Ti scrivo un po' di informazioni generali... SETH: Dio di Ombos. Figlio di Nut e Geb, fratello di Osiride, Iside e Nefthi, di quest'ultima anche sposo. Dio della siccità e del cattivo tempo, in senso lato potenza distruttrice, simbolo del male. Secondo la leggenda fu l'uccisore di suo fratello Osiride. Uomo con la testa di animale di specie incerta, chiamata okapi, piuttosto simile ad un cane, con il muso lungo, lunghe orecchie dritte e coda eretta.
ISIDE: Figlia di Nut e Geb, é la grande maga, la dea madre e regina. Osiride ne é lo sposo-fratello, Horus il figlio. Il suo nome significa "il trono". Donna raffigurata spesso nelle statuette nell'atto di allattare Horus bambino, che le siede in grembo. Talvolta identificata con Hathor, porta allora il disco solare e le corna bovine di quest'ultima. Prototipo della fedelta' e della sposa fedele.
OSIRIDE: Dio di Busiride, più tardi Abido. Figlio di Nut e Geb, é il dio-re dell'Egitto, lo sposo-fratello di Iside e il padre di Horus. Dopo la morte regna sull'aldilà dove, oltre che sovrano, é giudice supremo. Come dio della vegetazione viene spesso rappresentato in forma di mummia da cui germogliavano delle piante. Uomo barbuto, mummiforme, con la corona atef; le mani ito aderente e reggono gli scettri a bastsporgono dal suo abone da pastore e la frusta . La sua pelle è spesso di colore verde o nero. I geroglifici che identificano il dio sono un occhio ed il trono. Indicano il luogo, la sede in cui si trova l'occhio, ovvero, sul trono. Considerando foneticamente i due simboli, il nome originale egizio di Osiride era Wsir "Posto dell'Occhio". Probabilmente, Wsir aveva un preciso significato religioso, data l'importanza della divinità ed il costume proprio degli antichi egizi di attribuire un valore simbolico ben definito ad ogni aspetto della loro elaborata spiritualità. Studi e dibattiti sono tuttora in corso per chiarire il vero significato del termine. Osiride era parte della Grande Enneade Eliopolitana ossia l'insieme delle nove massime divinità presenti nella teologia egizia. Era il faraone nell'aldilà, il legame tra il mondo terreno e quello spirituale, l'unione del sovrano al mondo superiore. In quest'ottica s'inquadra la fondamentale concezione che il nuovo faraone, legittimo erede del defunto, incarnava Horus. Per gli egizi esisteva un legame diretto tra realtà e leggenda perché ogni sovrano morto diventava Osiride, mentre l’erede legittimo, il nuovo faraone simbolicamente concepito da Iside, era Horus. Tutto ciò rappresentava il ciclo dell'esistenza: Osiride che dopo la morte rinasce attraverso il figlio Horus, così come la terra inondata dal Nilo riemerge dopo la piena o l'orzo cresce dopo la semina. Il concetto è di fondamentale importanza per capire la figura di Osiride, soprattutto se si considera che nelle primissime dinastie il sovrano accentrava tutti i poteri in quanto dio terreno. La continuità dinastica e divina sulla Terra era garantita dall'erede legittimo, il nuovo Horus, che subentrava al defunto divenuto Osiride. La storia egizia, quindi, è un susseguirsi di Horus-Osiride i due volti della stessa identità: il sovrano. Tale aspetto fu più marcato nella genesi della civiltà egizia in quanto, con l'unificazione tra Basso e Alto Egitto, il re, il condottiero che crea e governa un grande regno, si elevò a rango divino, emanazione diretta degli spiriti creatori supremi. Osiride fu l'unica divinità davvero popolare, aldilà del ceto di appartenenza, e per capire il perché di tanta venerazione è bene rifarsi all'epopea appena narrata. Gli antichi egizi videro le stagioni e le fertili piene del Nilo come il ciclo continuo di morte e rinascita. Associarono l'annegamento di Osiride nel Nilo alla piena stagionale del fiume da cui, dopo l'inondazione, la terra riemerge dalle acque. Questo aspetto diede origine ad un elemento importante per la cultura egizia: la Collina Primeva. Per primevo s’intende ciò che appare per primo, la prima manifestazione visiva dell’universo. E' probabile che l'idea del tumulo fu concepita proprio vedendo riemergere la terra dalle acque del Nilo dopo la piena. Nella tradizione detta osiriaca, il Tumulo Primordiale è considerato la tomba del dio della rinascita: Osiride appunto. Il dio fu identificato con il ciclo vegetale, l’agricoltura. L'inondazione stagionale fertilizzava i campi e permetteva una buona semina, quindi, dopo la crescita, a maturazione avvenuta, si procedeva al lauto raccolto. Il ciclo annuale dell'attività agraria diviene sacro perché il continuo rigenerarsi della natura, degli alimenti, permette all'uomo di vivere e di procreare, sotto il rigido e perenne ritmo stabilito dalle piene, dai cicli solari e lunari ma anche dalle stelle. Tutto ciò era simbolizzato e riprodotto dentro particolari contenitori riempiti di terra detti ”Letti di Osiris” in cui si seminava dell’orzo: la semina alludeva alla sepoltura di Osiride, il seme interrato era il dio nell'oltretomba mentre il germoglio rappresentava la rinascita. Osiride divenne il simbolo della forza rigeneratrice della natura, emblema di vita eterna. Questo aspetto di forza vitale della natura diede origine al mito in cui il dio è ucciso per rinascere nell’aldilà. Per la tradizione egizia, ogni re morto diventava Osiride. In altre parole, secondo le credenze, il sovrano rinasceva, proseguiva la sua “esistenza” nel regno dell’oltretomba. Il legame con i cicli naturali, con l'attività agricola di semina e raccolta dei frutti della terra, fece di Osiride il dio più venerato di tutta la storia egizia anche a livello popolare; nemmeno Ra, Amon ed Aton, le massime divinità dinastiche, raggiunsero la fama, il mito e la venerabilità del dio dell'Aldilà. Una conferma all'unione indissolubile di Osiride con l'agricoltura giunge anche dalle raffigurazioni in cui, sovente, il dio della rinascita appare sdraiato, con, sul petto, ventotto spighe di grano. L'immagine allude al mese lunare ed alle lunazioni, da sempre indici sicuri per le giuste semine. La luna, data la sua luminosità, era considerata "il sole che brilla di notte" pertanto aveva le stesse caratteristiche che l'astro diurno aveva in riferimento al sovrano vivo, l'Horus. Fu quindi logico identificare "l'astro" notturno con il faraone trapassato, Osiride. Inoltre, i quattordici giorni della luna calante erano simbolicamente riferiti ai probabili 14 pezzi del corpo smembrato del dio. A tal proposito, se l'associazione di Osiride con la natura risale agli albori della civiltà egizia, la questione dello smembramento è fatta risalire ad un'epoca più tarda. Il dibattito su tale argomento è ancora aperto, visto che alcuni riallacciano anche tale aspetto alle origini del culto osiriaco. Un particolare che può chiarire l'importanza attribuita a questa divinità dagli antichi egizi, è che molte città del regno rivendicavano la supremazia di avere sul proprio territorio la tomba di Osiride. La tradizione vuole che ad Abydos si conservasse il pezzo più importante del corpo smembrato: la testa. Busiris era il luogo in cui si custodiva la colonna vertebrale del dio, il djed. A Philae si venerava la gamba, mentre la vicina isola di Biga, detta "L'Isola Pura", secondo la tradizione ospitava il sepolcro di Osiride. Questi luoghi di sepoltura o culto sono detti Osireion, il più famoso dei quali si trova ad Abydos ed è visibile ancor oggi nelle sue possenti strutture megalitiche. Appare pertanto affascinante l'ipotesi avanzata da più parti secondo cui Osiride fu, in realtà, un re in carne ed ossa, precisamente colui che unificò dapprima tutte le tribù della regione del delta del Nilo e, successivamente, l'intero paese. In quest'ottica s'inquadrerebbe la questione delle varie sepolture sparse nel regno. Secondo alcune ipotesi il buon governo praticato da Osiride e la seguente morte violenta ad opera di Seth, furono alla base della sua divinazione. Osiride, dio del Basso Egitto, benché nel regno dell'aldilà era considerato sovrano di tutto l'Egitto. Generalmente era raffigurato con la pelle di colore verde scuro in riferimento agli elementi ambientali del nord del paese, il delta del Nilo ricco di vegetazione ed acqua. Aveva, però, la corona bianca, simbolo delle regioni del sud. L'apparente contraddizione simbolica sta nel fatto che tale rappresentazione potrebbe indicare colui che unificò l'Egitto, colui che dal nord, terra della corona rossa, attuò la nascita dello stato egizio annettendo i vari clan del sud. Questo spiegherebbe anche l'arcaica concezione divina della monarchia, in altre parole il faraone visto come dio supremo, aspetto che si ritrova in modo decisivo nelle dinastie dell'Antico Regno. Osiride è talmente radicato nella società egizia che già in epoca predinastica subentrò ad Andjeti, un dio pastore, e dalla quinta dinastia il suo culto si diffuse enormemente perché ogni individuo (non solo il re) dopo la morte fu a lui associato per garantirsi la rinascita. Assorbì anche l'epiteto, appartenuto al dio Onuris, di "Khenty-Amentyw", "Primo degli Occidentali" o "Colui che è a capo dell'Occidente"; il titolo identificava anche Sokar, dio antichissimo individuato nella quinta ora notturna del libro dell'Amduat, il luogo della rinascita. Data l'estrema somiglianza tra le due divinità, Sokar è considerato una delle forme di Osiride.
MITO DI OSIRIDE: Osiride era il mitico dio protettore degli Egiziani. Aveva insegnato loro a lavorarare la terra, a coltivare la vite, ricavandone il vino e l'orzo, traendone la birra. Aveva anche mostrato loro come forgiare i metalli. Sua sorella e sposa era Iside. A lei si doveva l'istituzione della famiglia e l'insegnamento alle donne della tessitura e del ricamo. I due sposi regnavano felici sull'Egitto. Ma la sorte aveva in serbo una sorpresa per loro. Il loro malvagio fratello Seth, geloso del loro successo aveva ordito un inganno ai danni del fratello Osiride. Aveva fatto preparare un ricco scrigno, promettendo che ne avrebbe fatto dono a chiunque, entratovi, l'avesse occupato interamente con il proprio corpo. Lo scrigno aveva le misure esatte di Osiride. Osiride cadde nel tranello ed entrò nello scrigno-trappola preparato per lui. Subito Seth e i suoi complici serrarono il coperchio e gettarono lo scrigno nel Nilo. A questo punto cominciarono le peregrinazioni di Iside alla ricerca del corpo del marito. Durante uno dei suoi viaggi venne a sapere che lo scrigno era stato trasportato dalla corrente del Nilo fino al mare. Qui, giunto a Biblo, si era arenato vicino a un cespuglio. Il cespuglio, come per incanto, si era allora trasformato in una splendida acacia, racchiudendo nel suo tronco lo scrigno. Il re di Biblo aveva visto l'albero e l'aveva fatto tagliare, ricavandone una colonna per il suo palazzo. Iside, giunta a Biblo, tutte le notti si trasformava in rondine e svolazzando intorno alla colonna lanciava gridi strazianti a cui però nessuno faceva caso. Allora, dopo essere divenuta governante del figlioletto del re, riuscì ad avere in dono lo scrigno. Apertolo cercò di ridare vita allo sposo, ma invano. E' in questo momento che rimase fecondata da Osiride, quando, trasformatasi in falco, fece vento con le ali sul corpo senza vita dello sposo. Nascose allora la bara a Buto, in un luogo paludoso. Ma il malvagio Seth, mentre andava a caccia, trovò la bara del fratello e lacerò il corpo in quattordici pezzi che poi disperse. Iniziò allora la ricerca di Iside delle parti del cadavere dello sposo. Furono tutte recuperate tranne il membro virile, mangiato dall'ossirinco del Nilo. In ognuna delle città dove furono recuperate le parti del corpo di Osiride sorse un tempio. Ricomposto il corpo di Osiride sì cercò di ridargli la vita. Il tentatativo riuscì a metà, perchè Osiride ricominciò a regnare ma non più sulla terra, bensì sul "Sito che è oltre l'Occidente", l'oltretomba.
Spero di esserti stata utile Elisa
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