Antonio Crasto
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| 05 mar 2010 09.20 |
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Caro Salvatore vedo che fai finta di non capire e non vuoi rispondere alle mie domande.
Ti richiedo come hai ricavato quelle percentuali? Sono scritte su JAMA o hai qualche altro riferimento?
E' inutile che insisti su risultati certi se non spieghi da dove ricavi questa certezza.
Io ottengo valori differenti, inferiori al livello stabilito per una parentela certa. Potrei ovviamente aver sbagliato i calcoli, ma se non vedo non credo.
Grazie per la traduzione! |
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Salvatore Di Peri
 Veteran Member
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| 05 mar 2010 11.51 |
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Posted By Antonio Crasto on 05 mar 2010 09.20
Caro Salvatore vedo che fai finta di non capire e non vuoi rispondere alle mie domande.
Ti richiedo come hai ricavato quelle percentuali? Sono scritte su JAMA o hai qualche altro riferimento?
E' inutile che insisti su risultati certi se non spieghi da dove ricavi questa certezza.
Io ottengo valori differenti, inferiori al livello stabilito per una parentela certa. Potrei ovviamente aver sbagliato i calcoli, ma se non vedo non credo.
Grazie per la traduzione!
Ecco bravo!
Leggiti questa di traduzione e ti guardi gli alleli, intanto. Poi quando posterò il secondo doc ti guarderai le percentuali, mica le ho ricavate io!
Certo che le ho prese dal doc JAMA. Da dove pensi le abbia ricavate? Pensi che abbia un laboratorio di genetica a casa e mi abbiano mandate le biopsie?
Piuttosto...tu ottieni valori differenti? E sulla base di che? Avresti dovuto avere accesso alle biopsie, avere esaminato i reperti e usato i software della Applied Byosistem!!
Io ho letto tutti e due i documenti e gli esami effettuati, i mezzi utilizzati, il personale professionale, sono così specifici e costosi che soltanto i soldi di Discovery e della Siemens hanno potuto permettere. E tu? Hai ricavato le TUE percentuali? E come? Sai sono veramente curioso.
Saluti
Salvatore |
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Antonio Crasto
 Veteran Member
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| 05 mar 2010 12.49 |
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Avevo intuito che i valori erao tratti dal teato del JAMA
Il test statistico è basato sullo studio di varie regioni del DNA e per ogni coincidenza di alleli per singola regione viene fornito un valore percentuale.
Viene quindi ricavata la percentuale per tutte le regioni analizzate e con risultato di coincidenza positivo e alla fine si ottiene il valore finale.
I valori per singola regione sono differenti e sono a disposizione dei laboratori genetici.
Non dipendono quindi dagli esami sulle mummie, ma solo dalle coincidenze degli alleli per singola regione.
Io non sono esperto di laboratorio di genetica, ma dai valori a disposizione per ogni regione di DNA sembra potersi calcolare che considerando positive le coincidenze per le 8 regioni studiate dal team di Hawass si ottenga un valore percentuale uguale a circa 99,87 %, inferiore al limite convenzionale di 99,9 %.
Questo fatto è avalato dalla necessità di studiare 15 regioni e non solamente 8.
Per quanto riguarda i costi, penso che l'Egitto non abbia speso una lire e che anzi stia guadagnando in termini di sponsorizzazioni e pubblicità. D'altra parte i costi non sono proibitivi e sicuramente gli sponsor potevano permettersi un esame completo.
Ritengo ancora che siano stati effettuati esami completi e pubblicati dati parziali.
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Gilberto Sozzani
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| 05 mar 2010 04.43 |
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Da osiris.net uno schema dell'albero genealogico.
Purtroppo, la definizione lascia molto a desiderare. |
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Salvatore Di Peri
 Veteran Member
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| 05 mar 2010 07.51 |
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Posted By Gilberto Sozzani on 05 mar 2010 04.43
Da osiris.net uno schema dell'albero genealogico.
Dal sito JAMA ho scaricato anche l'albero genealogico, i punti delle biopsie e le foto di ogni singola mummia con le malattie che le hanno scoperto. Che ne dici Gil se le pubblico qui si violano i diritti d'autore?
Saluti
Salvatore |
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Salvatore Di Peri
 Veteran Member
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| 06 mar 2010 09.44 |
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Posted By Antonio Crasto on 05 mar 2010 12.49 I valori per singola regione sono differenti e sono a disposizione dei laboratori genetici.
Non dipendono quindi dagli esami sulle mummie, ma solo dalle coincidenze degli alleli per singola regione.
Io non sono esperto di laboratorio di genetica, ma dai valori a disposizione per ogni regione di DNA sembra potersi calcolare che considerando positive le coincidenze per le 8 regioni studiate dal team di Hawass si ottenga un valore percentuale uguale a circa 99,87 %, inferiore al limite convenzionale di 99,9 %.
Questo fatto è avalato dalla necessità di studiare 15 regioni e non solamente 8.
Per quanto riguarda i costi, penso che l'Egitto non abbia speso una lire e che anzi stia guadagnando in termini di sponsorizzazioni e pubblicità. D'altra parte i costi non sono proibitivi e sicuramente gli sponsor potevano permettersi un esame completo.
Ritengo ancora che siano stati effettuati esami completi e pubblicati dati parziali.
Per favore Antonio non offendere la tua e la mia intelligenza. Specialmente la tua.
I dati da cui ricavare le percentuali non sono a disposizione del pubblico, ma (come detto nel doc JAMA) possono essere richiesti agli autori (dietro compenso, aggiungo) quindi se non sei in possesso di questi dati NON puoi ricavare percentuali di nessun tipo e dobbiamo accontentarci, per adesso, di quelle pubblicate.
Sei in possesso dei risultati dell'IDENTIFILER (15 regioni) sul DNA? Se la risposta è no, allora non puoi, ripeto, ricavare niente.
L'esame sulle mummie è un punto di partenza, non di arrivo........
Il discorso è un altro e su quello posso darti ragione: perchè non sono stati pubblicati i dati anche dell'IDENTIFILER? E' naturale che così facendo, specialmente per me ipercritico hawassiano, la faccenda puzza un pò. E' probabilmente anche vero il contrario. Cioè non sono stati pubblicati perchè ricalcano esattamente l'esame eseguito su le 8 regioni del DNA....questo si può intuire dai documenti ma, visto che non tutti prendono per oro colato quello che dice Hawass e per fugare qualsiasi dubbio, era meglio precisarlo. Non è detto che lo facciano a posteriori, dopo che tutto il mondo dubiterà, il Team ZH farà un'altro scoop, tipo coniglio dal cilindro.
Baciamo le mani
Salvatore |
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Salvatore Di Peri
 Veteran Member
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| 06 mar 2010 01.29 |
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Posted By Antonio Crasto on 05 mar 2010 12.49
Io non sono esperto di laboratorio di genetica, ma dai valori a disposizione per ogni regione di DNA sembra potersi calcolare che considerando positive le coincidenze per le 8 regioni studiate dal team di Hawass si ottenga un valore percentuale uguale a circa 99,87 %, inferiore al limite convenzionale di 99,9 %.
Permettimi di obiettare e dissentire ancora una volta. Il 2° doc JAMA (arriva....) afferma che per il test di paternità basta una percentuale del 99,73%. Loro hanno trovato una percentuale del 99,99%......
La percentuale del 99,73% è confermata da altri laboratori che applicano criteri internazionalmente riconosciuti, per esempio vedi qui:
http://www.testpaternita.info/risul...ernita.htm - dove addirittura basta il 99,72%.
Baciamo le mani
Salvatore |
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Antonio Crasto
 Veteran Member
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| 06 mar 2010 03.19 |
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Test di paternità
http://www.testpaternita.info/come_...ernita.htm
Estrazione del DNA dal campione biologico
La prima fase del test di paternità consiste nell'estrazione del DNA dai campioni biologici prelevati per l'esame e viene eseguita mediante l'impiego di protocolli riconosciuti ed approvati in ambito scientifico.
Nel DNA risiede l'informazione genetica che presiede alla sintesi delle proteine che organizzano le cellule. Il tratto di DNA che contiene un'informazione genetica viene definito gene, e la sua localizzazione sui cromosomi viene definita locus (plurale loci).
Forme alternative dello stesso gene vengono definite alleli. Un gene che mostra più alleli viene definito polimorfico. Per ogni locus, un individuo eredita un allele dalla madre e un allele dal padre; se gli alleli ereditati sono uguali, l'individuo è omozigote, se sono diversi, l'individuo è eterozigote.
La derivazione del profilo genetico di un individuo implica la determinazione degli alleli presenti in determinate regioni (loci) del DNA altamente polimorfiche.
Determinazione del profilo genetico
La determinazione del profilo genetico di un individuo comporta la genotipizzazione di http://www.testpaternita.info/marca...tigati.htm">16 regioni del DNA (loci) altamente polimorfiche in lunghezza, variabili da individuo ad individuo, conosciute come regioni Microsatelliti o STR (Short Tandem Repeat).
L'analisi dei microsatelliti viene condotta mediante una reazione enzimatica di amplificazione del DNA, conosciuta come Polymerase Chain Reaction (acronimo: PCR), che consente di amplificare in vitro una specifica regione del DNA copiandola in varie fasi successive, fino ad ottenerne milioni di copie.
In pratica, considerando la molecola del DNA come un grosso libro e le regioni Microsatelliti (STR) del DNA come una pagina di questo libro, con la metodica di PCR si "fotocopia" milioni di volte questa pagina, fino ad ottenerne una quantità idonea per l'esecuzione dell'esame.
Dopo la reazione di amplificazione enzimatica il profilo genetico viene determinato automaticamente mediante l'impiego di un sequenziatore automatico a tecnologia fluorescente.
I frammenti di DNA amplificati sono quindi separati per dimensione; il risultato che si ottiene assomiglia a un codice a barre, in cui ogni allele è una barra e la differenza di dimensione fra alleli diversi è rappresentata da una distanza variabile fra le barre. Il risultato che si ottiene mediante l'analisi di un ipotetico locus è rappresentato nello schema sottostante.
Nel grafico ESCLUSIONE, il figlio oggetto di indagine presenta delle caratteristiche genetiche (alleli), evidenziate in rosso, che non vengono riscontrate nel profilo genetico del presunto padre; quest’ultimo, quindi, non può essere considerato il padre biologico (esclusione di paternità).
Al contrario, nel grafico ATTRIBUZIONE, il padre presunto presenta nel suo profilo genetico le carettaristiche genetiche (alleli), evidenziate in verde, trasmessi al figlio e quindi può essere considerato il padre biologico (attribuzione di paternità).
La probabilità di paternità dipende dalla frequenza degli alleli paterni (alleli riscontrati nel padre che sono stati trasmessi al figlio) nella popolazione di riferimento. Attualmente, la determinazione del profilo genetico di un individuo si basa sull'analisi di un numero di loci polimorfici sufficiente per ottenere una probabilità di paternità superiore al 99,999%.
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Antonio Crasto
 Veteran Member
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| 06 mar 2010 03.21 |
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http://www.testpaternita.info/marca...tigati.htm
MARCATORI GENETICI INVESTIGATIVI
Per la determinazione dei profili genetici viene utilizzato il kit AmpFlSTR® Identifiler™ prodotto dalla Applied Biosystems, mediante il quale vengono amplificate e genotipizzate le seguenti regioni STR:
HumTH01 (HOLGERSSON et al., Electrophoresis 1994, 15, 890-895);
D19S433 (Cooperative Human Linkage Center, accession nr. 135, GeneBank accession nr. G08036);
HumvWA (Kimpton C.P. et al., 1992, Hum. Mol. Genet. Vol. 1 pag. 287);
D21S11 (SHARMA & LITT, 1992 Hum Mol Genet 1:67, GILL et al. 1997; For Sci Int 86:25).
HumFGA (MILLS, K.A. et al. 1992, Human Molecular Genetics 1:779);
D18S51 (URQUHART et al. BioTechniques Vol. 18, n. 1 1995);
D16S539 (Cooperative Human Linkage Center, accession nr. 715, GeneBank accession nr. G07925);
D8S1179 (OLROYD te al. 1995; Electrophoresis 16:349);
D5S818;
D7S820;
D13S317
D3S1358
CSF1PO (HAMMOND et al. 1994; Am J Hum Genet 55: 175);
TPOX (ANKER et al. 1992; Am J Hum Genet 55: 175);
D2S1338 (Cooperative Human Linkage Center, accession nr. 41445, GeneBank accession nr. G08202).
Amelogenina ()
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Locus
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Localizzazione cromosomica
|
Alleli
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(PE)
|
|
D8S1179
|
8
|
8, 9 10, 11, 12, 13,14, 15, 16, 17, 18, 19
|
0.680
|
|
D21S11
|
21q11.2-q21
|
24, 24.2, 25, 26, 27,28, 28.2, 29, 29.2,30, 30.2, 31, 31.2,32, 32.2, 33, 33.2,34, 34.2, 35, 35.2,36, 37, 38
|
0.708
|
|
D7S820
|
7q11.21-22
|
6, 7, 8, 9, 10, 11, 12,13, 14, 15
|
0.582
|
|
CSF1PO
|
5q33.3-34
|
6, 7, 8, 9, 10, 11, 12,13, 14, 15
|
0.496
|
|
D3S1358
|
3p
|
12, 13, 14, 15, 16,17, 18, 19
|
0.630
|
|
TH01
|
11p15.5
|
4, 5, 6, 7, 8, 9, 9.3,10, 11, 13.3
|
0.566
|
|
D13S317
|
13q22-31
|
8, 9, 10, 11, 12, 13,14, 15
|
0.487
|
|
D16S539
|
16q24-qter
|
5, 8, 9, 10, 11, 12,13,14, 15
|
0.566
|
|
D2S1338
|
2q35-37.1
|
15, 16, 17, 18, 19,20, 21, 22, 23, 24,25, 26, 27, 28
|
0.725
|
|
D19S433
|
19q12-13.1
|
9, 10, 11, 12, 12.2,13, 13.2, 14, 14.2,15, 15.2, 16, 16.2,17, 17.2
|
0.531
|
|
vWA
|
12p12-pter
|
11,12, 13, 14, 15, 16,17, 18, 19, 20, 21,22, 23, 24
|
0.625
|
|
TPOX
|
2p23-2per
|
6, 7, 8, 9, 10, 11, 12,13
|
0.329
|
|
D18S51
|
18q21.3
|
7, 9, 10, 10.2, 11, 12,13, 13.2, 14, 14.2,15, 16, 17, 18, 19,20, 21, 22, 23, 24,25, 26, 27
|
0.731
|
|
D5S818
|
5q21-31
|
7, 8, 9, 10, 11, 12,13, 14, 15, 16
|
0.440
|
|
FGA
|
4q28
|
17, 18, 19, 20, 21,22, 23, 24, 25, 26,26.2, 27, 28, 29, 30,30.2, 31.2, 32.2,33.2, 42.2, 43.2,44.2, 45.2, 46.2,47.2, 48.2, 50.2,51.2
|
0.766
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Amelogenin X/Y
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Xp22.1-22.3/ Yp11.2
|
X, Y
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Combined (PE)
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0.9999992
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(PE) = Probabilità di esclusione.
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Antonio Crasto
 Veteran Member
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| 06 mar 2010 03.22 |
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http://www.testpaternita.info/risul...ernita.htm
RISULTATI DEL TEST DI PATERNITA'
Il test di paternità basato sull'analisi del DNA è attualmente la metodologia più accurata e attendibile. Normalmente, il classico test di paternità consiste inizialmente nella valutazione dell'insieme delle caratteristiche che costituiscono il profilo genetico del figlio e della madre.
Tutte le caratteristiche genetiche del figlio che non sono presenti nella madre devono essere state obbligatoriamente ereditate dal padre biologico. Se il padre presunto possiede nel suo profilo genetico queste caratteristiche risulta essere il padre biologico (attribuzione di paternità).
Se al contrario, il padre presunto non possiede queste caratteristiche genetiche, egli viene escluso come padre biologico (esclusione di paternità).
In pratica, se il profilo genetico del figlio e del padre presunto differiscono per due o più caratteristiche genetiche l' ESCLUSIONE è certa (0% di probabilità di essere il padre biologico). Al contrario, se il profilo genetico del figlio e del padre presunto concordano per ogni caratteristica genetica analizzata, si ottiene un' ATTRIBUZIONE della paternità.
In quest'ultimo caso, viene effettuata un'http://www.testpaternita.info/calco...istico.htm">analisi statistica dei risultati ed infine viene fornita una percentuale di attribuzione che sarà tanto più prossima al 100% quanto maggiore sarà il numero di regioni del DNA analizzate.
Il Ns. Centro investiga http://www.testpaternita.info/marca...tigati.htm">16 regioni del DNA, raggiungendo una percentuale di attribuzione (probabilità di paternità) superiore al 99,99%. Questo valore probabilistico indica che il padre presunto è praticamente il padre biologico.
La probabilità finale di paternità non potrà mai raggiungere il valore del 100% matematico
Nell'accertamento di paternità il valore del 100% matematico non è necessario: è infatti accettato dalla giurisprudenza italiana che la paternità è da considerarsi come "praticamente certa" quando la probabilità di paternità supera il valore del 99,72%.
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Antonio Crasto
 Veteran Member
 Posts:1009

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| 06 mar 2010 03.23 |
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http://www.testpaternita.info/calco...istico.htm
CALCOLO BIOSTATICO
Premessa
Al fine di stabilire l' Esclusione o l'Attribuzione della paternità, i polimorfismi del DNA del campione biologico del presunto padre vengono comparati con quelli del figlio. La prima fase dell'analisi consiste nel verificare che il presunto padre possegga o meno, in ciascuna regione polimorfica del DNA esaminata, almeno un carattere genetico compatibile con il figlio. In caso di compatibilità, si passa alla successiva analisi statistica per calcolando la probabilità di paternità.
Analisi Statistica
Dopo la constatazione di compatibilità, si è passati al calcolo della probabilità di paternità (P) nei confronti del presunto padre.
La probabilità di paternità è un valore numerico che esprime la probabilità del padre putativo di essere il padre biologico di un figlio oggetto di accertamento di paternità. A tal fine, è stata calcolata la probabilità della ipotesi (H1) che il soggetto PADRE sia il padre biologico del campione FIGLIO in esame p(G/H1) rispetto alla probabilità dell' ipotesi (Ho) che il padre presunto non sia il padre biologico, e che quindi detta compatibiltà sia solo casuale p(G/Ho).
Il rapporto tra i due termini sopra detti, p(G/H1) / p(G/Ho) , rappresenta il rapporto di verosimiglianza o Likelihood Ratio (LR), il cui valore sarà tanto più elevato quanto più probabile è l' ipotesi H1, cioè che il soggetto PADRE sia davvero il padre biologico del campione FIGLIO.
La verifica dell' ipotesi H1 è stata effettuata mediante l' applicazione del Teorema di Bayes, come modificato da Essen-Moeller, che attualmente rappresenta la formula più in uso per il calcolo di un rapporto di parentela di un individuo.
La formula di Essen- Moeller ha la caratteristica di esprimere in percentuale la probabilità di paternità (P) che risulta dall'analisi dei polimorfismi considerati, ed è espressa nel modo seguente:
|
1
P = ---------------------------------------------
1 + [ p(G/Ho) / p(G/H1) ]
|
=
|
1
---------------------------------------------
1 + 1/r
|
p(G/H1) = X = rappresenta la probabilita` complessiva che il presunto padre abbia fornito l’allele non materno al figlio oggetto di indagine di paternità. Tale probabilita` si ottiene confrontando i genotipi del presunto padre e del figlio per la serie di sistemi polimorfici analizzati, ed assume un valore uguale ad 1 nel caso in cui il padre presenta l’allele paterno (cioè l’allele che è stato riscontrato nel figlio) in stato di omozigosità, mentre è uguale a 0.5 nel caso detto allele è presentato in stato di eterozigosita`. Il prodotto di queste probabilia` fornisce la probabilita` totale che il figlio abbia potuto ricevere gli alleli in questione dalla persona oggetto di indagine di paternità.
p(G/Ho) = Y = rappresenta la probabilita` di compatibilità casuale tra il fenotipo del presunto padre biologico ed il figlio. Tale probabilità Y va calcolata considerando la frequenza del fenotipo riscontrato nel presunto padre nella popolazione italiana.
Il rapporto tra queste due probabilita` condizionali rappresenta la cosiddetta PATERNITY RATIO (r)
r = p(G/H1) / p(G/Ho) = X/Y
Applicando la formula di Essen- Moeller (basata sui principi della probabilità Bayesiana), si ottiene una Probabilità di paternità:
P (%) > 99,999
Tale valore percentuale ha un altissimo significato statistico se rapportato al fatto che per valori di P>99.72 la parentela è praticamente provata (tabella 1).
La formula di Essen- Moeller applicata è incorporata in un protocollo di analisi computerizzata, il cui algoritmo utilizza le frequenze geniche relative alla popolazione italiana.
Tabella 1.
Valori di P (o di r) e "predicati verbali" (fonte: Walker RH ed., Inclusion probabilities in parentage testing. AABB, Arlington, pag.241, 556, 589, 1983)
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P Predicato Verbale r
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99,99%------------------------------------------------------------------------------------------ 9999
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Paternità praticamente provata
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9,90%------------------------------------------------------------------------------------------- 9999
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Paternità altamente probabile
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99,73%------------------------------------------------------------------------------------------- 369
|
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99,00%------------------------------------------------------------------------------------------- 99
|
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Paternità molto probabile
|
|
95.00%------------------------------------------------------------------------------------------- 19
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Paternità probabile
|
|
90.00%------------------------------------------------------------------------------------------- 9
|
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Indicazione positiva
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80.00%------------------------------------------------------------------------------------------- 4
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Indifferente
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50.00%------------------------------------------------------------------------------------------- 1
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Mutazioni
Il fenomeno delle mutazioni ricorre con una frequenza relativamente elevata nei microsatelliti, in media ogni 10.00-10.000 meiosi. L'occorrenza di una mutazione (o molto raramente di due) impone l'analisi di un numero elevato di marcatori genetici polimorfici. Inoltre, un risultato di esclusione della paternità biologica, proprio a causa della possibilità di ricorrenza di tali mutazioni, dovrebbe derivare dall'individuazione di almeno 2/3 incompatibilità genetiche.
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Gilberto Sozzani
 Veteran Member
 Posts:3181

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Salvatore Di Peri
 Veteran Member
 Posts:1708

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| 06 mar 2010 04.55 |
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Antonio Crasto:
Il 5 marzo ore 11,49: ""Io non sono esperto di laboratorio di genetica, ma dai valori a disposizione per ogni regione di DNA sembra potersi calcolare che considerando positive le coincidenze per le 8 regioni studiate dal team di Hawass si ottenga un valore percentuale uguale a circa 99,87 %,inferiore al limite convenzionale di 99,9 %.""
Il 6 marzo ore 02,22: ""Nell'accertamento di paternità il valore del 100% matematico non è necessario: è infatti accettato dalla giurisprudenza italiana che la paternità è da considerarsi come "praticamente certa" quando la probabilità di paternità supera il valore del 99,72%.""
???
Saluti
Salvatore |
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Salvatore Di Peri
 Veteran Member
 Posts:1708

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| 06 mar 2010 05.09 |
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Posted By Gilberto Sozzani on 06 mar 2010 04.16
AIUTOOOO!!!!      
Ehehehehe, ma come? E' così semplice... Piuttosto rispondi alla mia domanda se posso o meno postare le immagini(vedi post).
Saluti
Salvatore |
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Gilberto Sozzani
 Veteran Member
 Posts:3181

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| 06 mar 2010 05.25 |
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Dato che la cosa non è a scopo di lucro, penso si possa fare tranquillamente, sempreché se ne citi l'origine ed il relativo link |
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Salvatore Di Peri
 Veteran Member
 Posts:1708

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| 07 mar 2010 09.23 |
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Posted By Gilberto Sozzani on 06 mar 2010 05.25
Dato che la cosa non è a scopo di lucro, penso si possa fare tranquillamente, sempreché se ne citi l'origine ed il relativo link
Ok. Non appena pubblico la traduzione del secondo documento JAMA, provvederò. Grazie.
Baciamo le mani
Salvatore |
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franca longagnani
 Advanced Member
 Posts:621

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| 08 mar 2010 10.22 |
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L'ultimo mistero di Tutankhamon: il giovane faraone nato da un incesto Grazie ad accurati esami del dna, non solo sulla mummia di Tutankhamon, ma di altri faraoni, l'equipe di biologi e medici tedeschi e egiziani, avrebbero dunque scoperto l'ultimo segreto di Tutankamon, secondo quanto rivela il settimanale francese 'Point de vue'. La genetica ha rivelato, infatti, che quest'ultimo era nato da un'unione incestuosa, tra un fratello e una sorella, entrambi figli d'Amenophis III e della prima moglie, Tiyi. I matrimoni tra consanguinei erano, comunque, frequenti in Egitto fino alla conquista dei romani. Anche la leggendaria Cleopatra avrebbe sposato per due volte i suoi stessi fratelli, Tolomeo XII e Tolomeo XIV. Anche Tutankhamon imiterà l'esempio dei suoi genitori, sposando una delle sorellastre, Ankhsenaamom, figlia dell'enigmatica Nefertiti. Lo dimostrano i due feti mummificati trovati all'interno del sarcofago del giovane faraone. Il loro dna è simile, ben oltre il 50%, a quello del loro progenitore. Uno dei due presenta, tra l'altro, una 'spina bifida', una malformazione della colonna vertebrale, indubbiamente di origine genetica. I matrimoni tra consanguinei potrebbero spiegare, rivela sempre 'Point de vue', i problemi di salute di Tutankhamon e la sua morte prematura. In un primo tempo lo studio attento del suo scheletro, attraverso scanner di assoluta precisione, ha allontanato ogni ipotesi di un possibile assassinio. La ferita dietro il testa risulterebbe legata ad un banale errore degli imbalsamatori durante l'estrazione del cervello. Scoperti inoltre nella mummia di Tutankhamon, problemi degenerativi legati al tessuto osseo del piede sinistro. Il giovane faraone soffriva inoltre di malaria. Malattia che i medici non riuscirono a debellare. Nonostante il suo soprannome , 'kanakht toutmesout', toro potente, Tutanakhamon era un uomo fragile, di costituzione debolissima. Zoppicava e spesso si accompagnava con un bastone. E' forse a causa del suo handicap, e non durante una partita di caccia, che lo sfortunato e affascinante faraone, si sarebbe rotto il femore sinistro. Le conseguenze della caduta, una difficile riabilitazione e una ferita non curate a dovere, forse un'infezione, l'avrebbero condotto alla morte. Ricerche approfondite sui cromosomi di Tutankhamon e della sposa Akhenaton avrebbero escluso poi la sindrome di Marfan, che avrebbe spiegato i tratti androgini dei due sposi. Secondo quanto scrive il settimanale francese “si tratta però della rappresentazione di figure stilizzate, secondo i codici politici e religiosi dell'epoca, che mostrano il faraone come sorgente di vita. Uomo e donna, un'unica identità all'interno di uno stesso corpo”. Ma altri interrogativi si addensano sul faraone più amato, conosciuto e studiato. Altri misteri da svelare, secondo Zahi Hawass, dopo la scoperta, il 29 novembre del 1922 della tomba di Tutankhamon, inviolata da 34 secoli. “Mi piacerebbe rispondere al più presto a quesiti imperanti - ha confessato l'archeologo egiziano - Chi era realmente Nefertiti? Chi si nascondeva dietro la 'giovane dama', la mummia, madre dei due feti, scoperti nella tomba, era realmente Ankhsenaamon?”. Sono cominciate le ricerche, gli studi, gli approfondimenti sul dna delle mummie. Nuovi capitoli si aggiungeranno all'eterna trama del racconto dell'infelice Tutankhamon. Il faraone-bambino, simbolo dei segreti insondabili di un Egitto millenario (Fonte: Adnkronos) |
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Annamaria Zizza
 Advanced Member
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| 08 mar 2010 06.51 |
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Già il titolo della rivista francese mi appare, come dire?, significativo e programmatico: Punto di vista. Non ho compreso, ma devo avere problemi di comprensione testuale, chi siano i fratelli, figli di Amenhotep III e Tije, genitori di Tut-Ankh-Amun: forse Akhenaton e Sit-Amun? "Ricerche approfondite sui cromosomi di Tutankhamon e della sposa Akhenaton avrebbero escluso poi la sindrome di Marfan, che avrebbe spiegato i tratti androgini dei due sposi. " La sposa Akhenaton? E quali tratti androgini? "Mi piacerebbe rispondere al più presto a quesiti imperanti - ha confessato l'archeologo egiziano - Chi era realmente Nefertiti? Chi si nascondeva dietro la 'giovane dama', la mummia, madre dei due feti, scoperti nella tomba, era realmente Ankhsenaamom?” Il testo dà come acquisito che la Young Lady sia la madre dei due feti scoperti nella tomba, ergo Ankhes-en-Amun. Chi ha scritto questo articolo delirante? O il giornalista esprime un suo "point de vue"?
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Antonio Crasto
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 Posts:1009

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| 08 mar 2010 07.10 |
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La malattia che causa questo "delirio" si chiama "sindrome Zahi".
E' tale la disinformazione causata dalla conferenza di Hawass, che i giornalisti si sentono autorizzati a scrivere articoli infarciti di errori e inesatezze.
Ho letto bene l'articolo della Kate Phizackerley, suggerito qualche post fa, e devo dire che le critiche sono fondate e ben documentate. Le identificazioni molto probabili, suggerite da Hawass, fanno acqua da tutte le parti. Indipendentemene dai risvolti storici (3° moglie di Akhenaton!!!) anche alcune discendenze sembrano contradette dalla ripresentazione di alcuni alleli dopo 4 o 5 generazioni.
C'è insomma qualcosa che manca all'appello e che Hawass non potrà, a mio parere, trovare. |
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Salvatore Di Peri
 Veteran Member
 Posts:1708

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| 08 mar 2010 07.22 |
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Antonio Crasto ha scritto:
"E' tale la disinformazione causata dalla conferenza di Hawass, che i giornalisti si sentono autorizzati a scrivere articoli infarciti di errori e inesatezze. "
E su questo mi trovi d'accordo mettendo fra di loro la Kate. Ripeto la domanda: CHI E' KATE PHIZACKERLEY?? A quale titolo parla? Che studi approfonditi ha fatto da poter obiettare su tutto e tutti? Non si sa..
"C'è insomma qualcosa che manca all'appello e che Hawass non potrà, a mio parere, trovare."
Mi ripeto per l'ennesima volta. Non sono un fan di Hawass e della stragrande maggioranza delle cose che fa, dice e scrive.
Ma penso (ebbene si..) che in questo caso non sia da condannare del tutto. Errori ed inesattezze sono sempre in agguato ma ha fatto un tentativo abbastanza VALIDO di mettere un pò di chiarezza in quel periodo storico, basandosi su prove scientifiche e NON su fantasie spinte e agganci esoterico/magici e neanche stellari.
E' vero che se quello che dice contrasta con quello che pensiamo allora siamo tutti pronti ( e a che titolo, mi chiedo ? noi non siamo scienziati) a criticarlo aspramente.
Alla base c'è una constatazione: abbiamo QUI, in questa sede, le opportune conoscenze storiche (forse) e scientifiche (??) per controbattere, con dati di fatto e prove gli esami del suo team? Io dico di NO. Ai suoi esami possiamo solo controbattere con nostre teorie che se mi permettete sono più strampalate ( a volte) delle sue parole.
Penso, e ripeto penso, che prima bisognerebbe leggere bene quelli che sono gli esami effettuati, capirli e vedere quali sono i punti che si possono controbattere. Non è giusto e non è leale condannare in toto gli esami, la professionalità e l'esperienza che illustri luminari hanno messo al suo servizio, anzi meglio al servizio della storia.
Bisogna tenere, come ho sempre ribadito, i piedi per terra, tutte le teorie ufologiche, stellari e ritual-magiche sono da condannare. Così come lo sono le fantasie.
Spero di essermi spiegato bene.
Saluti
Salvatore
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Gilberto Sozzani
 Veteran Member
 Posts:3181

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Salvatore Di Peri
 Veteran Member
 Posts:1708

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| 11 mar 2010 06.44 |
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Vi posto la traduzione del secondo documento JAMA. Mi scuo fin d'ora per eventuali imprecisioni o traduzioni "letterali".
Buona lettura.
Saluti
Salvatore |
Secondo_doc_JAMA.pdf
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Salvatore Di Peri
 Veteran Member
 Posts:1708

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| 11 mar 2010 07.03 |
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Vi posto, adesso alcune immagini tratte dal sito dello JAMA. Tenete presente che tutte le immagini sono di proprietà dello stesso.
Saluti
Salvatore
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Alleli_Yuya_Thuya_Amenhotep.pdf
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Salvatore Di Peri
 Veteran Member
 Posts:1708

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| 12 mar 2010 11.23 |
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Ancora un'immagine che riporta le biopsie. Con questa dovrebbe essere tutto; dico dovrebbe perchè sono state postate, sul sito JAMA, anche delle immagini che sono schede singole per ogni mummia.
Saluti
Salvatore |
BIOPSIE.pdf
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Stefy
 Veteran Member
 Posts:1152

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| 12 mar 2010 03.14 |
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Complimenti Sal per l'ottima volontà!!! Mi fa piacere leggere che non ho detto proprio una sciocchezza ipotizzando Baketaton come madre di Tut ;-))) Grazie per tutto il gran lavoro, utilissimo! S. |
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Annamaria Zizza
 Advanced Member
 Posts:995

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| 12 mar 2010 07.33 |
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Inizio con il complimentarmi con Salvo (e con sua figlia) per il prezioso lavoro fatto. Ho stampato i due articoli e li ho studiati con attenzione, prendendo nota di alcune osservazioni che via via mi sovvenivano. Eccole: 1) Dalla lettura degli articoli si evince la forte probabilità che il misterioso occupante della KV55 sia Akhenaton. Come si coniuga tale asserzione con la postura delle braccia della mummia, che, ricordo, era femminile? 2) Come hanno fatto a sbagliarsi illustri fisiologi nel tempo quando hanno affermato che l'occupante della KV55 era di sesso femminile e relativamente giovane (20-23 anni)? 3) L'identità del gruppo sanguigno tra Tut-Ankh-Amun e l'occupante della KV55 è un fattore tale da attestare con quasi assoluta certezza il rapporto parentale padre-figlio? la mia è una domanda da profana, ovviamente. 4) Infine la mummia dell'ipotetico Tuthmosis I (la cui identità sembra non ancora confermata) sembra attestarne la morte, a detta degli illustri patologi, a circa 30 anni a seguito di una freccia nel petto. Vi chiedo: a) A quanti anni era morto Tuthmosis I? b) Se la mummia identificata lungamente per quella di Tuthmosis I è di un individuo trentenne, credo che l'idea che si tratti di Senenmut (formulata da me e da Antonio) possa andare a farsi benedire, tranne che per il dato della causa della morte, che per Senenmut avvenne verosimilmente in battaglia. |
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Annamaria Zizza
 Advanced Member
 Posts:995

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| 12 mar 2010 08.11 |
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Aggiungo che se le identificazioni fossero quelle avanzate negli articoli, in tal caso non avremmo le mummie di Smen-Ka-Ra, Nefertiti e Kiya. |
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Salvatore Di Peri
 Veteran Member
 Posts:1708

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| 13 mar 2010 10.21 |
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Posted By Annamaria Zizza on 12 mar 2010 07.33
Inizio con il complimentarmi con Salvo (e con sua figlia) per il prezioso lavoro fatto. Ho stampato i due articoli e li ho studiati con attenzione, prendendo nota di alcune osservazioni che via via mi sovvenivano. Eccole:
1) Dalla lettura degli articoli si evince la forte probabilità che il misterioso occupante della KV55 sia Akhenaton. Come si coniuga tale asserzione con la postura delle braccia della mummia, che, ricordo, era femminile?
2) Come hanno fatto a sbagliarsi illustri fisiologi nel tempo quando hanno affermato che l'occupante della KV55 era di sesso femminile e relativamente giovane (20-23 anni)?
3) L'identità del gruppo sanguigno tra Tut-Ankh-Amun e l'occupante della KV55 è un fattore tale da attestare con quasi assoluta certezza il rapporto parentale padre-figlio? la mia è una domanda da profana, ovviamente.
4) Infine la mummia dell'ipotetico Tuthmosis I (la cui identità sembra non ancora confermata) sembra attestarne la morte, a detta degli illustri patologi, a circa 30 anni a seguito di una freccia nel petto. Vi chiedo:
a) A quanti anni era morto Tuthmosis I?
b) Se la mummia identificata lungamente per quella di Tuthmosis I è di un individuo trentenne, credo che l'idea che si tratti di Senenmut (formulata da me e da Antonio) possa andare a farsi benedire, tranne che per il dato della causa della morte, che per Senenmut avvenne verosimilmente in battaglia.
Grazie Anna.
cerco di risponderti:
1) La forte probabilità che la KV55 sia Akhenaton lo dice Hawass. L'unica cosa certa è che KV55 è il padre di Tutankhamon. Almeno dagli esami genetici. Dice l'articolo che la mummia è maschile, per la conformazione del bacino e dei fori iliaci, anche se ""
L’unica caratteristica femminile è la piuttosto decisa apparenza di entrambe le ossa iliache e la grande tacca sciatica, che appare leggermente pronunciata.""
2) Ripeto che l'identificazione con Akhenaton non è certa. Potrebbe essere Smenkhara che, se la memoria non mi tradisce, era più giovane. Chi lo sa?
3) L'identità del gruppo sanguigno non basta. Ti cito dal libro "Tutankhamon" di Cimmino che già nel 1969 le stesse mummie erano state sottoposte ad esame sierologico. La KV55( che Cimmino pensa sia Smenkhara) e Tut avevano lo stesso gruppo sanguigno A2MN; Tiye era di gruppo N e l'unione con Amenhotep III avrebbe creato figli con gruppo MN. L'identità dei gruppi sanguigni può suggerire la filiazione ma non dimostrarla. Ma se uniamo il sierologico a quello genetico, dubbi ne rimangono pochi, anzi nulli. Guarda una delle immagini postate e ti accorgerari come in ogni locus almeno un allele (numero) corrisponda nell'albero genealogico creato dal team. Nel secondo documento alla voce "Determinazione della parentela" trovi come si sia arrivato a tali conclusioni. So che non è facile leggerlo...
4) La mummia TT 320-CCG61065
, il documento dice che si pensa appartenere a Tuthmosis I. Visto che non si sa con esattezza qual'è la sua mummia, come si fa a sapere a che età è morto questo sovrano? Se l'età venisse confermata e, da quello che so, sembra proprio quella la vostra ipotesi va a farsi benedire. Quello che è stato scritto sulla freccia è molto vago, vorrei vedere foto ed esami.
Saluti
Salvatore
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Annamaria Zizza
 Advanced Member
 Posts:995

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| 13 mar 2010 10.33 |
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"Visto che non si sa con esattezza qual'è la sua mummia, come si fa a sapere a che età è morto questo sovrano?"
Non comprendo il senso della tua osservazione. Anche di altri faraoni non è stata trovata la mummia, e però si conosce, sia pure con qualche approssimazione, il numero di anni di regno e anche gli anni della coreggenza.
Aggiungo, per averlo letto ora, che regnò circa 4 anni (o almeno abbiamo testimonianze fino al 4° anno di regno) e questo, verosimilmente, potrebbe comprovare la morte in giovane età. Dico "verosimilmente" perché anche Ay regnò solo qualche anno, ma solo perché salì al trono già in tarda età. Le fonti da me reperite sulla rete parlano, però, di una morte avvenuta attorno al cinquantesimo anno di età: a questo punto mi chiedo come sia possibile attribuire ad una mummia non in cattivo stato prima cinquant'anni di età e in seguito trenta (poiché della stessa mummia si tratta). A rigor di logica, tuttavia, potrebbe essere asceso al trono non giovanissimo, poiché sposò, essendo figlio di Amenhotep I e di una moglie secondaria, la sorellastra, Ahmose, e necessitando, dunque, della legittimazione. Se la morte in età non giovanile fosse confermata, la teoria dell'identificazione Tuthmosis I - Senenmut potrebbe non andare a farsi benedire. |
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Salvatore Di Peri
 Veteran Member
 Posts:1708

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| 13 mar 2010 12.12 |
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Posted By Annamaria Zizza on 13 mar 2010 10.33
"Visto che non si sa con esattezza qual'è la sua mummia, come si fa a sapere a che età è morto questo sovrano?"
Non comprendo il senso della tua osservazione. Anche di altri faraoni non è stata trovata la mummia, e però si conosce, sia pure con qualche approssimazione, il numero di anni di regno e anche gli anni della coreggenza.
Aggiungo, per averlo letto ora, che regnò circa 4 anni (o almeno abbiamo testimonianze fino al 4° anno di regno) e questo, verosimilmente, potrebbe comprovare la morte in giovane età. Dico "verosimilmente" perché anche Ay regnò solo qualche anno, ma solo perché salì al trono già in tarda età. Le fonti da me reperite sulla rete parlano, però, di una morte avvenuta attorno al cinquantesimo anno di età: a questo punto mi chiedo come sia possibile attribuire ad una mummia non in cattivo stato prima cinquant'anni di età e in seguito trenta (poiché della stessa mummia si tratta). A rigor di logica, tuttavia, potrebbe essere asceso al trono non giovanissimo, poiché sposò, essendo figlio di Amenhotep I e di una moglie secondaria, la sorellastra, Ahmose, e necessitando, dunque, della legittimazione. Se la morte in età non giovanile fosse confermata, la teoria dell'identificazione Tuthmosis I - Senenmut potrebbe non andare a farsi benedire.
Scusami, mi sono espresso male.
Io non trovo nulla nei miei testi sulla mummia di Tuthmosis I, ma soltanto ipotesi, come faccio a paragonarla a quella della KV55 e a supportare un'identificazione certa?
So, appossimativamente gli anni di regno, ma quanti anni aveva alla salita al trono? Quanti alla fine? Sono dati che non ho. La TT320-CCG61065 è stata solo attribuita a lui e usata nel "gruppo di controllo" fra le mummie del periodo, per escluderlo dalla genealogia di Tutankhamon.
Certo che a questo punto possiamo ipotizzare di tutto e di più. Persino che la KV35YL sia tanto Nefertiti quanto Sitamon quanto Kiya....
Saluti
Salvatore
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