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CRANIOTOMIE NELL'ANTICO EGITTO
Last Post 02 May 2007 11:28 AM by Iside87. 7 Replies.
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Andrea BorghiUser is Offline
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Andrea Borghi

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13 May 2006 02:02 PM

    CRANIOTOMIE NELL’ANTICO EGITTO

     

    Mi è capitato tra le mani un interessante libro intitolato “Trapanazioni, craniotomie e traumi cranici in Italia”  dove vengono menzionati anche probabili interventi eseguiti nell’antico  Egitto i quali vengono definiti dagli autori  …tanto discussi crani trapanati dell’Antico Egitto”.

    Gli autori ci dicono che i crani trapanati non superano la decina, il più antico viene riferito a SESEBI (Sudan) del 1200 a.C. (XVII-XIX Dinastia). Un altro esemplare è attribuito al gran sacerdote HARSESE DI HAMON (IX secolo a.C.) a Tebe, affetto verosimilmente soltanto da osteoporosi del parietale; questo osso, secondo alcuni autori, si presenta molto assottigliato e la frattura sarebbe stata pastmortem, presentando così una situazione di pseudotrapanazione. Alle prime dinastie viene fatto risalire il cranio di TARKHAN, appartenuto ad un uomo adulto, su questo cranio il testo riporta “…sul parietale di sinistra si nota una breccia ossea ad andamento irregolarmente ovoidale (diametro massimo mm 23) con fatti cicatriziali ai bordi….., probabilmente quale trattamento di un processo infettivo”.

    Relativo alla XXV Dinastia il cranio appartenuto alla principessa HORZIESET-MARITAMON che sembra essere l’unico caso “autentico” di trapanazione, sul quale il testo riporta “…tuttavia non realizzata in Egitto ma nel corso di un viaggio all’estero della illustre paziente: sul frontale di destra si apre un orifizio circolare (diametro mm 10), probabilmente realizzato madiante raschiamento e ben cicatrizzato ai bordi”.

    Altro esemplare deriva dall’Oasi di Dakhleh (Sud Ovest dell’ Egitto) appartenente alla XXVII dinasta, appartenuto ad un giovane di 12-13 anni, il testo dice “…sul parietale di destra presenta una breccia allungata (mm 70 X 15) con fatti cicatriziali ai bordi e in gran parte ricoperta da cute mummificata…”.

    Al periodo tolemaico (331-32 a.C.) apparterrebbe un altro esemplare di cranio, trovato a Saqqara “ …caratterizzato da atrofia biparietale con perforazione abbastanza estesa…  su questo cranio ci sono diversi pensieri, c’è chi dice che si potesse trattare dell’esito di assottigliamenti ossei, chi invece ha parlato di esito di raschiamento intenzionale.

    Il cranio di una donna appartenuta all’epoca meroitica (50-200 d.C.), ritrovata in una necropoli cristiana, è stato supposto che si trattasse di una donna straniera, in base a questo è stata avanzata l’ipotesi che non ci si trovasse di fronte ad una trapanazione. Questo cranio presenta “…una breccia del diametro di circa 30 mm con i bordi ben cicatrizzati”.

    Di pseudotrapanazione si tratta per un esemplare femminile di epoca romana (200 d.C.) proveniente da Shufara (Basso Egitto), il quale presenta “…uno slargamento del foro parietale destro…”.

    L’ultimo esemplare è di origine bizantina (395-368 d.C.) ritrovato a Hesa-Assuan “…appartenuto a una donna adulta e presentante sul parietale destro una breccia circolare, cicatrizzata.”

     

    Come precisazione il testo riporta: ”Anche se in alcuni papiri (soprattutto nello Smith, ma anche nell’Ebers) vengono consigliati interventi chirurgici in craniolesi, in nessuno di essi si parla in maniera esplicita di trapanazioni vere e proprie e forse anche per questo qualche Autore (Leca, 1986) ha creduto che le poche <> trapanazioni egiziane fossero state realizzate fuori dal territorio egizio.””

     

    Nonostante le conoscenze avanzate della medicina  nell’Egitto storico, a parer mio è da valutare se le trapanazioni erano veramente legate all’intenzione di curare chirurgicamente una patologia “diagnosticata” oppure tali perforazioni erano eseguite per “far uscire il male dal corpo”. Da tenere presente che interventi chirurgici, specialmente così delicati, in ambienti settici non penso portassero a risultati ottimistici per il “paziente”.

     

    Faccio presente che le notizie scritte in corsivo riportano integralmente il testo del libro, questo perché non era semplice esprimerne con parole proprie il contenuto dal momento che per ogni esemplare erano riportate poche righe con diciture ben precise.

    Ciao...Andrea

    StefyUser is Offline
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    Stefy

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    15 May 2006 02:12 PM
    Spesso capita di leggere pareri contrastanti riguardo ciò che viene tradotto dai papiri......in questo caso poi riguarda analisi mediche ed io non sono proprio in grado di commentare......ho visto però che anche presso la civiltà dei Guanches,gli antichi abitanti delle Canarie,veniva praticata la "trapanazione" del cranio e viene confermato che l'individuo sopravvisse all'operazione....con questo non voglio dire nulla se non portarti un altro caso di interventi chirurgici al cranio con lo scopo di riuscire a rendere migliori le condizioni di vita del paziente e non per "far uscire il male dal corpo",almeno questo non l'ho letto nelle didascalie del museo che ho visitato,dove erano esposti i crani.

    Ti ringrazio per avermi fatto conoscere queste considerazioni sui crani egizi e ti auguro buon pomeriggio!S.
    Andrea BorghiUser is Offline
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    Andrea Borghi

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    17 May 2006 04:40 PM

    Ciao Stefy

    è possibile che effettuassero le perforazioni in situazioni di aumento della pressione intracranica, ammesso che fossero in grado di "diagnosticarla", non credo fossero a conoscenza di patologie degenerative cerebrali, a dire il vero non so nemmeno se dopo le perferazioni andassero ad intervenire anche sul cervello, questo no l'ho trovato documentato in nessun testo...........mi sa tanto che vorremmo sapere un pò troppe cose!!!!!!!!!

    Buon pomeriggio anche a te

    Ciao....Andrea

     

     

    Chantal MilaniUser is Offline
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    Chantal Milani

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    21 May 2006 02:24 PM

    I casi di trapanazione in effetti sono piuttosto rari e sono quelli citati dal Leca*, ricordo anche di aver letto (purtroppo però non rammento la fonte) che i resti ossei non forniscono dimostrazione della sopravvivenza a lungo termine del paziente, pertanto non si può sapere se l'intervento sia stato risolutivo e la prognosi positiva (qualsiasi fosse la patologia).

    * Ange-Pierre Leca, "La medicina Egizia al tempo dei Faraoni", Ed Essebiemme, p. 334

     

    Chantal

    rosalba diasproUser is Offline
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    rosalba diaspro

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    26 May 2006 10:49 PM
    Posted By Asetnefert on 05-21-2006 03.24

    I casi di trapanazione in effetti sono piuttosto rari e sono quelli citati dal Leca*, ricordo anche di aver letto (purtroppo però non rammento la fonte) che i resti ossei non forniscono dimostrazione della sopravvivenza a lungo termine del paziente, pertanto non si può sapere se l'intervento sia stato risolutivo e la prognosi positiva (qualsiasi fosse la patologia).

    * Ange-Pierre Leca, "La medicina Egizia al tempo dei Faraoni", Ed Essebiemme, p. 334

     

    Chantal

    cara Chantal credo che la memoria ti abbia giocato un brutto scherzo ! Quando un osso mostra segni di riparazione prova inequivocabilmente che il pz. è sopravvissuto per un tempo discreto perchè  la ricostruzione delle ossa non è un processo proprio velocissimo specialmente quando i frammenti ossei non sono contigui!!!

    buona notte

    enalapril

    BelialUser is Offline
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    Belial

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    31 May 2006 10:23 PM
    Posso confermare che in presenza di segni di ricrescita dell'osso lungo i bordi della trapanazione possiamo dire che il paziente è sopravvissuto all'intervento. Se a qualcuno interessa leggere un bel libro sulla paleontologia umana posso consigliare "Archeologia dei resti umani" di Alessandro Canci e Simona Minozzi, c'è un capitolo che parla anche di questo tipo di interventi.
    Chantal MilaniUser is Offline
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    Chantal Milani

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    03 Jun 2006 03:45 PM
    E' esattamente così infatti!!! La memoria, almeno in questo,  funziona ...semplicemente non mi sono spiegata bene; ci riprovo.
    Dai resti ossei IN GENERALE si vede se c'è stata sopravvivenza! ...ma quello che intendevo dire è che la fonte diceva che nei resti ossei ritrovati, inerenti le trapanazioni, non si riusciva a trovare dimostrazione di sopravvivenza del soggetto. Questa mancanza di prova poteva esser dovuta ad un' "illeggibilità" in tal senso del reperto o alla mancanza di riparazione ossea per decesso del soggetto (per l'intervento, altra patologia o perchè caduto da un dirupo)... sta di fatto che chi li ha studiati ha ritenuto di non poter dimostrare che la trapanazione avesse avuto esito fausto.
    Iside87User is Offline
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    Iside87

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    02 May 2007 11:28 AM
    Mi farebbe piacere sapere se ci fossero libri in merito a questo argomento e inerenti all'anatomia oculare grazie a chi mi saprà dare unlteriori informazioni
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