non vedo il margine per supporre che gli ebrei abbiano preso a prestito una parola dall'egizo, per esprimere un concetto peraltro espresso perfettamente con una parola già inserita nel loro vocabolario. Non ne avevano proprio motivo.
è questo il punto, secondo me:
mica doveva esserci un "motivo logioco per prendere in prestito" e tanto meno una "volontà".
La chiave sta nella consuetudine dell'utilizzo e nei motivi da cui tale consuetudine è originata.
I secolari contatti tra questi popoli confinanti, il commercio, le invasioni reciproche, gli scambi culturali et similia credo che bastino da soli a giustificare un fenomeno del genere.
altrimenti, che motivo avremmo noi ad aver oggigiorno sostituito nel parlato pratico parole straniere a vocaboli che già possediamo nel nostro idioma? se fosse solo una scelta logica o di volontà, certi vocaboli francesi ed inglesi non verrebbero assimilati stabilmente e ci terremmo i nostri corrispettivi.
come giustamente osserverebbe un nostro amico dottissimo che partecia al topic, consuetudo legem facit !!!