Antonio Crasto
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| 12 Oct 2010 05:26 PM |
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Riporto da un articolo di Diego Marin (studente di archeologia alla facoltà di Padova) le seguenti frasi:
“La cronologia comunemente accettata per il regno di Sargon lo pone tra il 2334 a.C. e il 2279 a.C., ma esistono indicazioni che ci permettono di retrodatare questo momento. In particolare, sul cilindro delle fondamenta depositato da Nabonide (re di Babilonia vinto da Ciro) si cita la scoperta della pietra delle fondamenta, appartenuta al tempio originale edificato da Naram-Sin, figlio di Sargon d’Akkad, vissuto 3200 anni prima di lui. Nabonide regnò dal 556 al 539 a.C., così che sottraendo i 3200 anni arriviamo attorno al 3750 a.C.”
…..
“Ora, i sostenitori della datazione antica per Sargon tendono ad identificare il figlio Naram Sin col
primo faraone Narmer”
Come noto nel 1920 l’Egittologo W.F. Albright, sulla spinta delle teorie che volevano la civiltà egizia in qualche modo connessa con la civiltà mesopotamica, avanzò l’ipotesi (sostenuta anche dall’Egittologo A. Scharff) che il re Mani citato nella stele di Naram Sin fosse il primo faraone Menes / Narmer.
Per risolvere un’importante problematica legata all’inizio del calendario di Sirio durante il regno di Dier, egli ipotizzò ancora che la cronologia mesopotamica fosse errata e che Naram Sin abbia regnato intorno al 2850 a.C. e non nel 2260-2223 a.C., come comunemente riconosciuto.
E’ evidente che c’è qualcosa che non quadra. Ho cercato su internet qualcosa in merito ai depositi di fondamenta del tempio di Nabonide, ma ho trovato poco.
Qualcuno è più informato? |
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Paolo Bondielli
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| 12 Oct 2010 10:48 PM |
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Caro Antonio potresti specificare i riferimenti precisi per rintracciare l'intero articolo di cui parli? Perchè Diego Marin, se non siamo di fronte un caso di omonimia ovviamente, non è uno studente di archeologia dell'università di Padova (ha partecipato solo a qualche lezione), ma un dottorando di fisica teorica dell'università di Trieste che con un gruppo di stundeti di archeologia dell'università di Padova ha fondato il Gruppo Pangea.
Tale Gruppo è collegato ai "soliti personaggi" come Roberto Giacobbo e Voyager, Mario Pincherle, Bauval, Hancock...e addirittura il nostro Leonardo Melis! Le tematiche sono le solite: riscoperta di Atlantide, retrodatazione della Sfinge, ecc...ecc...
Se così non fosse ovviamente, mi scuso con Antonio e con il Diego Marin in questione, ma mi pare giusto dare il quadro esatto del contesto ove un determinato articolo nasce e si sviluppa, ovviamente senza voler creare un pregiudizio, ma nemmeno una sorta di giustificazione accademica che si potrebbe avere leggendo "studente di archeologia all'univeristà di Padova".
C'è comunque effettivamente una cosa che non quadra tra quanto scritto nelle poche frasi riportate ed è la seguente: chi dice che Naram-Sin è vissuto 3200 anni prima di Nabonide? E' scritto nel cilindro di fondazione o, come invece pare, è una notizia data dall'autore dell'articolo?
Nel primo caso mi piacerebbe sapere com'è riuscito Nabonide a datare il regno di Naram-Sin in modo così preciso vivendo nel V secolo a.C., se invece è una notizia che fornisce l'autore vorrei sapere dove l'ha presa, perchè dai testi in mio possesso risultano date completamente diverse, come del resto indica egli stesso all'inizio del periodo riportato.
Vorrei anche conoscere chi sono i sostenitori della "datazione antica", sempre se è possibile, e i motivi che li spingono a sostenere che il figlio di Naram-Sin sia il sovrano egizio Narmer.
Aggiungo anche che le teorie "mesopotamicocentriche", come quella a cui faceva riferimento Albright negli anni '20 che tendevano a rincondurre e ad allineare un pò il tutto alle Terre citate dalla Bibbia, sono state ampiamente superate dagli studiosi moderni. Scoperte straordinarie avvenute in seguito, come la scoperta degli archivi reali di numerosi centri di potere, hanno gettato una nuova luce sul periodo che riguarda il III e il II millennio a.C., creando incastri cronologici soddisfacienti anche in relazione alla cronologia egizia.
Grazie
Paolo
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Antonio Crasto
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| 13 Oct 2010 06:57 AM |
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Ciao Paolo, hai centrato il personaggio. Credevo che anche lui fosse del gruppo di Padova. Il gruppo Associazione Culturale Pangea è su Facebook e qui è apparso il link all'articolo su Mosè da cui ho tratto le citazioni. Il link oggi non mi da la pagina, come se questa fosse stata cancellata. L'articolo è però leggibile sulla rivista elettronica Dedalo alla pagina http://www.wobook.com/WBaV7NW06C49/...o.html#/20 Non voglio entrare in merito agli autori dell'articolo e alla filosofia del gruppo. So bene che le loro stelle polari sono Leonardo Melis e l'ing. Mario Pincherle, ma mi interessa sapere se certi dati riportati nell'articolo sono reali o inventati. Da poco è uscito un loro libro su Atlantide e in merito a certe affermazioni si è acceso un dibattito proprio sul forum di Melis. Il Marin si è giustificato che certe sue affermazioni erano state prese dai libri di Melis e che lui non aveva potuto approfondire l'argomento. Tornando alla mia domanda. Ho trovato qualcosa su internet su Nabonide e i depositi di fondamenta del suo tempio, ma l'articolo non è free, per cui ho desistito. |
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Paolo Bondielli
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| 13 Oct 2010 07:49 AM |
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Appena ho il tempo per poterlo fare, spero presto perchè la cosa mi incuriosisce molto, mi metto anche io a cercare qualcosa riguardo i depositi di fondazione del tempio in questione. Devo avere qualche libro che ne parla da qualche parte... Però volevo proprio capire da dove saltano fuori questi 3200 anni. Da com'è scritta quella parte dell'articolo sembrerebbe una cosa automatica. Tipo: se Nabonide ha regnato intorno al V secolo a.C., sapendo con certezza che Naram-Din ha regnato 32 secoli prima di lui e avendo trovato nei depositi di fondazioni il vecchio tempio da lui costruito, sappiamo che Naram-Sin ha regnato circa 38 secoli prima di Cristo. Però tutto questo non ha senso. Se esiste la certezza che Naram-Sin ha regnato 32 secoli prima di Nabonide, non serve accedere ai dati relativi al suo tempio perchè il conteggio viene fuori da se. Boh... Continuiamo a cercare.
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Antonio Crasto
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Antonio Crasto
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| 13 Oct 2010 07:01 PM |
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Il testo The Nabodinus cylinder from sippar alla pagina http://www.livius.org/na-nd/nabonid...inder.html afferma “While I led Šamaš out of its midst and caused him to dwell in another sanctuary, I removed the debris of that temple, looked for its old foundation deposit, dug to a depth of eighteen cubits into the ground and then Šamaš, the great lord, revealed to me the original foundations of Ebabbar, the temple which is his favorite dwelling, by disclosing the foundation deposit of Naram-Sin, son of Sargon, which no king among my predecessors had found in three thousand and two hundred years.” Quindi Nabodinus riteneva che fra il regno di Naram Sin e il suo erano trascorsi 3200 anni. Sarebbe interessante capire come Nabodinus arrivò a questo risultato, considerando Naram Sin 1500 anni prima di quanto non dicano le cronologie in uso. Quindi o Nabodinus ha toppato in modo clamoroso o le cronologie in uso sono tremendamente sbagliate. |
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Paolo Bondielli
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| 15 Oct 2010 02:40 PM |
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Intanto Nabonide canna alla grande la parentela tra Sargon e Naram-Sin, che non sono affatto padre e figlio ma nonno e nipote. Infatti la successione esatta è la seguente: Sargon di Akkad; Rimush, suo figlio; Manishtusu, ancora suo figlio; Naram-Sin, figlio di Manishtusu...quindi nipote di Sargon.
Sargon e Naram-Sin vengono spesso collegati insieme perchè sono stati gli indiscussi protagonisti dell'espansione akkadica a danno dei sumeri, che più avanti si prenderanno la rivincita creando il periodo dei regni neo-sumerici. I loro personaggi vengono presi come modello di regalità e molte delle iscrizioni appartenenti ai due sovrani, diventeranno veri e propri titoli di cui si fregeranno i sovrani successivi. Forse è per questo che il buon Nabodinus li ha considerati padre e figlio, commettendo un errore marchiano che fa fortemente dubitare anche della sua capacità di datare con esattezza un periodo così lontano da lui.
Va anche detto che Nabonide era devoto alla dea lunare Sin, cosa che gli procurò grossi problemi con Marduk, divinità egemone in Babilonia. Questo eccesso di zelo nel contare gli anni che lo separavano da Naram-Sin potrebbe essere dovuto ad un desiderio di dimostrare quanto fosse "vecchia" e quindi degna di ogni rispetto la divinità a cui lui era dovoto.
Rigurado appunto la datazione al 3700 a.C., va detto che questi due sovrani sono attestati molto bene nella storia del Vicino Oriente Antico e sono protagonisti di un'espansione che li ha portati a distruggere sia Ebla che Mari, che nella loro straordinaria e intatta stratigrafia ne contengono ampiamente i segni. Abbiamo le iscrizioni originali sia di Sargon che di Naram-Sin che lo provano, e di queste due città abbiamo gli archivi reali che ci consentono datazioni assai precise. Il regno di Sargon si colloca all'incirca tra il 2335 e il 2279 a.C.; il regno di suo figlio Rimush tra il 2278 e il 2270 a.C. circa, il regno dell'altro figlio Manishtusu tra il 2269 e il 2255 a.C. circa...e il regno del nipote Naram-Sin tra il 2254 e il 2218 a.C. circa.
Tra l'altro, sempre grazie all'ottima situazione stratrigrafica e a reperti egizi trovati in loco con cartigli di Micerino e Pepi I, dagli scavi di Ebla è emerso un fatto importantissimo che colloca l'Antico Regno nelle date attualmente accettate dagli storici. Addirittura è possibile affermare con una certa sicurezza (che non può essere assoluta ovviamente) che Sargon di Akkad fosse contemporaneo proprio di Pepi I, sovrano della VI dinastia.
Un caro saluto...
Paolo
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Antonio Crasto
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| 15 Oct 2010 05:22 PM |
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Ciao Paolo, certo che è molto strano. Perchè scrivere 3200? Sarebbe bastato parlare di 3 millenni e tenersi così sul vago. Per quanto riguarda Ebla e Mari parli di datazioni estratte dagli archivi reali (cosa che mi avevi già detto), ma siamo sicuri dell'attendibilità di questi archivi? Questa estate ho fatto leggere il mio saggio a un famoso fisico nucleare italiano. E' rimasto sconcertato. Gli Egittologi sembrano gli unici che forniscono risultati scientifici senza parlare della loro attendibilità e dell'errore della misurazione. Quando parlano di un regno arriviamo a definire l'anno esatto. Tutto è poco scientifico!!! Sai bene che una cronologia lunga egizia (quella da me revisionata), porta Pepi I a cavaliere del 2500 a.C. per cui rispetto al dato da te fornito ci sarebbe una differenza di circa 170 anni. Possono le ricostruzioni fatte sulla base degli annali considerare questo errore? Si hanno riscontri al C-14?
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Paolo Bondielli
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| 15 Oct 2010 06:42 PM |
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Ciao Antonio,
La data di riferimento per il regno di Pepi I, io la attingo dalla cronologia fornita da J. von Beckerath con il suo "Chronologie des pharaonischen Agypten. Die Zeitimmung der agyptischer Geschichte von der Vorzeit bis 332 v. Chr." e da quella fornita nella "The Oxford Encyclopedia of Ancient Egypt".
Nel primo caso riguardo al regno di Pepi I ho la seguente data: 2325-2296 a.C. circa; nel secondo caso invece: 2354-2310 a.C. circa. Come vedi le date sono molto vicine al regno di Sargon.
La mancanza di certezza a cui faccio riferimento nel post precedente, nasce dalla prudenza degli studiosi, consapevoli che tali date non sono assolute...anche se probabili.
Per quanto riguarda le datazioni che gli archivi forniscono, si tratta di aver ricostruito da parte degli studiosi (in modo del tutto autonomo dall'Egitto perchè non sono egittologi) la fitta rete commerciale, economica e politica tra una quantità notevole di regni. In questi dati sono presenti trattati, accordi commerciali e politici tra sovrani che vengono menzionati in molte fonti e in più archivi, fino ad agganciare un periodo storico che consente una datazione più precisa. Conosco i risultati delle indagini archeologiche, come il ritrovamento del "fossile guida", le ceramiche...e delle valutazioni paleografiche dei testi, che mettono in relazione i vari periodi. Non conosco invece le indagini diagnostiche, ma mi informerò. Tuttavia pur nell'incertezza, data l'enorme distanza temporale, il quadro cronologico proposto dagli studiosi appare solido, con tantissimi tasselli inseriti nel modo giusto, che rendono la storia del Vicino Oriente Antico coerente e ben articolata, con sincronismi tra regni e sovrani che appaiono ben attestati e logici, senza particolari attriti. Ovviamente ogni apporto a migliorare, fino a stravolgere completamente tutto quanto se necessario, è sempre possibile, ma in tutta onestà non credo che questo possa avvenire perchè Nabonide nel V secolo a.C. ha scritto XXXII invece che XXX...magari solo perchè ha pensato di aggiungere mille anni a quelli veri, che magari erano proprio 2200.
Francamente Antonio non ho mai trovato un egittologo che si dicesse certo delle date che propone. Anche i più "spavaldi" avvisano che pur utilizzando date precise all'anno, la data si deve intendere + o - 50 anni e che la suddivisione "anno per anno" si rende necessaria per evitare di dire che Sesostri I e Amenenhat II hanno regnato nel 1950 a.C. ad esempio, perdendo il senso delle successioni.
Con tutto il rispetto per il tuo saggio, che possiedo autografato da te...e ben felice di averlo, penso che il fisico nucleare tuo amico dovrebbe leggersi anche altri saggi prima di sconcertarsi...come correttezza impone. Anche io ho un amico fisico nucleare che fa il ricercatore, ci ho scritto un libro insieme sulla Stele di Rosetta...e non è affatto sconcertato per quanto riguarda la cronologia dell'antico Egitto.
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Antonio Crasto
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| 15 Oct 2010 08:24 PM |
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Chiarisco subito alcuni punti. Ho introdotto questo post perché non noncordo sulla data che viene fuori dal reperto di Nabonide e sul fatto che lo si voglia prendere per oro colato. In merito alle cronologie forse mi sono spiegato male. Il mio amico non è stato sconcertato per la cronologia, mia o degli altri, ma per il metodo di presentare i risultati. Se un fisico ritiene che lì'errore possa essere di +- 50 anni lo scrive in quanto è parte fondamentale della ricerca. Nel campo delle datazioni dei regni, non esiste alcun esperimento o ricerca, ma semplicemente una somma di vari regni ipotetici. Quindi è giusto tentare di non perdere la sequenza, ma occorre essere chiari sul metodo usato e sugli errori che ci possono essere. Non mi sembra che in tutti i libri sia spiegata come è stata ricostruita la cronologia presentata e come è stato determinato l'errore. Gardiner per esempio dice che il primo faraone potrebbe aver regnato intorno al 3100 a.C. con la possibilità di aggiungere però almeno 150 anni. Il fatto è che le cronologie sono costruite a tavolino sulla base di ipotesi soggettive. Il regno presentato per Pepi I nei due riferimenti bibliografici non solo è differente, ma anche le durate non coincidono: 29 e 44 anni. Fanno evidentemente parte dello stesso gruppo di cronologie, quelle cortissime, ma ognuno dice la sua. Quello che intendevo dire, che i ritrovamenti archeologici del Vicino Oriente potrebbero aver trovato tutte le connessioni possibili, ma per la cronologia assoluta occorre definire dei punti di partenza. Se uno di questipunti è errato, tutte le cronologie risultano affette dalla stesso errore. Come sai bene per la cronologia egizia il paletto più antico è la datazione astronomica per Sesostri III. Così le varie cronologie si sono formate sommando gli anni di regno di tutti i faraoni precedenti e ipotizzando sovrapposizioni e/ contemporaneità di regni. Nulla di documentato ma solo ipotesi. Io ho ipotizzato possa esistere un'altra datazione astronomica all'inizio della VI dinastia e ho preso per buoni gli anni forniti da Manetone - Africano. Il risultato è una proposta di cronologia lunga che ho tra l'altro una conferma nella datazione al C-14 della campagna del 1984-85.
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Paolo Bondielli
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| 16 Oct 2010 08:32 AM |
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Ma io sono ben felice che tu abbia aperto questo post Antonio! Anzi...ti immagini se venisse fuori dal nostro sito che la cronologia va davvero rifatta, alla luce di prove non dico ineccepibili, ma molto forti??? Sarei ancora più felice! Però non ci vuole "accanimento" ne difesa della propria posizione, prendendo per buono solo quello che in qualche modo la può confermare ed eliminando il resto pensando a un complotto mondiale. Gli egittologi, che non sono fisici, non scrivono certamente su tutti i libri che la cronologia è relativa e non assoluta, ma se prendi più opere di uno stesso egittologo è sempre indicato il problema cronologico. Poi va da se che se il Pernigotti scrive un libro su Ramesse...non sta a ripetere i problemi cronologici e mette le date comumente accettate. Per quanto riguarda le datazioni e i metodi, va detto che il C-14 ha consentito di trovare date calibrate che collocano i periodi Obeid, tra il 7000 e il 4500 a.C., come chiaramente espongono Margueron e Pfirsch in "Le Proche-Orient et l'Egypt antiques", Parigi 2005. Una conferma "intermedia" ci viene fornita da altre misurazioni effettuate con il C-14 nelle necropoli predinastiche di Abido e riportate nella tesi di Silvia Vinci, poi divenuta un libro, incentrata sulla Dinastia O. Quindi tra il 4500 a.C. e le date che partono dal 2000 a.C. circa...ci sta dentro tutta la storia più nota di Vicino Oriente ed Egitto, dalle origini fino al Medio Regno, che rende ben plausibile la data del 3200 a.C. circa come inizio di uno stato unitario egizio, con un lungo periodo di "apprendistato", durante il quale nella Valle del Nilo si sono creati pian piano i presupposti perchè ciò accadesse. Anche in Mesopotamia sono stati eseguiti esami con il C-14 (sto cercando il materiale relativo), quindi la cronologia del Vicino Oriente non è stata messa in relazione solo con i vari regni e poi inserita un pò a casaccio nella griglia temporale che più era in linea con il pensiero degli studiosi, ma è stata inserita in una griglia temporale indicata dagli studi scientifici e paleoarcheologici. La ceramica ad esempio, fa la sua comparsa in modo sistematico intorno al V millennio a.C. Se gli studiosi scoprono nella stratrigrafia di più siti archeologici un certo tipo di ceramica che viene prodotta in un sito datato con il C-14 alla fase Obeid 4, ...va da se che questi siti vengano considerati contemporanei del sito da dove la ceramica ha origine (non a caso si chiama "fossile guida"). La realizzazione delle ceramiche ha poi una sua evoluzione, che consente di stabilire un "prima e un dopo", come nella Sequence Dating di Petrie ad esempio, ed appoggiandosi a datazioni più certe è possibile posizionare in una griglia temporale una data cronologia relativa, di cui gli studiosi vengono a conoscenza attraverso liste di sovrani, che trovano conferme in più fonti scritte. Gli archeologi possono essere tacciati di non essere degli ottimi divulgatori scientifici, ma non è quello il loro mestiere. La tecnologia è uno strumento validissimo che l'archeologia usa, ma così come un ortopedico nella sua diagnosi non spiega come funzionano i raggi X, l'archeologo quando fa divulgazione si attiene ai dati che la tecnologia gli mette a disposizione e li usa, ma parla di archeologia.
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Antonio Crasto
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| 16 Oct 2010 09:35 AM |
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Sono convinto che le cronologie relative ottenute con metodi quale quello della ceramica definiscano intervalli abbastanza larghi e che la difficoltà sia quella di mettere in sequenza dentro questi intervalli8 temporali i vari regni per ogni singolo stato e le correlazioni fra i vari stati. Purtroppo è un argomento ostico e poco conosciuto (vende poco) ed è quindi difficile conoscere i ragionamento fatti dai diversi studiosi. Ho però l’impressione che le correlazioni fra Vicino Oriente e antico Egitto (prime due dinastie) siano scarse per il semplice motivo che molti stati asiatici erano ancora in embrione. Tu parli di un confronto ottenuto tramite reperti risalenti a Pepi I e Micerino. Quelli per Pepi I sono troppo vicini al paletto astronomico per Sesostri III per cui le differenze fra le varie datazioni potrebbero essere contenute nell’errore delle singole datazioni. Molto più interessante è il reperto per Micerino. Mi avevi promesso informazioni dettagliate per poter analizzare insieme il reperto e la sua datazione. Non so ancora se esistono datazioni al C-14 serie a riguardo. Esse dovrebbero essere comunque confrontate con le datazioni al C-14 effettuate nella campagna del 1984-85. Il grosso problema è che il metodo al C-14 è facilmente manipolabile. Basta cambiare i parametri iniziali (tempo di dimezzamento) e/o scartare alcuni valori ritenuti anomali che il risultato finale si porta dove si vuole. Esistono poi a mio parere gravi limitazioni dovute a eventi eccezionali quali forti eruzioni vulcaniche, caduta di meteoriti ed estesi incendi. In questi casi il risultato può essere affetto da errori decisamente alti, così da inficiare l’intera misurazione. E’ forse il caso delle contrastanti datazioni effettuate a Thera / Santorini e quelle decisamente anomale effettuate in Egitto per pochi reperti delle prime due dinastie (vedi mio articolo sulle campagne al C-14 in Egitto).
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Paolo Bondielli
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| 16 Oct 2010 11:46 AM |
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Chiedo scusa per un mio errore di digitazione riguardo alle date indicate da von Beckerath realtive al regno di Pepi I , infatti la data giusta è la seguente: 2330-2280 a.C. circa...per cui 50 anni di regno.
Mi pare di capire che anche il C-14 non offra tutta questa sicurezza e di fatti tu, Antonio, hai "scelto" la campagna '84-'85 perchè secondo te la successiva è stata modificata ad hoc, allo scopo di ottenere le datazioni accademiche assai lontane da quelle che ipotizzi tu. I motivi che adduci sono descritti nei tuoi articoli (e invito tutti quanti a leggerli cliccando su www.ugiat-antoniocrasto.it e anche acquistando il libro di Antonio "Hassaleh. L'occhio di Horus. Manetone aveva ragione!"), ma non sono probanti e molto spesso basati su tue ipotesi, legittime come tante altre, ma sempre ipotesi.
Purtroppo non ho ancora potuto accedere alla documentazione di cui ti parlavo riguardo i reperti egizi trovati a Ebla, tuttavia il quadro generale proposto da Paolo Matthiae su questa città colloca in modo assai convincente il cinquantennio coperto dagli archivi reali ivi ritrovati, nella seconda metà del XXIV sec. a.C.
La coppa in diorite con i cartigli di Micerino, insieme a numerosi vasi interi e in frammenti di chiara fattura egizia, dimostrano un rapporto tra le due corti che precede la data coperta dal materiale degli archivi e che è durato almeno fino al regno di Pepi I.
Sto cercando di mettere in piedi un quadro organico che riguardi Naram-Sin e le fasi storiche del periodo che lo riguardano. Compatibilmente con il tempo a disposizione, spero di poterlo proporre al più presto. |
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Antonio Crasto
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| 16 Oct 2010 12:07 PM |
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Trovo estremamente interessante il discorso dei reperti di Ebla. Ti risulta che gli Egittologi più accreditati ne abbiano preso atto e stiano collaborando agli studi? In merito ai dati sul C-14 delle due campagne effettuate in Egitto, è evidente che sono ottenuti con un differente tempo di dimezzamento. Malgrado ciò i ricercatori non sono riusciti a ridurre a zero i 400 anni fra la datazione della IV dinastia e quella oggi accettata (Cheope circa 3000 e non 2550 a.C.). La scelta del tempo di dimezzamento errato (così dicono i fisici) può ridurre le datazioni al massimo di circa 150 anni. Io contesto poi che i risultati delle due campagne siano stati considerati insieme come fossero un corpo unico. Ciò è matematicamente un obbrobrio e il risultato fu che i dati non furono più validi (curve non gaussiane) e giaciono da allora nei cassetti dello SCA. E' evidentemente illogico che il materiale organico presente in Egitto abbia cambiato caratteristiche chimiche nei dieci anni fra le due campagne., così come sembra una scemenza ipotizzare che i costruttori delle grandi piramidi abbiano usato legno stagionato di circa 400 anni per cuocere il calcare e produrre calce.
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Paolo Bondielli
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| 16 Oct 2010 01:27 PM |
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Intanto ho scritto "Micerino" invece di "Chefren" nel topic precente ...forse sto facendo troppe cose contemporaneamente 
Gli egittologi prendono questo dato come un'ulteriore conferma della validità delle datazioni utilizzate praticamente in modo unanime dalla comunità degli studiosi. Ma ovviamente non sono così addentro al mondo accademico da sapere al fino queste cose.
Vorrei che tu mi spiegassi meglio questa cosa dei 400 anni di differenza. Cioè...quando scrivi "fra la datazione della IV dinastia e quella oggi accettata" a quali dati ti riferisci? A quelli delle due campagne con il C-14?
Per quanto riguarda il legno che ha 400 anni la cosa non è così pregrina come pensi tu. L'Egitto non possedeva un gran numero di alberi e quelli presenti erano considerati sacri e tagliati con molta attenzione. Mi pare impossibile che Cheope li abbia fatti abbattere in gran quantità per le sue necessità senza pensare ad una valida alternativa. Il clima sostanzialmente secco contribuiva a mantenere il legno integro, come dimostrano i molti reperti che ci sono pervenuti, e le famiglie si alternavano nelle solite abitazioni (fatte di paglia e fango in un telaio di legno) per intere generazi ampliando gli spazi e creando villaggi sempre più grandi. E' forse più logico pensare che una buona parte del legname usato nell'ambito della costruzione delle piramidi provenga proprio da queste abitazioni, le più vecchie e magari disabitate, in un'ottica di riciclo di un materiale che scarseggiava. Ancora oggi nelle montagne pistoiesi ad esempio, si trovano delle vecchie case diroccate che spesso vanno oltre il 1800 della nostra era. Molte persone negli anni successivi, hanno recuperato i travi di legno per sistemare o creare ex novo le proprie abitazioni, con il risultato che oggi ci sono case ancora abitate che hanno travi di legno che se venissero usati per datarle al C-14 queste case, le stesse verrebero retrodatate di quasi 300 anni. E la montanga pistoiese è ricchissima di alberi adatti alla costruzione.
Cercherò il prima possibile di fornire una chiara panoramica dei rapporti che intercorsero tra Ebla e l'Egitto, inserendo anche Biblio che presenta spunti altrettanto interessanti. |
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Antonio Crasto
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| 16 Oct 2010 02:35 PM |
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Le campagne di datazione al C-14 di vari monumenti dell'antico e medio regno sono state effettuate datando dei reperti organici trovati fra la malta esistente fra i blocchi.
Non volendo rovinare reperti archeoligi si è preferito così di datare frammenti di carbone, paglia e legno che casualmente furono imprigionati nella calce utilizzata per far scorrere i pesanti blocchi. Questi reperti furono mischiati alla calce durante lo scioglimento del calcare o durante l'impiego della calce.
I ricercatori hanno ipotizzato che per sciogliere il calcare venisse utilizzato il legname disponibile di scarso pregio (le moltissime foglie di palma) e che una datazione calibrata dei reperti potesse in qualche modo corrispondere al valore centrale del regno del prprietario del monumento.
E' evidente che per edificare la grande piramide occorsero molti anni per cui i reperti non appartenevano a uno stesso anno, ma una serie abbastanza lunga di misurazioni avrebbe fornito una stima abbastanza valida del regno di un dato personaggio.
La maggior parte dei campioni furono estratti nella Grande Piramide, per cui la datazione ricavata sembra essere quella statisticamente più valida.
Dei 15 campioni uno ha fornito un valore molto alto (3809 a.C.) per cui il dato è stato scartato. La media delle datazioni calibrate degli altri 14 reperti ha fornito la datazione 2966+-052. I ricercatori hanno confrontato questo valore con la data centrale del regno di Cheope 2577 a.C., secondo una delle cronologie cortissime in uso, ottenendo così una differenza di 389 anni.
Lo stesso direttore della campagna, M. Lehner, ammise che molto probabilmente la IV dinastia era da anticipare di circa 400 anni.
La media delle differente ottenute per dieci faraoni dalla III alla V dinastia diede un valore di 374 anni.
In merito al legname pregiato sappiamo che Snefru importò dal Libano una grande quantità di legname, per cui è molto probabile che questo sia stato utilizzato per costruire le slitte e le macchine per lo spostamento dei blocchi delle sue molte piramidi. Queste slitte e macchine potrebbero essere state anche impiegate dagli altri faraoni.
Sembra invece illogico utilizzare legno di cedro o altro legno pregiato per sciogliere calce. Chiunche conosce la vita vegetativa delle palme sa che ogni anno si produce una nuova rosetta di foglie e che la rosetta più antica tende a seccarsi. In Egitto quindi esiste una miniera di legno secco, ma di scarso valore, buono però per accendere i fuochi. Il legno di palma ha fra l'altro un grande potere calorifico, per cui ritengo sia stato impiegato per lo scioglimento del calcare.
Quello che dici tu è valido, ma è tutta un'altra cosa. Anche in Sardegna si riciclano travi di ginepro utilizzate per la costruzione dei tetti. Mai nessuno però si sognerebbe di utilizzare il ginepro per cuocere maialetti.
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Gilberto Sozzani
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| 16 Oct 2010 03:47 PM |
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"quocere"??? Spero sia un refuso!  |
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Antonio Crasto
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| 16 Oct 2010 05:43 PM |
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spero che non mi voglia ri-prendere per il cu...!!! |
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Gilberto Sozzani
 Veteran Member
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| 16 Oct 2010 09:23 PM |
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No, no... semmai per il "qu..."!!!
Comunque: sono ammirato dalla vostra cultura specifica, però, da ignorante, mi chiedo. Aldilà delle datazioni, qualora ci fosse stato tra Mesopotamia ed Egitto un legame così stretto da avere addirittura un sumero come Faraone, è possibile che questo non abbia lasciato alcuna traccia culturale nella scrittura, religione, ecc.? |
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Antonio Crasto
 Veteran Member
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| 17 Oct 2010 11:05 AM |
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Per quanto ne so, non esistono grandi contatti fra civiltà egizia e civiltà mesopotamica. Gli unici reperti che in qualche modo richiamano l’arte mesopotamica sembrano essere la tavolozza di Narmer e il coltello di Gebel el-Harak, nei quali sono stati rappresentati animali leggendari in stile mesopotamico. Parlare poi di guerre fra akkadi e egizi e addirittura di conquista dell’Egitto da parte di Naram Sin mi sembra fantascientifico.
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Gilberto Sozzani
 Veteran Member
 Posts:3181

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| 17 Oct 2010 11:24 AM |
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Anche a me! |
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Antonio Crasto
 Veteran Member
 Posts:1031

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| 18 Oct 2010 11:25 AM |
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Al riguardo delle datazioni dei vari regni mesopotamici e delle correlazioni con le cronologie egizie, è utile considerare quanto scritto sulla pagina sui Sumeri di Wikipedia
Le datazioni
Innanzitutto è necessario sottolineare che tutte le datazioni, soprattutto le più antiche, sono approssimate. Fino a metà del II millennio a.C. si conserva ancora un buon grado d'approssimazione (circa 10-15 anni), mentre oltre questa soglia le date diventano molto più imprecise e le più antiche possono variare anche di un millennio. La difficoltà di datazione sta nel fatto che il metodo C-14 non è stato omogeneo nel tempo. Negli ultimi anni, grazie all'applicazione della dendrocronologia, è stato possibile studiare le fluttuazioni di C-14 avvenute nel tempo, permettendo di ricalibrare le date. Ad esempio, un campione risalente al periodo "tardo 'Ubaid" utilizzando la cosiddetta " lower half-life" ("Cronologia breve") viene datato al 4133 a.C., adottando la " higher half-life" ("Cronologia lunga") al 4322 a.C., e al 5072 a.C. adottando la calibratura.. Siccome gli studi di ricalibratura sono ancora in atto, convenzionalmente viene ancora utilizzata la "Cronologia breve"   
Commento
Malgrado le datazioni al C-14 calibrate dovrebbero suggerire una retrodatazione dei vari periodi, gli studiosi sembrano ancora legati alle datazioni non calibrate e tendono dunque a presentare una cronologia breve, tipo quella presentata sulla pagina di Wikipedia:
Cronologia
Antico ‘Ubaid 4500 - 4000 a.C.
Tardo 'Ubaid 4000 - 3500 a.C.
Antico Uruk 3500 - 3300 a.C.
Tardo Uruk 3300 - 3100 a.C.
Gemdet Nasr 3100 – 2900 a.C.
Periodo proto-dinastico I 2900 – 2750 a.C.
Periodo proto-dinastico II 2750 – 2600 a.C.
Periodo proto-dinastico IIIa 2600 - 2450 a.C.
Periodo proto-dinastico IIIb 2450 – 2350 a.C.
Periodo di Akkad 2350 - 2200 a.C.
Periodo dei Gutei 2200 - 2120 a.C.
Periodo di Ur III 2120-2000 a.C.
Commento
Sembra dunque possibile che l’accordo fra alcuni regni di Ebla relativi alle testimonianze egizie di Chefren e Pepi I sia relativo a due cronologie inesatte:
- quella breve mesopotamica (avallata da datazioni al C-14 non calibrato)
- quella cortissima egizia (non verificata dalle datazioni al C-14 calibrato).
Sarebbe il caso che gli archeologi incominciassero a parlare una stessa lingua, quella della scienza. |
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Antonio Crasto
 Veteran Member
 Posts:1031

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| 19 Oct 2010 09:14 AM |
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Per completezza ho letto anche la pagina wikipedia inglese. In questa non c’è sottolineato il discorso datazioni calibrate o non calibrate, ma viene evidenziato che certe datazioni rientrano nel gruppo delle cronologie brevi (non calibrate ?) http://it.wikipedia.org/wiki/Sumeri A conferma delle problematiche ancora esistenti sulle datazioni dei vari periodi, riporto un confronto fra le date postate dalla pagina inglese e quella italiana. Periodo Ubaid: wiki ing (5300 – 4100), wiki ita (4500 – 3500) Periodo Uruk: wiki ing (4100 – 3000), wiki ita (3500 – 3100) Gemdet Nasr: wiki ing (3000 – 2900), wiki ita (3100 – 2900) Proto din I: wiki ing (2900 – 2800), wiki ita (2900 – 2750) Proto din II: wiki ing (2800 -2600), wiki ita 2750 – 2600) Proto din IIIa: wiki ing (2600 – 2500), wiki ita (2600 – 2450) Proto din IIIb: wiki ing (2500 – 2334), wiki ita (2450 – 2350) Periodo Akkad: wiki ing (2334 – 2218), wiki ita (2350 – 2200) Periodo Gutei: wiki ing (2218 – 2047), wiki ita (2200 – 2120) E’ evidente che non si può parlare di datazioni definitive e conclamate. Ho l’impressione che almeno inizialmente si sia usata la cronologia egizia cortissima come metro di paragone. Le datazioni non calibrate mesopotamiche sembravano avallare certe correlazioni fra culture mesopotamiche ed egizia. Se si adottano le datazioni calibrate, queste correlazioni dovrebbero venir meno. E’ chiaro che in tal caso le cronologie mesopotamiche non possono esser prese per confermare quelle egizie. A mio parere occorre percorrere un’altra via. Adottare per l’Egitto una cronologia lunga, avallata dalle datazioni al C-14 calibrate (quelle serie!!!) e considerare altresì cronologie lunghe per le civiltà mesopotamiche. Questa rivoluzione storica dovrebbe prevedere uno studio approfondito al C-14 di moltissimi reperti mesopotamici e se possibile una ulteriore indagine sui reperti egizi. Questi nuovi studi non possono essere lasciati in mano ai soli archeologi, ma dovrebbero vedere la collaborazione di fisici specializzati nel campo del C-14. Il tutto andrebbe fatto nella più completa trasparenza, senza la “censura” di alcuni né l’occultamento dei risultati. |
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Riccardo Banchi
 Basic Member
 Posts:227

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| 08 Feb 2011 12:53 PM |
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Mi inserisco velocemente e in netto ritardo, essendo tornato qui sul forum da pochissimo. Sto leggendo qua e là tutto quello che è stato scritto sullla CRONOLOGIA, argomento che, essendo ingegnere, mi appassiona particolarmente. In effetti ci sono incongruenze. Parlando di predinastico egiziano, datazioni al C-14 rispetto all'inserimento dei reperti nel sequence-dating di Petrie portano a sfasamenti di oltre 100 anni (mi rifersico ad esempio alla Toma U-j di Abido) e non mi sorprendo che questo avvenga anche per la Mesopotamia. Detto questo, però, anticipare ad esempio di un millennio l'inizio della storia egiziana mi pare che ci possa portare fuori strada. Magari è possibile trovare testimonianze archeologiche che possano dimostrare un urbanesimo più antico e sviluppato di quando si poteva pensare (e sembra solo in parte), oppure strutture sacre più antiche (come sta accadendo a Nekhen/Hierakonpolis), ma nella sostanza, Narmer rimarrebbe collocato far il 3.200 e il 3.000 a.C. Comunque ripeto che la questione non è da considerarsi conclusa. Ric |
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