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Un possibile caso di distorsione percettiva nella interpretazione dei dipinti di un cofano appartenuto al re Tutankhamon
Last Post 21 ott 2009 09.19 by Egittologia.net. 0 Replies.
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Marcello GarbagnatiUser is Offline
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Marcello Garbagnati

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21 ott 2009 09.19

    Il cofano dipinto ritrovato nella tomba del re Tutankhamon (JE 61467), esposto nel Museo Egizio del Cairo, è uno dei capolavori della pittura egizia (fig. 1) . Sul coperchio del cofano compare il giovane sovrano sul suo carro mentre caccia la variegata fauna che anima il deserto. Sui due lati principali del cofano il re è impegnato in battaglia sul suo carro da guerra trainato da due destrieri rampanti: su un lato la scena mostra nemici dai tratti semitici, quella sull’altro lato indica nemici dai tipici tratti africani. Dal suo carro da guerra Tutankhamon scaglia frecce sui nemici rappresentati davanti a lui in un ammasso caotico di cadaveri. Dietro il faraone si vedono tre figure dipinte di nero e dai tratti africani che corrono a ridosso del carro innalzando dei ventagli estremamente ravvicinati alla immagine del re. In posizione più arretrata  e su piani diversi compaiono le truppe egizie, composte dalla carreria e da un reggimento di arcieri . Sopra la figura del re sono rappresentati due avvoltoi ad ali spiegate che tengono tra gli artigli il segno shenu . Sulle testate del cofano il re è rappresentato come sfinge mentre calpesta i corpi di alcuni nemici.
    Tutte le rappresentazioni di questo cofano hanno il significato evidente di mostrare il faraone nel suo ruolo cosmico di garante della Maat, l’ordine e l’organizzazione stabiliti dal demiurgo all’inizio della creazione contro le forze del caos simboleggiate dai nemici e dagli animali del deserto . L’opposizione ordine-caos è resa evidente nei dipinti anche dal contrasto figurativo tra la disordinata confusione dei nemici morti e dalla contorsione dei loro corpi rispetto alle truppe egizie perfettamente ordinate in corsa.
    Il cofano, in quanto arredo posto nella tomba, mostra scene che assumono anche un significato privato direttamente connesso al re Tutankhamon, il quale con le sue imprese mostra di sapere controllare le forze malefiche del caos, esigenza prioritaria per garantire il suo processo di rigenerazione.
    La visione della scena della figura 1 tende a essere percepita nei termini che seguono: “These battle scenes show the Egyptian army marching in regular rows, with the king accompanied by royal fanbearers” . Poco oltre lo stesso testo ci spiega che “These scenes are not necessarily meant to represent reality: they are icons of royal triumph,….”  Questa osservazione considera la scena nel suo complesso ed è coerente con la spiegazione precedente: infatti non è realistica una situazione in cui, ad esempio, i tre flabelliferi rincorrono il re durante l’esagitazione della battaglia, riuscendo a mantenere il passo dei cavalli lanciati al galoppo. Inoltre non si capisce a cosa servirebbero i ventagli durante l’azione bellica in cui è impegnato Tutankhamon.
    L’affermazione che le rappresentazioni egizie non sono necessariamente realistiche è generalmente vera , ma in questo caso la scena mostra alcuni aspetti che, pure nel simbolismo tipico di queste figurazioni, indica fatti reali, per lo meno nel periodo di regno di Tutankhamon. Quindi l’interpretazione sopra riferita  è il risultato di una distorsione percettiva . Questa distorsione dipende dal luogo comune di considerare i ventagli come emblemi onorifici della regalità.
    Il processo di significazione dell’immagine dipende dalla nostra percezione che tende a considerare configurazioni di insieme piuttosto che unità isolate e quindi ad associare il re ai ventagli. Questa percezione è confermata dalla prossimità dei ventagli alla figura del re, tanto che le immagini tendono a toccarsi. A ciò si aggiunge anche la diversa dimensione relativa dei protagonisti delle scene. La figura di Tutankhamon sul carro con i suoi destrieri si staglia gigantesca nel campo visivo e prevale su tutti gli altri elementi del quadro. Questo espediente figurativo dà risalto al suo eroismo e soprattutto al suo status divino.
    Dietro il faraone il dipinto mostra la carreria e gli arcieri  egizi in dimensioni ridotte. La minore dimensione relativa, giustificata dalla taglia eroica e sovrannaturale del sovrano, è comunque un elemento significativo per la nostra percezione che considera questo dato visivo anche come un indice di distanza: le truppe seguono il sovrano a una certa distanza e l’isolamento del sovrano in battaglia ne accentua l’eroismo.
    Come abbiamo accennato sopra, tutti questi elementi percettivi ci inducono a una interpretazione distorta, non corretta: infatti la scena dipinta sul cofano non ha solo un valore virtuale, emblematico; infatti una parte del dipinto documenta una situazione reale. Esistono testi e rappresentazioni provenienti da altre fonti che, messi in rapporto con le scene del cofano di Tutankhamon, sono in grado di mutare sostanzialmente il significato degli eventi rappresentati, come di seguito dimostreremo...

    a cura di Gilberto Modonesi


    GM_Percezione.pdf

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