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Al Museo di Napoli malori nella sala delle mummie.
Last Post 25 Aug 2011 07:39 AM by saldiperi. 0 Replies.
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Salvatore Di PeriUser is Offline
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Salvatore Di Peri

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25 Aug 2011 07:39 AM
    Per qualcuno era diventato il segno di un’inquietante premonizione. Qualcosa di molto vicino a un malefico presagio, a misteri antichi e antichi anatemi.
    Tra cartigli, scarabei e geroglifici, ma soprattutto in mezzo ai sarcofagi contenenti mummie e resti mortali risalenti a più di 2000 anni fa, nelle sale della collezione Egizia i malori non si contavano più.

    È come se fossero diventati contagiosi: giramenti di testa, nausea, e pure qualche collasso avevano iniziato a far credere nella inesorabile vendetta del faraone. Poco o nulla a che fare con storie di fantasmi e «munacielli»: al Museo Nazionale di Napoli dal sussurro si era passati alla voce, e dalla voce agli esposti anonimi.

    Una denuncia dettagliata era giunta anche alla Procura della Repubblica. Che cosa si celava in realtà dietro quei malori che avevano accusato soprattutto i custodi delle sei sale che ospitano la seconda più importante collezione di reperti archeologici egiziani in Italia?

    Il tutto è ricostruito negli atti di un’indagine condotta dal sostituto procuratore Giovanni Corona, giunta ormai alle sue battute conclusive. Un solo nome, nel registro degli indagati: quello dell’ex soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, al quale giorni fa è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini. Nei suoi confronti la Procura ipotizza la violazione della normativa contenuta nel decreto legislativo numero 81 del 2008 (in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro).

    Ma mettiamo ordine in questa vicenda. I fatti risalgono a tre anni fa, a quando alcuni dipendenti del Museo Nazionale che prestavano servizio nelle sale sotterranee della Collezione Egizia iniziarono improvvisamente ad accusare strani malori.

    Tutta colpa di un «odore acre e pungente», come scrissero nella loro relazione i tecnici della Asl, sollecitati ad un sopralluogo dalle stesse rappresentanze sindacali. Ma c’è di più. Anche alcuni visitatori si sentivano male, una volta imbucato il tunnel dei misteri e delle mummie. A quell’epoca il soprintendente ai Beni Archeologici era proprio Guzzo, che per questo motivo finì nel mirino della magistratura inquirente.

    Scartata da subito la pista esoterica del maleficio, il pm Corona cominciò ad acquisire i dati delle relazioni e degli studi fatti dagli esperti inviati nelle cave dell’Archeologico, a caccia della causa che in quelle sei sale faceva perdere i sensi a turisti e custodi.

    Tra gli atti acquisiti c’è anche un parere riferito dal professor Montanino, che individua il vero nodo della questione: in quelle sale seminterrate non c’è sistema di ventilazione, e di conseguenza - con la presenza di qualcuno - l’aria diventa in poco tempo rarefatta, al punto da provocare malori. Saranno le successive perizie chimico-fisiche e biologiche a confermare che il docente ha visto nel giusto: e si scopre così che - incredibilmente - nella Collezione Egizia c’è più anidride carbonica che non ossigeno. Ecco spiegati i malori.

    In un continuo gioco di batti e ribatti, di momentanee chiusure e riaperture di perizie e controperizie, è di nuovo l’Azienda sanitaria locale a intimare alla direzione del Museo l’immediata realizzazione di lavori per adeguare la climatizzazione delle preziose sale. È il 30 maggio di quest’anno quando l’ultimatum arriva sulla scrivania dei responsabili della struttura, dalla direttrice Valeria Sampaolo alla nuova soprintendente, Teresa Elena Cinquantaquattro. Ma i fondi per ovviare al grave inconveniente non ci sono: così alla direttrice e alla soprintendente non resta altro da fare che disporre la chiusura delle sale, e il parziale spostamento di qualche pezzo in sale superiori.

    Ora dalla Soprintendenza è partita una richiesta alla Procura di prorogare per 12 mesi la chiusura, nella speranza di poter realizzare i lavori, ma soprattutto di restituire agli amanti dell’archeologia un tesoro di bellezze, misteri e mummie chiusi per «mancanza d’aria».

    FONTE:http://www.ilmattino.it

    Saluti
    Salvatore
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