Antico Egitto | Egittologia.net

StandardLiveID

Accedi

Iscriviti gratis alla Newsletter sull'antico Egitto CLICCA QUI
 Dove sono i soci egittologia.net?
  
Critica alle cronologie egizie corte e cortissime
Last Post 22 feb 2011 10.25 by Riccardo Banchi. 19 Replies.
Printer Friendly
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Sort:
PrevPrev NextNext
You are not authorized to post a reply.
Author Messages
Antonio CrastoUser is Offline
Veteran Member
Veteran Member
Send Private Message
Posts:1009
Antonio Crasto

--
02 nov 2009 11.01

    Gli Egittologi hanno proposto varie cronologie del periodo faraonico, cronologie che per semplicità possono essere raggruppate in sei classi:

     

    -          estremamente lunghe (inizio della XII dinastia intorno al 3459 a.C., durata dell’Antico Regno (I-VI din.) circa 1500 anni, durata del 1° Periodo Intermedio (VII-XI din.) circa 800 anni e inizio della I din. intorno al 5759 a.C.);

    -          molto lunghe (inizio della XII dinastia intorno al 3459 a.C., durata dell’Antico Regno (I-VI din.) circa 955 anni, durata del 1° Periodo Intermedio (VII-XI din.) circa 800 anni e inizio della I din. intorno al 5214 a.C.);

    -          lunghe (inizio della XII dinastia intorno al 2000 a.C., durata dell’Antico Regno (I-VI din.) circa 1500 anni, durata del 1° Periodo Intermedio (VII-XI din.) circa 450 anni e inizio della I din. intorno al 3950 a.C.);

    -          corte (inizio della XII dinastia intorno al 2000 a.C., durata dell’Antico Regno (I-VI din.) circa 955 anni, durata del 1° Periodo Intermedio (VII-XI din.) circa 450 anni e inizio della I din. intorno al 3405 a.C.);

    -          cortissime (inizio della XII dinastia intorno al 2000 a.C., durata dell’Antico Regno (I-VI din.) circa 955 anni, durata del 1° Periodo Intermedio (VII-XI din.) circa 250 anni e inizio della I din. intorno al 3205 a.C.);

    -          estremamente corte (inizio della XII dinastia intorno al 2000 a.C., durata dell’Antico Regno (I-VI din.) circa 750 anni, durata del 1° Periodo Intermedio (VII-XI din.) circa 100 anni e inizio della I din. intorno al 2850 a.C.).

     

    Queste cronologie sono figlie della cronologia di Manetone, sacerdote tolemaico che nel 3° sec. a.C. scrisse una storia completa della civiltà egizia. L’opera, ormai perduta o nascosta in qualche biblioteca, ci è pervenuta grazie a quanto riportato da alcuni autori classici: lo storico ebreo Giuseppe Flavio e i due cronografi cristiano Africano e Eusebio.

    La cronologia che si ricava dall’opera di Manetone / Africano rientra nel gruppo delle cronologie estremamente lunghe, in quanto considera l’inizio dell’età faraonica nel 5717 a.C. (inizio della XII dinastia nel 3437 a.C., durata dell’Antico Regno (I-VI din.) di 1497 anni, durata del 1° Periodo Intermedio (VII-XI din.) di 783 anni).

    Le critiche mosse alla cronologia di Manetone riguardavano sostanzialmente sia il lungo periodo della civiltà egizia (circa 30.000 anni fra età degli dèi, semidei, shemsuhor e faraoni) sia l’inizio dell’età faraonica intorno al 5500 a.C.

    Queste ipotesi erano infatti in netto contrasto con la tradizione alessandrina, che vedeva l’Anno Mundi, la Creazione, intorno al 5509 a.C. e il Diluvio Universale, secondo la Bibbia dei LXX, 2242 anni dopo, nel 3267 a.C.

    La conclusione a cui arrivarono gli storici classici fu quella di considerare la lunga civiltà egizia di Manetone espressa in mesi e non anni e la cronologia dell’età faraonica sostanzialmente sbagliata.

    Nel XIX secolo era pressoché caduta la credenza della Creazione nel 6° millennio a.C., ma si riteneva comunque che la cronologia estremamente lunga di Manetone fosse sbagliata e non in linea con lo sviluppo dell’umanità (fine dell’Era Glaciale intorno al 10000 a.C., Mesolitico, Neolitico, ecc.). L’evoluta civiltà egizia del 6° millennio a.C. si sarebbe avuta, infatti, in pieno Neolitico e ciò sembrava essere improbabile se non impossibile.

    Il metodo di datazione assoluta (astronomico) dell’età faraonica basato sullo spostamento dei capodanni dei due calendari egizi (civile di 365 e di Sirio di 365,25 anni) consentì di datare sia l’incoronazione di Amenhotep / Amenophis I (XVIII dinastia) intorno al 1559 a.C. sia quella di Senuserat / Sesostris III (XII dinastia) intorno al 1886 ± 1460 a.C.

    L’indeterminazione del regno di Sesostris III e quindi dell’inizio della XII dinastia era dovuto alla lunghissima durata di 1590 anni del 2° Periodo Intermedio (XIII-XVII dinastie) indicata da Manetone / Africano.

    L’ipotesi dell’incoronazione di Sesostris III nel 1886 ± 1460 a.C. portò alla definizione di cronologie estremamente lunghe o lunghissime, a seconda della scelta di considerare l’Antico Regno di circa 1500 o 955 anni.

    La durata più breve era legata a una interpretazione del Papiro di Torino, in cui sembrava leggersi il totale di 955 anni delle prime sei dinastie.

    Le ipotesi che la durata del 2° Periodo Intermedio di Manetone / Africano fosse errata, che conseguentemente l’inizio della XII dinastia doveva essere considerato intorno al 2000 a.C. e che l’Antico Regno di Manetone / Africano fosse esatto portò alla definizione delle cronologie lunghe, che inquadravano l’inizio dell’età faraonica nei primi secoli del 4° millennio a.C.

    Era questo lo scenario che vedeva, agli inizi del XIX secolo, l’Egittologo tedesco E. Meyer, convinto assertore della bontà della durata dell’Antico Regno letta sul Papiro di Torino, definire due nuove cronologie, tagliando in pratica le prime sei dinastie e il 1° Periodo Intermedio. La differenza fra le sue cronologie, corta e cortissima, consisteva in una differente decurtazione della durata delle dinastie VII-XI, dai 783 di Manetone / Africano ai 359 o 242 anni.

    Le più recenti interpretazioni del Papiro di Torino considerano la tessera con il 955 appartenente alla durata mitologica di qualche personaggio dell’età degli dèi e individuano tre totali distinti: un probabile totale alla fine della II dinastia (T3.4), un totale alla fine della V dinastia (T3.26) e un altro totale alla fine della VIII dinastia (T4.14). Purtroppo dei primi due totali non è stata ancora individuata la tessera contenente gli anni, mentre è certo solamente il terzo totale di 181 anni (VI-VIII dinastia).

    Sembra dunque evidente che le cronologie corte o cortissime, elaborate da Meyer e che hanno suggerito le analoghe cronologie cortissime oggi considerate quasi consolidate / “ufficiali”, furono basate su una lettura rivelatasi errata del totale delle prime sei dinastie del Papiro di Torino e sul desiderio di accorciare notevolmente il 1° Periodo Intermedio.

    Queste cronologie cortissime sembrarono avallate dalle prime datazioni al C-14, che intorno agli anni sessanta fissarono il Neolitico egizio nel 5-4° millennio a.C. Era dunque necessario considerare varie centinaia di anni per far uscire il popolo egizio dall’età della pietra e arrivare al livello culturale della I dinastia.

    Gli scienziati hanno però rivisto il metodo di datazione al C-14, stabilendo che i presupposti di costanza nel tempo della distribuzione degli isotopi del Carbonio (C-12, C-13 e C-14) doveva essere considerata errata. Le datazioni al C-14 furono così sottoposte a un metodo di calibrazione, basato sulla Dendrocronologia. Le nuove datazioni calibrate del Neolitico egizio portarono a un’anticipazione delle datazioni nel 5° millennio a.C., aggiungendo in pratica circa mille anni alle datazioni precedenti.

    Malgrado questo notevole lasso temporale lasciasse ora spazio alle cronologie lunghe, gli Egittologi non hanno finora rigettato le cronologie corte e cortissime e non hanno rivalutato le cronologie lunghe.

    Uno stimolo a una decisa presa di posizione del mondo accademico avrebbe dovuto aversi, a mio parere, dalle datazione al C-14 del 1984, le quali suggerivano di anticipare la datazione della IV dinastia di circa 400 anni, ma, come è noto, gli Egittologi hanno preferito nascondere in un cassetto queste datazioni al C-14 e non hanno, finora, affrontato la revisione delle così dette cronologie “ufficiali”.

     

     

    PS

    Una versione più ampia può leggersi nel mio sito web alla pagina http://www.ugiat-antoniocrasto.it/A...issime.pdf, mentre la mia revisione della cronologia di Manetone / Africano può leggersi alla pagina http://www.ugiat-antoniocrasto.it/A...egizia.pdf

    Riccardo BanchiUser is Offline
    Basic Member
    Basic Member
    Send Private Message
    Posts:194
    Riccardo Banchi

    --
    09 feb 2011 10.04
    Interessnatissima questa discussione, che pian piano, quando trovo un po' di tempo voglio di nuovo approfondire (ogni volta che leggo testi, questo argomento è quello a cui faccio più attenzione).
    Io non ho mai accettato la cronologia che tu Antronio indichi come estremamente corta, e che pure te, giustamente, sconfessi (inizio I din. 2.850 a.C.). Attualmente, però, pare assodato che il regno di Narmer sia da inserire fra il 3.100 e il 3.050 a.C. (o al massimo fra il 3.150 e il 3.000 a.C.); retrodatazioni di 500-1000 anni non possono essere considerate plausibili. Il sequnce-dating sul vasellame predinastico ha subito ben pochi sconquassi da Petrie a oggi.
    Questo non significa che i tuoi approfondimenti sulla questione, Antonio, non siano appassionanti; e vorrò leggerli con attenzione.

    Un saluto, Ric
    Antonio CrastoUser is Offline
    Veteran Member
    Veteran Member
    Send Private Message
    Posts:1009
    Antonio Crasto

    --
    09 feb 2011 10.27
    Grazie Riccardo per interessarti a un argomento che mi interessa in modo particolare.
    E' mia intenzione innanzi tutto far capire come nascono le cronologie egizie e come sia scorretto parlare di una cronologia assoluta ufficiale.
    Si tratta di operazioni condotte a tovolino tipo taglia e incolla.
    La grande rivoluzione condotta da Meyer agli inizi del secolo scorso aveva forse ispirazione non scientifiche, ma condizionamenti legati alle interpretazioni dei dati della Bibbia.
    Non vedo cosa centri il Sequence-dating con la cronologia assoluta. Nessuno nega la sequenza cronologica delle varie culture, anche se è plausibile una qualche loro sovrapposizione. Il problema cronologico è stabilire quando queste si sono verificate.
    Le prime datazioni assolute dei reperti preistorici e di quelli delle varie culture furono fatte col metodo C-14 non calibrato e queste datazioni sembravano avallare le cronologie corte e cortissime di Meyer.
    Oggi sappiamo che le datazioni non calibrate vanno corrette tramide le datazioni dendrologiche e che per il periodo preistorico occorre effettuare una correzione intorno ai 1000 anni.
    Perché dici dunque che correzioni di 500-100 anni non possono essere plausibili.

    La cronologia lunga di Manetone da me rivisitata ha cosi tante convalide che senmbra difficilmente attaccabile da un punto di vista scientifico.
    Riccardo BanchiUser is Offline
    Basic Member
    Basic Member
    Send Private Message
    Posts:194
    Riccardo Banchi

    --
    10 feb 2011 11.47
    Quello che dici è chiaro e logico, ma certi periodi storici sono ben radicati e intrecciati fra loro che non è possibile stravolgerli.
    Oggi i ridicoli parametri di datazione legati alla Bibbia fanno parte della storia, per cui gli storici e gli archeologi raginano più o meno scientificamente.
    L'argomento è fortemente intrecciato con quello di altre discussioni, come quella sul C-14, dove ho già risposto.
    Qui cerco di ripetermi più sinteticamente.
    Sappiamo che prima del periodo dinastico si sono avvicendati re predinastici, quindi precedenti a Narmer. Prendiamone uno dei più antichi, detto da alcuni "Scorpione I", della tomba U-j di Abido. La sua collocazione relativa è nel Naqada IIIA1, corrispondente al Naqada IIIa1,2. Nella tabella cronologica di T.A.H. Wilkinson questa sottofase si colloca intorno al 3.150 a.C, ma pare ormai più accettata una datazione assoluta del 3.300±50 a.C. Datazioni al C-14 possono portare al massimo un arretramento di un secolo. In sostanza, con grande approssimazione, "Scorpione I" è vissuto fra il 3.400 e il 3.150 a.C., e che ha preceduto Narmer di diverse generazioni. Ne consegue che l'inizio della I dinastia non può essere antecedente al 3.200-3.100 a.C. Quindi retrodatazionii dei periodi dinastici relativi al protodinastico e dell'Antico Regno non li vedo possibili. Era questo che intendevo dire.

    Ric
    Antonio CrastoUser is Offline
    Veteran Member
    Veteran Member
    Send Private Message
    Posts:1009
    Antonio Crasto

    --
    10 feb 2011 12.01
    Vedo Riccardo che percorri una strada già percorsa dagli Egittologi, una strada di fede e non una strada scientifica.
    Con tutto il rispetto per Wilkinson, perché la sua datazione della tomba U-j di Abido al 3150 a.C. dovrebbe essere esente da errori. Come è stata ottenuta questa datazione, come stima o con metodo scientifico assoluto? Nel secondo caso come è stata ottenuta la datazione al C-14, col metodo calibrato o non calibrato?
    Troppi sono i parametri ingioco, per cui se non si procede a nuove datazioni con un unico protocollo non se ne esce fuori.
    Tu stesso dice che gli Egittologi pensano oggi a una dufferente datazione più antica di 150 anni. Come è stata ottenuta questa nuova datazione? Si è proceduto a una nuova calibrazione o si sono usati differenti tempi di dimezzamento del C-14?
    Parafrasando Bartali, le datazioni del predinastico sono tutte da rifare con un protocollo unico e senza che Hawass possa dettar legge. Altrimenti si riottine il caos della seconda campagna del 1995 nella quale si sono alterati i parametri di dtazione e si sono sommate pere e mele, datazioni con paramitri vecchi e nuovi, un vero obbrobrio scientifico.
    Riccardo BanchiUser is Offline
    Basic Member
    Basic Member
    Send Private Message
    Posts:194
    Riccardo Banchi

    --
    10 feb 2011 12.43
    Sul C-14 c'è effettivamente confusione, ma non così evidente (almeno su certe tombe pre e protodinstiche) da sconquassare le cronologie.
    Il problema della cronologia ovviamente si pone, come evidenzia anche Silvia Vinci nella sua Tesi di Laurea poi edita da La Mandragora (La nascita dello stato nell'Antico Egitto: la dinastiza "zero"). Ne estraggo un parte:


    [...]

    Problemi di datazione e di cronologia.

     Le analisi sulla datazione storica sono comunemente distinte in due campi di indagine: quelle che riguardano la cronologia assoluta e quelle che invece si occupano della cronologia relativa.

    In termini di cronologia assoluta è difficile ottenere risultati certi per il periodo qui considerato tuttavia, nonostante essi siano piuttosto approssimativi, offrono un quadro storico coerente e una successione temporale plausibile. Esistono due metodi base per calcolare la cronologia assoluta: il calcolo a ritroso nel tempo, partendo da dati stabiliti sicuramente per un preciso periodo, e la datazione diretta usando dati tecnici e scientifici, come il carbonio 14 e la termoluminescenza.

    Per la storia egiziana il primo metodo si applica effettuando calcoli sulle liste dei re che riportano la lunghezza dei regni, sui fenomeni astronomici e sulle date del calendario. Questo metodo, pur risultando piuttosto inadeguato per il periodo predinastico e protodinastico, può implicitamente far corrispondere, per esempio, Naqada IIIb1 al 3120-3080 a.C. e Naqada IIIb2 al 3080-3050 a.C.

    Il secondo metodo è stato applicato, tramite la termoluminescenza, alla ceramica badariana, principalmente per confermare “la priorità della cultura Badariana rispetto alla Amraziana e Gerzeana”. Oggi è più largamente diffuso l’esame al radiocarbonio; usando un metodo statistico di analisi F.A. Hassan e S.W. Robinson hanno dimostrato che le date al radiocarbonio utilizzate per il periodo dinastico, per quanto insufficienti a stabilire una cronologia precisa e dettagliata, corrispondono bene alle cronologie storiche convenzionalmente accettate e alle fasi contemporanee in Mesopotamia e in Palestina. Una sola datazione effettuata su una tomba a Hierakonpolis ha supportato le datazioni fornite da Hassan, la tomba 1 in Località 6 infatti offre una data calibrata al radiocarbonio del 3120-2740 a.C. Inoltre, recenti studi condotti ad Abido sulla tomba U-j (datata archeologicamente allo Stufe IIIa2, 3150 a.C. circa), sulla tomba B19 e sulla B40 (inizio I dinastia, 2950 a.C. circa) hanno offerto queste datazioni:

    - Tomba U-j: 3310-3045/3375-3335 a.C. calibrata al radiocarbonio

    - Tomba B19: 3350-3110/3335-3105 a.C. calibrata

    - Tomba B40: 3265-3035/3300-3295 a.C. calibrata.

    In ogni caso le date al radiocarbonio risultano essere di 100-150 anni più antiche rispetto ai dati archeologici rispettivi. Secondo Toby A.H. Wilkinson, la durata del periodo precedente la I dinastia non dovrebbe essersi protratta per più di cinque o sei generazioni, includendo due o tre generazioni nella “dinastia zero”. Secondo Kaiser e Dreyer invece il processo di unificazione dovrebbe risalire ad almeno sei o otto, persino dieci o dodici generazioni prima di Aha.

    Per quanto riguarda invece la cronologia relativa, abbiamo già accennato che le “Sequence dates” o “relative ages” di Petrie svolgono una funzione basilare. La suddivisione fu effettuata in base alle tipologie ceramiche rinvenute [...]

     

    Quindi le problematiche sussistono, ma sono contenute nell'ordine dei 100-200 anni (e non è poco). Peraltro, attualmente, il Naqada IIIa2 (tomba U-j) è collocato, se non vado errando, intorno al 3.250-3.300 a.C., quindi del C-14 calibrato se ne sta tenendo conto.
    Il discorso del C-14 sulle piramidi è tutta un'altra questione, in quanto notevolmente dissonanti sono i risultati, peraltro riferibili ad un perido propriamente storico e quindi meglio definito.

    Ric
    Antonio CrastoUser is Offline
    Veteran Member
    Veteran Member
    Send Private Message
    Posts:1009
    Antonio Crasto

    --
    10 feb 2011 01.31
    Conosco bene il testo della Vinci.
    Si tratta di una tesi di laurea, per cui con tutto il rispetto non può essere particolarmente approfondita.
    E' evidente che per le varie tombe esistono solamente due datazioni , spesso contrastanti fra loro.
    Se per esempio prendiamo la U-j si ha 3310-3045 e 3375-3335.
    Queste datazioni sono dette calibrate, ma agli occhi di un esperto risulterebbe subito che non è così. Le datazioni calibrate sono abbastanza moderne e si basano su datazioni che usamo metodi sofisticati per la ricerca e il conteggio degli atomi di C-14.
    Questi metodo consentono di definire per ogni datazione un errore di misura di più o meno 50 anno. La prima datazione presenta invece un intervallo di 265 anni, per cui è sicuramente una datazione vecchia e quasi sicuramente non calibrata.
    Stesso discorso può essere fatto per le datazioni delle altre tombe. Sempre solamente due datazioni, con errori superiori ai 200 anno, per cui vecchie e forse non calibrate.

    Questo fatto dovrebbe suggerire che le datzioni del predinastico egizio non sono attendibili e occorre rifarle, usando un protocollo unico e globale.
    E' attrettanto evidente che gli Egittologi fanno finta di non conoscere la problematica e preferiscono fare professione di fede.

    Al riguardo delle datazioni e delle cronologie egizie ho avuto modo di far leggere il mio libro a uno dei più importanti professori di fisica nucleoare italiano.
    E' rimasto sconvolto dal moto in cui i dati vengono presentati. Non si parla di errori delle misurazioni e quindi delle datazioni e si parla di cronologie esatte, però spesso differenti fra i diversi autori.
    Ritengo per concludere che fintanto che gli Egittologi avranno una cultura classica e si ostineranno a non cedere ad altre discipline gli studi prettamente scientifici, lo studio delle datazioni e delle cronologie rimarrà sempre soggetto a errori anche importanti.
    Riccardo BanchiUser is Offline
    Basic Member
    Basic Member
    Send Private Message
    Posts:194
    Riccardo Banchi

    --
    10 feb 2011 01.51
    Non posso entrare nel merito di come siano state effettuate le datazioni al C-14 per la tomba U-j; riferisco solo quello che leggo, cercando di leggere da più fonti. Se è specificato "calibrato", voglio sperare che lo sia; magari "non è calibrato correttamente"... Comunque non c'è solo il radiocarbonio, ma la termolumiscenza, lo studio delle tipologie di vasellame, ecc. Insomma, si cerca di incrociare sempre più i dati. Io cerco di avere fiducia nella scienza, che può anche sbagliare, ma che alla fine ammette sempre, prima o poi, i suoi errori. So bene cosa pensi: gli egittologi non sono scienziati. L'interdisciplinarità è però sempre più diffusa e le barriere fra scienza e archeologia finiscono per fondersi e nessun errore macroscopico potrà essere nascosto.
    Quindi voglio esser ottimista e al più presto voglio conoscere nel dettaglio il tuo lavoro, che già a priori ritengo comunque apprezzabile.

    Ric
    Riccardo BanchiUser is Offline
    Basic Member
    Basic Member
    Send Private Message
    Posts:194
    Riccardo Banchi

    --
    16 feb 2011 08.51
    Ieri pomeriggio ho fatto una telefonata "fugace" al mio amico Francesco Raffaele, per accennargli la questione della cronologia. Devo prima essere io ad aver letto i tuoi scritti, ma intanto ero troppo curioso di saggiare l'opinione di Raffaele in proposito. Non sono entrato nel merito del C-14, ma ho accennato solo del problema che riguarda la tavoletta del faraone Djer ( è la placchetta n.5 dell'elenco di Djer presente nel suo elenco Corpus of Ist Dynasty Ivory and wooden labels del suo sito; link http://xoomer.virgilio.it/francesco...xdjer5.htm ): l'interpretazione riguardo al discorso del calendario - a cui fai cenno nell'altro topic sul C-14 - è molto controversa e a suo avviso non è interpretabile nel modo che intendi, e cioè utilizzarla per allungare di circa un millennio il periodo dinastico. La tu atesi avrebbe quindi il pilastro base dell'ipotesi non percorribile.
    Mi attengo a quanto da lui sostenuto, ma ovviamente voglio cercare di capirci qualcosa di più pure io, in modo da esprimermi pure io con maggiore cognizione di causa.
    Parlando di re "Scorpione I" e della relativa tomba U-j, Raffaele confermerebbe la collocazione cronolgica intorno al 3.250-3.200 a.C., circa due secoli prima di Narmer.

    Questo è quanto per adesso posso riferire.

    Ric
    Antonio CrastoUser is Offline
    Veteran Member
    Veteran Member
    Send Private Message
    Posts:1009
    Antonio Crasto

    --
    16 feb 2011 09.36
    Ciao Riccardo,
    grazie dei tuoi interventi.
    Può darsi che in due si riesca a capire qualcosa in più, ma sopratutto far intervenire nella discussione qualche egittologo.
    Mi spieghi meglio di cosa avete parlato. Non capisco come avete correlato la tavolette, il calendario e la cronologia.
    I punti fermi sono finora:
    - tavoletta sicuramente di Djer nella quale si ritiene possa essere indicata l'inaugurazione del "calendario" di Sirio, come inizio di un periodo sotiaco;
    - gli egittologi ritengono che questo evento avvenne nel primo giorno del calendario civile egizio, ovviamente preesistente;
    - questa ipotesi degli egittologi porterebbe a due possibili date, la prima intorno al 2780 a.C. e la seconda intorno al 4240 a.C.
    - nel 19° secolo gli egittologigi ritenevano valida la data più antica e pensavano dunque a una cronologia lunga;
    - agli inizi del 19° secolo si ritenne che la cronologia lunga fosse poco probabile (quasi sicuramente per contrasto con l'interpretazione della Bibbia) e si proposero cronologie corte o cortissime, rispettivamente con inizio della I dinastia intorno al 3350 a.C. e 3150 a.C.
    - in tal modo il regno di Djer si allontanava da una delle date sotiache, per cui l'unica informazione archeologica veniva "buttata".

    Io ho proposto un'altra ipotesi. Il "calendario" di Sirio sarebbe stato inaugurato in coincidenza col Solstizio d'Estate, nel 3761 a.C., data estremamente importante!!!

    Mi spieghi che cosa non sarebbe interpretabile? Stiamo parlando di due ipotesi delle quali quella degli egittologi non ha un riscontro astronomico, mentre la mia è estremamente significativa, essendo il Sostizio in qualche modo connesso all'inondazione, regalo di Iside / Sirio.

    L'allungamento di circa 700 anni è consequenziale. Ho dimostrato che la cronologia di Manetone, elaborata in modo corretto, porta il regno di Djer proprio intorno al 3760 a.C., avallando quindi la mia ipotesi.

    Il giudizio del tuo amico è stato giustificato o è basato semplicemnte sulla fiducia nelle attuali cronologie?

    Ho in questi giorni approfondito il discorso delle tombe del predinastico.
    Ebbene le certezze sono veramente poche. Nella necropoli di Abydos sono stati individuati dei nomi e dei geroglifici che lasciano intendere possa trattarsi di tombe. I nomi non sono compresi nelle liste di re e i geroglifici sembrano antichi, per cui si è ipotizzato si sia trattato di principi di Tinis, di una ipotetica dinastia 0, precedente alla dinastia I.
    Per uno di questi principi è stato individuato uno scorpione più una stella, per cui si è pensato che il principe si chiamasse Scorpione e che avesse dato in qualche modo importanza a una stella.
    Nella necropoli sono state recentemente trovate circa 300 piccole tovolette di osso, che potrebbero essere state usate come contrassegno di prodotti commerciali.
    Lo studioso tedesco avrebbe fatto datare al C-14 alcune di queste tavolette e ne avrebbe ricavato un intervallo temporale 3300 - 3200 a.C., molto probabilmente frutto di una sola datazione al C-14 calibrato di 3250 +- 50 a.C.

    Tutto il discorso della necropoli è abbastanza strano. Sono troppe le ipotesi che vengono fatte e sembra impossibile che tutta la datazione di un periodo così importante che condiziona la cronologia egizia sia stata fatta su un solo reperto.
    Mi sembra strano che nelle tombe del predinastico non si riesca a trovare altri reperti organici, così da fare una campagna al C-14 e poter confrontare i dati con le campagne del 1984 e 1995.
    Se lo stesso metodo scientifico data il neolitico al 5000-4500 a.C. il predinastico nella 2° metà del 4° millennio a.C. e Cheope nel 3000 a.C., c'è qualcosa che non va.
    Non si può ipotizzare un periodo buoi di oltre 1000 anni e poi una rapidissima evoluzione saltando in pratica 3 dinastie.

    La conferma della singola datazione del 3250 a.C. è data solamente perchè in linea con le cronologie cortissime proposte da Meyer, ma questo non è un metodo scientifico!!!



    Riccardo BanchiUser is Offline
    Basic Member
    Basic Member
    Send Private Message
    Posts:194
    Riccardo Banchi

    --
    16 feb 2011 01.29
    Il mio intento, come il tuo, sarebbe quello di far intervenire sulla questione qualche egittolo. E sarebbe bellissimo poter organizzare una conferenza sull'argomento. Chissà...
    Cerco di risponderti con maggiore chiarezza riguardo alla telefonata di ieri con Raffaele, seppur sia stata relativamente veloce (diciamo solo "per tastare il terreno").
    Riguardo alla tavoletta di Djer, ribadisco che pare che questa possa realmente non riferirsi ad eventi astronomici, come l'inaugurazione del calendario di sotiaco; pertanto collegare Djer alla data del 4.240 o 2.780 a.C. sembrerebbe arbitrario.
    Io il discorso l'ho inteso così.
    Il giudizio di Raffaele è basato sulla "fiducia" nelle attuali cronologie (via via "perfezionate"), sullo studio dei reperti e sui confronti con gli altri egittologi.
    Le tombe di re predinastici vengono associati alla dinastia 0 e alla dinastia 00, dove in questo caso il significato di dinastia viene un po' distorto (potrebbero cioè appartenere non ad una stessa casata e inoltre essere in parte re di coevi di protoregni indipendenti).
    Lo scorpione con una stella (o rosetta a sette petali) si riferisce al vero re "Scorpione" (vedi mazza cerimoniale da Hierakonpolis), mentre le tavolette in osso (una delle quali mio attuale avatar) provengono dalla tomba U-j di Abydos, appartenente ad un importante capo che Dreyer e altrii definiscono come "Scorpione" e che sarebbe di oltre un secolo precedente all'altro Scorpione, che quindi può chiamarsi "Scorpione II". Il C-14 (non ricordo se calibrato o meno) su alcune di queste placchette d'osso incise portano al XXXIV sec. a.C., mentre la cronologia archeologica lo colloca nella seconda fase del Naqada IIIa1,2 (3.250-3.200 a.C.). Non so quanti siano i reperti che sono stati soggetti a C-14.
    Non capisco il discorso dei 1.000 anni bui e poi dell'esplosione culturale. Il processo, se analizzato, si comprende bene. E' evidente che quando nasce uno stato unitario, la scala di potenza, espressione architettonica e altro, aumenta esponenzialmente in poco tempo.

    Ric
    Antonio CrastoUser is Offline
    Veteran Member
    Veteran Member
    Send Private Message
    Posts:1009
    Antonio Crasto

    --
    16 feb 2011 03.10
    In merito alla tavoletta di Djer molti egittologi stanno effettuando un doppio salto mortale. Tutti avevano interpretato la mucca con tra le corna un ramo di palma e una stella come inequivocabile indicazione dell'inaugurazione del calendario religioso di Sirio.
    Oggi hanno constatato che il regno di Djer difficilmente può coincidere col 2780 o 4240 a.C. per cui invece di considerare errata l'ipotesi sull'inaugurazione del calendario religioso di Sirio in un capodanno del calendario civile, preferiscono asserire che forse la tavoletta non è stata interpretata adeguatamente.
    La mia ricerca mette in linea calendario religioso e regno di Djer, per cui andrebbe come minimo studiata bene dal momdo accademico. Mi rendo conto che questa possibilità da fastidio e che, se la scoperta l'avesse effettuata un egittologo, sarebbe stata analizzata col dovuto rispetto, ma così vanno le cose nella ricerca.

    Ho riguardato bene la testa di mazza del re detto scorpione. Non sono sicuro che lo scorpione e la stella a sette punte sia il nome del sovrano, contradistinto dalla corona bianca e la coda di toro.
    Ho l'impressione che i due disegni si riferiscano a personaggi del cielo circumpolari (vedi rappresentazioni del Medio Regno).

    Per le tavolette d'osso mi sembra strano che possano riferirsi a uno stesso personaggio. Bisognerebbe trovare l'articolo di Dreyer.

    A proposito di articoli importanti ho provato a reperire quello di F.A. Hassan "Radiocarbon Chronology of Neolitic and Predinastic Sitis in Upper Egypt and the Delta" nella rivista The African Archaeological Review, 3 (1985), pp 95-116. L'ho trovato su internet a pagamento, ma forse può essere reperito presso qualche biblioteca universitaria.
    Riccardo BanchiUser is Offline
    Basic Member
    Basic Member
    Send Private Message
    Posts:194
    Riccardo Banchi

    --
    16 feb 2011 03.27
    Su questa benedetta tavoletta di Djer posso aggiungere ben poco. Il tuo ragionamento è limpido: dato che porta a risultati "strani", si preferisce dire che non va interpretata in quel modo. Non sono io a stabilire il modo in cui va interpretata... Andrebbe come minimo studiata bene dal mondo accademico. Auguriamoci che questo avvenga, anzi, impegnamoci per questo!

    Riguardo alla testa di mazza di Scorpione II, è quasi del tutto assodato che la rosetta sia un simbolo di regalità e che quindi il nome "Scorpione" sia corretto. Ovviamente le certezze non sono del 100%, ma la maggiornaza degli archeologi è orientata verso questa conclusione pressoché definitiva (mai dire mai).

    Sulle tavolette d'osso, le incisioni possono avere significati diversi: nomi di re, luoghi di provenienza dei beni di consumo, ecc. Non tutti quindi concordano che le incisioni con lo scorpione indichino che il proprietario della tomba U-j sia un re chiamato "Scorpione". Attualmente si dice però  che quella è la tomba del cosidetto re "Scorpione", in maniera tutt'altro che dogmatica.

    Riguardo all'articolo di F.A. Hassan "Radiocarbon Chronology of Neolitic and Predinastic Sitis in Upper Egypt and the Delta"  nella rivista The African Archaeological Review, 3 (1985), pp 95-116, posso sentire Raffaele se ce l'ha, ma non garantisco. Forse può trovarlo, non so...  Essendo in inglese, mi sarebbe poco digeribile, ma lentamente, o col tuo supporto, ne verrei a capo...


    Ric
    Antonio CrastoUser is Offline
    Veteran Member
    Veteran Member
    Send Private Message
    Posts:1009
    Antonio Crasto

    --
    16 feb 2011 04.28
    Al riguardo della tavoletta di Djer riporto quanto scrive Grimal a pagina 62-63:

    Un documento del regno di Ger ha rimesso in discussione tutta la datazione della I dinastia, sollevando nuovamente il problema del calendario impiegato degli Egiziani in epoca tanto remota. Esso è costituito da una placchetta d'avorio (fig. 11), sulla quale si è pensato di riconoscere l'immagine della dea Sothis, ossia della stella Sirio, sotto l'aspetto di una vacca accovacciata, che reca fra le corna un germoglio vegetale, segno che in geroglifico indica il termine "anno" (Vandier 1952, 842-843; Drioton&Vandier: 1962, 161).
    Se l'interpretazione proposta è giusta , la presenza di questo segno vuol dire che gli Egiziani, già al tempo di Gier , avrebbero fatto coincidere il sorgere eliaco di Sothis=Sirio con l'inizio dell'anno; in altri termini, fin da allora avrebbero inventato il calendario solare"

    Asserire che l'interpretazione non è giusta senza fornirne un'altra alternativa solamente perché i conti con la cronologia non tornano è poco scientifico.

    Per l'articolo proverò a cercare presso l'Università di Cagliari. Per la traduzione non c'è problema.

    Riccardo BanchiUser is Offline
    Basic Member
    Basic Member
    Send Private Message
    Posts:194
    Riccardo Banchi

    --
    16 feb 2011 05.37
    Sia chiaro che sarei entusiasta se questo ragionamento fosse corretto! Affermazioni di un tempo possono essere ridiscusse e valutate erronee, ma non sono io a deciderlo, però ci piacerebbe capire, ovvio... Chi meglio di Raffaele può discutere di questo?
    Dunque devo (dobbiamo) preparare un "attacco" ben concepito, completo, esauriente, comprensibile, contestabile il meno possibile e vedere la risposta, o meglio, cercare di capirla ed eventualmente accettarla (o non accettarla).
    La mia modesta conoscenza dell'inglese mi fa sentire spesso impotente... questo è un mio limite, non da poco. Ma se i percorsi non si affrontano da soli, un po' più di strada si può fare.

    Ric
    Riccardo BanchiUser is Offline
    Basic Member
    Basic Member
    Send Private Message
    Posts:194
    Riccardo Banchi

    --
    21 feb 2011 08.37
    Con una mia amica (Antonella) sto riguardando l'ultimo libro di Barca per evidenziare aspetti poco chiari, per poi telefonare a Francesco e fare lui delle domande ben determinate.
    In un secondo momento vorremo entrare più a fondo su questo argomento "cronologie", per vedere se si viene a capo di qualcosa, in un verso o nell'altro. Necessariamente cercherò di coinvolgere Francesco. Non ha tempo di deciarsi a forum, ecc., ma a domende precise potrà rispondermi senza problemi. Organizzare una conferenza sull'argomento non sarebbe male...

    Ric
    Antonio CrastoUser is Offline
    Veteran Member
    Veteran Member
    Send Private Message
    Posts:1009
    Antonio Crasto

    --
    21 feb 2011 01.03
    Grazie Riccardo,
    è importante documentarsi bene sulle datazioni effettuate, senza prendere per oro colato quello che viene pubblicato.
    Al riguardo ritengo indispensabile leggere l'articolo di Hassan e riuscire a contattare gli esperitti italiani.
    Appena posso vado all'Università, sperando che mi diano ascolto.
    Non sarebbe male che il tuo amico legga il mio articolo sulle due campagne al C-14.
    Trovo indispensabile però partire senza alcun preconcetto.
    Per le conferenze ho chiesto all'ANSE di Napoli e ad altre associazioni culturali di concedermi lo spazio per una chiaccherata, ma finora nessuna risposta.
    Ritengo che comunque la conferenza non sia il luogo adatto per risolvere una problematica. Si può al più informare gli altri delle proprie idee e dei propri lavori.
    Riccardo BanchiUser is Offline
    Basic Member
    Basic Member
    Send Private Message
    Posts:194
    Riccardo Banchi

    --
    21 feb 2011 01.57
    Sentirò Francesco con calma per l'articolo di Hassan. Il problema è che ha poco tempo; per fargli leggere qualcosa di mio ho dovuto aspettare mesi, e non per sua cattiva volontà.
    Per una conferenza potresti sentire l'ANSE di Napoli (Ass. Napoletana Studi Egittologici), dove far i soci fondatori c'è lui stesso. Non so però che esito la richiesta possa avere.
    Quello che mi sorpende è la tua assoluta convinzione che la tua ipotesi di cronologia sia quella giusta; da questo prendo le distanze, ma mi associo per la diffusione e lo scambio di informazioni e dati che non possono che accrescere le conoscenze complessive, archeologi compresi.
    Sarebbe meraviglioso se ciò che sostieni venisse accettato, ma altrettanto positivo se, dopo incontri e discussioni, tu dovessi ammettere che la realtà storico-cronologica non risultasse dissimile da quanto attualmente sostenuto.

    Ric
    Antonio CrastoUser is Offline
    Veteran Member
    Veteran Member
    Send Private Message
    Posts:1009
    Antonio Crasto

    --
    21 feb 2011 02.23
    La mia convinzione nasce da molte verifiche.
    Oltre alla datazioni delle campagne al C-14 (1° campagna e 2° campagna corretta) esistono giustificazioni storiche (Manetone), giustificazioni a carattere geologico, l'ipotesi della datazione astronomica per la V dinastia e infine il mio studio sui canali stellari della Grande Piramide.
    In merito a quest'ultimo fatto è stato dimostrato che non esiste alcuna finestra temporale comune per i quattro puntamenti (finestra ipotizzata da Bauval) intorno al 2600-2500 a.C. Ho domostrato invece che questa finestra esiste intorno al 3000 a.C.

    Quindi Cheope ha regnato intorno al 3000-2950 a.C., per cui la I dinastia non può essere datata secondo le cronologie cortissime.

    Se le datazioni della prime due dinastie e del predinastico sono state condotte secondo le regole e in modo esauriente, ritengo che ci sia qualche problema nelle calibrazioni usate, forse gli alberi utilizzati non corrispondono a quelli dell'Egitto o peggio esiste qualche problema fisico che ha alterato la distribuzione del C-14.

    Gli studiosi potrebbero aver sottovalutato l'analisi della datazioni in quanto queste sembravano avallare le cronologie cortissime e potrebbero non aver intuito ciò da me scoperto.
    Riccardo BanchiUser is Offline
    Basic Member
    Basic Member
    Send Private Message
    Posts:194
    Riccardo Banchi

    --
    22 feb 2011 10.25
    Immagino che tu abbia costruito un impianto di ipotesi di tutto rispetto.
    A questo si aggiunge anche il discorso del puntamento dei cunicoli di ventilazione della piramide di Cheope con date astronomiche che contrastano Bouval (2.500 a.C.)... insomma, tutto sembrerebbe andare a tuo favore!
    Sono sempre più incuriosito, anche se per adesso mi mantengo per lo meno scettico ed è normale che sia così.

    Ric
    You are not authorized to post a reply.


    Active Forums 4.3

    AIUTACI ANCHE TU!
    Il mantenimento di questo sito è possibile solo grazie al generoso contributo dei visitatori,
    se ritieni il nostro lavoro utile e interessante aiutaci con una donazione oppure associati.
    Aiutaci anche tu!