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CSAA mercoledì 15 febbraio - Osiri, il suono e il sacro: ricerche di archeologia musicale nell’antico Egitto
Last Post 10 Feb 2012 08:23 AM by mario. 0 Replies.
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Mario Lauro

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10 Feb 2012 08:23 AM
    Ricevo da Gilberto Modonesi informazioni sulla conferenza che si terrà a Milano il 15 febbraio alle ore 18 presso il Museo di Storia Naturale in corso Venezia 55.

    Cari amici,

    alle ore 18 di mercoledì 15 febbraio avremo l’opportunità di ascoltare una conferenza di Roberto Melini dal titolo “Osiri, il suono e il sacro: ricerche di archeologia musicale nell’antico Egitto”. Il tema è decisamente interessante perché ci presenterà il ruolo della musica nella vita religiosa e civile degli egizi, un argomento che sotto l’aspetto tecnico è quasi inesistente nel panorama egittologico.

    La conferenza avrà luogo, come di consueto, nell’aula magna del Museo di Storia Naturale di Milano, Corso Venezia 55.

    Osiri, il suono e il sacro. Osiri «... percorse tutta la terra d’Egitto e la civilizzò: e non ebbe bisogno di armi, perché riuscì ad attirare quasi tutti con l’incanto della persuasione, con la parola unita al canto e ogni tipo di musica, tanto che i Greci credettero di identificarlo con Dioniso» (Plutarco, De Iside et Osiride, 356 B). L’orizzonte sonoro degli antichi Egizi, già in antico, affascinava gli studiosi stranieri per via delle sue manifestazioni tanto pervasive quanto enigmatiche. Se, in effetti, nessun testo teorico, nessun lacerto di notazione musicale appartenente all’età faraonica è mai pervenuto alla posterità, è pur vero che consistenti e significative testimonianze di tipo materiale e iconografico attestano quanto fosse importante lo spazio occupato dalla musica nella civiltà egizia. Il suono aveva valenza sacra, di cui la divinità si faceva carico, ma costituiva anche un elemento culturale importante per la definizione d’identità e di ruoli, assolvendo a funzioni precise nella sfera del sociale come in quella del privato.

    In tempi recenti lo sviluppo dell’innovativa disciplina dell’archeomusicologia, consentendo di andare oltre il sapere acquisito attraverso la lettura degli autori classici, ha reso possibile uno studio più approfondito e scientifico di questo versante della civiltà egizia, e ha illuminato sia sull’esistente rapporto con la realtà sonora come pure sulla proiezione di questa sull’immaginario. Il recupero di numerosi strumenti, avvenuto grazie ad eccezionali condizioni di conservazione (come le trombe ritrovate nella tomba del faraone Tutankhamon, ad esempio), ha fornito informazioni fondamentalia livello organologico, così come l’indagine sulla miriade di testimonianze visive con soggetti musicali ha suggerito una possibile interpretazione del significato e del contesto degli eventi: acquistano così nuova luce, ad esempio, determinate evidenze testuali (i “canti”) e specifiche pratiche collettive (la “chironomia”). Un lungo percorso, che parte dall’epoca predinastica e attraversa i millenni, arrivando a volte a collegare elementi arcaici a quelli ancora oggi individuabili nella cultura musicale copta.

    Roberto Melini, laureato in archeologia classica presso l'Università di Trento, si occupa dello studio dell'orizzonte sonoro e della cultura musicale dei popoli antichi basandosi sulle più moderne concezioni della ricerca archeologica e utilizzando le sue specifiche competenze musicali (è titolare di cattedra in Conservatorio). Nel 2006 ha istituito il primo corso accademico di Archeologia musicale del mondo antico, materia che ha insegnato dapprima al Conservatorio "Bonporti" e poi presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Trento. Contestualmente ha promosso la rassegna L'orizzonte sonoro del mondo antico. Incontri di archeologia musicale, di cui è coordinatore scientifico.

    Ha tenuto conferenze e partecipato a convegni presso istituzioni prestigiose (in Italia e presso British Museum di Londra, Université Sorbonne di Parigi, City University di New York, Bibliotèque Royale di Bruxelles, Bible Lands Museum di Gerusalemme, Università di Malta, Università di Valladolid, Conservatorio di Tianjin, etc.), ha pubblicato monografie (Archeologia musicale, Trento 2007; Suoni sotto la cenere: la musica nell'antica area vesuviana, Pompei 2008) e scritto saggi per autorevoli riviste e cataloghi di mostre (Londra, Monaco di Baviera, Bruxelles, S. Pietroburgo, Lugano, Hong Kong).

    Cordiali saluti

    Gilberto Modonesi


    Spero di incontrare qualche 'amico milanese'.

    Saluti a tutti

    Mario Lauro
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