Antonio Crasto
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| 09 Sep 2011 04:13 PM |
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Datazioni a favore della cronologia cortissima (inizio I dinastia intorno al 3100 a.C.)
1. Mi sembra di ricordare che in bibliografia si parla di una datazione al C-14 di uno o più reperti di una tomba della I dinastia di Abydos e di una tomba del predinastico dell’Alto Egitto;
2. Viene portato a giustificazione un confronto con la cronologia dei re di Ebla, secondo la quale esisterebbe una buona corrispondenza fra un sovrano e un faraone della IV dinastia.
In merito al punto 1. non sono riuscito a trovare i dettagli delle datazioni, quanti reperti, metodo usato (calibrato o non calibrato), anno di datazione, ecc.
Esiste qualche riferimento bibliografico ma al momento non sono in grado di riportarlo.
Per quanto riguarda il punto 2., mi sembra strano che si possa considerare la cronologia di Ebla per avallare un contatto fra i sovrani eblaita e egizio (è stata trovata a Ebla una statuetta o un vaso col nome del faraone).
Leggendo qualcosa in internet si scopre che esistono forti dubbi sulla cronologia eblaita e sul periodo di distruzione della città.
Ricordo che le cronologie cortissime non risolvono la probabile inaugurazione del calendario di Sirio da parte di Djer, effettuata come ipotizzano gli Egittologi in coincidenza col capodanno del calendario civile (circa 2780 a.C.).
La cronologia corta (inizio circa nel 3350 a.C.) è stata costruita sulla base della credenza che l’età faraonica non potesse essere iniziata intorno al 4000 a.C. (cronologie lunghe) ed è stata proposta da E. Mayer per soddisfare un totale delle prime VI dinastie di 995 anni letto sul Papiro di Torino. Quella cortissima mantiene questo totale per le prime VI dinastie, ma taglia ulteriormente il 1° Periodo Intermedio, ritenendo necessario dare maggior spazio per lo sviluppo delle culture predinastiche.
Nell’attuale lettura del papiro è scomparso il totale delle prime VI dinastie e la tessera col numero 956 potrebbe appartenere a un periodo dell’Età degli dèi.
Oggi si pensa che esista un totale dopo la II dinastia (posizione T3.4 perso), uno dopo la V dinastia (posizione T3.26 perso) e uno dopo l’VIII dinastia (posizione T4.14 = 180 anni).
Per quanto riguarda uno spazio temporale sufficiente allo sviluppo del Neolitico e delle culture predinastiche, le datazioni al C-14 calibrato hanno dimostrato che il Neolitico e le prime culture vanno considerate nel 6° millennio a.C. per cui c’è spazio per lo sviluppo.
Ritengo ancora che le culture predinastiche potrebbero essere parzialmente sovrapposte e che in particolar modo il Nakada III possa essere contemporaneo alle prime dinastie.
Da quanto detto è evidente che occorrerebbe effettuare varie campagne al C-14 per ridatare le varie culture sulla base di uno stesso protocollo e senza pregiudizi.
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Riccardo Banchi
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| 13 Sep 2011 01:16 PM |
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Caro Antonio,
cerco di rispondere, senza la pretesa di togliere dubbi sulla questione (anzi, l'argomento, coem più volde detto è complesso), in modo piuttosto generale; per gli aspetti puntuali spero intervenga qualcuno all'altezza.
Riguardo al punto 1), mi pare anche a me che ci siano datazioni al C14, ma adesso non so dire di più. Una tomba predinastica è la U-j di Abido, che in base al C14 mi pare di ricordare che risulterebbe del XXXIV sec. a.C., mentre forse, dovrebbe essere di circa un secolo più recente.
Sul punto 2) penso che sia la cronologia egizia a permettere di datare i docuemnti eblaiti, e non il contrario. Certo è che molti confronti incrociati con più reperti di stati diversi porta ad avere cronologie sempre più vincolate e teoricamente più precise, ma fino a un certo punto: se crollassero i presupposti di base, crollerebbe tutta la "sovrastruttura", ma non penso che si possa arrivare a tanto.
Come ho detto in altre ooccaisoni, adesso gli gittologi sembrano non essere del tutto concordi che la tavoletta di Djer parli di un'inaugurazione di calendario, quindi il riferimento asronomico nel suo regno potrebbe non esserci.
Sul resto non riesco ad esprimermi, ma penso che allo stato attuale i margini di errore sulla cronologia egizia (mi riferisco al tardo Predinastico e Protodinastico, cioè all'età Thinita) siano piuttosto modesti, forse inferiori al secolo.
Aspetto però il parere di altri, più eseprti di me in materia. E alcune tue elaborazioni, Antonio, non sono affatto cose da trascurare.
Per adesso un saluto, sperando che questo discussione possa "crescere" costruttivamente.
Ric |
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Antonio Crasto
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| 14 Sep 2011 03:50 PM |
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In merito alla datazione al C-14 dei reperti trovati nelle tombe del predinastico, così come di tutti i reperti analizzati, bisogna osservare che essi consentono in genere poche datazioni per cui non è in genere possibile costruire una curva di distribuzione (gaussiana). Trascurando ciò si tende allora ad assegnare alla singola datazione un valore probabilistico che non può avere. A ciò bisogna aggiungere che a volte è possibile avere a disposizione alcune datazioni e che gli archeologi tendono a scartare le datazioni sulla base delle aspettative. Mi spiego meglio. Nel caso dell’antico Egitto la cronologia cortissima fu proposta da E. Mayer intorno al 1915. Al momento della scoperta del metodo di datazione assoluta al C-14 questa cronologia era considerata valida e quasi inconfutabile. E’ possibile che fra le possibili datazioni del predinastico siano state scartate quelle relative alla prima metà del 4° millennio a.C. e siano state considerate quelle della seconda metà. Ritengo pertanto importante verificare le varie datazioni al C-14 utilizzate dagli Egittologi per avallare la cronologia cortissima. In merito alla stele di Djer mi sembra scientificamente scorretto superare l’evidente discordanza fra cronologia cortissima e ipotesi degli Egittologi sull’inizio del calendario religioso di Sirio mettendo in dubbio il simbolismo della stele. Sarebbe più corretto mettere in dubbio la validità della cronologia cortissima e l’ipotesi sull’inizio del calendario religioso.
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Riccardo Banchi
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| 14 Sep 2011 05:35 PM |
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Non ho documenti che dimostrino lo scarto di certe datazioni al C14, ma i tuoi dubbi sono legittimi.
In genere, però, nelle pubblicazioni scientifiche vengono pubblicati tutti i dati, anche quelli da scartare; poi si giustifica il fatto che certi dati non siano attendibili. Per le datazioni effettuate sulle piramidi è stato fatto così, anche se le deduzioni finali possono lascire un pochetto perplessi.
Quello che ho detto riguardo alla stele di Djer è semplicemente quello che ho sentito dire; non sono in grado di stabilire se sia giusto meno.
Ric  |
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Antonio Crasto
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| 15 Sep 2011 04:46 PM |
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Le cronologie lunghe, così come quelle corte e cortissime, considerano una drastica riduzione della durata delle dinastie del 2° Periodo Intermedio proposte da Manetone, portando l’inizio della XII dinastia intorno al 2000 a.C. Sono state proposte alcune cronologie lunghe che a seconda dei dati di Manetone, considerati per le prime XI dinastie, individuano l’inizio della I dinastia fra il 4300 e il 3850 a.C. La cronologia da me proposta considera i dati di Africano e apporta alcune semplici correzioni, fra cui - 300 anni alla IX dinastia e -100 anni all’VIII dinastia. L’inizio della I dinastia viene così considerato intorno al 3850 a.C. L’avallo principale a questa cronologia viene dalle datazioni al C-14 della campagna del 1984-85. In essa furono datati alcuni monumenti della III e IV dinastia e in modo particolare fu datata la Grande Piramide di Cheope. Per questo monumento furono ricavate 16 datazioni delle quali fu scartata la datazione ritenuta anomala del 3809 a.C. La media della 15 datazioni rimanenti portò al valore 2966 ± 052 Questo valore fu confrontato col valore centrale del regno di Cheope, 2577 a.C. secondo la cronologia cortissima proposta da Hayes e portò a una differenza di + 389 anni. Nella cronologia lunga da me proposta il regno di Cheope è considerato fra il 3048 e il 2985 a.C. per cui il confronto col valore centrale sarebbe di circa - 50 anni. La cronologia lunga presenta la fine della II e VI dinastia intorno al 3200 e 2380 a.C. in buon accordo con due probabili catastrofi cosmiche registrate nel vicino oriente. Le conseguenze climatiche delle due catastrofi potrebbero aver determinato due lunghe carestie e una rivoluzione interna in Egitto, portando la prima alla III dinastia e all’età delle piramidi e la seconda al 1° Periodo Intermedio. La cronologia lunga considera la prima coincidenza del capodanno egizio con la levata eliaca di Sirio (intorno al 2780 a.C.) durante il regno del primo faraone della V dinastia, giustificando forse il deciso aumento di importanza del centro sacerdotale di Iwn / Heliopolis (inizio di una nuova Era di 1460 anni) e la scrittura della Pietra di Palermo, quale documentazione storica del primo periodo della civiltà faraonica. L’importanza dell’evento storico è sottolineata nel Papiro di Torino, che fu scritto in corrispondenza della seconda coincidenza del capodanno egizio con la levata eliaca di Sirio, con la scrittura di un totale parziale. In questa cronologia trova piena giustificazione la tavoletta di Djer, se si considera l’inizio del calendario religioso di Sirio non in coincidenza di un generico capodanno del calendario civile, ma in corrispondenza del Solstizio d’Estate. La coincidenza della levata eliaca di Sirio col Solstizio d’Estate si è verificata a Iwn intorno al 3750 a.C. I miei studi portano a definire l’inizio del calendario religioso di Sirio nel 3761 a.C. A riprova dell’importanza di questa data possiamo considerare che il 3761 a.C. costituisce l’inizio dell’Era ebraica, per cui possiamo ritenere che Mosè abbia trasformato l’inizio del calendario religioso di Sirio in inizio dell’Era del suo nuovo popolo. Ho accennato al fatto che esistono altre due prove schiaccianti a favore della cronologia lunga, prove da me analizzate nel mio nuovo saggio DENDERA La sacra terra della dea. 1° prova Gli Egizi consideravano in modo particolare Sirio e Venere. Nella stella alfa del Cane Maggiore veniva vista la trasfigurazione della madre celeste Hathor o sincreticamente la dea Iside, mentre nel 2° pianeta del Sistema Solare era vista la Fenice (in relazione a Hathor) o Horus figlio di Iside. A Dendera è scritto che nel 54 a.C., anno di inizio dei lavori del tempio, i due astri comparvero in cielo quasi contemporaneamente. In realtà la differenza fra le levate dei due astri presenta un ciclo di circa 250 anni per cui ogni 250 anni i due astri si levavano a Dendera contemporaneamente. Erodono ci parla del riapparire della Fenice ogni 500 anni, per cui possiamo ritenere che ogni 500 anni a Dendera veniva celebrato in modo particolare la comparsa contemporanea all’orizzonte di Iside e di suo figlio Horus. Sappiamo che il tempio fu ricostruito o ristrutturato varie volte da alcuni faraoni: Cheope, Pepi I, Amenemhet I, Thutmose III. Solamente la cronologia lunga individua i regni di questi faraoni con una differenza di 500 anni. Nelle cronologie cortissime la Fenice (coincidenza della levata dei due astri) sarebbe ritornata in corrispondenza di altri faraoni!!!!!!!!!!!! 2° prova Uno studio molto dettagliato dei condotti stellari della Grande Piramide porta a ricavare che la loro validità, la possibilità che essi traguardassero simbolicamente quattro particolari regioni del cielo (Orsa Minore - Anubis, Stella Polare del momento – Piuma di Maat, Orione – Osiride e Sirio – Iside), è circoscritta alla prima metà del 1° secolo del 3° millennio a.C., in accordo con la cronologia lunga. Cheope sarebbe stato cioè a conoscenza del cambio di declinazione delle stelle per la Precessione degli Equinozi e avrebbe considerato una limitata sezione dei condotti stellari, così da rendere gli stessi validi per circa 70 anni dall’inizio della costruzione della sua Piramide. Egli voleva essere sicuro che la sua anima non avrebbe mancato gli importanti appuntamenti stellari, necessari per la sua rinascita celeste.
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Riccardo Banchi
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| 20 Sep 2011 08:32 AM |
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Ripeto, le tue considerazioni sono molto interessanti ed io sono solo in grado di comprenderle in parte. Occorre però fare affidamento sulla documentazione archeologica. Va d'altro canto ammesso che coloro che da decenni fanno archeologia, difficlmente, se non di fronte a prove evidenti, possono pensare di rivedre tutto il loro costrutto mentale, che per adesso, in buona parte, sta ancora in piedi. Per adesso, le scoperte sul Predinastico fanno sempre più luce su quel periodo, facendoci capire quanto la struttura sociale fosse allora già complessa e in competizione coi centri vicini. Insomma l'Egitto è davvero antico, ma rivoluzioni totali non sono all'orizzonte. Ric |
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Riccardo Banchi
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| 12 Oct 2011 12:38 PM |
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Mi sono sentito di recente con Francesco Raffaele ed abbiamo parlato anche di questi argomenti, sui quali non è semplice affrontare una discussione unitaria.
Le argomentazioni astronomiche, se non supportate da riscontri archeologici, è difficile che da sole possano con sicurezza essere di completo aiuto.
Riguardo alla tavoletta di Djer, parlando con Francesco, è ormai stabilito dall'egittologia attuale che questa non indica inaugurazioni di calendari (voler parlare in questi termini è ormai solo una forzatura).
In merito alle datazioni al C14, sono riuscito a farmi inviare un documento pubblicato Dreyer, Gorsdorf e Hartung in cui ci sono numerosi risultati di analisi al C14 da tombe di Abido che vanno dal regno di Qa'a (ultimo re della I dinastia) al periodo Naqada Ib. I valori non calibrati risultano anche oltre 1000 anni più recenti delle date ricalibrate. Come conclusioni, gli autori dicono che i risultati portano a date di anche oltre 100 anni più antiche rispetto alla cronologia di riferimento. Il regno di Qa'a risulta intorno al 2920-2910 a.C. Il periodo Naqada IIIa2 (tomba U-j) porta alla metà del XXXIV sec. a.C., il Naqada IId alla metà del XXXV sec. a.C.; i risultati del Naqada I/IIa-b portano alla metà del XXXVII sec. a.C., anche se occorrerebbero più campioni.
Ho il file pdf della pubblicazione, ma non riesco ad allegarlo (forse supera i limiti byte); però potete scaricarlo a questo link:
http://www.google.it/url?sa=t&s...mp;cad=rja
Penso che questi dati siano piuttosto utili per la discussione.
Un saluto, Ric  |
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Antonio Crasto
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| 13 Oct 2011 07:46 AM |
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Grazie Riccardo per il link. Vedrò di leggere con attenzione l'articolo e di studiare i risultati confrontandoli con quelli dell due campagne al C-14 in Egitto. Da una prima lettura vedo che non viene indicato il tempo di dimezzamento, ne viene indicato un confronto con i risultati delle due campagne. Per quanto riguarda la tua frase "Riguardo alla tavoletta di Djer, parlando con Francesco, è ormai stabilito dall'egittologia attuale che questa non indica inaugurazioni di calendari (voler parlare in questi termini è ormai solo una forzatura)." sembra di leggere di un dogma archeologico. Come sai in campo scientifico i dogmi non esistono e tanto meno i capi di chiese che si ritengono infallibili. Dire che gli Egittologi moderni ritengono che la tavoletta di Djer non si riferisce all'inaugurazione del calendario religioso di Sirio senza portare nessun elemento di giustificazione lascia pensare. Si può per esempio ritenere che gli Egittologi non sappiano inquadrare un'eventuale inaugurazione del calendario religioso nella cronologia cortissima da loro utilizzata per cui la tavoletta da "fastidio". Quando rivedi Francesco Raffaele fatti spiegare il perché del loro dogma e fatti dire che casa potrebbe simboleggiare la tavoletta secondo loro.
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Riccardo Banchi
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| 13 Oct 2011 01:10 PM |
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Ho parlato a lungo con Francesco di questa tavoletta, proprio in funzione delle tue ipotesi. Il motivo della non validità dell'interpretazione calendariale non è dovuta al fatto che porterebbe a risultati "scomodi", ma esclusivamente al fatto che i simboli geroglifici utilizzati non sembrano indicare questo. Non c'è una "traduzione" della tavoletta, che peraltro sembra poco chiara, ma chi conosce bene il geroglifico, specie quello arcaico (quindi io mi escludo totalmente dalla diatriba) è in grado di valutare se per lo meno una certa interpretazione sia accettabile. Non sono in grado di entrare nel dettaglio; Francesco mi ha speigato i vari segni, ma non ricordo (anche perché non avevo davanti il disegno); ma il senso del discorso è quello che ti ho sintetizzato.
Magari contattalo per e-mail (vai sul suo sito... è impressionante!), e nell'occasione salutalo di nuovo da parte mia. Lui è molto impegnato, ma su una domanda così puntuale, penso che abbia il tempo di darti una risposta precisa e soddisfacente (o insoddisafcente, ovvio). Così ne possiamo riparlare.
Nel frattempo guarda quella pubblicazione di Dreye & C. che è molto utile.
Un saluto, Ric 
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Antonio Crasto
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| 13 Oct 2011 03:13 PM |
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Riporto da N. Grimal a pagina 62-63
«[Calendario e sistema di datazione
Un documento del regno di Ger ha rimesso in discussione tutta la datazione della I dinastia, sollevando nuovamente il problema del calendario impiegato dagli Egizi in epoca tanto remota. Esso è costituito da una placchetta d’avorio (fig. 11), sulla quale si è pensato di riconoscere l’immagine della dea Sothis, ossia della stella Sirio, sotto l’aspetto di una vacca accovacciata , che reca tra le corna un germoglio vegetale, segno che in geroglifico indica il termine “anno” (Vandier 1952, 842-843; Drioton & Vandier 1962, 161). Se l’interpretazione proposta è giusta, la presenza di questo segno vuol dire che gli Egiziani, già al tempo di Ger, avrebbero fatto coincidere il sorgere eliaco di Sothis=Sirio con l’inizio dell’anno; in altri termini, fin da allora avrebbero inventato il calendario solare.»
La tavoletta presenta sulla sinistra il nome dell’Horus Ger / Djer e sulla destra tre icone: una specie di bastone verticale, un campo in vegetazione e la citata vacca celeste Hathor / Iside con fra le corna un cerchio nero e una specie di crono / germoglio.
Non credo si possa parlare di geroglifici, ma di icone, che come tali vanno interpretate. Ebbene una possibile interpretazione è ch Djer abbia inaugurato l’inizio di un “calendario” religioso legato alla conoscenza che il ciclo sothiaco durava 365,25 giorni e che pertanto approssimava molto bene l’anno solare di 365,2422 giorni.
Molti Egittologi tendono a non considerare giusta questa interpretazione, ma mi sembra che non ne propongano una più valida. |
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Riccardo Banchi
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| 14 Oct 2011 10:22 AM |
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L'immagine della placchetta la conosco (ma hai fatto bene ad inserirla), ma non l'avevo sotto mano mentre ero al telefono con Francesco. I testi quali quello di Grimal (o Gardiner, ecc.), seppur validi nel complesso, per certi aspetti di dettaglio vengono considerati superati. Questo è quello che mi si dice. Io non sono all'altezza di aggiungere altro; posso solo reperire informazioni, fare confronti, ecc.
Le datazioni al C14, sebbene non siano da considerarsi affidabilissime, per lo meno la collocazione cronologica con un errore di + o - 200 anni circa (salvo contaminazioni e altro) dovrebbero darla, per cui vedo difficile arretrare l'inizio del dinastico in Egitto di circa 6-700 anni...
Le datazioni effettuate a suo tempo sulle piramidi lasciano invece alcune perplessità; davvero potrebbe essere che i campioni dell'84 non fossero affidabili... Diciamo che su questo aspetto ci sarebbe da discutere. Forse sarebbe il caso di fare una terza campagna di datazioni, anche se non è semplice trovare reperti organici affidabili, data la frequentazione degli ambienti nei secoli.
Ric |
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Antonio Crasto
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| 14 Oct 2011 03:30 PM |
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Grimal commenta la placchetta di Ger / Djer e dice che una vacca celeste è considerata la rappresentazione di Hathor / Iside, notoriamente associata alla stella Sirio (vedasi Zodiaco Circolare di Dendera). Il cerchio nero tra le corna non può che rappresentare Sirio. L'icona tra le corna è indiscutibilmente il segno geroglifico M4 usato per indicare l'anno. Non si tratta quindi di considerare o meno l'attendibilità di Grimal, ma quella di comporre il rebus: calendario religioso di Sirio. Gli Egittologi che non vogiono considerare questa interpretazione logica dovrebbero indicare un'altra interpretazione. E' troppo comodo insabbiare i reperti scomodi e non cogliere l'informazione che arriva da essi: la cronologia cortissima è errata. In merito alle datazioni al C-14 mi sto convincendo che molte delle datazioni presentate considerano un tempo di dimezzamento del C-14 sbagliato. Ritengo cioè che, visto che l'impiego di un parametro sbagliato 5568 invece di 5730 anni porta a posticipare le dtazioni di 150-200 anni, gli Egittologi richiedano espressamente l'utilizzo di questo parametro per avvicinare le datazioni alla cronologia cortissima da loro ritenuta insindacabile. Questo trucco penso sia stato adottato per ottenere i risultati della campagna del 1995 in Egitto. Malgrado ciòle datazioni sono mediamente ancora più antiche di circa 150 anni. Al riguardo ho pubblicato sul mio sito uno studio dettagliato. E' errato affermare che i campioni del 1984 erano sbagliati. Alcuni di questi campioni sono stati ridatati per la campagna del 1995, ottenendo risultati differenti. L'unica giustificazione è da ricercarsi quindi nel differente parametro usato. L'errore macroscopico è stato poi quello di aver considerato i campioni del 1984 e quelli del 1995 come un insieme unico, ottenedo così curve di distribuzione non gaussiane, che ha portato a non poter presentare dei valori medi ma degli intervalli di probabilità. Avendo partecipata alla stesura dei risultati del 1995 esimi professori universitari, è da ritenersi che aver adottato questo metodo aberrante sia stato imposto loro da un certo Egittologo del Cairo allo scopo di alterare volutamente i risultati delle datazioni. Nel mio articolo ho presentato dei grafici conclusivi. Sembra evidente che le datazioni delle poche tombe della I dinastia costituiscano un'anomalia. Mi sto convincendo che per qualche ragione i campioni del predinastico e delle prime dinastia siano anomali (siano molto più ricchi di C-14 rispetto ad altri dello stesso periodo ma di regioni differenti) eche le datazioni al C-14 non possano essere calibrate con la dendrocronologia ricavata con alberi di altri continenti o regioni geografiche. In tal senso ho in corso di preparazione un articolo che potrebbe chiarire le ragioni delle mie convinzioni. |
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Antonio Crasto
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| 15 Oct 2011 03:54 PM |
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Scrive F. Cimmino nel Dizionario delle dinastie faraoniche pag. 36
«[…] Una placchetta d’avorio attribuibile a questo sovrano ((Djer) mostra una vacca accovacciata tra le cui corna spunta un germoglio vegetale, segno geroglifico per “anno”; questo ha fatto ritenere che si tratti dell’immagine della stella Sopdu (Sothis in greco, Sirio in italiano) e che all’epoca fosse iniziata la transizione dal calendario lunare a quello solare, che si affermerà solo alla fine della II dinastia; è probabile che fosse stata già intuita la ripetuta coincidenza tra la levata eliaca di Sirio e l’inizio dell’inondazione annuale. […].»
Commento
Cimmino è d’accordo con Grimal che la placchetta possa essere collegata all’inaugurazione del calendario religioso di Sirio, che chiama erroneamente solare. Gli Egittologi ritengono però che questa inaugurazione sia avvenuta in coincidenza della levata eliaca di Sirio col capodanno del calendario civile (solare), per cui tra il 2781-2773. Questo periodo corrisponde però nella cronologia cortissima alla fine della II dinastia, per cui si arriva all'assurdità di ritenere che sotto Djer sia iniziata la transizione dal calendario lunare a quello solare, che si sarebbe affermato solamente alla fine della II dinastia.
A me sembra una vera scemenza. Un calendario si inaugura e non ci vogliono due secoli per affermarsi.
Gli Egittologi moderni si devono essere accorti che a furia di arrampicarsi sugli specchi questi si stavano rompendo e hanno preferito ipotizzare che la placchetta indicasse qualche altra cosa (che cosa?).
Nella cronologia lunga di Manetone / Crasto il periodo di coincidenza della levata elica di Sirio con il capodanno del calendario civile si verifica all’inizio della V dinastia e ritengo che non sia un caso che durante questa dinastia si sia scolpita la Pietra di Palermo e che nel Papiro di Torino sia stato aggiunto alla fine della dinastia un totale parziale (T3.26). Era finito un ciclo sothiaco, se pur parziale e iniziava il nuovo ciclo che terminerà agli inizi della XIX dinastia, quando verrà compilato il Papiro di Torino. |
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Antonio Crasto
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| 19 Oct 2011 07:24 AM |
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Lo studioso di geroglifici Mario Menichetti vede:
- all’interno del Serek il segno geroglifico M36 che contradistingue il faraone Djer;
- sotto il Serek il geroglifico significante Aper, al centro un simbolo regale e in basso a destra il geroglifico significante distretto, per cui la prima parte della tavoletta potrebbe dire: Sua Maestà il re del distretto di Aper (Menphy).
- in alto a destra, fra le corna della vacca celeste il geroglifico per il Sole Ra e fra le corna due piume, per cui potrebbe essere una rappresentazione della vacca celeste Hathor che reca il Sole fra le corna, se non fosse che il Sole dovrebbe essere sopra le corna e non distaccato e sopra le piume.
Gli studiosi Vandier e Drioton presentano invece l’ipotesi che:
- il cerchio rappresenti la stella Sirio, notoriamente associata alla vacca celeste Hathor / Iside;
- la vacca abbia fra le corna un germoglio di palma , che in geroglifico significa anno;
- l’icona dovrebbe rappresentare l’inaugurazione del calendario di Sirio.
Lo studioso Francesco Raffaele afferma sul suo sito:
«Interessante è anche un'altra placchetta d'avorio scoperta a metà secolo, dove compare il nome della città DEP sotto il suo SRK mentre un obelisco centrale lo separa dalla figura di una vacca assisa, con germoglio sulla testa tra le corna; in basso il glifo della Akhet, la prima stagione del calendario solare comprendente i quattro mesi in cui il Nilo era in piena. Alcuni hanno collegato la figura animale con la dea SEPEDET (poi simboleggiante attraverso ISI la costellazione del Canis Major che "partorisce" la stella SOPD (HOR) - Sirio la cui levata eliaca annuncia l'inizio della piena del Nilo) ritenendo possibile che già a quell'epoca fosse stato introdotto un calendario solare basato su di un importante evento astronomico che segnava l'inizio dell'anno (corna = wp = aprire, germoglio = rnp = anno).»
F. Raffaele sembra dunque d’accordo con i due studiosi di cui sopra anche se attribuisce l’ipotesi ad alcuni studiosi
La tavoletta è stata trovata a Abydos, Umm el Qaab O |
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Riccardo Banchi
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| 19 Oct 2011 08:44 AM |
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Quando nel tuo libro cerchi di interpretare lo zodiaco di Dendera oppure parli di Atlantide e Mu mi trovi piuttosto scettico, in quanto a mio avviso si può dire tutto e il contrario di tutto (o quasi). Le tue considerazioni riguardo alle cronologie egizie e al C14 stanno invece piuttosto coi piedi per terra; puoi anche essere nel torto, ma la discussione merita davvero di essere presa in seria considerazione. Il problema è che io non sono l'interlocutore più adatto, in quanto non conoscendo a fondo il significato e le interpretazioni delle iscrizioni arcaiche e i dettagli che riguardano il C14, mi sento di più uno spettatore che un giudice sulla vicenda. Non so quali alberi siano presi in considerazione per la ricalibrazione dendrocronologica in Egitto, ma di sicuro i dubbi posti sono molto concreti. Dovrei davvero conoscere in ogni dettaglio il procedimento adottato per stabilire una datazione al C14. Mi limito solo a dire che il C14 può essere solo di supporto ai riscontri archeologici e non può avere validità assoluta e insindacabile. Ho comunque anch'io l'impressione che certi archeologi (non tutti) cerchino di scegliere parametri che permettano di avere risultati abbastanza "coerenti" con le cronologie acquisite, ma non ho le competenze per mettere in discussione il tutto.
Riguardo alla tavoletta di Djer, ribadisco il concetto sopra esposto: non sono in grado di esprimere un giudizio. Parlando con Francesco Raffaele ti confermo quanto avevo scritto prima: la questione astronomica pare desueta, pare. Nel suo sito, le parti in italiano non sono più state aggiornate, a differenza di quele in inglese (questo è quello che mi dice)... forse il discorso vale anche per le righe che hai postato.
Ti consiglio davvero di contattare direttamente il mio amico tramite e-mail, affinché in maniera puntuale tu possa discutere su questo argomento (magari anche telefonicamente, metodo più diretto). Ovviamente siamo curiosi di cosa può uscire da un vostro dialogo, del quale qui potresti redigere un breve sunto. L'argomento è davvero interessante. Riguardo ai metodi C14 penso invece che neanche Francesco Raffaele non possa esserti utile.
Penso comunque che questa argomentazione in generale debba trovare un idoneo bacino di discussione. Sarebbe davvero stupendo poter organizzare un convegno apposito al quale dovrebbero partecipare studiosi con competenze diverse.
Ric 
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Antonio Crasto
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| 19 Oct 2011 11:58 AM |
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Ho verificato. La versione inglese non è tutta tradotta. Le pagine dei faraoni della I dinastia sono in inglese solamente per alcuni. Quella di Djer è identica a quella della versione italiana. Caro Riccardo, ritengo che anche gli spettatori possono farsi un'idea. La chiave della discussione sembra l'interpretazione del glifo in basso a destra. Alcuni pensano che significhi distretto altri ci vedono il segno che distingue la prima stagione dell'anno civile. Il disegno della tavoletta vede al centro il simbolo regale, per cui il glifo in basso a destra sembra collegato al disegno in alto a destra e non ai geroglifici in basso a sinistra. Sembra dunque che si voglia collegare un possibile riferimento a Sirio e all'anno con la stagione Akhet, comee dire che in un dato anno di regno di Djer si è verificato l'inizio del calendario religioso di Sirio durante la stagione dell'inondazione. Essendo questa la chiave dell'nterpretazione, non possono esserci altre alternative e altre scoperte. Il fatto che oggi molti Egittologi tendano a trascurare l'informazione astronomica non può che essere collegato al desiderio di "cancellare" un'informazione scomoda!!!!!!!!!!!!!! |
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Riccardo Banchi
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| 20 Oct 2011 10:05 AM |
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In effetti mi considero uno spettatore abbastanza informato, in grado di farsi un'idea, ma nei dettagli delle interpretazioni di una placchetta non posso addentrarmi. Penso che se un'interpretazione risultasse scorretta, prima o poi la cosa vien fuori. L'egittologia è un mondo un po' chiuso, ma forse lo meno oggi di quanto o fosse in passato. L'interdisciplinarità prende sempre più campo, per cui le prospettive future sono buone, ma in queste discipline la fretta, putroppo, non c'è. Una reinterpretazione della placchetta di Djer potrebbe essere anche il modo, per un archeologo, di mettersi in luce, consapevole dei "rischi". Che dire? Come opinione personale (ma questo ha poco peso) non mi sorprenderebbe che l'adozione del calendario sothiaco possa retrodatarsi nel tempo. Resterei un poco sconvolto se le cronologie ne risultaressero piuttosto alterate... ma questa mi sembrerebbe una reazione normale. L'unica strada è il confronto con gli studiosi del settore. Ric |
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Antonio Crasto
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| 24 Oct 2011 08:33 AM |
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Ho trovato che la critica all'interpretazione della tavoletta in senso astronomico è nata da G. Godron ed è stata espressa nel suo libro "É'tudes sur l'Époque Archaique" edito da BIFAO.
L'autore contesta persino che la vacca celeste possa rappresentare Hathor / Iside e asserisce che il germoglio sopra le corna possa essere una piuma, senza alcun significato calendariale e che il geroglifico per Akhet possa essere il geroglifico per palude.
A me sembra un''interpretazione senza senso e fatta apposta per insabbiare la tavoletta, che tanto ha dato fastidio agli Egittologi.
Quello che però da più fastidio e l'atteggiamento degli Egittologi che sembrano aver trovato nell'ipotesi di Godron la soluzione dei loro problemi.
L'Egittologia non sarà una scienza, ma gli Egittologi sembrano a volte ingenui e in mala fede. |
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Riccardo Banchi
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| 26 Oct 2011 12:06 PM |
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Dai tempi dell'uscita de "Il Mistero di Orione" ad oggi, le cose sono un po' cambiate... Ripeto: occorrono confronti, dibattiti e ovviamente, a partecipare ci devono essere soprattutto gli egittologi. L'egittologia non è una scienza esatta, ma deve avvicinarsi il più possibile alla scienza; e adesso i supporti di competenze esterne ci sono. Ric |
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Antonio Crasto
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| 27 Oct 2011 07:34 AM |
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La tavoletta / placchetta di Djer sembra dunque aver quattro interpretazioni:
1. commemorazione di una levata eliaca di Sirio e in coincidenza introduzione di un mese supplementare nel calendario lunare egizio;
2. commemorazione di una levata eliaca di Sirio e in coincidenza inaugurazione del calendario solare / civile egizio;
3. commemorazione di una levata eliaca di Sirio in coincidenza col Solstizio d’Estate e in pratica inizio del calendario religioso di Sirio;
4. commemorazione di una cerimonia in onore di Sekhet-Hor, forse la costruzione di un edificio sacro a Dep, di cui si parla in un’altra tavoletta.
I dubbi sull’interpretazione dei geroglifici dell’antico Regno non consentono di risolvere la problematica interpretativa, per cui ritengo che si possa solamente tentare di assegnare delle probabilità alle differenti interpretazioni. Le 1 e 4 sono, a mio parere, meno probabili, per cui può essere assegnato loto un 20% di probabilità. Le altre due sono abbastanza probabili e potrebbe essere assegnato loro una uguale probabilità del 30%.
La seconda è quella scelta da molti Egittologi ed è quella che ha portato a un disaccordo fra la datazione della tavoletta e la cronologia cortissima, mentre la terza è stata da me proposta nel mio libro e porta alla definizione di una nuova cronologia lunga.
Si ritiene pertanto giusto che gli Egittologi presentino la problematica della tavoletta, senza dare per scontato nessuna delle quattro possibilità. |
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Antonio Crasto
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Riccardo Banchi
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| 31 Oct 2011 07:39 AM |
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Vado subito...
Ric  |
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Riccardo Banchi
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| 02 Nov 2011 11:01 AM |
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Letto! 
Devo dire che è davvero un bell'articolo del quale varrebbe la pena discutere in una confernza "vera". Io avrei da porre alcune domande, sopratutto per farmi chiarezza sulle situazioni astronomiche/calendariali sulle quali comincio a capirci sempre di più, ma dove alcuni aspetti mi restano ancora non ben definiti. Sto peraltro leggendo il libro di Sir Norman Lockyer "L'alba dell'astronomia", che ormai ha più di un secolo, ma che per molti aspetti è davvero chiaro e didattico: lo consiglio!
Tornando all'articolo, immagino che tu l'abbia inviato a Francesco Raffaele. Una conferenza all'ANSE ci vorrebbe proprio. L'argomento DEVE essere discusso a fondo!!!
Ric 
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Antonio Crasto
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| 02 Nov 2011 01:10 PM |
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Grazie Riccardo per l'apprezzamento. Ho provato a far suonare tutte le campane, anche se alcune mi sembrano più stonate delle altre. Mi sembra comunque certo che non si può prendere una posizione dogmatica e che la mia ipotesi è fuori dal coro e risolve la problematica della cronologia egizia. Ho informato Francesco raffaele tramite il gruppo ANSE di Facebook e con messaggio personale.
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Riccardo Banchi
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| 02 Nov 2011 01:53 PM |
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Fra un po' di tempo richiamerò telefonicamente Francesco per parlare di più argomenti. Nell'occasione metterò a fuoco questo aspetto, che, ripeto, merita approfondimento.
A mio avviso, anche se anche fosse vera l'ipotesi n. 3 (cioé la commemorazione di una levata eliaca di Sirio in coincidenza col soltizio d'estate), questo non significa che uno dei calendari (civile o religioso) siano stati "inventati" alla coincidenza precedente (cioè nel 3.761 a.C.).
La soluzione n. 2 (levata elica di Sirio col capodanno civile) porterebbe il regno di Djer intorno al 2.780 a.C., posticipando di circa due secoli la cronologia...
Una domanda. Ma in qul periodo, soltizio estivo e levata elica erano grossomodo coincidenti e segnavano l'inizio della stagioen dell'Inondazione, cioè il capodanno... Questo aspetto lo devo comprendere a fondo; magari ne riparlaimo poi con calma.
Tornando alla tavoletta, potrebbe davvero essere che nessuna delle quattro interpretazioni sia corretta, ma vale la pena discuterne, con persone competenti e che hanno peso nella comunità scinetifica.
Ric  |
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Antonio Crasto
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| 02 Nov 2011 02:49 PM |
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Caro Riccardo, azzera tutto e rivedi quanto hai scritto. Estono dei dati di fatto: - la levata eliaca di Sirio era prossima al Solstizio d'Estate; - con semplici calcoli si può dimostrare che la coincidenza dei due eventi avenne intorno al 3750 a.C., per cui in Età predinastica secondo le cronologie cortisseme o durante il regno di Djer secondo la mia cronologia lunga - se la tavoletta commemora la coincidenza della levata eliaca di Sirio con l'inizio del calendario solare / civile (capodanno), questa dovrebbe essersi verificata intorno al 2780 a.C.; - se la tavoletta commemora, come penso, l'inizio del calendario religioso di Sirio in coincidenza col Solstizio d'estate, siamo intorno al 3750 a.C. circa mille anni prima. Per quanto riguarda la stagione dell'inondazione penso che si faccia una gran confusione. L'inondazione era legata al Solstizio d'Estate e correlabile alla levata eliaca di Sirio. Questi due eventi astronomici si spostavano però nel calendario solare / civile a un rittimo di 0,2422 e 0,25 giorni all'anno. E' possibile che i nomi dei mesi e delle stagioni siano stati dati in coincidenza di una levata eliaca di Sirio e capodanno del calendario civile, ma presto e per quasi 1460 ciò non avrebbe avuto più senso. Il Nilo avrebbe straripato nel corso di un lungo ciclo di Sirio di 1460 anni durante tutti giorni del calendario civile. In poche parole la prima stagione dell'inondazione sarebbe stata una convenzione.
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Riccardo Banchi
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| 03 Nov 2011 08:16 AM |
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Caro Antonio,
che la levata eliaca di Sirio era prossima al Solstizio d'Estate l'ho capito, ma hai fatto bene a ribadirlo.
Se la tavoletta di Djer commemora la levata eliaca di Sirio col Solstizio d'estate, significa che siamo intorno al 3.750 a.C. e anche questo l'ho compreso. Se invece la coincidenza della levata eliaca è con l'inizio del calendario civile (capodanno), questa dovrebbe essersi verificata intorno al 2780 a.C., cioè circa mille anni dopo.
La domanda che mi pongo è: quale evento astronomico sanciva l'inizio dell'anno civile o solare? E' questo che non mi è chiaro per capire i significati delle eventuali coincidenze.
Il discorso dell'inondazione legata al Solstizio d'Estate e correlabile alla levata eliaca di Sirio l'ho chiaro, come pure ho compreso lo sfasamento, molto ridotto (come hai scritto, questi due eventi astronomici si spostavano nel calendario civile a un ritimo di 0,2422 e 0,25 giorni all'anno). I movimenti della sfera celeste non sono semplici da capire, ma una volta entrati nel meccanismo, tutto torna.
La domanda che pongo è sopratutto quelal sopra, sottolineata.
Ric
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Antonio Crasto
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| 03 Nov 2011 10:02 AM |
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Quale evento astronomico sanciva l'inizio dell'anno civile o solare? Bene ora ci siamo. Lasciamo per un momento gli antichi egizi e consideriamo le altre civiltà. Tutte iniziarono con un calendario lunare in quanto il ciclo della Luna è evidente. Ogno 29,5 giorno si ha una nuova Luna Piena. Tutti i popoli si sono accorti però che considerando un certo numero di lunazioni si aveva un certo sfasamento con le stagioni. L'unico controllo possibile era quello della ciclicità degli Equinozi e dei Solstizi, cosa abbastanza facile segnando le levate del Sole con dei riferimenti su terra (vedi circoli megalitici). Si introdussero quindi delle compensazioni (aggiunta di un nuovo mese lunare aggiuntivo dopo un certo numero di anni). Il passaggio successivo fu quello di definire un anno solare di 365 giorni agganciato a uno degli eventi astronomici. Vari popoli scelsero l'Equinozio di autunno, mentre Giulio Cesere preferì agganciare il nuovo anno bisestile giuliano al Solstizio d'Inverno. Il capodanno del 45 a.C. iniziò col Plenilunio dopo il Solstizio d'Inverno. Al riguardo bisogna ricordare che i romani festeggiavano il Sol Invictus e la rinascita del Sole dopo il lungo Inverno. Detto questo, mi chiedo perché gli egizi avrebbero dovuto aspettare per definire il calendario solare la scoperta della ciclicità di Sirio. Se loro conoscevano la ciclicita degli Equinozi e dei Solstizi perché aspettare la scoperta che la ciclicità della levata di Sirio era pressoché uguale a quella astronomica legata alla rivoluzione terrestre. Mi sembra contro ogni logica. I miei studi definiscono l'inizio del calendario solare / civile con l'Equinozio d'Autunno del 4626 a.C, molti secoli prima dela scoperta della ciclicità della levata di Sirio o comunque della coincidenza della levata eliaca di Sirio col Solstizio d'Estate. Si può anche ricordare che gli Ebrei fecero iniziare la loro Era proprio dal 3761 a.C. (anno della coincidenza della levata eliaca di Sirio col Solstizio d'Estate e che il loro calendario incominciava, almeno agli inizi della loro Era, proprio con l'Equinozio d'Autunno. |
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Riccardo Banchi
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| 04 Nov 2011 08:44 AM |
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Il tuo ragionamento è logico, ma può benissimo essere che anche la levata eliaca di Sirio possa essere stata scelta come inizio di calendario. Diciamo che intorno al 3.000 a.C., se no vado errando, solstizio estivo e levata eliaca erano entrambi buoni indicatori per l'inizio della stagione della piena e quindi per l'inizio di un calendario civile. Una volta stabilito l'inizio del calendari civile, col passare degli anni, solstizio e levata eliaca ritardavano un poco rispetto ai 365 gg del capodanno civile. Col tempo gli egizi si saranno accorti che il vero indicatore stagionale era il solstizio e non Sirio, sebbene fra solstizio e levata eliaca le differenze di sfasamento fossero piccole (365,25 circa l’anno siriaco, 365,242 circa l'anno solare, quindi quest’ultimo il vero indicatore dei cicli stagionali).
Anche se i tuoi calcoli (penso siano corretti) stabiliscono che solstizio e levata eliaca coincisero, arretrando nel tempo, nel 3.761 a.C., questo non significa che il calendario siriaco e solare nacquero in quel momento. Il calendario solare potrebbe essere stato introdotto successivamente o prima; idem può vale per quello siriaco. E soprattutto, quello che voglio dire, è che non è detto che all’inaugurazione di un calendario, si fosse necessariamente in età dinastica.
Ripeto, le mie sono solo considerazioni che servono a nutrire una discussione costruttiva alla quale non so davvero trovare la soluzione. Il tutto tenendo presente che l’interpretazione della tavoletta di Djer non è univocamente definita. Insomma, i “gradi di libertà” sono purtroppo numerosi e non si può che parlare di scenari cronologici possibili, ma assolutamente non certi (approssimazioni a parte).
Ric 
P.S. Ti consiglio vivamente (ma l'invito è rivolto a tutti) la lettura de "L'alba dell'astronomia" (titolo originale The Dawn of Astronomy, del 1894) di Sir J. Norman Lockyer (ma forse lo conosci già  . Ovviamente il libro di Lockyer, dedicato all'Egitto, non fu molto apprezzato dall'egittologia del tempo...
Oltre 100 anni fa, c'erano scienziati che avevano conoscenze archeoastronomiche incredibili e una grande capacità divilgativa. Ricordo peraltro che Lockyer ha fondato la rivista Nature, nel 1869!
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Antonio Crasto
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| 04 Nov 2011 10:29 AM |
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Hai ragione a dire che esistono varie possibilità. L'ipotesi fatta deve essere avallata da altre scoperte. - quella dell'inaugurazione del calendario solare / civile in coincidenza con una levata eliaca di Sirio cozza con le cronologie cortissime; - quella dell'inaugurazione del "calendario" religioso in coincidenza col Solstizio d'Estate prevede una cronologia lunga; - accorciare le cronologie cortissime di alcune centinaia di anni porta a "cancellare" il 1° Periodo Intermedio e ridurre sensibilmente l'Antico regno; - la cronologia lunga sembra avallata almeno per III e IV dinastia dalle datazioni al C-14 del 1985; - rimangono dubbi sulle datazioni al C-14 delle prime due dinastie e del predinastico; - occorre a mio parere uno studio fisico della bonta del metodo di datazione assoluta al C-14 (calibrazioni) a prescindere dall'Egittologia e sopratutto dagli Egittologi; - occorre definire un protocollo di misura e capire perchè per uno stesso campione (diviso in due pezzi) si ottengano datazioni differenti se realizzate in differenti centri (differenze dll'ordine di 150 anni); - occorre infine confrontare le datazioni al C-14 con altre datazioni assolute (se ce ne sono). Ti ringrazio per la segnalazione del libro. L'ho scaricato in inglese. Sai se esiste su internet la scannerizzazione dell versione italiana? |
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