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Scoperto a Giza insieme di grotte sotto le piramidi
Friday, September 3, 2010
Ritrovamento di grosse cavità naturali presso la GP sulla famosa piana di Giza, ora gli archeologi confermano.
Questo il verdetto del noto egittologo Dr Zahi Hawass, che ha esplorato il misterioso mondo sotterraneo fatto di passaggi e camere, nello show televisivo americano “Chasing Mummies (a caccia di mummie, ndt )” di questa settimana. Precedentemente aveva liquidato la scoperta, da parte di un esploratore inglese, di queste stesse cavità.
La puntata su History Channel ha mostrato scene "drammatiche" in cui Zahi Hawass e il suo team (che include l’archeologo consulente Dr David Cheetham), avanza attraverso uno straordinario regno di grotte infestate da pipistrelli, in scene che avrebbero potuto a buon diritto far parte di un film di Indiana Jones.
“Non ho mai vissuto un’avventura del genere a Giza, prima d’ora”, ha ammesso Hawass, quando l’intrepido team e la videocamera ha raggiunto la parte più estrema del sistema di cave, dopo aver proceduto una distanza stimata in circa 300-350 piedi (1 piede equivale a 3,28 metri, quindi 300 metri dovrebbero essere 984 metri, ndt).
“La mia opinione è che sia naturale, non opera dell’uomo”, aggiunge Hawass. “Ma più tardi, nel periodo Tardo e in quello Romano è stata usata come sepoltura per animali e cose simili”
Questa prima esplorazione pubblica delle cavità prima sconosciute – create dall’azione dell’acqua molto prima dell’età della sfinge e delle piramidi – arriva dopo un anno dalla loro riscoperta da parte dell’esploratore inglese Andrew Collins.
Collins e il suo team tracciarono la location delle cavità dopo aver riscoperto alcune memorie dimenticate, scritte più o meno 200 anni fa.
Queste memorie riportano di come Henry Salt si introdusse in un importante labirinto di cavità a ovest della GP. Questo fantastico viaggio è rimasto misconosciuto visto che le memorie di Salt sono rimaste dimenticate per 200 anni in qualche oscuro angolo del British Museum.
A seguito della loro pubblicazione nel 2007, Collins e il suo collega, Nigel Skinner-Simpson, stabilirono quale dovesse essere l’entrata alle caverne di Salt, e furono i primi in epoca moderna (insieme con loro c’era la moglie di Collins), a esplorare queste cavità, partendo dalla tomba NC2 (north cliff 2).
Sul momento Hawass liquidò la scoperta di quella che definì “la caverna di Collins”, dicendo che lo scrittore inglese si era semplicemente confuso entrando in una tomba già nota, e aggiunse che non c’erano cave naturali sotto Giza.
Ora sappiamo che Collins era nel giusto, ed molto contento di poter rivendicare il suo lavoro.
“Abbiamo scoperto un sistema di cave a Giza che prima era sconosciuto, il primo mai registrato qui o in qualunque altra parte i n Egitto, collegato a una tomba scavata nella roccia in tempi antichi. E questo varrà pure qualcosa”.
Il future delle caverne è comunque in discussion, visto che è stata posta, al loro ingresso, una porta in cemento. Nessuno quindi ci rientrerà nel prossimo futuro. Comunque, Collins è sicuro che il mistero non si esaurisca qui. “Se l’acqua ha creato le grotte migliaia di anni fa, quelle cave non si fermano dove siamo arrivati noi; l’acqua deve Essere defluita da qualche parte”.
“Possediamo immagini dal satellite radar che suggeriscono che le caverne continuino in direzione della seconda piramide, della quale si dice essere il punto che segna la tomba di Hermes, leggendario fondatore della civiltà egizia.”
“La tradizione antica vuole che insieme al suo corpo sia sepolta anche la cosiddetta Tavoletta di Smeraldo – un manufatto senza prezzo, che contiene i segreti della creazione”
La riscoperta di Collins viene raccontata nel suo libro Beneath the Pyramids, pubblicato nel 2009