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Una nuova tomba a Tebe Ovest
Last Post 09 Apr 2006 09:10 PM by
lalara
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lara bocchialini
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09 Apr 2006 09:10 PM
Scoperta da Francesco Tiradritti mentre lavorava alla tomba di Harwa.
Il rumore sollevato dal ritrovamento della KV63, ha fatto passare in secondo piano un'altro importante ritrovamento.
Questo l'articolo di A.Malnati (Avvenire) al proposito:
Scoperta di grandissimo valore scientifico quella fatta vicino al tempio della regina Hatshepsut e alla Valle dei re, di fronte a Luxor in Egitto. L'équipe guidata dall'egittologo Francesco Tiradritti, nel corso dello scavo sistematico della tomba di Harwa (importante funzionario della XXV Dinastia, attorno al 750 a. C.), è entrata in una nuova tomba, in una sepoltura in precedenza mai esplorata da studiosi del settore, ma violata unicamente da tombaroli. L'autore della scoperta ha spiegato l'importanza e l'eccezionalità di un simile ritrovamento a egittologi e appassionati in occasione di un incontro tenutosi a Roma. Si tratta del sepolcro di Uahibra-neb-pehty, un sacerdote coevo di Harwa: il suo ingresso si affaccia lungo il lato orientale del portico d'accesso alla più monumentale tomba di Harwa e gli studiosi per penetrarvi hanno dovuto rimuovere una considerevole quantità di detriti; è proprio in questa delicata operazione che hanno potuto accertare evidenti tracce di effrazioni precedenti, tutte ad opera di scavatori clandestini interessati al prezioso corredo funebre lì sepolto. È così venuto alla luce un muro che sigillava la sepoltura, in parte già rimosso da chi in antico l'ha violata; e, di seguito, un breve corridoio, che dà su una sala a parete diagonale, singolarmente in condivisione con una tomba precedente e già nota, quella di Kheruef.
All'interno la prima grande sorpresa dopo millenni di oblio: i resti di una decorazione con la figura completa di un vitello sacro e la parte posteriore di un bovino che lo precedeva; una raffigurazione di capitale importanza per una migliore comprensione del ricco pantheon mitologico degli antichi egizi. Inoltre una prima analisi dell'intonaco del soffitto dell'entrata - intonaco a caratteri curiosamente floreali (sono scarse testimonianze di simili decorazioni in tutta la storia dell'Egitto) - ha permesso di accertare che il bellissimo frammento di soffitto con un fiore di loto e con la pianta di papiro, trovato nel cortile della tomba di Harwa, faceva parte in origine proprio della nuova sepoltura.
A conclusione dell'esplorazione dell'intero complesso funerario sono state rinvenute due maschere funerarie in legno decorato. Risalgono al primo periodo tolemaico (IV-III secolo a. C.) e sono manufatti di tipo "fenicio" (chiamato così dalla forma degli occhi, che ricorda il volto delle statue e delle maschere fenicie); costituiscono la prima, vera testimonianza del passaggio dalla classica maschera di tipo ieratico (usata fin dalle prime Dinastie) a quella antropomorfa, che riproduceva le fattezze in vita del caro estinto, esemplificata dai ritratti del Fayum del periodo greco-romano.
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