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Alcuni luoghi comuni_
Last Post 24 dic 2006 03.04 by archeoproteo. 10 Replies.
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archeoproteoUser is Offline
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archeoproteo

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22 dic 2006 09.50
    Sull’Antico Egitto o Egitto Antico (che dir si voglia), continuano ancora a girare delle “piccole” o grandi inesattezze che diventano però dannose quando le si usa per fondare delle argomentazioni.

    La persistenza di tale situazione è naturale, visto che l’Egittologia come disciplina, per quanto giovane porta con se un immenso numero di dati e notizie. Alcuni testi non possono essere corretti dagli autori, in quanto questi deceduti, e, spesso, gli editori ristampano i volumi e il loro contenuti indipendentemente dallo stato degli studi in corso; infatti, ogni anno, vengono pubblicati centinaia di libri a carattere scientifico (in lingue diverse) sull’argomento ( non si contano gli articoli.) e a tutto ciò vanno aggiunti i convegni e le conferenze (quelli seri, dove vengono presentati i risultati di studi e ricerche, e non i filmati su come in modo avventuroso sono salito sulla piramide) in tutto il mondo; già diventa difficile per qualsiasi studioso tenersi aggiornato su una mole di informazioni tanto vasta,  e l’unico rimedio per dominare un simile tzunami di documenti, è quello limitare il proprio campo di apprendimento e di sapere a un periodo o argomento specifico, ma di possedere comunque sempre una buona infarinatura generale.
    L’appassionato è in una situazione ancora peggiore, perché le notizie di cui viene in possesso sono spesso frammentarie e imprecise e, passatemi il termine, di seconda mano; ciò non dipende dalla sua incapacità, ma semplicemente dall’impossibilità di “farsi raggiungere” dalla mole dei dati e utilizzare gli strumenti giusti di critica per analizzarli. E’ pur vero che adesso con Internet…etc etc, ma ben diverso è l’avere a disposizione la biblioteca di un dipartimento serio a disposizione, piuttosto che andare a comprarsi libri nei bookshops, la cui presenza e disponibilità segue una logica di mercato editoriale.

    Detto questo…

    L’antico Egitto non è il Nuovo Regno: la maggior parte degli appassionati  ha una formazione più connotata nei confronti del Nuovo Regno. Perché c’è più disponibilità di materiale. E il motivo in realtà è anche un altro ed è colpa degli antichi egizi.

    Il quadro storico che “maneggiamo”è stato elaborato dagli stessi abitanti della valle nilotica durante il Nuovo Regno. Questa tradizione è stata tramandata fino all’epoca tolemaica e fu raccolta in un lavoro dal titolo Storia dell’Egitto scritta in greco da Manetone (opera che però non ci è giunta completa). Quale operazione inconsapevole è stata condotta dal colto egiziano?Un’azione “astorica”, nel senso che ha proiettato fino alla comparsa della scrittura la  struttura e il modello del Nuovo Regno, consegnando ai posteri l’idea di “cultura monolitica” dell’antico Egitto che ancora oggi traspare. Ma la realtà non è questa. Ci sono grandi verità nella divisione dei tre regni, ma nessuno può escludere ad esempio che il concetto di dinastia si possa applicare a tutti. O che possa esserci una o più dinastie precedenti all’epoca tinita.

    Per intenderci è come se un archeologo del futuro applicasse un metodo di interpretazione identico per descrivere la popolazione italiana vissuta dalla seconda guerra mondiale ad oggi e proiettare lo stesso modello agli inizi del 1600. Giustificandosi con il fatto che il denominatore comune con cui si analizza la storia dell’Italia è che i fatti si svolgono sullo stesso contesto territoriale e l’unica fonte pervenutaci è un romanzo di un tal Culicchia o di Baricco. Naturalmente (diremo noi che stiamo vivendo il periodo) è una visione distorta e sbagliata.

    Nel nostro caso, tutti quegli studiosi che hanno formulato i primi lavori di ricostruzione storica egiziana hanno operato delle sintetizzazioni, che so sono trasformate in dogmi, ma attenzione al “dogma” che è un’arma a doppio taglio anche per chi lo sostiene.

    Con questo filtro diventa più facile districarsi e capire l’evoluzione di alcuni significati e ruoli ad esempio degli dei e  le varie opere di sincretismo, il cambiamento di usi e costumi, etc etc.

    In più, bisogna aggiungere a tutto questo le cosiddette varianti locali (sul discorso degli dei  andiamo a nozze, ad esempio, ma anche per la produzione vascolare, artistica, etc etc)

    Distorto e sbagliato è stato l’approccio da parte di tanti (fior fiore di) studiosi e luminari di scorporare la sfera magico religiosa dall’analisi dell’Antico Egitto. Cosa ha portato tale atteggiamento: al fiorire di teorie esoteriche, misteriche, e tutto ciò che leggiamo di teorie strampalate, semplicemente perché non c’è mai stato un contraddittorio serio ( si evidenzia un atteggiamento sostenuto in epoche passate ad esempio dal Gardiner e altri, ma in fondo erano i modelli interpretativi dell’epoca). Paradossalmente, ma in modo anche ovvio, perché tutto si evolve, il mondo accademico si sta aprendo (addirittura hanno istituito cattedre universitarie) alla “magia del mondo antico”. Argomento che sta diventando un nuovo filtro per analizzare le civiltà del passato, visto che i risultati ad oggi ottenuto hanno lasciato grandi varchi interpretativi insoluti ( a tal proposito consiglio la lettura diFritz Graf  “La magia nel mondo antico” editori Laterza (è un testo accademico con tanto di bibliografia seria, etc etc ).

    Per noi è ormai assodato e ovvio che in Egitto non ci fossero gli schiavi (nel senso greco-romano del termine), ovvero persone prive di autonomia e libertà personale, ma vallo a spiegare a tutti quegli editori che stampano i libri per le elementari o alle insegnanti che portano avanti questa notizia. Noi abbiamo accettato che Erodoto ha applicato la sua concezione di schiavo mentre descriveva l’opera compiuta dal terribile Cheope.

    Per quanti di noi, invece, è ovvio che il paesaggio dell’Antico Egitto fosse completamente diverso da quello che vediamo oggi? Che l’unica  navigazione interna non fosse quella sul Nilo, ma venivano utilizzate anche le oasi per il trasporto in barca? Di questi esempi ce ne sono tantissimi.

    E nel momento in cui si riesce ad approfondire la conoscenza e soprattutto a percepire il fatto che l’Egitto non è solo: Tebe, Piana di Giza, Abido, ma sono oltre tremila anni (1. 095. 000 giorni) di civiltà e un territorio vastissimo su cui X numero di milioni di persone si muovevano, pregavano, mangiavano, lavoravano, costruivano, producevano, ammazzavano, etc etc, cambia l’approccio all’argomento.

    In sintesi, con tutto ciò che ho scritto non intendo dire che “allora vale dire tutto e dar libero sfogo alle teorie”, anzi proprio il contrario:. tutte le affermazioni devono essere attentamente filtrate attraverso dei: dove?in che luogo; quando, in che epoca?che dati ci sono a supportare, invalidare o convalidare tale affermazione…e questo gioco spesso, porta a svelare tante “cose misteriose” 

    Spero di non avervi annoiato .

     

     

     

      

    NefertariUser is Offline
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    23 dic 2006 12.55
    hehe archeoproteo...tu stai a Giacobbo...come la Bresciani sta al Vandenberg questo topic lo dovrebbero leggere molti professori di scuole medie e superiori
    Cristiano AndreattaUser is Offline
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    Cristiano Andreatta

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    23 dic 2006 02.13
    questo topic lo dovrebbero leggere molti professori di scuole medie e superiori

    Purtroppo molti di loro non accettano suggerimenti a riguardo (esperienza personale...).
    NefertariUser is Offline
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    23 dic 2006 05.28
    purtroppo questi luoghi comuni sono presenti ovunque...poi ci si mettono anche i documentari spazzatura...ed ecco fatto...una volta mi capitò di discutero con mio cugino sulla Valle dei Re...lui sosteneva un idiozia vera e propria...quando io gli spiegai che non era assolutamente così...mi sentii rispondere:e che ne vuoi sapere tu più di quelli che girano i documentari?!?...e questa era la mia faccia...il resto non lo racconto perchè è troppo violento
    Annamaria ZizzaUser is Offline
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    Annamaria Zizza

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    24 dic 2006 10.11
    Il problema è che alcuni docenti, più che non accettare suggerimenti, sono disinteressati alla cosa. Basta ripetere la lezioncina dal libro di testo...Però, in tutta onestà, mi chiedo se anche noi non facciamo la stessa cosa con eventi e personaggi per noi privi di interesse.
    Sit-Amun
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    24 dic 2006 11.28
    Probabilmente è così...chi sa quanti luoghi comuni abbiamo su molte cose...e magari sono peggio di quelli  che sentiamo sulla civiltà faraonica
    Salvatore Di PeriUser is Offline
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    Salvatore Di Peri

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    24 dic 2006 12.14
    Posted By Sit-Amun on 24 dic 2006 10.11
    Però, in tutta onestà, mi chiedo se anche noi non facciamo la stessa cosa con eventi e personaggi per noi privi di interesse.
    Sit-Amun




    Eh già Sit. Per esempio le opinioni su Ramses II?
    A parte la frecciatina non mi pare che noi qui, anche se l'argomento è privo di interessi, lo trattiamo con superficialità.
    Al massimo non scriviamo (io almeno).
    Ma mi sembra che anche tu, quando intervieni, approfondisci molto.

    Saluti
    Salvatore
    Annamaria ZizzaUser is Offline
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    Annamaria Zizza

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    24 dic 2006 12.57
    Mi riferivo ad altri argomenti, storici o no. Alcuni di essi, ad esempio, non suscitano il mio interesse: e non mi riferisco a Ramses!!!
    No, scherzi a a parte, Salvo, credo che tutti noi siamo vittime (magari senza averne coscienza) di luoghi comuni. Tutto sta ad accorgersene e a rimediare. A me certe volte piace giocare con certi luoghi comuni, tipo quelli sui palermitani...
    Sit-Amun
    khnubisUser is Offline
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    khnubis

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    24 dic 2006 02.37

    "Il mondo accademico si sta aprendo...alla magia del mondo antico".( Archeoproteo)

    Se qualcuno è interessato ai  testi base sulla magia  ecco una valida bibliografia non accademica, visto che non serve per gli esami:

    Budge,Wallis.E.,A., Magia Egizia, Roma, 1980

    -Bonnet, H., Der Ausklang der aegyptischen Religion mit Reformation, Zauberei und Jenseitsglauben, Zurich, 1961

    -Cantù, G., La civiltà dei Faraoni: realtà e magia nell’antico Egitto, Milano 1974.

    -Capotummino, U., L’occhio della Fenice, Palermo, 2005

    -Hopfner, T., Griechish agyptische Offenbarungszauber, Leipzig, 1921-1924 2 voll

    -Kàkosy Làszlò, La magia nell’antico Egitto , in La magia in Egitto ai tempi dei Faraoni, Modena1991.

    -Lexa,F.,La magie dans l’Egypte antique de Ancien Empire jusqu’à l’epoque copte; I. Exposè; II. Le Textes Magiques; III. Atlas, Paris, 1925

    -Lurker, M., Gotter und Symbole. Ein Vademecum der mystishen und magischen Welt Aegyptens, Bern , 1974, II ed.

    -Massart, A., TheLeiden Magical PapyrusI 343-I 345 Text, translation and commentary, Leiden1954

    -Mayassis, S. Mystères et Initiation de L’Egypte ancienne, Athène, 1957

    -Moret, A., Mystères egyptiens Paris 1923 II ed. 

    -Papyrus magique illustrè de Brooklyn, Brooklyn Museum 47.218.156, Brooklyn, 1970 

    Brookliyn, 1970

    -Roccati, A., Papiro ieratico n. 54003. Estratti magici e rituali del Primo Medio Regno, Torino 1970

    -Wiedermann, K., Magik und Zauberei im alten Aegypten, In “Der Alte Orient”, VI,4 (1905) Leipzig

     

    saluti

     Khnubis

    NefertariUser is Offline
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    Nefertari

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    24 dic 2006 02.39
    Posted By Sit-Amun on 24 dic 2006 12.57
    Mi riferivo ad altri argomenti, storici o no. Alcuni di essi, ad esempio, non suscitano il mio interesse: e non mi riferisco a Ramses!!!

     


    archeoproteoUser is Offline
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    archeoproteo

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    24 dic 2006 03.04
    in realtà il luogo comune è sempre in agguato
    Ovvio, inoltre, che abbiamo degli interese particolari su un argomento piuttosto che su un altro; ma ciò non toglie che si debba coprire tutto con la "stessa coperta" di nozioni
    Tenterò di spiegarmi ancora meglio.
    Quando ci si avvicina ad un argomento vasto come quello che ci appasiona, non possiamo dimenticarci di tutti i secoli in cui si è sviluppato.
    Quindi, e prendo spunto da alcuni post letti in passato, non posso "stupirmi" se all'interno delle piramidi (Giza) non ci fossero rappresentazioni parietali, mentre le tombe di Luxor ne fossero piene. Prima di pensare a qualcosa di misterioso, dovremmo pensare che tra i due monumenti ci sono circa 2000 anni di differenza (sarà pur cambiato qualcosa o no?); se il sarcofago è lungo e stretto e non ci starebbe neanche una persona sdraiata, quindi vuol dire che il luogo non era utilizzato come sepoltura ma con altri scopi particolari...prima di partire con questa tesi strampalata, bisognerebbe chiedersi, ma nell'antico Regno, il defunto era esattamente trattato come nel Nuovo Regno? La risposta che ne verrà fuori sarà: no! e allora ha senso che la "vasca" ancora presente in sito potesse tranquillamente contenere un defunto.
    Spero di essere riuscito a spiegarmi.
    Io sono possibilista su tutto e non mi stupirò se in futuro dati in controdenza con gli attuali compariranno, e tutto sarà rimesso in gioco, ma anche in quel caso non bisognerà generalizzare.
    Riporto una frase di Sozzani un giorno di fronte al papiro della pianta  della Tomba di Ramses VI (se non ricordo male il sovrano) al Museo Egizio di Torino: "saltasse fuori il progetto delle piramidi, smetteremmo di fare chiacchiere inutili"
    (Gil, il concetto da te espresso era più o meno questo)

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