Visto che la discussione in un differente topic ha ripresentato l’argomento del cartiglio, riposto quanto detto nel vecchio sito.
Sozzani, 01/02/05
Delle cinque titolazioni reali, solo quelle dell'Ape e del Giunco e del Figlio di Ra sono racchiuse in un laccio di corda legato in basso, mentre le altre sono contenute in un rettangolo. Mi chiedo quale sia l'origine ed il significato di questa particolare raffigurazione. Antef? Grazie.
antef, 01/02/05
La titolatura regale dei sovrani dell'Antico Egitto comprendeva cinque nomi: il nome Horus, il nome le Due Signore, il nome Horus d'oro, il nome Re dell'Alto e Basso Egitto, il nome Figlio di Ra. Il nome Horus ricordava il nome dei primi Re d'Egitto ed era talvolta (non sempre, per lo più nelle iscrizioni sugli obelischi) immesso in una struttura rettangolare di nome 'serekh' che raffigurava il palazzo reale. Il nome le Due Signore ricorda invece le due divinità simbolo dell'Alto e Basso Egitto: l'avvoltoio e di cobra. Il nome Horus d'oro ( o, forse, Falco d'oro) non si sa esattamente cosa significasse. Il nome Re dell'Alto e Basso Egitto (il giunco e l'ape) era immesso nel cartiglio ed era il nome di intronizzazione del Sovrano. Infine, il nome Figlio di Ra era il nome di nascita del Sovrano e anch'esso era immesso nel cartiglio.
Dài, Gil, non dirmi che queste cose non le sapevi, che non ci credo!
Ciao, F.Brus
Sozzani, 01/02/05
Forse non mi sono spiegato bene. Mi chiedevo il perché dei due lacci di corda che formano i cartigli. Cosa rappresentavano e da dove hanno avuto origine. Il resto, è vero, lo sapevo bene anch'io nel mio piccolo! Tra l'altro, le titolature diventano cinque solo dopo. All'inizio, c'era solo il serek ad indicare chi abitava il palazzo (il Re, il Menes). Ciao, G.
Stefy, 02/02/05
Non so se posso essere utile aggiungendo qualche cosina.......
L'elemento più antico della titoltura è l'identificazione del capo,colui che successivamente diverrà faraone,con Horus.....il falco sovrasta un rettangolo in cui viene inserito il nome del capo......questo rettangolo presenta rientranze e sporgenze ed ha due porte perchè rappresenta un edificio sacro........es.il rettangolo che contiene il disegno di un cobra il "re serpente"risalente alla I dinastia........
Per quanto riguarda il terzo titolo regale,per quanto ne so,segna la divinizzazione del re,sebbene anche gli altri nomi siano soggetti a culto.....
I nomi di nzw-bjt e di z' R'(scusate ma non ho i caratteri necessari per traslitterare correttamente)sono racchiusi nel cartiglio con funzione protettiva.......
antef, 02/02/05
Gilberto, non avevo dubbi: ero io che non avevo capito bene il senso della domanda . Vorrei allora aggiungere anch'io qualcosa al tema del 'cartiglio'. La prima volta che appare un struttura simile, senza tuttavia contenere il nome del re, è durante la III dinastia. L'elemento non era ovale, ma rotondo, come quello che si vede tenuto dalle zampe dell'avvoltoio Mut in numerose raffigurazioni parietali nei templi egizi di epoca successiva (tra parentesi, l'avatar del compianto twtw era fatto da questa immagine). Era legato alla radice 'Sni', che vuol dire 'circondare', nel senso che quella struttura era ciò che circondava l'universo. Poi, con Snofru, lo 'Sni' (sheni) assunse la forma di una corda e si allungò per contenere il nome del sovrano. Probabilmente voleva indicare che il re aveva il dominio del mondo. Questa è un'ipotesi, basata anche sul fatto che il 'cartiglio' si diceva 'Snw', (parola che derivava direttamente da Sni) e che voleva dire anche 'circolo'. Anche l'ipotesi formulata da Stefy, che collega il cartiglio al concetto di 'protezione', è del tutto verosimile, anche se non suffragata da elementi filologici.
Sozzani, 02/02/05
Come al solito, preciso ed accurato, grazie. Resta comunque l'interrogativo del perché una corda. Deve esserci un qualche significato (ti dirò che l'avevo anche letto da qualche parte, ma ora proprio non ricordo dove).
Stefy, 02/02/05
Grazie Antef,le tue precisazione sono sempre preziosissime......volevo chiederti:ho letto non ricordo dove che il cartiglio era anche chiamato "cerchio magico"è una sciocchezza o sai dirmi qualcosa?
Stefy
amenemhat, 02/02/05
L'evoluzione del cartiglio è spiegata nella scheda duat AED003 da cui si può intuire il perchè della corda, prova a dare un occhio Gil, forse ne ricavi qualcosa.
amenemhat, 02/02/05
Ciao a tutti, ecco la spiegazione data dall'egittologia al perchè della corda.
L’uso della corda era molto diffuso, dall'imballaggio e trasporto di merci a dorso d'asino al sartiame delle navi; dall'impiego nella caccia, per la cattura di animali vivi, all'utilizzo nella guerra, per legare i prigionieri. Ed è quest'ultimo uso che ne ha sviluppato i significati simbolici: lacci e corde simbolizzarono infatti l'asservimento. Sin dalle origini della figurazione piana la conquista era simbolizzata dalla corda, come mostra la tavolozza di Narmer, in cui la vittoria sul Delta è raffigurata con l'immagine di Horus che tiene fra gli artigli la corda che trattiene il simbolo del Delta. Dato che la corda era lo strumento di misura impiegato dagli architetti per la misurazione dei templi (e dalla dea Seshat) nonché dagli agrimensori per la misurazione dei campi dopo la piena, essa divenne per estensione simbolo di limite, confine, del circondare; così il cartiglio, che contiene i nomi del re, era dato dalla corda, qui simbolo di tutto "ciò che il sole circonda", ossia dell'universo.
Spero sia stato di aiuto per Gilberto e a tutti gli interessati.
Un saluto
Sozzani, 02/02/05
Grazie. Tutto molto chiaro.
antonio_crasto, 04/10/05
Sono passati alcuni mesi, ma credo che sia sempre il momento per un approfondimento.
Scrive Robert Temple nel suo “Il Mistero di Sirio”:
“Il glifo shen, formato da una circonferenza con linea tangente sotto, era secondo Budge una rappresentazione dell’orbita solare, sicché esso divenne il simbolo per un periodo indeterminato di tempo, cioè l’eternità; lo si poneva sul corpo del defunto allo scopo di infondergli la vita. .....Si presume che il cartiglio non sia altro che un prolungamento verso l’alto dello shen.
La forma ellittica dello shen, il cartiglio, si riferirebbe quindi alla forma ellittica delle orbite celesti.”
Ritengo invece:
Nel mito di Ra si dice che fu minacciato da Apofi e che, uscito vittorioso dallo scontro mortale, il Sole trasformò il grande serpente alato e/o piumato in una spira in orbita intorno al disco solare. E’ a mio parere l’allegoria di una catastrofe cosmica che vide il Sole e tutto il sistema solare minacciato da un corpo estraneo, forse una cometa gigante o un frammento di una supernova.
L’immagine della spira di serpente, forse origine dello shen e simbolo della vita eterna, fu ripresa dai sovrani egizi, che ne fecero un prezioso diadema, in pratica una fascia d’oro, annodata sul dietro e con sul davanti i due simboli del Basso e Alto Egitto, l’ureus, la testa del cobra celeste, associata all’icona dell’avvoltoio (vedi il bellissimo esempio del diadema di Tutankhamon “L’Egitto dei faraoni, n. 4 pagg. 182-183”).
Data la forma della testa umana il diadema avrebbe avuto una forma ovale e non è difficile immaginare il passaggio dall’ovale stilizzato della fascia con nodo del diadema (senza ureus e avvoltoio) al cartiglio. L’area interna destinata a racchiudere la testa del sovrano sarebbe diventata l’area destinata a racchiudere i vari nomi dello stesso.
Stefy, 05/10/05
E' interessante la tua teoria Antonio,però mi chiedo perchè,secondo te,gli Egizi ritenevano così importante rappresentare l'area interna destinata a racchiudere la testa del sovrano con l'area destinata a racchiudere i vari nomi dello stesso?
Leggo da alcune dispense di egittologia che conservo,che per gli Egizi era il cuore a organizzare il pensiero e il patrimonio intellettuale è nella pancia,concepita come organo passivo rispetto al cuore,che invece è attivo.........quindi,gli Antichi Egizi,che considerazione avevano del cervello?
Stefy
Mikela, 05/10/05
...mi sembra di ricordare che il cervello non fosse tenuto in grande considerazione dagli egizi. Non faceva nemmeno parte delle parti molli che venivano conservate nei canopi una volta avvenuta la mummificazione...o no?
Baci Mikela
Hatshepsut76, 05/10/05
Questo è quello che ricordo anch'io, cara Miki! Sono abbastanza sicuro di ciò, perché ho letto il procedimento di mummificazione pochi mesi fa leggendo il libro di Bruno Halioua "La medicina al tempo dei faraoni"...
ciao, Luca
Stefy, 05/10/05
Infatti il cervello non era conservato nei canopi,lo estraevano prima di procedere alla mummificazione..........quindi non credo avesse la stessa importanza che ha oggi per noi.........e proprio per questo che ho posto la mia domanda ad Antonio.......perchè cercare nel diadema o ureos la risposta al significato del cartiglio,dato che la testa non sembra avesse così importanza??
Ovviamente posso sbagliarmi ,quindi aspetto eventuali correzioni,grazie..........Stefy
antonio_crasto, 05/10/05
I vari nomi del sovrano potevano ovviamente essere scritti senza alcuna enfasi, ma racchiuderli in un simbolo regale dovette sembrare particolarmente importante. Nelle prime due o tre dinastie fu deciso di scrivere il nome del sovrano all’interno del serech, una figura che rappresentava la reggia, ma successivamente fu preferito inserire i nomi regali all’interno di un simbolo del sovrano. Si sarebbe potuto optare per la corona, ma la doppia corona del sovrano dell’Alto e Basso Egitto non era facilmente trasformabile in una figura geometrica che potesse contenere i geroglifici regali.
E’ possibile che il simbolo del sovrano, quello che più sembrava essere attinente a conservare in eterno il suo nome, sia stato visto nel diadema regale, sia per il suo riferimento allo shen (eternità) sia perché la sua forma schiacciata era facilmente trasformabile in una figura geometrica semplice e con un’area interna libera per la scrittura dei geroglifici. L’importanza del diadema è evidente; esso era destinato ad essere indossato sulla testa o sulla corona e avrebbe potuto sostenere le sacre icone delle due terre, l’ureus, la testa del cobra, e la testa d’avvoltoio.
Il diadema ed il cartiglio erano simboli regali, collegati alla figura del sovrano, senza alcun riferimento né al suo cervello né ad un qualsiasi altro organo.
Essi venivano indossati sulla testa, in Egitto come presso ogni altro popolo, per un’ovvia maggior visibilità e una maggior importanza che ciò dava alla persona del sovrano (ne alzava la figura e ne consentiva una sua visione anche da lontano).
Paolo bond, 05/10/05
Carissimo Antonio...
mi pare che tu sia un pò troppo preciso su questo fatto. Mi spiego.
Sostenere che gli egizi "pensarono" di adottare una cosa...che avrebbero potuto però farne un'altra...non è un tantino azzardato? Almeno a mio avviso .
Mi riferisco al discorso che fai sulla scelta del serek e poi del cartiglio piuttosto che la corona (cosa che per altro non ho mai sentito dire o letto da qualche parte...mi piacerebbe conoscere la fonte) per iscrivere il prenomen e il nomen.
Per quanto ne so il cartiglio esprimeva la sovranità del Re sull'intero universo e di fatti il sovrano egizio si riteneva tale in ogni angolo della terra conosciuta, non solo in Egitto e il termine designato per indicare il cartiglio, deriva dalla stessa radice del verbo "circondare".
Già questo mette in seria discussione l'eventualità di utilizzare la corona come spazio grafico per iscrivere il proprio nome: la corona composita era la chiara espressione dell'unità del Basso e dell'Alto Egitto e quindi senza possedere di per se un carattere "universale".
Il primo "a darsi una regolata" fu Ramesse II, che dovette far buon viso a cattivo gioco e riconoscere come suo pari il sovrano ittita che lo fronteggiò a Qadesh praticamente alla pari!
Anche l'associazione ureo-cartiglio mi pare che non sia esattamente corretta. L'ureo che il faraone portava generalmente sopra il nemes, rappresentava di fatto la "prima incoronazione" della storia d'Egitto. Il mito infatti ci racconta che l'occhio del Creatore era infuriato perchè sostituito (ci sono diverse varianti) e si trasformò in serpente per nuocere maggiormente. Ma il Creatore sfruttò a suo vantaggio tutta la potenza e la forza della femmina di cobra in posizione d'attacco...e attorcigliandosela sulla testa e mettendola a protezione dell'istituzione monarchica...eseguì la prima incoronazione su se stesso. L'ureo è una protezione dell'istituzione monarchica egizia, quindi una sorta di amuleto speciale che più che simboleggiare di per se il Re...lo proteggeva. Non dimentichiamoci che i simboli per eccellenza della regalità sono il pastorale ed il flagello oltre le vere e proprio corone che identificavano il sovrano nelle sue varie funzioni. Noi probabilmente facciamo con l'ureo un'associazione inversa, identificando giustamente una pitturazione, una statua come regale perchè provvista di ureo...ma proprio perchè abbiamo la certezza che quell'eccezionale amuleto era presente sempre a proteggere qualsiasi membro della casa monarchica egizia.
Questo ovviamente è il mio pensiero... ..quello che credo di aver capito leggendo.
Per maggiori notizie sull'ureo e la corona si può fare riferimento a Rundle Clark nel suo "Mito e Simbolo nell'Antico egitto" edito da EST.
Un caro saluto... Paolo