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C'è pace fra i Faraoni. Le loro dinastie sono state datate con precisione
Last Post 11 Jul 2010 09:18 AM by Sozzani. 4 Replies.
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franca longagnaniUser is Offline
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franca longagnani

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20 Jun 2010 10:15 AM

    La storia dell’antico Egitto è conosciuta piuttosto bene: non mancano infatti i documenti scritti né i manufatti archeologici da studiare. Grazie all’enorme messe di dati raccolti, è stato possibile costruire una cronologia delle dinastie dei Faraoni: prima questo, dopo quello, poi quell’altro ancora. Ma è una cronologia relativa: si sa chi veniva prima e chi dopo, ma non si sa esattamente quando questo accadeva. Non ci sono insomma date precise e sicure alle quali ancorarsi.
    Ci si può avvicinare alla datazione assoluta grazie ai riferimenti ad alcuni fenomeni astronomici, per i quali oggi si può risalire, se non al momento esatto, almeno a un intervallo di tempo non troppo ampio. Ma finora l’errore era di uno o due secoli: ancora troppo per le ambizioni degli archeologi. Adesso però un team internazionale guidato da un fisico inglese ha spinto oltre la precisione grazie al metodo del radiocarbonio.
    Il radiocarbonio, o carbonio-14, è un isotopo radioattivo del carbonio che viene prodotto nell’alta atmosfera dai raggi cosmici e poi entra in ogni organismo vivente. La sua concentrazione è nota e rimane stabile finché l’organismo è vivo.
    Quando muore, l’organismo smette di scambiare carbonio con l’ambiente, il radiocarbonio comincia a decadere e la sua quantità diminuisce. Così, se noi oggi misuriamo il carbonio-14 presente in un tessuto o un osso o un frammento di legno, possiamo risalire al momento in cui è morto l’organismo dal quale è stato prelevato. E quindi a datare il manufatto.
    Perché non si è fatto questo anche con i manufatti egizi? In realtà, questo metodo è stato usato. Però in Egitto mancano le apparecchiature più sofisticate e precise. E gli Egiziani moderni sono molto restii a lasciar uscire dai confini nazionali i reperti archeologici dei loro antenati.
    Perciò i ricercatori guidati da Christopher Bronk Ramsey, dell’Oxford Radiocarbon Accelerator Unit, in Inghilterra, hanno lavorato con 211 campioni prelevati da musei europei e statunitensi e rinvenuti in tombe facilmente associabili ai regni dei diversi Faraoni.
    Per assicurarsi che i campioni organici risalissero davvero alla stessa epoca dei manufatti studiati, i ricercatori hanno evitato il legno e l’osso e si sono concentrati invece sulle ceste, sui tessuti e sui cibi. Poi hanno applicato una tecnica chiamata “inferenza statistica bayesiana” per trovare la migliore correlazione possibile fra la datazione ricavata con il radiocarbonio e le epoche dei regni faraonici. In questo modo sono arrivati a una precisione di 76, 53 e 24 anni rispettivamente per l’Antico, il Medio e il Nuovo Regno, ossia i tre grandi periodi storici dell’antico Egitto fra il 2650 e il 1100 a.C., ciascuno con molte dinastie.
     Il risultato, pubblicato pochi giorni fa su “Science”, è una cronologia non solo internamente coerente, come quella relativa già nota, ma molto più vicina a quella assoluta.
    Questo risultato consentirà di risolvere alcune dispute fra gli archeologi. Per esempio, quando iniziò il Nuovo Regno, che vide il dominio di Faraoni famosi come Akhenaton, Tutankhamen e Ramses II? Nel 1550 oppure nel 1539 a.C.? Ed ecco la risposta: fra il 1570 e il 1544. E l’Antico Regno? Fra il 2691 e il 2625 a.C. e non fra il 2667 e il 2592 a.C. Non sono correzioni grandissime: una prova che la cronologia tradizionale non era poi troppo lontana dalla verità.
    Però la maggiore precisione raggiunta consentirà di comprendere meglio le interazioni fra la civiltà egizia e le altre grandi culture del Mediterraneo orientale.
    Anche attraverso evento precisi e importanti per le loro conseguenze, come l’esplosione vulcanica dell’isola di Thera (oggi conosciuta come Santorini), che devastò l’area e influenzò la civiltà egizia. E, si scopre ora, avvenne prima dell’inizio del Nuovo Regno, non dopo.

    (Corriere del Ticino)

    Tozzi MichelaUser is Offline
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    Tozzi Michela

    --
    21 Jun 2010 05:53 PM
    Sarebbe molto interessante poter leggere questo articolo apparso su Science direttamente....la fama del carbonio 14 è stata altalenante per diversi anni, e mi piacerebbe sapere come le questioni più controverse sono state affrontate dagli scienziati autori della ricerca.
    Miki
    Antonio CrastoUser is Offline
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    Antonio Crasto

    --
    21 Jun 2010 06:51 PM

     

    Non ho ancora letto l’articolo pubblicato sulla rivista Science, per cui mi limito per il momento a fare alcune considerazioni sull’articolo del Corriere del Ticino.
     
    1.
    Ci si può avvicinare alla datazione assoluta grazie ai riferimenti ad alcuni fenomeni astronomici, per i quali oggi si può risalire, se non al momento esatto, almeno a un intervallo di tempo non troppo ampio. Ma finora l’errore era di uno o due secoli: ancora troppo per le ambizioni degli archeologi.
     
    Commento
    Le datazioni assolute non sono state proposte solamente in relazione a stime di eventi astronomici, quali le eclissi.
    Esiste un metodo detto “astronomico”, che consente di datare con una notevole precisione il regno di alcuni faraoni (Senusert III, Amenhotep I e Thutmose III) sulla base di segnalazioni della levta eliaca di Sirio in particolari giorni del calendario civile.
    Parlare quindi di errore di uno o due secoli non è corretto.
     
    2.
    Perché non si è fatto questo anche con i manufatti egizi? In realtà, questo metodo è stato usato. Però in Egitto mancano le apparecchiature più sofisticate e precise. E gli Egiziani moderni sono molto restii a lasciar uscire dai confini nazionali i reperti archeologici dei loro antenati.

     
    Commento
    Chi scrive non è informato che in Egitto sono state condotte due campagne di misurazione al C-14 (1984 e 1995) e che complessivamente sono stati analizzati oltre 400 campioni.
    Non si tratta di possedere un Centro con apparecchiature sofisticate, in quanto i campioni vengono di norma inviati ai pochi centri al mondo specializzati in questi esami.
    E’ dunque errato il discorso di far uscire i reperti dall’Egitto. Al più si può dire che Hawass non autorizza il prelevamento di porzioni se pur minime di reperti importanti.
     
    Le due campagne hanno fornito risultati contrastanti, in quanto la prima retrodatava la IV dinastia di circa 400 anni, mentre la seconda riduceva questo valore a circa 250 anni.
     
    I risultati della seconda campagna sono però poco comprensibili e lasciano spazio a critiche sul metodo usato.
     
    3.
    Poi hanno applicato una tecnica chiamata “inferenza statistica bayesiana” per trovare la migliore correlazione possibile fra la datazione ricavata con il radiocarbonio e le epoche dei regni faraonici.
     
    Commento
    Non so cosa sia l’inferenza statistica bayesiana, ma di certo capisco che questa frase è poco chiara.
    Se uno trova un reperto organico in una tomba di cui si conosce il proprietario, la datazione del reperto è assegnabile al proprietario. Che cosa hanno correlato?
     
    4.
    In questo modo sono arrivati a una precisione di 76, 53 e 24 anni rispettivamente per l’Antico, il Medio e il Nuovo Regno, ossia i tre grandi periodi storici dell’antico Egitto fra il 2650 e il 1100 a.C., ciascuno con molte dinastie.

     
    Commento
    Nell’articolo si parla di 211 campioni. Troppo pochi per datare Antico, Medio e Nuovo Regno. Per ottenere una datazione attendibile è infatti necessario considerare un numero di campioni abbastanza elevato per ogni individuo.
    Con i campioni studiati si possono fare delle datazioni su differenti faraoni, ma non si può pretendere di verificare tutti i faraoni delle varie dinastie.
    E’ impensabile poi che si possa parlare di precisioni così spinte. Esistono infatti errori propri del metodo ed errori dovuti al campione.
    Se io per esempio dato una cesta trovata nella tomba di Ramesse II, non posso sapere in quale anno di regno è stato tagliato il giunco.
     
    5.
    Il risultato, pubblicato pochi giorni fa su “Science”, è una cronologia non solo internamente coerente, come quella relativa già nota, ma molto più vicina a quella assoluta.

     
    Commento
    Vorrei qualche chiarimento.
     
    6.
    E l’Antico Regno? Fra il 2691 e il 2625 a.C. e non fra il 2667 e il 2592 a.C. Non sono correzioni grandissime: una prova che la cronologia tradizionale non era poi troppo lontana dalla verità.

     
    Forse è il caso di spiegare che cosa si intende per Antico Regno (I-VI o III-VI dinastia).
    Quelli presentati sembrano numeri al lotto e creano solamente confusione in chi legge.
     
    Per quanto riguarda l’esplosione di Thera sono state proposte varie datazioni assolute, per un arco temporale dal 1350 al 1600 a.C. Per cui o il metodo al C-14 non è valido per Cantorini o c’è molto da studiare e correggere.
    Gilberto SozzaniUser is Offline
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    Gilberto Sozzani

    --
    21 Jun 2010 07:22 PM

    Ricordo che su questo topic (che purtroppo non riesco a spostare) ci sono degli altri link

    http://www.egittologia.net/Communit...fault.aspx

    Gilberto SozzaniUser is Offline
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    Gilberto Sozzani

    --
    11 Jul 2010 09:18 AM

    Zahi Hawass contesta questa ricerca:

    http://www.almasryalyoum.com/en/new...bon-dating

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