khnubis
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Cristiano Andreatta
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| 16 Dec 2006 03:47 PM |
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In risposta al post: la croce ansata Ankh e il conubbio misterico, ho scritto: Mi dispiace, ma non riesco proprio a credere nella "tradizione iniziatica tra oriente e occidente".  Le informazioni contenute nell'articolo sono essenzialmente corrette, sull'interpretazione, beh, ognuno è libero di crederci. A me non convince, sarà anche per il linguaggio "misterioso"...  Francamente mi sento di sottoscrivere le stesse parole per questo nuovo articolo. |
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Gilberto Sozzani
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| 16 Dec 2006 06:27 PM |
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A parte l'articolo, sul quale condivido il giudizio, che la rappresentazione dell'udjat segua regole precise nelle sue proporzioni è un fatto noto. Poi, volergli attribuire strani collegamenti esoterici è tutto un altro discorso.  |
udjat.jpg
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khnubis
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| 16 Dec 2006 06:36 PM |
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Ciao nechen, a proposito del linguaggio "misterioso" da te attribuito ai miei articoli , ti trascrivo quello che scrive Herik Hornung circa il simbolismo degli dei nel suo" Gli Dei dell'Antico Egitto"cap.IV, pag 104:" Geb ha l'oca (sulla testa), Maat la penna di struzzo, la dea dell'Ovest il segno per -occidente-, Nephthys il suo nome completo-signora della casa-. Qui scompare la distinzione tra titolo e attributo, tra immagine e scrittura.Casi limite di questo tipo dovrebbero metterci in guardia dal considerare le rappresentazioni egiziane di dio come descrizioni. E' più adatto comprenderle, secondo il consiglio di H.Frankfort, come " ideogrammi" o come segni pittorici che comunicano un pensiero in un metalinguaggio. Certamente gli dei possono abitare in queste rappresentazioni, come in qualunque immagine, ma la loro vera forma è "nascosta", " misteriosa", come sottolineano continuamente i testi egiziani."
Qui finisce quanto scrive Hornung. Io aggiungo che il metalinguaggio è fondato sulla percezione degli archetipi, il cui messaggio si ripropone da una cultura all'altra, come ci insegna l'antropologia culturale, nella emersione del " soggetto nascosto" in una prospettiva iconologica . La comprensione ultima è finalmente interdisciplinare.
Cordiali saluti.U.C.Khnubis |
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archeoproteo
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| 17 Dec 2006 08:08 AM |
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mi associo a Gil. In più se analizziamo l' udjat, oltre che da un punto di vista funzionale matematico, vediamo che la rappresentazione dell'oggetto è fedele alla realtà e essendo una rappresenazione , gli elementi che venivano riprodotti dovevano essere i più "sinceri" possibili e non illusori...è la base dalla riproduzione artistica/artigianale dell'egiziano antico. L'occhio è rappresentato da un sopracciglio, dalla pupilla, dal naso visto di profilio e dal condotto lacrimale... direi che più che meta linguaggio si tratti di un'attenta osservazione e conoscenza anatomica. In più la sua presenza sui sarcofagi (parlo di quelli ancora rettangolari, lunghi e stretti, utilizzati fino al comparire di quelli a foma umana) sul lato lungo sinistro, non fa altro che attestare la loro "funzione" reale...servivano per guardare |
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Cristiano Andreatta
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| 17 Dec 2006 09:34 AM |
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Qui finisce quanto scrive Hornung. Io aggiungo che il metalinguaggio è fondato sulla percezione degli archetipi, il cui messaggio si ripropone da una cultura all'altra, come ci insegna l'antropologia culturale, nella emersione del " soggetto nascosto" in una prospettiva iconologica . La comprensione ultima è finalmente interdisciplinare. Scusa, ma non ci ho capito un cavolo. Su quello che scrive Hornung, nulla da dire. Su quello che aggiungi tu, beh, sei libero di crederci. Per me siamo un campo che, a voler esser buono, si può definire come "antiscientifico". |
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khnubis
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| 17 Dec 2006 02:40 PM |
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Caro nechen, sai cosa sono gli archetipi ? Già C.G.Yung li ha individuati come un "codice scientifico " per la comprensione delle culture simboliche nel mondo.Un simbolo che sia universale, depositario per più generazioni delle stesse immagini, è inteso come archetipo; divenendo una rappresentazione collettiva, assume potenza nell'essere depositario dell'esperienza di un gruppo o di un'epoca, fluttuando nel tempo e permeando l'inconscio e le appartenenze confessionali, benchè risorga in veste personale, di volta in volta nella coscienza del singolo, e si esprima durante i rituali. Nasce così il rapporto tra il soggetto e l'insieme delle figure simboliche riferite agli stessi archetipi, che è la chiave di ogni cultura. Di questi rapporti si occupa l'antropologia culturale che - forse non lo ricordi- è una scienza. Conosci la favola della volpe e l'uva? E' stata scritta da un antico greco ma sembra attuale.
"...sei libero di crederci..." è un archetipo!
Khnubis |
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Cristiano Andreatta
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| 17 Dec 2006 03:26 PM |
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Caro nechen, sai cosa sono gli archetipi ? Già C.G.Yung li ha individuati come un "codice scientifico " per la comprensione delle culture simboliche nel mondo.Un simbolo che sia universale, depositario per più generazioni delle stesse immagini, è inteso come archetipo; divenendo una rappresentazione collettiva, assume potenza nell'essere depositario dell'esperienza di un gruppo o di un'epoca, fluttuando nel tempo e permeando l'inconscio e le appartenenze confessionali, benchè risorga in veste personale, di volta in volta nella coscienza del singolo, e si esprima durante i rituali. Nasce così il rapporto tra il soggetto e l'insieme delle figure simboliche riferite agli stessi archetipi, che è la chiave di ogni cultura. Di questi rapporti si occupa l'antropologia culturale che - forse non lo ricordi- ma è una scienza. Conosci lafavola della volpe e l'uva? E' stata scritta da un antico greco ma sembra attuale. "...sei libero di crederci..." è un archetipo! Khnubis     (scusate la sfilza di emoticon, ma stavolta ci voleva!) Se volevi sembrare un erudito, non so se tu ci sia riuscito. Sappi che, a mio modesto parere, far sembrare una questione o una materia "arcane", "dense di simbolismi", "esoteriche", non fa altro che allontanare quelli che ragionano con semplicità e con la propria testa senza alcuna pretesa di "superiorità intellettuale". Comunque, qua discutiamo di egittologia, non di esoterismo o di inconscio. a proposito del linguaggio "misterioso" da te attribuito ai miei articoli Ah, ho capito: sei tu l'autore degli articoli in questione! Mi pareva di notare una rassomiglianza di linguaggio e di capacità(?) di comunicazione. Sorry, ma la cosa non cambia nulla. Poco chiaro era (per me) e poco chiaro rimane. |
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khnubis
 New Member
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| 17 Dec 2006 06:14 PM |
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Caro nechen, ho proposto una lettura dei simbolismi egizi, in questo forum, con il linguaggio necessario allo scopo, pensando di trovare qualcuno con cui scambiare delle idee. Mi dispiace che questo diventi per te, o per altri, una forma di conflitto. La conoscenza degli Antichi Egizi sta dietro alla forma apparente dei miti e delle immagini, che a volte anche gli egittologi reputano quali favole per bambini, quando non ne intendono il significato recondito. Per concludere ti rimando a una mia intervista, che sintetizza la rilettura dei testi sacri, proposta sulla rivista HERA http://umbi.blogspot.com/ |
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Gilberto Sozzani
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| 17 Dec 2006 06:42 PM |
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Ma Hera non è la rivista che pubblica anche le "teorie" sulle piramidi  di Jacopo Fo?  |
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Cristiano Andreatta
 Basic Member
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| 18 Dec 2006 07:47 AM |
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quando non ne intendono il significato recondito. Non lo intendono perché nel 99% dei casi non c'è. Mi dispiace che questo diventi per te, o per altri, una forma di conflitto. Conflitto? Eh che è, mica ti sto perseguitando! Sozzani quote: Ma Hera non è la rivista che pubblica anche le "teorie" sulle piramidi di Jacopo Fo? Se è così, una gran parte della questione improvvisamente mi si svela chiara e limpida!(e non è merito di un'illuminazione esoterica) |
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Gilberto Sozzani
 Veteran Member
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archeoproteo
 Basic Member
 Posts:145

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| 18 Dec 2006 01:38 PM |
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Forse avrei dovuto aprire un nuovo post dal titolo "Kircher, chi era costui", ma il posto giusto per questo mio intervento è qui. Io sono sempe stato contrario ai "dogmi" storici, soprattutto quando sono interpretazioni fatte da altri uomini su uomini vissuti parecchi millenni dopo; ma ciò nonostante, penso che ci si un limite a tutto. Sono un pò stanco ( ma è sempre un mio pensiero) di continuare a leggere teorie che in modo un pò "forzato" vengono indirizzate all'ortodossia. A che pro? A metà del 1600 viveva e operava uno studioso di nome Kircher che sviluppò la sua personalisima interpretazione sui geroglifici: segni- simboli riproduzione grafica della lingua e della scrittura segreta utilizzate da Dio per la creazione. frasi del genere " il genio polimorfo della Natura, l'uso delle cose sogetti al Meriggio, primamente necessario alle regioni inferiori dei tre mondi, per forza e influso del nume triforme" erano la personalisima traduzione dei segni n - sw - bit ovvero quello che più semplicemente viene tradotto con Re dell'alto e basso egitto". direi che forse è ora di tra - lasciare i misteri e iniziare a porsi la domanda che forse non c'è nulla di misterioso, e il mistero continuiamo a crearlo noi con i nostri filtri contemporanei razionali e non riuscendo a cogliere la semplicità delle cose (che per gli egizi era probabilmente così) gridiamo al "mistero". Naturalmente è il mio parre e il mio approcio all'argomento |
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Cristiano Andreatta
 Basic Member
 Posts:247

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| 18 Dec 2006 03:36 PM |
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Quoto. Il mistero altro non è che una nostra mancanza di conoscenza sull'argomento, senza nulla di esoterico,etc. I misteri ci sono, ma sono ben altri. |
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alessandro stella
 New Member
 Posts:34

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| 18 Dec 2006 04:34 PM |
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Qulcuno puo', cortesemente, spiegarmi per quale "misterioso" motivo si deve SEMPRE stare a cercare dei significati nascosti in qualsiasi aspetto della cultura faraonica e fare dei simboli, anche quelli il cui significato è lampante e chiarito da decenni, dei miti, della lingua stessa e della letteratura, dell'architettura o della storia dell'arte dei "misteri insolubili" (tranne che per vendere libri, questo è un motivo cui arrivavo già da solo...)? Sono egittologo di professione, filologo per l'esattezza, e comincio ad essere stanco di sentire certe panzane; perchè mai nessuno crea un'immagine misteriosa ed un significato occulto del Colosseo o della civiltà romana? E' ovvio, perchè essa è ben conosciuta e più prossima al nostro modo di intendere le cose, e nessuno si sognerebbe mai di fare del colosseo una rampa di lancio per navicelle spaziali o chissà che altro; per gli egizi e l'antico Egitto (ma ha una nutrita schiera di fantaarcheologi-storici-filologi anche la civiltà sumera o etrusca) le normali regola del ragionar civile non funzionano più...ed ecco fiorire teorie astruse sulla sfinge (che pure è un monumento affascinante) sulle piramidi (ma quante interpretazioni numeriche son state date ormai di questi monumenti! un consiglio provate a misurare una cattedrale barocca in ogni sua parte, magari con un righello con una scala di misura sessagesimale, e rapportate il tutto alle misteriose decorazioni dorate che spuntano ovunque, alle croci, agli esseri alati e vedrete quante belle teorie potrete elabborare...e vedrete che venderete pure un sacco se magari le pubblicate anche!) sui templi e sui testi; i problemi che pone lo studio della religione egizia sono molteplici, è vero, ma non cosi' assurdamente misteriosi e partono da una nostra scarsa capacità di interpretare a fondo i testi da un punto di vista linguistico; prendete un testo sacro indu, togliete dalla versione canonica le vocali e magari strappatelo a brandelli e poi provate a ricostruirlo e vedete un po' cosa ne ricavate...parlare a prima vista di strane entità che zompettavano all'epoca dei grandi dei sullla terra e che hanno lasciato templi meravigliosi per ragioni sconosciute, sarebbe, per lo meno, alquanto semplice; io non faccio differenza tra studioso accademico e studioso formatosi con passione e studio anche da solo; distinguo, invece, tra studiosi e fanta-studiosi; poi ognuno è liberi, ci mancherebbe, di creder cio che vuole ma almeno rispetti il lavoro serio di chi da anni si rompe la testa in maniera scientifica su questi argomenti evitando di dire delle scemenze che una lettura attenta di alcuni utilissimi e bellissimi volumi (di facile reperimento e costo accessibile) eviterebbe; se ti puo' far piacere, caro khnubis, ho inviato al nostro caro Hornung, mi sembrava doveroso visto che era stato tirato in ballo, quanto hai detto; vediamo se sottoscrive... un caro saluto a tutti. Un egittologo irritato
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Cristiano Andreatta
 Basic Member
 Posts:247

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| 18 Dec 2006 05:07 PM |
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Caro kommummelati, io non sono certo un egittologo e neanche un filologo, credo di potermi far rientrare tra quelli che si sono formati "con passione e studio anche da soli". Nonostante ciò, concordo in pieno con quello che hai scritto; anch'io mi irrito spesso per questi "misteri" che vengono spacciati come verità (chissà perché nessuno li aveva mai notati prima, sti grandi misteri...), come potrai notare se ti imbatterai in uno dei miei post. Credo che alcuni forumisti mi considerino un "rompipalle", perché puntualmente intervengo per cercare di evidenziare le incongruenze e gli evidenti errori delle "teorie alternative". L'ho già scritto, l'uomo non può, a ragion di logica, pretendere di conoscere e comprendere tutto, anche perché sarebbe un atto di grave presunzione da parte nostra ritenere di poter fare e sapere ogni cosa; eppure, l'egittologia non rientra nel novero dell'incomprensibile, del misterico, dell'esoterico; purtroppo da secoli è sottoposta a teorie che ne minano l'immagine, presentando una civiltà inesistente, anzi che si trova solo nelle mente dei teorici che l'hanno elaborata. |
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khnubis
 New Member
 Posts:30

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| 19 Dec 2006 08:07 PM |
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Gentile kommummelati, ti ringrazio per la tua iniziativa di mandare ad Hornung quanto ho scritto. Preciso che le parole ad Hornug riferite sono tratte dal suo libro -Gi Dei dell'antico Egitto- edito in Italia da Salerno Editrice 1992. Ti sarò grato se vorrai inviare ad Hornung l'articolo che trovi in questo forum in -altre teorie- dal titolo < La Fenice e la precessione degli equinozi> e anche questo altro articolo , con le foto che ho fatte nel museo egizio a Budapest e in quello di San Pietroburgo, che trovi a questo indirizzo
http://www.esonet.org/Application/v...0misterico
Spero non ti irriterai se trascrivo questa espressione del Libro dei Morti, papiro di Torino, recensione saitica, che si trova al Capitolo/Formula 64( linea 17-18):"Io produco una fiamma con la luce che proviene dal mio Occhio e mi dirigo verso gli splendori dei Glorificati le cui forme provengono da Ra, dando vita agli uomini che camminano sul suolo della terra". La fiamma prodotta , trasformazione della luce dell'Occhio, investe le forme degli Dei, forme a loro volta provenienti da Ra, di rimando le potenze degli Dei, sono fruibili dagli uomini, che in terra ne abbiano decodificato l'energia in atto: gli Dei -e Hornung te lo confermerà- assumono forme plurali e connotazioni miste, senza mai abbandonare il riferimento , anche semantico, con le matrici d'origine, che veicolano le divinità all'interno del mito. Il mito esige Formule che, come le sfaccettature del diamante, splendono per luci parziali riflesse.Tali Formule insegnano le metamorfosi o le trasformazioni per le quali deve passare l'anima o la coscienza attraversando le figure esoteriche dalla luce, descritte come le tappe di un percorso iniziatico nel Libro dei Morti...Libro della Formule per uscire al giorno, come nel testo.
Cordialmente
Khnubis
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Cristiano Andreatta
 Basic Member
 Posts:247

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| 20 Dec 2006 10:16 AM |
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Semplicemente non attribuiamo iniziative esoteriche agli Egizi, dato che interpretazioni similari dei testi egizi sono del tutto inadeguate. Mi ricorda il gesuita(con tutto il rispetto per i gesuiti) Athanasius Kircher e le sue "traduzioni" dei geroglifici. |
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alessandro stella
 New Member
 Posts:34

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| 21 Dec 2006 02:05 PM |
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Gentile Khnubis...per mandare al professor hornung tutto sto po' po' di roba bisogna che glielo traduca in tedesco. Ora già quella lingua non risulta particolarmente semplice...figuriamoci se non capisco un accidente di cio che scrivi (credo tu possa concordare che risulta difficile tradurre cio' che non si capisce...); parlare di linguaggio astruso e poco scientifico mi sembra poco; inoltre le traduzioni che presenti delle varie forme egiziane (di per se già abbastanza problematiche) mi paiono un po' libere e "piegate" alla giustificazione di una teoria... questo è l'inizio di quanto scrivi/
"Il noto simbolo egizio della Croce Ansata Ankh rivela nelle associazioni iconografiche il suo significato relato all’unione misterica dell’Osiride con l’energia del Cosmo, mediante rituali esoterici di seguito esposti. Un’immagine del papiro di Ani mostra il Djed, simbolo in forma di albero sfrondato con all’interno delle sezioni interne l’immagine del Duplice Occhio di Horo[1]. Il Djed è sormontato dalla Croce Ansata Ankh, mentre ai lati, Iside a sinistra, Neftis a destra, con le mani alzate polarizzano l’energia ascensionale che ha il suo esito nelle braccia alzate del Ka[2] che sostengono il Sole tra sei cinocefali." commento: ??? che cavolo vuol dire energia polarizzata etc etc; qualcuno per caso sa dirmi se gli egiziani avevano costruito un accelleratore di particelle come quelllo del CERN di Ginevra? personalmente non ne conosco esempi ma essendo, di fronte a tanto lo capisco, estremamente ignorante forse mi è sfuggito qualche particolare... l' "articolo" continua cosi':
Si confronti questa immagine con il fondo del sarcofago interno di Padiamenemope, museo di Torino. Qui appare l’immagine di un Djed, le cui sezioni ascensionali interne, corrispondenti alla colonna vertebrale del defunto, ne convogliano l’energia sino a un Sole centrale che sorge tra due corna del dio Ariete Khnum e due urei. Ai lati del Djed sotto due gomiti sporgenti, sono raffigurate a destra e a sinistra due stoffe sacre, accenno alla polarizzazione delle fasi lunari resa da Iside e Neftis nei riti mensili e interpretati dagli adepti. Questi fasciati con simili stoffe, nei cortei rituali celebravano al solstizio d’estate la congiunzione del Sole con la costellazione del Leone e la ierogamia degli dei, apportatrice di fecondità nei campi durante le piene del Nilo.
commento: ma è uno scherzo o che? qui senza scomodare hornung basta rivolgersi ad Alessandro Roccati e chiedergli un parere; il suo sito www.archaeogate.it credo dia il suo indirizzo mail; altrimenti basta guardare sul sito dell'università di Torino; Sono ancora in attesa di una prima risposta di Hornung ma, conoscendolo bene, credo sta ancora ridendo...
un caro saluto a tutti gli egittologi! ale
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Annamaria Zizza
 Advanced Member
 Posts:995

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| 21 Dec 2006 02:30 PM |
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"Già C.G.Yung li ha individuati
come un "codice scientifico " per la comprensione delle culture
simboliche nel mondo.Un simbolo che sia universale, depositario per più
generazioni delle stesse immagini, è inteso come archetipo; divenendo
una rappresentazione collettiva, assume potenza nell'essere depositario
dell'esperienza di un gruppo o di un'epoca, fluttuando nel tempo e
permeando l'inconscio."
Premettendo che non amo la tendenza attuale (così opportunamente
commerciale...) a trovare misteri laddove non albergano affatto, mi
permetto, limitatamente al concetto di archetipo formulato da Khnubis,
di concordare con lui sull'importanza che nella nascita e nello
sviluppo delle più diverse civiltà ha avuto il simbolo. Tutte le
civiltà, e sottolineo tutte, hanno i loro archetipi, simboli, se
volete, o concetti che alludono più o meno sottilmente a realtà
nascoste. Relegare la psicoanalisi a disciplina antiscientifica in
contrapposizione con l'archeologia che pure tanto spazio dà (e non di
rado) all'interpretazione soggettiva (e se così non fosse, non saremmo
qui a disquisire su studiosi che ciascuno di noi sceglie come numina
tutelaria), mi sembra davvero risibile. Sebbene non ami Jung (sono
un'estimatrice di Freud), ritengo geniale la formulazione di archetipo
collettivo: come spiegare altrimenti la paura del buio, del bosco,
degli gnomi e dei maghi sabbiolini (cito la mitologia nordica) presenti
nelle civiltà dell'Europa occidentale, tutti portatori di terrore e di
morte? Come spiegare anche la religione, che si nutre anch'essa di
archetipi, generalmente mirati a suscitare il terrore nelle masse
ignoranti e potenzialmente scettiche?
Confondere il ridicolo business del mistero di oggi con la psicoanalisi, che è cosa seria, mi appare grottesco.
Sit-Amun
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Cristiano Andreatta
 Basic Member
 Posts:247

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| 21 Dec 2006 05:27 PM |
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D'accordo sulla definizione di archetipo, ma personalmente (e sottolineo personalmente) non ritengo giusto porre la psicoanalisi sullo stesso piano di altre discipline come l'archeologia. In quest'ultima può differire l'interpretazione del fatto o di un oggetto, ma resta l'oggetto/fatto in sè (es. si può differire nell'interpretare la funzione della Sfinge, ma ciò non toglie che essa, tangibilmente, esista). Lo stesso non si può dire della psiche umana e del cervello, che sono "macchine" semplicemente fenomenali e ancora del tutto da decifrare; da questo punto di vista la psicoanalisi ha ancora tantissima strada da fare, se pur riuscirà a farla (difficile pensare che un cervello analizzi, sostanzialmente, sè stesso). Sarà che personalmente non amo per nulla Freud (che francamente ha risolto ben poco), che ha voluto dare a determinati comportamenti umani una giustificazione che ritengo fosse spesso forzata e ingiustificatamente generalizzata. E poi uno psicologo clinico come Jacques Bénesteau ha duramente criticato, dall'interno, Freud e la psicoanalisi. Comunque, non è questo il luogo per fare polemiche sulla psicanalisi; vi sono altre sedi per farlo. Come spiegare anche la religione, che si nutre anch'essa di archetipi, generalmente mirati a suscitare il terrore nelle masse ignoranti e potenzialmente scettiche? Frase che potrebbe offendere (e in effetti è così) una persona credente (cristiana, musulmana, ebrea o altra) individualmente o collettivamente (una massa di fedeli definiti "ignoranti"). Sorry, Sit-Amun, ma qui siamo su barricate opposte. |
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Annamaria Zizza
 Advanced Member
 Posts:995

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| 21 Dec 2006 06:03 PM |
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"Frase che potrebbe offendere (e in effetti è così) una persona
credente (cristiana, musulmana, ebrea o altra) individualmente o
collettivamente (una massa di fedeli definiti "ignoranti")."
La massa è
ignorante: in caso contrario non sarebbe massa, ma popolo pensante.
Manzoni ne dà una magnifica descrizione (dal suo punto di vista di
cattolico oltranzista...). Ti consiglio di rileggerla ("Promessi
Sposi", cap. XII).
La massa non ha cervello, è pura forza bruta, le cui componenti sono in
balia delle pulsioni istintuali più basse ed incoerenti. Se la religio
diventa superstitio non c'è più travaglio interiore ed ascesi, ma solo
pura ottemperanza alla forma, svuotata da qualsiasi contenuto.
Saluti
Sit-Amun
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khnubis
 New Member
 Posts:30

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| 21 Dec 2006 06:13 PM |
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Gentile Kommumelati,
per quanto riguarda la polarizzazione , questa riguarda le " energie sottili" o psichiche che, sia nella dipartita dell'anima dal corpo, sia anche nella iniziazione che si ha con la "morte rituale" e successiva ascesa, vegono liberate e " polarizzate". Con questo processo s'intende il bilanciamento ( positivo - negativo, solare lunare) dell'energia animica o, se si è ancora in vita, mentale che l'iniziato mette in atto nel rituale. Questo raccontano in varie vesti i miti di ascesi collegati all'albero del mondo.Esempi: un vento trascendente investe Mitra, quando nudo, avendo superato i sette Signori del Polo celeste, si avvinghia ad un albero, con le cui foglie dorate appronta una veste; quindi si nutre dei frutti, nell'attuare in sè l'alleanza con il sole. Nella dottrina induista all'uomo è concesso risalire lungo gli stadi d'irradiazione dell'energia, calibrando quest'ultima su delle ruote ascensionali animate dal serpente kundalini, che inizialmente giace addormentato nella zona dei fianchi. Le ruote sono chiamate chakra, e sette sono le principali, nelle quali il corpo psichico si integra col corpo energetico, entrambi animati dal prana e indotti dall'iniziato a fluire e orientarsi lungo canali sottili chiamati nadi. Il Djed egizio, raffigante la colonna vertebrale di Osiride, non è forse assimilabile a questa simbologia? E le due dee Iside e Nefitis poste ai lati di esso, con le palme delle mani giustapposte , non stanno forse " polarizzando" l'ascesa dell'elemento animico verso il sole tramite le braccia del ka? Microcosmo- Iside e Neftis nel mitologema, macrocosmo- ka e sole, visualizzano la stessa traccia dei miti relati all'albero del mondo e alla simbologia connessa. Cosa rappresentano le due stoffe poste ai lati del Djed? Anche nel protocollo ufficiale del faraone, come nel suo culto giornaliero, due dee, Nekhbet e Uadjet recavano al faraone una stoffa bianca e una rossa rispettivamente, segno della unione bilanciata dei cicli generativi posti sotto la loro tutela. Nekhbet, raffigurata nell'aspetto muliebre, fu identificata dai greci in Selene Eilithyia, patrona dei parti; mentre Uadjet , nella leggenda Osiriaca aveva assistito Iside ad occultare il figlio Horo nei papireti.----------------------------------------Ho già contattato personalmente alcuni egittologi, professori universitari, e specializzati negli argomenti di cui sopra attraverso il portale di Archeogate e ho avuto riscontri positivi e un dialogo sereno, non iritato. Per quanto riguarda la tua proposta di spedire ad Hornung stralci di discussione e solo quelli , mi sembra un pò riduttiva. Potresti senz'altro inviargli così com'è, in italiano,l'articolo sulla Fenice e la precessione degli equinozi. Il professore avrà certamente chi lo taduce.Ma puoi chiedergli se sia possibile dare a me il suo indirizzo, provvederò a spedirgli il mio libro che puoi visualizzare qui http://umbi.blogspot.com/
Ciao e a presto.
Khnubis |
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Cristiano Andreatta
 Basic Member
 Posts:247

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| 22 Dec 2006 07:49 AM |
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La massa è ignorante: in caso contrario non sarebbe massa, ma popolo pensante. In questo caso, non è possibile una distinzione a priori: un gruppo di persone può essere contemporaneamente massa e popolo pensante, a seconda dei comportamenti che assume. Io intendevo massa nell'accezione neutra, dove essa non è né ignorante né pensante. Comunque, credo che solo gli "studiosi" siano in grado di distinguere tra religio e superstitio: in alcuni casi, è vero, esse sono abbastanza ben distinguibili, ma normalmente esse sono inscindibilmente legate e quindi una loro classificazione diventa forzata e quindi errata. |
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Cristiano Andreatta
 Basic Member
 Posts:247

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| 22 Dec 2006 08:01 AM |
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Analizziamo un po' il post di khnubis: bilanciamento dell'energia animica o mentale Il bilanciamento, come hai fatto notare, si svolge con criterio, ma qui ve n'è. Con cosa si bilancia "l'energia animica/mentale"? Assimilare il pilastro Djed con dottrine induiste e mitraiche lascia il tempo che trova. Iside e Neftis stanno pregando per Osiride e al più il loro è un gesto di protezione, ma MAI ho trovato scritto che esse stessero "polarizzando l'ascesa dell'elemento animico verso il sole". Unione bilanciata dei cicli generativi? Questa qua si che mi puzza! Ma insomma, anche un egittofilo non particolarmente istruito come me sa che le due dee erano considerate divinità protettrici del sovrano, una "a nome" del Basso Egitto e una "a nome" dell'Alto Egitto. Protezione del sovrano, non "unione bilanciata etc." Ho già contattato personalmente alcuni egittologi, professori universitari, e specializzati negli argomenti di cui sopra attraverso il portale di Archeogate e ho avuto riscontri positivi e un dialogo sereno, non iritato. Beh, che tu abbia parlato come sopra con noi dell'esoterismo (perché di questo si tratta) con degli egittologi e questi ti abbiano dato ragione o non ti abbiano contraddetto francamente mi sembra strano. Comunque, anche qui siamo sereni; irritati sì, perché forse non ti è mai capitato, ma quando vedi quella che consideri un po' come "il tuo campo", una cosa che ami, essere strumentalizzata e interpretata (per non dire quasi profanata), allora l'irritazione, in effetti, sale. E non poco. Il professore avrà certamente chi lo taduce. Professore e assistenti credo abbiano di meglio da fare. |
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alessandro stella
 New Member
 Posts:34

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| 22 Dec 2006 02:14 PM |
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buongiorno a tutti. ora sono di frettissima e tra circa due ore devo prendere il treno che mi riporterà in Italia per le feste; da li, con molta più calma, rispondero' a tutti! per il momento buona giornata e buon Natale! |
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khnubis
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| 22 Dec 2006 07:51 PM |
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Mistero… e misterico: questo aggettivo indica una caratteristica dei culti fondata su dottrine a carattere escatologico, cioè pertinente all’interpretazione dei destini ultimi dell’uomo e dell’universo ( cosmo) e associati a una cosmologia simbolica, quale è quella della tradizione egizia e ai miti relativi. La parola greca “ mutos ” = mito, racconto, e contigua a “ muo ”= chiudo gli occhi, sto silenzioso, nell’indicare il carattere segreto dei riti e con esso il silenzio iniziatico. Il verbo greco “ mueo” = inizio ai misteri, significa, in modo ambivalente, sia istruire sia consacrare l’esperienza in un “ corpo di gloria ” sovraindividuale; l’iniziato produce in sé la propria trasformazione, secondo il modello del rito. In Egitto questi stadi sono espressioni della luce in divenire: - ba - akh - ka - attribuita all’adepto, secondo la sua pertinenza.
Da una cultura a un’altra i modelli di questi rituali si ripetono e alcuni numeri veicolano gli insegnamenti nascosti.
Un esempio:
“Quarantadue divinità perfette, nascenti da dentro il tuo cuore, quali creature del tuo puro amore cominceranno a risplendere, O Nobile, questi regni non vengono da fuori. Essi provengono dalle quattro divisioni del tuo cuore che con il centro formano le cinque direzioni. Essi provengono da nessun altro luogo che da te stesso: esse esistono dall’eternità nelle facoltà della tua intelligenza. Sappi conoscere in esse questa natura” –
Dal Libro Tibetano dei Morti, Bardo Thodol, pag. 32 a cura di W.Y. Evan Wentz .
Nella Sala delle Due Maat, quarantadue divinità egizie sovrintendono il processo di purificazione del cuore messo in relazione a una misura solare stabilita nella piuma di struzzo della dea Maat posta sulla sacra Bilancia. (Con che cosa si bilancia l'energia animica e mentale? * chiede nechen). Anche questa simbologia ha in se un secondo significato. E’ venuto il dubbio a qualcuno che questo significato fosse nascosto proprio alla massa, a ragione del potere politico e delle conoscenze connessi ai riti?
Il simbolismo è identico, i numeri veicolano un segreto iniziatico…
Tanto per intenderci:
esoterico = riservato ai discepoli e agli iniziati, dal greco “esoterikos” = interno
Iniziatico = attinente all’iniziazione religiosa
Iniziazione = Quanto richiesto per l’ammissione nell’ambito di una conoscenza o di una pratica riservata e segreta, riconducibile ad un contenuto religioso o tecnico nell’esplicazione dei riti di una determinata scuola.
(Dal vocabolario.G.Devoto-G.C.Oli)
Khnubis |
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khnubis
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| 15 Nov 2010 09:30 PM |
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AGGIORNAMENTI Ho spedito un capitolo del mio libro a Zahi Hawass che mi ha risposto: da: blackbyrde@gmail.com per conto di drhawass.com (info@drhawass.com) Inviato: lunedì 30 marzo 2009 14.10.36 A: umberto khnubis (umberto108@hotmail.com) Dear Mr. Capotummino,
Thank you for sharing your ideas with me on the sequence of formulas in the Book of the Dead. It is clear that you have given a great deal of thought to the matter. I wish you all the best, and I hope that you will continue your research into the fascinating culture of ancient Egypt.
Sincerely
Zahi Hawass Grazie per aver condiviso con me le vostre idee sulla sequenza delle formule nel Libro Egizianop dei Morti. E’ chiaro che voi avete dato un notevole contributo di idee sull’argomento. Vi auguro tutto il meglio, e spero che continuerete la vostra ricerca nell’affascinante cultura dell’antico Egitto. Sinceramente Zahi Hawass *** Un altro capitolo del mio libro ha avuto il seguente Premio speciale e Riconoscimento di merito presso l'Ambasciata della Repubblica Araba d'Egitto, al link http://umbi.blogspot.com/ |
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