Nel collaterale topic “Damnatio memoriae o ragion di stato” ho casualmente definito eretici e quindi “eretici” il faraone donna Hatshepsut e i faraoni in qualche modo coinvolti col periodo di Akhetaton: Akhenaton, Smenkhkara, Tutankhaton/Tutankhamon e Ay.
Questa mia definizione era semplicemente volta a giustificare il fatto che essi furono cancellati dalle liste reali della XIX dinastia (tavole murarie di Abydos di Sethy I e Ramesse II e papiro di Torino).
La definizione non è piaciuta in quanto essa non sarebbe coerente col pensiero dell’egittologia ufficiale.
Ho cercato il testo “Egittologia ufficiale”, ma ovviamente esso non è stato ancora pubblicato.
Ho pertanto verificato se per caso alcuni degli egittologi più quotati hanno usato lo stesso mio termine.
Da una prima sommaria indagine ho potuto verificare che una testimonianza a mio favore è fornita da Kent R. Weeks (Professore di Egittologia presso la American University in Cairo e direttore del Theban Mapping Project) nel suo “I tesori di Luxor e della Valle dei Re” ed. White Star 2005, pag. 524:
«[…] l’elenco enumera settantasei re, terminando in basso a destra con Sethi I.
I re minori ne sono esclusi, così le regine, come Hatshepsut, e i sovrani eretici dell’età amarniana: Amenhotep IV/Akhenaton, Smenkhkara, Tutankhamon e Ay; Horemheb diventa quindi il successore immediato di Amenhotep III. […]»