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IL MIO EGITTO........
Last Post 25 ago 2009 12.41 by Amun-Ra. 2 Replies.
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Amun-Ra

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25 ago 2009 08.57

    IL MIO EGITTO

     

     

    Per il nostro primo viaggio in Egitto, io e mia moglie abbiamo deciso di dedicargli la nostra Luna di Miele,

    quale occasione migliore per scoprire i tesori e le bellezze di una Terra baciata dal sole e

     vitale grazie al grande Fiume della Vita.

    All’aereoporto di Roma, il solo guardare dalle finestre, l’aereo che ci porterà a Luxor, sembra un sogno

     ad occhi aperti, è lì e aspetta solo che i passeggeri salgano a bordo……………..il cuore mi si stringe in gola,

     ancora qualche ora e finalmente toccherò il suolo della Terra che tanta passione mi ha dato, che tanto mistero e

     fascino mi ha donato.

    Arriviamo a Luxor in serata, ad attenderci c’è Ayman, la nostra guida per l’alto Egitto e la navigazione sul Nilo.

    Ayman è un ragazzo di 30 anni, laureato in Egittologia al Cairo e studioso della Lingua Italiana, la sua pronuncia

    sembra perfetta se non fosse per l’inflessione tipica degli Egiziani, la sua grammatica e la sua preparazione…incomparabili.

     Ci accompagna alla nave, per la partenza sul grande fiume…………….l’emozione tocca livelli assurdi, quando attraversiamo

     Luxor di sera, poca gente ma il bello deve ancora arrivare…………..Un piccolo breafing per organizzare la

    prima escursione del mattino seguente e soprattutto alla domanda : “dove si comincia domani??” la risposta di Ayman

      fu “ dalla culla di Karnak” senza nessun altra indicazione………….

    La notte passò in un baleno e il mattino seguente, alle ore 5 circa, eravamo davanti a quello che sembrava

     un enorme parcheggio, le condizioni di luce non permettevano ancora di distinguere nulla, ma la mia curiosità,

     mi spinsero, da subito, a cercare le prime sensazioni ed emozioni in questo splendido viaggio, mi allontanai,

    di pochi metri, con la mia metà e subito fummo davanti ad una piccola scalinata con delle sfingi che la presidiavano,

     davanti a noi si ergevano mura imponenti, larghe in alcuni punti anche 12 metri……era l’atrio d’ingresso

     dello splendido Tempio di Karnak, colonne possenti, finemente intagliate con arte e maestria, architravi colossali,

    obelischi e statue di ogni genere e dimensione……………….il cuore non reggerà a lungo continuando

     di questo passo…………L’area è enorme, siamo su di una superficie che copre circa 300.000 metri quadrati

    di terreno, una piccola città!!!!

    All’interno l’altmosfera diventa surreale, la mia immaginazione viaggia a velocità folle, sembra che si odano

     ancora le litanie dei sacerdoti di Amon, che la barca sacra sia ancora lì, sembra che il via vai della gente comune,

     che aspetta al di fuori del Tempio, contrasti con lo sfarzo e la bellezza dei particolari presenti nel Tempio……

    ………..la visita dura circa un paio d’ore con Ayman, costretto sempre a riprendermi e dirmi di stare vicino a lui,

     io vorrei ascoltarlo sempre, è preparatissimo e ti racconta tutto con arte e bravura fuori del comune e ho poi

    potuto appurare anche con precisione dei particolari maniacale a differenza di tantissime altre guide…….

    .non è facile seguire i consigli di Ayman…………il laghetto dove i sacerdoti attingevano l’acqua per le funzioni,

     è spettacolare con lo sfondo del colonnato e degli obelischi presenti in zona………….siamo estasiati e ancora

    ……..siamo all’inizio, non vi annoio con dati storici sui monumenti, che conoscete molto e meglio di me

     sicuramente, per cui cercherò, su consiglio di Saldiperi, di soffermarmi sulle emozioni che mi ha dato il

    soggiorno in Egitto, evitando quando possibile di trattare argomentazioni prettamente storiche.

    La nostra giornata continua….a ritmo forsennato………ripartiamo dal Tempio di Karnak, alla volta

    della Valle dei Re……………non posso crederci………l’ho solo ammirata in documentari……..l’ho solo

     vista sui libri e desiderata per anni……..ed ora……appare davanti a noi, come in un sogno,decine

     di tunnel che sembrano sviscerare il terreno, nascondendo agli occhi dei più, le più piccole sfumature,

     le sepolture dei Faraoni d’Egitto.

    Il silenzio che troviamo è quasi paragonabile a quello dei nostri cimiteri, in effetti è proprio un luogo

     di sepolture reali e quindi è d’obbligo un certo rispetto……Il momento di entrare nella prima Tomba

     è arrivato….è quella di Tut e la tentazione di sfiorare le pareti, per stabilire una sorta di “contatto”

    con gli scalpellini che hanno dato anche la vita in questi lavori è forte…………….ma la mia indole

     da “provetto” “archeologo” mi impedisce di toccarli………..le emozioni provate all’interno di alcune

     delle tombe reali visitate è talmente forte che ogni parola difficilmente arriva a descrivere in pieno

    quello che si prova entrandoci, l’unica cosa che davvero desideravo era rimanere solo, non so

    perché ma una intrinseca emozione mi diceva questo , vedevo molta gente che nonostante i

    divieti, toccava, fotografava, filmava…………………eravamo in una sepoltura e in + reale,

     nessun rispetto per questi monarchi dell’Antico Egitto, deturpati del loro sonno eterno

    da saccheggi e predoni e poi, per l’eternità, condannati a “subire” questa ennesima

    profanazione…….mia moglie rimane fuori……il suo rispetto e la sua paura degli spazi angusti,

     le impediscono, purtroppo, di godere di quello spettacolo, i colori di alcune raffigurazioni,

     i tratti umani delle figure, la mano sapiente e altrettanto umana del decoratore che ha creato

    quelle pareti decorate è davvero stupefacente, sono estasiato………………………..

    Ripartendo dalla Valle, un piccolo senso di malinconia mi assale, il mio sogno, fin da bambino

     è sempre stato quello di vivere negli anni a cavallo tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, epoca

     a cui si devono la maggior parte delle scoperte effettuate e quando anche un semplice

    disegnatore di schizzi…come lo era Carter…è divenuto l’Archeologo + famoso in Egitto,

     dopo che la sua irrefrenabile passione e l’instancabile lavoro di una vita, lo ha premiato

     trovando quasi completamente intatta, la dimora del Faraone bambino coi suoi tesori…

    …………..a quel punto ti viene da immaginare anche come doveva essere la Tomba di

    Ramesse II oppure di TuthmosiIII oppure di Seti, da non crederci…………..

    Alla volta della località detta Deir el-Bahari, si staglia di fronte ai nostri occhi, uno

    dei complessi archietettonici più belli e suggestivi della Terra d’Egitto, il Tempio

    della Sovrana Hatshepsut, che governò per circa 20 anni, e dimostrando come anche

     l’emancipazione femminile ai tempi degli antichi egizi, fosse una cosa relativa…..il Tempio

     è stato ricostruito con rigore tecnico e oggi rappresenta davvero un esempio reale

    dell’architettura tebana ……qui tra il caldo torrido che ci ha dato poco scampo e la

    stanchezza che iniziava a farsi sentire ……le sensazioni si sono fatte protagoniste davvero,

    quando…sui pendii delle montagne intorno a noi, ho notato alcuni ingressi di quelle che

     a prima vista sembravano piccole grotte, Ayman, la nostra guida, non appena nota il mio

     atteggiamento curioso nei confronti di questi piccoli anfratti, mi viene vicino e mi racconta

    che in realtà sono le tombe dei notabili o dei sacerdoti del tempo, sepolture molto più contenute

     in termini di sfarzo e ampiezza ma altrettanto fondamentali per capire e interpretare il pensiero

    e l’architettura egizia……in un prossimo viaggio , vorrei infatti approfondire questi aspetti e visitare,

    se possibile alcune delle tombe presenti……magari………..

    Proseguiamo per uno dei templi meno acclamati ma secondo me, più belli dell’Egitto, il Tempio

     di Medinet-Habu, il suo ingresso monumentale e i colori ancora vivi e splendidi dei suoi geroglifici,

    ti catturano con la fantasia, il camminare fra quelle colonne così abilmente decorate, ti incute

    un senso di timore e rispetto per quel luogo sacro , sulle pareti sono rappresentate

     la maggior parte delle battaglie svolte in quei tempi e sembra di poter leggere un libro di storia,

     raccontato dalle sapienti mani degli artigiani locali…..Prima di rientrare alla nave, facciamo visita

    al Tempio di Luxor, un tempo collegato, con un viale di sfingi a testa umana, con quello maestoso

     di Karnak, si presenta ai nostri occhi come un gioiello, la luce del tramonto lo accompagna verso

     una altra notte, le due statue di RamsesII al suo ingresso, incutono timore e riverenza verso

     questo grande Faraone ma sostanzialmente verso tutti i suoi predecessori e successori che

     ampliarono il Tempio nel corso della Storia……..siamo sfiniti ma avrei energie per visitare almeno

     altrettanti altri monumenti, mia moglie è stravolta sia per la stanchezza, che per il fatto di essermi

    corsa dietro per tutto il giorno, come se fossi un bimbo, nel paese dei balocchi…………..in effetti

    ……………………….aveva ragione!!!

    Così finisce la nostra prima ed intensissima giornata in Egitto, siamo stanchi ma felici e coi piedi

    leggermente sollevati dal terreno come in un sogno ad occhi aperti, non possiamo ancora credere

     che sono nella prima giornata abbiamo avuto la fortuna di ammirare luoghi e siti, fino ad allora

     visti solo in Tv e sui libri………………..emozioni da ricordare….per tutta la vita……………..

    Il nostro secondo giorno è un altrettanto vortice di emozioni, quando Ayman, dopo la colazione

     ci dice che stiamo per arrivare a Edfu, dalla nave ci appare come una piccola ma molto attiva cittadina,

     piena di bazar e negozietti che attirano i turisti a caccia di souvenir……il mio scopo però quel giorno

    è un altro, stiamo per visitare uno dei Templi maggiori dell’Egitto Antico, quello dedicato al Dio Horus,

     il Dio Falco, uno degli dei meglio conosciuti e che ammiro di più, lo stato di conservazione

     è straordinario, secoli di arenaria hanno preservato ai nostri occhi, questo spettacolo….

    Davanti al tempio, il batticuore cresce e nel guardare le decorazioni sul portale d’ingresso,

    sembra di rivivere a quei tempi, i cobra alati col disco solare sembrano incutere riverenza e protezione

     al tempio,i colori e le decorazioni sembrano essere state realizzate poco tempo fa e

    la riprova di questo sono gli innumerevoli altorilievi e bassorilievi presenti nel Tempio,

     attraverso questo libro aperto, per chi interpreta e legge i geroglifici, sembra di poter rileggere

     un libro di Storia, la narrazione delle feste che vi si svolgevano e soprattutto la rappresentazione

    delle processioni in cui il Faraone, sulla sua barca Sacra, entra nel tempio, fanno venire

     la pelle d’oca, all’interno mi colpisce particolarmente un geroglifico che rappresenta un ape,

    Ayman, come guida, c’è lo fa notare, ed io rimango circa dieci minuti ad osservare

     come quell’ape, dai lineamenti e dai particolari che sfiorano la perfezione, possa prendere il volo

     e fare un giro intorno al colonnato per poi ritornare al suo posto, che l’ha preservata per millenni

    e che ha visto chissà quanti riti, celebrazioni, Faraoni e gran sacerdoti, passare davanti a sé,

    chissà quanti intrighi e quanti discorsi avrà ascoltato, impressa come una foto nella pietra millenaria d’Egitto.

    Il viaggio in nave prosegue e i paesaggi palustri si miscelano a colline che preannunciano il deserto,

    immagino la vita del tempo, con gli agricoltori intenti a coltivare i loro campi, irrigati con sistemi

    di canalizzazione dell’acqua del Nilo, il grande fiume che dà la vita,nel periodo delle piene, ribolle di vita,

     la pesca, l’agricoltura e tutto l’Egitto sulle sue sponde si rinvigoriva, ancora oggi, in alcune località

    si può assistere ala raccolta dell’acqua coi secchi, dal fiume, ragazzini sui somarelli che si divertono,

    tra loro, mentre il loro piccolo gregge di pecorelle o buoi, pascola felice sulle sponde del fiume,

     la ricchezza dell’Egitto è sempre stata data dal Nilo e così sarà ancora per tanto tempo,

    ogni tanto la sera, salivamo sul ponte superiore della nave, per ammirare il tramonto incomparabile

     e lì capisci perché gli Egizi davano tanta importanza al disco solare, al suo percorso notturno,

     prima di ritornare il mattino seguente, alla vita, siamo piccoli ed insignificanti a confronto

     di tutto questo spettacolo ed ecco che come un miraggio, davanti alla nostra nave,

    appare un approdo, dietro di esso a poche centinaia di metri si erge un tempio che gli Egizi

    edificarono,iscrivendoci centinaia di formule di Medicina e curative…….Kom-Ombo…..

    arriviamo qui in serata per cui dopo aver avuto l’onore di poter ammirare uno splendido

    tramonto sul Nilo, scendiamo dalla nave per poter ammirare quest’altro tempio,

    frutto del periodo tolemaico, le sale ipostile si sovrappongono e i vari dei venerati,

    da Horus a Sekbet, si suddividono le camere interne, forse le luci presenti,

    forse l’atmosfera creata ad hoc per i turisti, ti immergono nuovamente in un sogno di 4000 anni,

     immagini la gente che si reca al tempio portando con sé le offerte agli dei……

    immagini le funzioni che vi si svolgevano, immagini …….purtroppo…….immagini soltanto……………

    Sul fiume nei pressi di Kom-Ombo incontriamo delle chiatte cariche di pietre di cava,

     le trasportano chissà dove e vedendo queste grosse feluche che navigano lente,

    con il loro carico, sembra di rivedere i vecchi operai che dalle cave di Assuan ,

    trasportavano le pietre intagliate per la costruzione dei più maestosi monumenti d’Egitto………….

    Continuando il nostro viaggio in navigazione sul Nilo, la nostra prossima tappa sarà Assuan,

     ma prima di arrivarci e visitare i suoi luoghi, facciamo una capatina al Tempio di File,

     un tempio che doveva essere sommerso dalla nuova diga costruita e invece, grazie

    al certosino lavoro di smontaggio dei singoli blocchi e del suo riposizionamento su di un'altra

     isoletta nei pressi dell’isola originaria, il tempio è perfettamente conservato e le

    condizioni climatiche che ritroviamo ci permettono di visitarlo nel migliore dei modi,

    qui la pace data dalle acque,il rigoroso silenzio della nostra compagnia e il rispettoso visitare quei luoghi,

    che ci ha contraddistinto fin ora, ci permettono di ammirare uno dei templi più

    caratteristici dell’Egitto, proprio perché trovasi su di un’ isola e raggiungibile

    soltanto con delle piccole imbarcazioni, qui la mia sfrenata passione mi porta a

    visitare tutti i suoi anfratti, mi congedo da Ayman,per un po’ di tempo chiedendogli

    se posso fare un giro da solo con mia moglie, lui acconsente e ormai conoscendomi…..

    mi dice …..”ma stai attento Eligio, non farti arrestare!!!” scherzosamente ci allontaniamo e

    troviamo un piccolo angolo che sembra estratto da una fiaba o meglio una creazione divina

     che fa rimanere davvero col fiato sospeso, un piccolo angolo, tipo un giardinetto,

    immerso nel verde con un piccolo lastricato di pavimentazione originaria del tempo,

     sembra quasi essere un piccolo belvedere, che dà sul lato orientale del lago artificiale

     dove ci troviamo, il sole bacia queste scure acque e gli aironi, le garzette e altri volatili

    tipici di queste zone, si presentano ai nostri occhi come per farsi ammirare in tutta la loro bellezza,

    sembra quasi di rivivere momenti magari vissuti dal Faraone e dalla sua consorte che

    nello stesso atteggiamento, magari contemplando la stessa natura, si concedevano

    una meritata ora di relax, in quello splendido scenario naturale.

    La nostra meta, Assuan, dista ancora qualche chilometro e la raggiungiamo con un taxi,

    un veloce salto alla Diga del Lago Nasser e poi dopo aver pranzato, saliamo a bordo di

    una feluca che ci accompagnerà in un piccolo viaggetto sul Nilo, ad un villaggio Nubiano

     nei pressi del lago Nasser.

    Forse questa traversata, anche se relativamente breve, ci ha donato le maggiori emozioni,

     chissà come navigavano gli Egizi, immagini di vedere la barca del faraone che solca le piccole

     ma continue onde del grande fiume, in un silenzio surreale, interrotto solo dal canto di

    qualche uccello oppure dal vociferare di marinai e pescatori intenti a svolgere le loro

    quotidiane attività, inutile raccontare l’esperienza del villaggio in sé, primo perché probabilmente

    provata dalla maggior parte delle persone che sono state in Egitto e poiperchè oramai ha perso

     quel suo valore intrinseco, trasformandosi in puro e semplice sciacallaggio turistico-commerciale,

    una veloce corsa sui dromedari, in mezzo al deserto e torniamo con ansia in nave dove ci aspetta

     la nostra ultima notte a bordo. Quella sera, con gli amici, conosciuti durante questa breve

     ma intensa avventura, ci raccontiamo le emozioni provate, le bellezze visitate, gli aneddoti accaduti,

    le battute e via dicendo, cercando di stemperare la delusione che piano piano ci assale,

     poiché chi è davvero appassionato dell’Egitto antico,ama totalmente i luoghi fin ora visitati dell’Alto Egitto.

    La nostra prossima tappa è la città (caotica e confusionale) del Cairo, dall’aereo è possibile ammirare,

     in tutta la loro maestosità, le Piramidi di Giza e il loro complesso, uno spettacolo fuori del comune,

    sono le prime piramidi che i nostri occhi hanno la fortuna di vedere.

    Partiamo quasi subito per un giro della città e dopo aver visitato mete conosciute come la

    Grande Moschea di Mohamed Ali e la cittadella annessa con spettacolare panoramica sulla città,

     decidiamo, nel pomeriggio, di visitare il complesso funerario di Saqqara, a pochi chilometri dalla capitale.

    La nostra guida, al Cairo, è cambiata, abbiamo salutato Ayman con nostalgia, ci siamo scambiati e-mail,

    numeri di telefono e recapiti vari nella speranza di poterci un giorno risentire e rincontrare.

    Troviamo per nostra fortuna, un altro ragazzo altrettanto bravo e serio, meno preparato

     sinceramente di Ayman, ma altrettanto disponibile e affabile. Sembriamo dei privilegiati

     poiché ci è stata assegnata, grazie alla MISR Travel, una guida personale, solo per noi due,

    un auto personale con autista che ci porta dove e quando diciamo noi, davvero comodo.

    Il complesso delle Piaramidi di Saqqara è stupefacente, quando superato il colonnato,

    si apre davanti a noi la piana della grande piaramide a gradoni, l’emozione da geometra

    e sopratutto da appassionato della storia egizia, non si riescono a contenere, qui, per la prima volta

     da quando sono in Egitto, tocco una pietra millenaria, che fa da base a questo complesso funerario,

     cerco di capire come hanno fatto a costruire delle strutture così, in tempi remoti,

    sarebbe già un’impresa titanica ai nostri giorni, immagini la fatica, la sofferenza e

    anche le morti che si sono succedute nella costruzione di questi esempi d’arte funeraria,

    di queste dimore dell’eternità. Il caldo in questa zona è torrido, il deserto circonda

    interamente la zona e la mia fantasia non può immaginare dove verrò portato tra qualche istante,

    dopo aver visitato la necropoli del nuovo e dell’antico regno,

    il complesso funerario di Djoser e le piramidi adiacenti, vengo accompagnato da Joseph,

    la nostra nuova guida, nella mia prima Piramide, non è un complesso maestoso,

    è la piramide di Teti, ma l’emozione di poter penetrare all’interno di una sepoltura di questo genere

     è talmente tanta che al mio ingresso, in uno stretto e scosceso corridoio lungo circa 30-40 metri,

    la claustrofobia che certamente non mi appartiene, sembra prendere il sopravvento,

    non riesco a respirare bene, ma col passare del tempo mi rendo conto che non è la patologia prima citata,

     è l’emozione di trovarmi, finalmente, in una piramide, stento a riprendermi quando vengo invitato

    dalla guida interna della piramide a proseguire il mio cammino verso la camera del sarcofago,

    l’architettura interna di questa piramide, si rifà totalmente a quella delle grandi piramidi di Giza,

    gli architravi obliqui che sorreggono tutto il peso della struttura, sono intatti e maestosi

    come appena costruiti, sono estasiato da tanta maestria e precisione dei particolari,

    continuo a stento ad andare avanti perché i mie occhi si soffermano su un particolare,

    il tetto è interamente decorato da pitture a forma di stella, proprio a rappresentare il cielo stellato,

     è incredibile come si siano conservate fin ora, entro in una piccola camera,

    credo sia stata sicuramente l’anticamera del sarcofago, qui trovo due statue del defunto

    che intimano al visitatore/profanatore che qui è sepolto una persona di rango e

    che il dovuto rispetto lo si deve comunque, all’interno le pareti sono completamente ricoperte

     da iscrizioni geroglifiche che rappresentano la vita del defunto, le sue funzioni in vita,

    le faccende quotidiane, insomma sembra di essere davanti ad una tv, come ho detto in precedenza,

    e guardare un documentario sulla vita di Teti. La visita a questa piramide,

    dura circa venti minuti, mezz’ora al massimo, ma quando vi si esce, sembra davvero di essere stati

     in un'altra  dimensione, il tempo e lo spazio sembrano aver preso dimensioni diverse,

    un’emozione difficilmente ripetibile.

    I successivi giorni sono dedicati alla visita della Piana di Giza e del Museo Egizio,

    della necropoli di Menfi , e di tutti gli altri siti presenti in zona, ma la vocazione ormai

    prettamente votata al turismo di massa e incontrollato non ti fanno godere a

    pieno delle bellezze fino ad allora visitate, se devo essere sincero totalmente,

    la nostra prima parte di viaggio, nell’Alto Egitto, mi è rimasta molto nel cuore e

    vorrei rivisitare quei luoghi, magari in compagnia di mio figlio, per fargli ammirare la potenza

     e la grandiosità di una civiltà millenaria che ha cambiato e stravolto anche le più elementari leggi della fisica,

    nell’architettura e nelle costruzioni, ma anche nella religione e nei costumi, in tutta la sua società .

    Sarebbe il mio sogno diventare uno studioso o perlomeno un archeologo o almeno un semplice “scavatore”

     per poter analizzare e toccare con mano quanto sino ad allora avevo solo visto e ammirato,

    questo viaggio ha aperto in qualche modo anche la mia mente, ha fatto si che molte cose

     fino ad allora solo studiate sui libri, prendessero forma. Il primo viaggio del resto serve a questo,

     a sommare una serie di forti emozioni, che poi negli anni vanno riviste e studiate nei particolari,

    come del resto dice Saldiperi, se riuscirò a ritornare nella Terra dei faraoni, saranno tante le cose

     che vorrei approfondire ma penso di preparare in precedenza il viaggio cosicché da dedicarmi

    ad alcuni aspetti particolari e meno conosciuti magari.

    Spero con questo mio racconto, di aver annoiato meno persone possibili,

    mi scuso con quanti conoscono molto meglio di me, l’Egitto e la sua storia,

    se ho commesso degli errori, vi prego di scusarmi, ma essendo passati più di due anni,

    è difficile ricordare tutto nei particolari e soprattutto con precisione storica,

    mi scuso altresì con i sovrani e con i Faraoni, il cui sonno eterno ho disturbato,

    entrando nelle loro dimore eterne, confidando nella loro benevolenza……………

    A presto

    Eligio

     


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    Salvatore Di PeriUser is Offline
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    Salvatore Di Peri

    --
    25 ago 2009 11.42
    Eligio, una cortesia.
    Dovresti fare attenzione al testo che mi esce fuori pagina e alle foto, che dovresti ridurre di un pò. Ok?
    Per il resto...grazie. Grazie del tuo racconto che in alcuni passaggi è emozionante.

    Saluti
    Salvatore


    Amun-RaUser is Offline
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    Amun-Ra

    --
    25 ago 2009 12.41
    ti ringrazio, Salvo, per la tua cortese correzione,sono felice che il mio resoconto sia stato almeno in parte emozionante,provvederò dalla prossima volta a rdurre le foto ed il formato del testo.
    Grazie ancora e a presto.


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