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Articolo sul Canone Regio di Torino
Last Post 24 nov 2011 09.28 by Riccardo Banchi. 38 Replies.
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Gilberto SozzaniUser is Offline
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Gilberto Sozzani

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22 set 2006 10.59
    Sul sito del settimanale Al-Ahram è apparso un interessante articolo sul Canone Regio che ne traccia la storia, il contenuto e, purtroppo, lo stato in cui è ridotto. Nell'articolo si parla anche degli altri ritrovamenti che hanno consentito di ricostruire la storia dei Faraoni. Ho chiesto alla ns. Myra di volerlo cortesemente tradurre. Intanto, se qualcuno vuole leggerselo in inglese, questo il link: http://weekly.ahram.org.eg/2006/813/hr2.htm


    Gilberto SozzaniUser is Offline
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    Gilberto Sozzani

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    02 ott 2006 12.57
    Questa la traduzione di Myra, che ringrazio.

    Fra i più importanti oggetti in mostra a Torino vi è la Lista Reale di Torino, anche nota come il Canone Reale di Torino. Questo papiro unico è scritto in ieratico, e deve il suo nome moderno al fatto di essere esposto al Museo egizio di Torino.
    Il papiro si è frantumato in più di 160 pezzi molto piccoli, la maggior parte dei quali è andata persa. Quando fu scoperto nella necropoli tebana dal viaggiatore italiano Bernardino Drovetti nel 1822 era praticamente intatto, ma nel tempo che intercorse fino al suo inserimento nella raccolta del museo di Torino le sue condizioni peggiorarono notevolmente.
    La sua importanza venne riconosciuta dall’egittologo francese Jean-François Champollion. Il papiro, ora lungo 1.7m e alto 0.41m, fu scritto durante il lungo regno di Ramesse II: sul recto, sono state riprodotte un numero sconosciuto di pagine riportanti un elenco di nomi di persone e di istituzioni, assieme a quello che sembra essere l’accertamento fiscale di ognuno.
    Tuttavia, è il fronte del papiro la parte che più ha attirato l’attenzione degli studiosi, in quanto riporta una lista di dei, semi dei, spiriti, re mitici e reali che governarono Egitto presumibilmente dall'inizio dei tempi fino alla data di composizione del documento stesso.
    L'inizio e la fine dell'elenco non ci sono più: ciò significa che l’introduzione – se mai esistita – e l’enumerazione successiva alla XVII dinastia sono perse.
    L'elenco fu scarabocchiato sul retro di un più vecchio papiro: per questa ragione alcuni studiosi ritengono quindi che tale lista non ricoprisse una grande importanza per l’autore. Forse era un testo che doveva essere ricopiato di volta in volta, come esercizio, in una scuola di scribi.
    Esistono molti altri elenchi che enumerano i predecessori di un re, come ad esempio quelli presenti nei templi di Seti I e Ramesse II ad Abydo. Anche se questi elenchi sono molto preziosi per lo studio della cronologia egiziana antica, alla fine non sono nulla più di un'enumerazione di alcuni degli antenati del re del momento, rappresentato come il buon erede che porta rispetto alla sua lunga linea di avi. Il termine “antenato” non può essere preso alla lettera, poiché il sovrano in carica spesso con la maggior parte dei suoi “antenati” non era in alcun modo imparentato. In effetti tali elenchi avevano uno scopo cultuale e politico, dando una giusta conferma al re governante qualificandolo quale erede dei re che avevano dominato l’Egitto per molti secoli. Questi elenchi rappresentano più una scelta soggettiva di predecessori che una reale enumerazione di tutti i re: infatti, nella maggior parte dei casi compaiono sempre regnanti come Menes e Mentuhotep II, che ebbero un ruolo cardine nella storia dell’antico Egitto, allorché sovrani meno importanti, usurpatori o re considerati illegittimi erano omessi.
    Il Canone di Torino, da questo punto di vista, allora appare non come un semplice un elenco di alcuni re. Infatti, li raggruppa insieme e dà ogni durata di regno. Sono anche aggiunti sovrani che di solito erano omessi, come ad esempio i regnanti Hyksos.
    L’elenco originariamente doveva essere suddiviso in colonne o pagine, delle quali ne rimangono soltanto 11. Le colonne dalla I alla V comprendono 25 o 26 linee di testo, la colonna VI almeno 27 e le colonne IX e X almeno 30. La maggior parte delle linee riporta il nome di un particolare sovrano con il nome racchiuso nel cartiglio e a fianco l’indicazione degli anni di regno (in alcuni casi sono scritti anche i mesi ed i giorni). Il numero di anni accreditato ad alcuni re della prima e della seconda Dinastia è talmente elevato che, in quel caso, è certamente non corretto. Qualcuno ha postulato che l’indicazione a fianco del nome, specie per questi casi, potesse indicare non tanto il numero di anni di regno quanto piuttosto l’età raggiunta dal sovrano al sopraggiungere della morte. Benché questa ipotesi non possa essere totalmente scartata sembra inverosimile che l’autore abbia arbitrariamente scelto di indicare in alcuni casi l’età del sovrano ed in altri la durata del regno.
    Anche i nomi dei regnanti delle prime tre Dinastie sono iscritti in cartigli nonostante l’utilizzo di quest’espediente non venisse messo in auge che dall’ultimo sovrano della terza Dinastia, Huni.
    I re sono raggruppati assieme in maniera logica, secondo la città eletta a residenza. Questi gruppi non corrispondono sempre completamente con le dinastie individuate da Manetone. Ciò ad indicare che il concetto di dinastia non era ancora per presente o ben sviluppato prima della XIX / XX Dinastia.
    Alla fine della maggior parte dei gruppi è altresì indicata la somma degli anni governati da quel particolare insieme di sovrani.
    Nonostante la sua incompletezza e nonostante la sistemazione dei vari frammenti sia stata più volte contestata, il Canone di Torino rappresenta un’inestimabile fonte di conoscenza per stabilire la cronologia tra la I e la XVII Dinastia.


    Gianluca CerrinaUser is Offline
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    Gianluca Cerrina

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    19 ott 2006 09.20
    Date le attuali condizioni del papiro, all' epoca del ritrovamento quando era ancora inatto, sono state fatte delle copie o nel passre degl' anni è andato in parte perduto parte del suo contenuto? Non devo pensare che era intatto ed ora è a brandelli......ma è proprio così rovinato? Sicuramente non sarà esposto nelle sale dell' egizio di Torino.......


    Gilberto SozzaniUser is Offline
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    Gilberto Sozzani

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    19 ott 2006 10.33
    Non mi risulta sia stato copiato all'epoca del ritrovamento di Drovetti. Purtroppo, quello che resta sono piccoli brandelli che sono esposti in una teca del Museo Egizio di Torino in una zona che, attualmente, è chiusa per manutenzione. Il resto è andato in polvere.


    Gianluca CerrinaUser is Offline
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    Gianluca Cerrina

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    19 ott 2006 10.49

    Grazie della spiegazione, anche per quanto riguarda il CSA, tornando al papiro regio di torino, se siamo a conoscenza del suo contenuto qualcuno l' avrà pur trascritto prima che si deperisse del tutto.

    E ancora una curiosità il suo deperimento è dovuto al tempo o a qualche malefatta della mano umana.......?



    Gilberto SozzaniUser is Offline
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    Gilberto Sozzani

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    19 ott 2006 04.56
    Come avrai letto nel primo post di questo topic, dato il pessimo stato di conservazione, l'interpretazione è il risultato di faticose ricollocazioni e ricostruzioni dei brandelli di papiro rimasti, su cui ci sono ancora delle discussioni.
    I papiri, allorché tolti dal loro ambiente naturale, subiscono un rapidissimo deterioramento se non trattati subito in modo adeguato e probabilmente, all'epoca di Drovetti, queste tecniche non erano ancora state messe a punto.


    Gianluca CerrinaUser is Offline
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    Gianluca Cerrina

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    20 ott 2006 01.55

    Che rabbia che patrimoni del genere si siano deperiti in modo così irreveresibile......Speriamo che la sabbia d' egitto ci conceda ancora altre possibilità di far luce sulle varie successioni dei faraoni, adesso che siamo in grado, con le tecniche attuali, di preservare le fonti dall' usura spiertata del tempo.

    Grazie ancora e complimenti per la competenza.



    Antonio CrastoUser is Offline
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    Antonio Crasto

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    21 ott 2006 04.48

    L’articolo è abbastanza chiaro, ma non mette in mostra le molte lacune del testo e le problematiche sulla sua interpretazione.

    Per quanto riguarda il testo, inserisco, per chi non ha avuto l’opportunità di vedere il papiro al Museo di Torino, una foto tratta dall’articolo di Chantal Milani “Il museo Egizio di Torino (Itinerari)”, pubblicato da Egittologia.net.

    A riguardo delle problematiche sulla sua interpretazione, ritengo importante la segnalazione che il papiro non dovette essere un documento ufficiale, in quanto scritto su fogli riciclati e presentanti sul retro appunti di accertamenti fiscali di un certo numero di persone. Viene avanzata l’importante ipotesi che il testo della lista dei Re fosse ricopiato dagli scribi per studio ed esercizio di scrittura.

    Questo fatto svaluta ovviamente l’importanza del documento, ma lascia aperta la possibilità che si possa un giorno trovare una copia integra.

    Bisogna notare che forse l’originale o una qualche copia del papiro doveva essere conservato nella biblioteca di Alessandria e che pertanto dovrebbe essere stato consultato ed analizzato dallo storico tolemaico Manetone.

    Una certa tendenza a decurtare gli anni di regno dei faraoni dell’Antico Regno ha portato a considerare errati gli anni di molti faraoni delle prime tre dinastie, malgrado una conferma del valore egualmente elevato riportato da Manetone.

    E’ evidente che l’ipotesi di considerare questi “scomodi” valori come anni di vita invece di anni di regno sembra, come dice l’articolo, inverosimile.

    A furia di tagliare gli anni di regno del Papiro di Torino e quelli di Manetone, sembra che gli studiosi abbiano prodotto delle cronologie, cortissime o estremamente corte, errate, almeno per le prime sei dinastie, e che, malgrado gli evidenti errori dimostrati dalle datazioni al C-14 (circa 400 anni per Cheope), gli Egittologi continuino ad arrampicarsi sugli specchi, cancellando o non considerando la poca documentazione disponibile, risparmiata dall’incendio della biblioteca di Alessandria.

     

    Per chi è interessato a conoscere gli elenchi dei faraoni riportati nella tavola muraria di Sethy I del tempio di Abydos e quello riportato nel Papiro di Torino, posto uno specchio dettagliato e spero abbastanza preciso, ricavato dai dati riportati dal Gardiner nel suo libro “La civiltà egizia”.


    Codice dei Re.jpg

    Salvatore Di PeriUser is Offline
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    Salvatore Di Peri

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    21 ott 2006 06.38
    Dov'è?

    Saluti
    Salvatore


    Antonio CrastoUser is Offline
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    Antonio Crasto

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    25 ott 2006 07.05
    Mentre preparavo uno specchio relativo ai faraoni riportati nel Papiro di Torino da presentare alla Community, ho constatato che Gardiner, nel suo libro “La civiltà egizia”, non presenta gli anni di “regno” di dèi, semidei, sovrani predinastici e faraoni della I dinastia, mentre per i sovrani della II dinastia vengono presentate solamente le durate di regno di tre faraoni su nove.

    Mi chiedo, pertanto, come abbia fatto l’autore dell’articolo a parlare di numero di anni di regno di alcuni re della I e II Dinastia, talmente elevati da sembrare non corretti, così da far ipotizzare che il compilatore del papiro avesse erroneamente riportato l’età alla morte dei sovrani invece della durata dei loro regni.

    Devo ritenere che Gardiner non disponesse di informazioni posteriori all’uscita del suo libro o che volutamente abbia preferito non riportare i dati dubbi.

    Mi chiedo ancora come è possibile considerare un dato buono per la vita e non per il regno. Sappiamo tutti che spesso i faraoni salivano sul trono in giovanissima età, per cui una durata anche elevata, compatibile con la vita di un uomo, non dovrebbe essere estremamente scandalosa per la durata del suo regno (vedi i 100 anni di Pepi II e i suoi 94 anni di regno).

    Se qualcuno è in grado di presentare i dati del Papiro relativi al predinastico e alla I e II dinastia, potrei completare il mio specchio relativo al Canone dei Re.

    Per chi è disponibile ad aiutarmi nella ricerca riporto il seguente riferimento bibliografico:
    Gardiner A., The Royal Canon of Turin, Oxford 1959.

    Grazie.


    Salvatore Di PeriUser is Offline
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    Salvatore Di Peri

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    25 ott 2006 09.18
    Antonio Crasto scrive:
    """"Devo ritenere che Gardiner non disponesse di informazioni posteriori all’uscita del suo libro o che volutamente abbia preferito non riportare i dati dubbi""

    Ciao Antonio,
    scusa se te lo faccio notare, ma hai considerato che Sir Alan Gardiner morì nel 1963, dopo appena 2 anni dalla pubblicazione della "Civiltà Egizia" (titolo originale "Egypt of the Pharaohs" Oxford 1961). Mi sembra un lasso di tempo troppo stretto per disporre di ulteriori informazioni. Non ti sembra?


    Saluti
    Salvatore


    StefyUser is Offline
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    Stefy

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    26 ott 2006 09.16
    Caro Antonio ti rimando a questo sito che a mio parere è molto completo riguardo il periodo in questione, aspetto la tua tabella!

    Grazie e buona giornata. S.

    http://xoomer.alice.it/francescoraf...nasty1.htm



    Antonio CrastoUser is Offline
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    Antonio Crasto

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    26 ott 2006 07.18

    Caro Salvatore,

    prendo atto che continui ad essere inutilmente polemico.

    Io ho ipotizzato semplicemente che le supposte datazioni anomale di cui parla l’articolo:

     

    -         fossero a conoscenza del Gardiner, ma non riportate nel suo libro, forse per non appesantire le tabelle dinastiche con dati dubbi;

    -         non potessero essere a conoscenza del Gardiner, in quanto frutto di studi sul Canone dei Re posteriori alla compilazione del libro.

     

    Un’immagine presentata nel sito di Francesco Raffaele, per il cui link ringrazio vivamente Stefy, sembrerebbe far risalire queste datazioni a studi presentati dal Malek nel 1982, per cui potrebbe essere che l’attribuzione alla II dinastia di questi frammenti del Papiro di Torino sia posteriore all’uscita del libro.

     

    Per quanto riguarda la tabella promessa relativa ai faraoni segnalati nel Canone dei Re sposto la discussione ad un apposito topic della directory: Storia / Dinastie.



    Salvatore Di PeriUser is Offline
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    Salvatore Di Peri

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    26 ott 2006 08.01
    Posted By antonio_crasto on 26 ott 2006 19.18

    Caro Salvatore,

    prendo atto che continui ad essere inutilmente polemico.

    Io ho ipotizzato semplicemente che le supposte datazioni anomale di cui parla l’articolo:

     

    -         fossero a conoscenza del Gardiner, ma non riportate nel suo libro, forse per non appesantire le tabelle dinastiche con dati dubbi;

    -         non potessero essere a conoscenza del Gardiner, in quanto frutto di studi sul Canone dei Re posteriori alla compilazione del libro.

     



    Probabilmente è vero sono polemico, ma tu non sai scrivere. O meglio scrivi e poi ti correggi. La frase """ Devo ritenere che Gardiner non disponesse di informazioni posteriori all’uscita del suo libro o che volutamente abbia preferito non riportare i dati dubbi.""" non significa per niente quello che scrivi dopo e che riporto sopra.
    Meglio ancora: era quella la tua intenzione ed io "come sempre" non avevo capito..

    In quanto alla "utilità" dei miei interventi, tengo a precisare (per la terza volta) che leggo con attenzione quello che si scrive perchè ci tengo a istruirmi da voi più di quanto non faccia da solo. E questo perchè ritengo che qui ci sono iscritti che possono dare tanto e lo fanno quotidianamente.
    Se leggo una cosa che non mi convince sono abituato a chiedere spiegazioni fino allo stremo (tuo naturalmente).  La prova di quello che dico è che (per fortuna) non intervengo SEMPRE sui tuoi post ma SOLO quando non capisco.
    Mi dispiace che ti dia così fastidio, me ne scuso, ma forse dovresti rileggere quello che scrivi.

    Con calore
    Saluti
    Salvatore



    marco antonelliUser is Offline
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    marco antonelli

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    29 ago 2007 12.21
    Non so se è il topic adatto a chiedere certe spiegazioni, ma cmq le formulo lo stesso...
    come mai in un Museo Egizio così importante come quello di Torino (visitato due giorni fa) il Papiro Regio sia "relegato" miserevolmente in una saletta vicino alla copia della Stele di Rosetta? Perchè il visitatore deve essere prima colpito da una mummia in costante temperatura e seppur bella sala frontale? Ho visitato questo museo con trepidazione e commozione, ma mi sono reso conto che alla fine del percorso non avevo trovato il famoso e Importantissimo Papiro! Vero, con un semplice opuscolo mi sarei reso conto, con la mappa, dove fosse collocato, ma anche cosi, avrei constatato una misera considerazione dello stesso. Volevo solo puntualizzare, se posso, che il Papiro fu trasportato in una "scatola di biscotti", a suo tempo. ancora integro, ma incautamente trattato dopo.
    Il Papiro, se fosse rimasto integro, avrebbe creato non pochi problemi agli egittologi ortodossi, visto che avrebbe dovuto contenere anche i nomi e i tempi degli dei e semidei del Primo Tempo!
    Saluti


    StefyUser is Offline
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    Stefy

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    30 ago 2007 09.35
    Penso si tratti di una scelta dovuta all'itinerario cronologico....

    S.


    Antonio CrastoUser is Offline
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    Antonio Crasto

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    31 ago 2007 07.16

    La disposizione del Papiro di Torino insieme alla copia della stele di Rosetta dovrebbe essere giustificata dalla volontà di creare all’inizio della visita un ambiente contenente gli elementi che hanno contribuito alla conoscenza della lingua e della cronologia egizia.

    In questa linea sarebbe auspicabile che il museo richieda e ottenga una copia della Pietra di Palermo e almeno le fotografie dei papiri contenenti i principali riferimenti astronomici, che hanno contribuito allo studio della cronologia egizia.

     

    Io non credo che il papiro sia quasi nascosto per la vergogna di aver rovinato una testimonianza che al momento della scoperta doveva essere quasi intatta né, tanto meno, per la paura di dover giustificare i regni degli dèi e quelli dei semidei.

    Così come è stato fatto per i patriarchi della Bibbia, gli egittologi hanno considerato questi personaggi, per altro citati da Manetone, come personaggi mitologici.

    La problematica della loro lunga vita è stata in qualche modo superata ipotizzando che gli autori abbiano commesso un errore sostanziale considerando anni invece di mesi.

    In questo modo un regno o una vita di 600 anni andrebbe divisa per dodici e si ridurrebbe a 50 anni, riportando i misteri nel campo della normalità.

     

    Per inciso lo stesso metodo per la risoluzione dei misteri viene avanzato per correggere la data di distruzione di Atlantide. Il 9600 a.C. viene diviso, a secondo dei desideri, per 12, 11 o 10 così da riportare la data agli inizi del 1° millennio a.C.

     

    Io considero questa interpretazione dei passi della Bibbia e di Manetone decisamente errata.

    La mancanza di una giustificazione valida e immediata non giustifica, a mio parere, soluzioni a dir poco semplicistiche.

    Io ritengo che patriarchi biblici e dèi e semidei egizi non corrispondano sempre a personaggi reali, ma siano semplicemente dei nomi con cui si sono voluti indicare, in generale, alcuni periodi della vita dell’umanità o, in particolare, quelli rispettivamente dell’età ebraica o egizia-

     

    Una giusta interpretazione matematica dei lunghi periodi può portare, a mio parere, a parallelismi intriganti e a ricostruzioni interessanti della storia della civiltà umana.



    marco antonelliUser is Offline
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    marco antonelli

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    05 set 2007 10.00
    Prendo atto delle tue vedute AntonioCrasto, ma io non volevo dire che si è avuto vergogna relegando il Papiro Regio in un angolo cosi, diciamo, nascosto. La mia è stata solo un'impressione, confortata anche da una ragazza che lavorava li, che mi ha detto che molte persone si sono accorte di questo.
    Vorrei sapere anche perchè gli egittologi ortodossi trovano sempre il modo di giustificare tutto quello che potrebbe riscrivere la storia con delle semplicissime risposte, che poi non hanno altro risultato che quello di incuriosire di piu lo studioso e confrontare le loro poche certezze con le quasi totali insicurezze.
    Non credo che si possa dividere per 12, 11, 10 o cosi via la scomparsa di Atlantide. Sappiamo benissimo lo sconvolgimento catastrofico a che epoca corrisponda.
    Un'altra cosa. Sull'entrata di un tempio al secondo piano ci sono incise sulla parte destra una croce cristiana e sulla parte sinistra una croce ebraica. Il tutto, si dice, sia stato perchè nel 600 dopo Cristo circa, quel tempio sia stato luogo di culto di quelle religioni. Lo trovo disgustoso se fosse vero!
    Saluti carissimi, continuo a leggervi con passione


    archeoproteoUser is Offline
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    archeoproteo

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    20 ott 2007 06.57
    Per una corretta informazione, il calco della pietra di palermo è presente all'interno della sala che contiene in Canone Regio. Per l'esattezza, entrando si trova sulla sinistra, a fianco si trova si il calco della Stele di Rosetta, continuando il giro si vede il papiro regio e sull'ultimo lato della sala una ricostruzione moderna della divisione in regni e relative dinastie. La sala, come affermato da Antonio Crasto è stata concepita come "un ambiente contenente gli elementi che hanno contribuito alla conoscenza della lingua e della cronologia egizia".
    Difficilmente una persona qualificata potrebbe aver affermato che il canone regio sia stato messo "un pò nel dimenticatoio". Ci sono esposti oltre 6000 pezzi al museo. Alcuni molto accattivanti per il "grande" pubblico, altri più interessanti per gli studiosi. Ci sono molti pezzi unici a Torino, se dovessimo valorizzarli uno per uno con lo spazio che si meritano...bisognerebbe occupare tutta la superficie della città. Ma non disperate, stanno per partire i lavori che porteranno al nuovo riposizionamento della tomba di Ka e tante altre sorprese.


    maatkaraUser is Offline
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    maatkara

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    28 ago 2008 09.24

    Tutto sta per essere cambiato, è vero, e c'è da augurarsi che cambino anche tante altre cose, lì dentro...comunque, è vero che la pietra di Palermo è presente esattamente dove ha indicato Archeoproteo (trovo commuovente il tuo ottimismo!); mentre qualcosa ho da dire circa le croci e le stelle a cinque punte citate. Non si tratta di segni ebraici, non c'entrano nulla, ma dei primordi dei cristiani copti. Sono moltissimi i templi in Egitto che sono stati purtroppo deturpati e questo, quello di Ellesija, salvato dalla Missione Italiana capeggiata dal Professor Curto, è uno dei tanti. Il tempio fu collocato inizialmente nel cortile del museo, dove rimase, e vi fu costruita attorno quella parte della nuova ala "Schiapparelli" che attualmente lo ospita. Si trova quindi al piano terreno, risalendo appunto dall'ala Schiapparelli, dedicata agli scavi che il famoso egittologo effettuò a Gebelein, Assyut e Qau El Kebir...



    Salvatore Di PeriUser is Offline
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    Salvatore Di Peri

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    09 giu 2011 06.16
    Riapro questo thread, ormai seppellito dalle sabbie del tempo...per domandarvi: ma nessuno ha notizie sui nuovi studi del Papiro Regio?
    Possibile che dopo l'eclatante notizia del ritrovamento di altri frammenti, nessuno abbia pubblicato un aggiornamento?
    Qualcuno sa?

    Saluti
    Salvatore


    Salvatore Di PeriUser is Offline
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    Salvatore Di Peri

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    22 ott 2011 09.33
    Il 9 giugno lo avevo segnalato e adesso 22 ottobre 2011 lo ribadisco:
    Nessuno, ma proprio nessuno, ha aggiornamenti sullo studio dei nuovi frammenti scoperti? Un torinese, cuneese, di Carmagnola, di Moncalieri che magari va a dare un'occhiata a chiedere in giro a qualche anima pia?
    Questa sembrava la notizia del secolo, grandi novità prospettate, una rivisitazione, e poi? Il silenzio.....

    Saluti
    Salvatore


    Riccardo BanchiUser is Offline
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    Riccardo Banchi

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    08 nov 2011 04.02
    Anchi'io ho riguardato questo topic solo adesso. Peraltro l'argomento è di grande interesse. Come può non esserlo, dal momento che si parla di cronologie...
    Questa richiesta di notizie da parte di Salvatore mi coglie di sorpresa: davvero sono stati trovati nuovi frammenti?
    Anch'io riformulo la domanda: nessuno sa nulla?
    Io non so neanche dove sono stati trovati...

    Ric


    Salvatore Di PeriUser is Offline
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    Salvatore Di Peri

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    09 nov 2011 08.50
    Riccardo, tutto è partito da questo articolo e quello della stampa ad esso collegato:
    http://www.archaeogate.org/egittolo...-muse.html

    La notizia aveva ed ha dell'incredibile. Probabilmente un attento studio, dopo il riposizionamento dei nuovi frammenti, sconvolgerà qualcosa.
    Hai letto COME li hanno ritrovati? Incredibile! E sono già passati più di due anni.... speriamo.....


    Saluti
    Salvatore


    Antonio CrastoUser is Offline
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    Antonio Crasto

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    09 nov 2011 12.49
    In merito agli studi sui nuovi reperti del Papiro di torino, segnalo l'articolo di Natale Barca
    http://www.natalebarca.it/cms/data/...00028.aspx

    Cito

    Dopo un primo esame dei frammenti rinvenuti è emerso che la ricostruzione del papiro fatta da Farina potrebbe essere erronea, con la conseguenza che la sequenza dei regni, in buona parte, potrebbe non essere quella che dovrebbe essere. E' dunque possibile che i pezzi siano da ricollocare in un modo diverso e che all’elenco dei re conosciuti si debbano aggiungere nuovi nomi.
    Secondo le notizie di stampa, inoltre, è possibile che un incarico per una nuova ricomposizione dei frammenti sia affidato agli specialisti del British Museum.


    Riccardo BanchiUser is Offline
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    Riccardo Banchi

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    09 nov 2011 01.22
    La notizia (ripeto, ne sono venuto a conoscenza solo da poco) è notevole!
    Quello che potrebbe venir fuori non è poca cosa...
    Giustissimo chiedere informazioni. Strano che non si sappia più niente.
    Io al Museo Egizio sono stato a Maggio di quest'anno, e il famoso papiro era lì in bella mostra. Era già tornato da Londra o non ci è mai andato?

    Ric 

    P.S. Volevo allegare la foto che scattai all'epoca (anche se non significativa), ma non riesco. Come si fa?


    Antonio CrastoUser is Offline
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    Antonio Crasto

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    09 nov 2011 02.33

    foto del papiro

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    Riccardo BanchiUser is Offline
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    Riccardo Banchi

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    09 nov 2011 04.03


    Ce l'ho fatta. Questa è la foto che scattai il 18 maggio 2011. Come vedete, il Pariro Regio è lì in bella mostra...

    Ric

    P.S. E per inserire un allegato come faccio?


    Salvatore Di PeriUser is Offline
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    Salvatore Di Peri

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    10 nov 2011 08.39
    Posted By Riccardo Banchi on 09 nov 2011 04.03
    Ric

    P.S. E per inserire un allegato come faccio?
     Idem come suggerito da Antonio.

    Saluti
    Salvatore


    Salvatore Di PeriUser is Offline
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    Salvatore Di Peri

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    10 nov 2011 09.16
    Caro Riccardo, quello che ti abbiamo segnalato è quello che si sa e mi chiedo se è mai possibile che dal 2009 ad oggi il famoso Team inglese non abbia nessun e dico nessun risultato da segnalare. Io non voglio schierarmi con i complottisti ma la cosa a questo punto puzza un pò.
    O si ha voglia di guadagnarci su, pubblicando un libro e organizzando una serie di conferenze superpagate o si aspetta il beneplacito di qualcuno o, peggio ancora, non si ha voglia di schierarsi contro....o tutto insieme.
    Non posso e non voglio credere che due anni non siano abbastanza per conoscere qualche novità. Ultima ipotesi: e se fosse tutto un bluff?
    Se i frammenti tanto sbandierati non hanno apportato novità sostanziali?

    Saluti
    Salvatore



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