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A Napoli, sulle tracce di Champollion
Last Post 09 feb 2012 08:36 by saldiperi. 0 Replies.
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09 feb 2012 08:36
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Jean François Champollion, la scoperta della chiave di lettura dei geroglifici attraverso la «Stele di Rosetta» e la spedizione franco-toscana in Egitto del 1829, oltre ad alcuni pezzi pregiati della collezione egizia del Museo nazionale archeologico di Napoli saranno in esposizione a partire da venerdì 10 febbraio (chiude il 15 aprile ) nel vasto salone d’ingresso del Museo napoletano per la mostra «Sulle tracce di Champollion. Archeologia, sguardi ed esperienze nella Valle del Nilo». La rassegna, allestita dalla Soprintendenza archeologica di Napoli  con il «Centro Studi di Egittologia e Civiltà Copta “J.F.Champollion”» e dall’Accademia Egizia con la collaborazione del Museo Egizio di Firenze, propone uno spaccato di documenti e attrezzature (taccuini da viaggio, quaderni d’appunti, disegni, calamai e penne) appartenuti ai tanti archeologi che tra il Settecento e il secolo successivo scavarono tra le sabbie del deserto egiziano riportando alla luce tombe, cartigli, statue e obelischi. Cinque, le sezioni allestite anche con l’ausilio di pannelli fotografici particolari (sono stampati su materiale plastico che crea una sorta di effetto tela) in cui vengono passate in rassegna le  diverse fasi della nascita dell’Egittologia e dell’esperienza di Jean François Champollion, considerato il padre dell’Egittologia moderna. A partire dalla spedizione napoleonica: la flotta francese salpò da Tolone il 19 maggio 1798 ricca, oltre che di soldati, anche di 167 tra astronomi, naturalisti, orientalisti, ingegneri, disegnatori, scelti tra i migliori di Francia per studiare e descrivere quei territori e le ricchezze, di qualunque, tipo, che su di essi insistevano. Quindi, la decifrazione dei geroglifici, le scoperte degli inizi dell’800, i moderni metodi della ricerca egittologica. Completa il quadro espositivo una sezione dedicata alle collezioni egizie del museo e alle figure del cardinale Stefano Borgia e di Giuseppe Picchianti (entrambi collezionisti di materiale egizio, tra gli altri) quale insigne espressione della passione egittologica a Napoli nei secoli XVIII-XIX.
Nel corso dell’esposizione va segnalata l’iniziativa della Pierreci che ha strutturato dei laboratori didattici (prenotazioni: tel. 848800288) sulla scrittura geroglifica destinati ai ragazzi delle elementari e delle medie che visiteranno la mostra.

FONTE:http://www.ilgiornaledellarte.com/

Saluti
Salvatore
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