olio" e "gambe di Iti" diventate "gamberi Iti", specie che, come noto, è diffusissima nel Nilo!


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    GIULIOUser is Offline
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    13 feb 2007 10:05
    A proposito di strafalcioni, alla mostra si legge in una iscriozione "Nefertiti moglie di Ramses II" mi sembra ben più grave di quello segnalato da Sozzani
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    13 feb 2007 11:54
    Acc! Questa non l'avevo vista!

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    17 feb 2007 10:54
    Ci ho portato oggi degli amici e gli errori che avevo segnalato sono stati corretti (!). Per quello di Nefertiti>Nefertari, se mi si dice a che punto della mostra era, dato che ci devo tornare, controllerò.
    A proposito, adesso l'ingresso costa 10 €! Alla faccia
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    21 feb 2007 11:42
    Non ricordo bene, ma in una delle prime sqle c'è una statuetta rqffigurante una Deq (non ricordo bene qala, ma è uno dei pezzi più belli della mostra) e nella di dascalia c'è scritto "lriprende le fattezze di Nefertiti moglie di Ramses II" non sono le parole esatte ma il senso è questo, saluti
    Giulio
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    21 feb 2007 12:30
    Credo che l'errore sia più comune di quanto si pensi: era presente in un libro di divulgazione storica che ho comprato per la mia bambina. Naturalmente, dopo averlo letto ed essermi debitamente scandalizzata, le ho sottolineato l'errore.
    Sit-Amun
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    23 feb 2007 10:03
    Da Maria Grazia:

    Milano, 23 feb. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Con oltre 22mila visitatori in soli 26 giorni e una media giornaliera di 870 presenze, "Nefer, la donna nell'Antico Egitto", mostra allestita a Palazzo Reale di Milano fino al 9 aprile, si aggiudica il primo posto nella classifica nazionale delle mostre con la maggior affluenza di pubblico. Un successo che ha indotto gli organizzatori a promuovere visite e servizi per il pubblico adulto e attivita' collaterali per le famiglie, a partire da sabato grasso: tutti i cittadini milanesi potranno visitare la mostra con la guida di un cicerone, pagando il solo biglietto d'ingresso. I gruppi guidati partiranno ogni ora, dalle 18.30 alle 22.30.

    Il 3 marzo prendera' il via l'iniziativa ''Notte al museo, tra i sarcofagi'': dalle 18.30 in poi, i piccoli visitatori si caleranno nel ruolo di tanti Indiana Jone; accolti dallo staff e muniti di pile, verranno accompagnati nelle varie sale del piano nobile di Palazzo Reale alla ricerca di tracce archeologiche. Al termine del percorso, all'interno di un laboratorio didattico, i bambini impareranno come si ricostruisce la storia antica e come avviene uno scavo archeologico. All'uscita, riceveranno un omaggio.

    <http://www.adnkronos.com/3Level.php....722048050>http://www.adnkronos.com/3Level.php....722048050


    Sperando che, nel frattempo, abbiano corretto lo svarione Nefertiti>Nefertari!!!


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    24 feb 2007 11:46
    C'era un tempo in cui le donne non si facevano problemi per il loro peso, si prendevano cura della casa, dei figli, si dedicavano alla cura della propria bellezza ed erano comunque rispettate, fin al punto di divenire imperatrici divinizzate. C'era un tempo e un luogo in cui non esistevano gli stadi, non esisteva l'anoressia... ma se chiudono gli stadi per non causare morti, perchè allora non vietano le sfilate degli stilisti che fomentano la magrezza esagerata e malsana, solo perchè essi repellono le forme femminee, magri più attratti da quelle maschili?

    SEDUCENTI MADRI IN CARRIERA - E a quel tempo, lontano dai frenetici anni 2000, fa riferimento la grande mostra allestita a Palazzo Reale. Nefer è un itinerario suggestivo attraverso la vita quotidiana degli antichi Egizi. L'Egitto fu culla di un popolo che segnò l'umanità in molti campi, dalle scienze alla cultura. Dodici musei italiani ed internazionali hanno aderito all'iniziativa, fra cui il Museo Egizio di Torino. La mostra si presenta al pubblico anche come rara occasione di incontro con la storia raccontata attraverso la storia femminile e non come sempre è accaduto attraverso le personalità maschili. Una donna colta e "in carriera", ma pure eterna seduttrice, secondo il canone della bellezza egizia: una donna snella, dalle membra minute ma i fianchi ampi, i seni rotondi e piccoli.

    FASCINO ESPRESSIVO - Dallo scorrere delle ore all'interno delle pareti domestiche, dalla cura della bellezza, fra cosmetici e gioielli, alla caccia, alla vita nell'aldilà. Venti sono i sarcofagi di grande valore artistico e archeologico, del Museo Egizio di Torino, quindici dei quali esposti per la prima volta. Molte sono le scene parietali, ancora in buono stato di conservazione, molte le sculture, in calcare o basalto, che sono di una morbidezza moderna e di un'espressività stupefacenti. Tanti i reperti curiosi, come il sintro, loro strumento musicale, le statuette di anatre o ippopotami, i modellini dei primi architetti della storia e i poggiatesta per dormire. Lo sapevate che gli Egizi non usavano cuscini morbidi, ma appoggiavo il capo su degli archetti di ceramica? Davvero scomodo! Percorrendo le sale della mostra ci si sente osservati... Sono gli occhi bistrati dal khol degli antichi abitanti d'Egitto che continuano a vivere nell'arte.

    Fonte: Milanodabere
    SozzaniUser is Offline
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    24 feb 2007 12:31
     Tanti i reperti curiosi, come il sintro, loro strumento musicale, le statuette di anatre o ippopotami, i modellini dei primi architetti della storia e i poggiatesta per dormire. Lo sapevate che gli Egizi non usavano cuscini morbidi, ma appoggiavo il capo su degli archetti di ceramica?


    Peccato che lo strumento sia il "sistro" (cui, però, mancano gli elementi centrali che producevano il suono) e che i poggiatesta non siano di "ceramica". Tra l'altro, non venivano usati principalmente nei riti funebri?
    saldiperiUser is Offline
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    24 feb 2007 05:58
    Peccato che lo strumento sia il "sistro" (cui, però, mancano gli elementi centrali che producevano il suono) e che i poggiatesta non siano di "ceramica". Tra l'altro, non venivano usati principalmente nei riti funebri?



    Mi pare di ricordare che il loro uso non è ben definito, se si usassero per i riti funebri o per dormire o per tutte e due le cose. Credo non sia esatto neanche dire che non usavano cuscini; cosa è stato trovato, allora, nella KV63?

    Saluti
    Salvatore

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    15 mar 2007 10:32
    Nefer non si prolunga La mostra va a Torino

    I faraoni fanno valigie e scatoloni e si preparano a traslocare. Uno straordinario successo quello di «Nefer, la donna nell’antico Egitto» che ha totalizzato 1.200 presenze in media al giorno per un totale di 40mila biglietti staccati in solo 45 giorni, che andrà confluire nelle casse dell’amministrazione di Torino.
    Dopo le polemiche tra l’assessore alla cultura Vittorio Sgarbi e la fondazione culturale DNArt, organizzatrice della mostra in stretta collaborazione con la Fondazione Museo Egizio di Torino, prima per la data di chiusura dell’esposizione a Palazzo Reale poi sulle biglietterie e sul costo dei biglietti, gli organizzatori hanno deciso di interrompere le trattative per prorogare la mostra fino al 9 aprile e chiudere il capitolo Milano, almeno per un po’.
    La mostra, che si è attestata prima nella classifica nazionale per il numero di visitatori, chiuderà il 25 marzo, come stabilito dall’assessorato, per inaugurare in pompa magna a Torino già il 5 aprile, ospitata gratuitamente a palazzo Cavour fino al 1° luglio. Non sarà solo Torino a beneficiare di quella che il direttore del Kunsthistorisches Museum di Vienna, Wilfred Seiple, ha definito «la più bella mostra sulla donna nell’antico Egitto degli ultimi vent’anni», perché Nefer «ha già visto in concreto l’interesse di importanti capitali europee - come racconta Riccardo Bertollini, presidente della fondazione DNArt - tra cui Barcellona, Vienna, Bruxelles, puntando a raggiungere per il 2008 anche san Pietroburgo e New York».
    «Chiudiamo questa bella avventura - è il commento di Elena Fontanella, che insieme a Elvira Amicone ha curato l’esposizione che si snoda attraverso 200 reperti archeologici, di cui 50 inediti - con il successo dei visitatori che ci ha premiato. La mostra è stata molto apprezzata anche dalle scuole; sono tremila, infatti, gli studenti che ci hanno visitato e che continueranno a visitarci a Torino, città che si prepara con questa mostra, che aprirà prima della Pasqua, a inaugurare una felice stagione di eventi». Milano abbandonata quindi? «No questo è un arrivederci - risponde la curatrice Fontanella -, torneremo il 20 settembre al Museo di Storia Contemporanea con un progetto che avrà di nuovo le donne come protagoniste».
    La mostra, infatti, si presentava al pubblico come un racconto storico al femminile. Mille metri quadrati di esposizione che analizza la condizione della donna dal punto di vista politico, sociale, storico e giuridico.
    «Siamo molto soddisfatti del successo di Nefer - continua il presidente Bertollini - anche se mi dispiace andare via lasciando alle spalle uno strascico di polemiche, che potevano essere tranquillamente evitate».

    Fonte: IL Giornale
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    15 mar 2007 04:13
    Peccato. C'erano alcuni reperti molto interessanti, tra i quali questo braccialetto in oro e smalti della regina meroitica Amanishaketo, la cui piramide, alta 28 m. è stata rasa al suolo dal famigerato Dr. Ferlini alla ricerca del tesoro nel 1832/34.
    Il reperto, assieme ad altri altrettanto belli, è custodito nel Museo di Berlino e perciò abbastanza fuori dai comuni percorsi.
    A questo sito, notizie su questa importante regina ed altre foto e link.
    C'è anche una stampa della sua piramide prima della sua distruzione.
    http://www.homestead.com/wysinger/n...an102.html
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    25 mar 2007 11:25
    Ci sono tornato oggi per accompagnare un gruppo di amici e credo di essere stato l'ultimo visitatore. Però ho trovato un'altra chicca, ma ormai! (le altre le hanno corrette).
    Una bellissima statuetta di Ahmose Nefertari, Grande sposa Reale di Ahmose e poi reggente per il piccolo Amenhotep I, indicata come appartenente alla XIX Din.!!!
    Peccato che la mostra si trasferisca a Torino. Era più divertente della "caccia all'errore" sulla Settimana Enigmistica!


    P.S. Se non altro, stavolta mi hanno fatto entrare gratis.
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