Gilberto Sozzani
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| 03 dic 2008 11.06 |
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Recenti esamii al radiocarbonio di alcuni rami d’olivo ritrovati a Thera (chiamata dai genovesi Sant’Irene e da qui Santorini) permetterebbe di datare con precisione l’eruzione al 1613 a.C., con uno scarto di 10 anni al massimo.
Questo però contrasta con la storiografia egizia che la daterebbe all’inizio del Nuovo Regno, nel 1530 a.C. circa.
http://www.ana.gr/anaweb/user/showplain?maindoc=7093518&maindocimg=1564949&service=100
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Annamaria Zizza
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| 03 dic 2008 01.51 |
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La storiografia egizia, Gilberto? |
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Gilberto Sozzani
 Veteran Member
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| 03 dic 2008 04.54 |
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"Scopo degli storici è quello di raccogliere e registrare gli eventi del passato dell'umanità, per scoprirne spesso di nuovi, partendo dal principio che le informazioni in loro possesso sono incomplete, parzialmente inesatte o distorte e che richiedono quindi un'analisi accurata. Perciò la storiografia è naturalmente soggetta ad interpretazione e pertanto influiscono su di essa gli indirizzi, i metodi e gli strumenti degli interpreti (gli storici); gli storici sono a loro volta influenzabili dalla struttura socio-culturale-economica in cui si formano e agiscono. Proprio per questa dipendenza dai modi di pensare dei suoi interpreti, la storiografia è a sua volta una sorta di processo che può essere oggetto di studio: in questo senso si può parlare di e una storia della storiografia. È un grande equivoco confondere la storiografia con la storia."
(da wikipedia)
E non è detto che in questo lavoro di interpretazione ci si debba basare esclusivamente su materiale scritto, ma anche su altri indizi.

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Salvatore Di Peri
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| 03 dic 2008 06.27 |
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Leggevo recentemente che una famosa stele detta della "Tempesta" descrive una tempesta abbattutasi sull'Egitto che arrecò gravi danni alle tombe e ai templi. Il re Ahmose (XVII e XVIII Din. al tempo degli Hyksos) fece il possibile per restaurare tutto e aiutare la popolazione. Quindi siamo intorno agli anni dal 1630 al 1540, circa, fine II periodo intermedio-inizi Nuovo Regno. Qualche studioso ci ha speculato su, collegando questo evento distruttivo con l'eruzione di Thera e la datazione del 1613 come quella del 1530 sono tutte e due plausibili, sempre che accettiamo questa ipotesi. Naturalmente, come dice sempre un mio amico egiittofilo, le mie idee sull'antico Egitto sono sempre provvisorie. Saluti Salvatore |
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Annamaria Zizza
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| 04 dic 2008 02.42 |
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Sì. Gilberto, grazie per lo stralcio da Wikipedia. 
E' che non comprendo come si possa parlare, nel caso dell'Egitto, di storiografia. Mi sembra piuttosto una narrazione di eventi largamente propagandistica (tranne forse che per il mio amatissimo Tuthmosis III  ), altrettanto largamente rimaneggiata in cui gli eventi vengono non interpretati, ma (leggi Kadesh) spesso narrati e deformati a proprio piacimento.
Non credere che con questo voglia dire che la storiografia oggi sia oggettiva e non propagandistica: è una pia illusione, ma almeno oggi un megalomane come Ramses non avrebbe avuto la possibilità di spacciarsi per vincitore... |
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Stefy
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 Posts:1152

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| 05 dic 2008 09.02 |
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Scusa Sit se mi permetto...ma allora perchè continui anche tu ad appassionarti alla civiltà egizia se pensi che non sia sufficientemente credibile quanto ci viene raccontato? Questo è quanto ho capito dalle tue parole, perdonami in anticipo se ho dato loro un'interpretazione che non era quella da te voluta...m'interessa comunque approfondire o perlomeno avere più chiaro il tuo pensiero.... Grazie, S. |
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Annamaria Zizza
 Advanced Member
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| 05 dic 2008 01.06 |
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L'aspetto celebrativo della "storiografia" egizia è, a parer mio, imbarazzante, ma solo fino ad un certo punto: l'Egitto antico è solo in parte attualizzabile, come (permettimi l'autocitazione) sostengo da un pezzo. E comunque ciò che ho detto credo sia largamente condiviso anche dagli egittologi. O vogliamo dire che le fantastiche narrazioni degli scribi di Ramses II corrispondono a verità oggettive e incontrovertibili? Che la narrazione, poi, degli accadimenti sia espressione anche di civiltà è vero, poiché la storiografia non è scorporabile dalla civiltà che la produce. Ma è normale che la "storiografia" egizia (che virgoletto perché manca di metodologia ed è egiziocentrica, un po' come gli Annales maximi del pontifex maximus) sia così difettosa a livello interpretativo: è, infatti, espressione di un concetto tutto sacrale del potere faraonico, oggi non più presente se non, forse, nelle repubbliche islamiche teocratiche.
Ciao 
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Gilberto Sozzani
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| 05 dic 2008 01.12 |
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Ed io dell'interpretazione storiografica degli eventi da parte degli studiosi.  |
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Annamaria Zizza
 Advanced Member
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| 05 dic 2008 01.15 |
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Scusa , Gilberto, potresti esplicare meglio il tuo pensiero? Ho fatto una correzione al mio post... |
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Gilberto Sozzani
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| 05 dic 2008 04.42 |
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Credevo di essere stato chiaro: questo il mio pensiero. Le iscrizioni, i documenti, ecc. appartengono alla Storia. Possono essere più o meno credibili, ma sono Storia. Se invece si parla di Storiografia, si tratta di teorie di studiosi moderni che, esaminando questi ed altri elementi, anche attuali come foto satellitari e altro, li interpretano e costruiscono un iter storico. |
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Annamaria Zizza
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| 05 dic 2008 05.33 |
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La storiografia, Gilberto, è, però, anche un genere letterario, avente come argomento la storia. Non è solo interpretazione successiva, ma anche testimonianza degli avvenimenti narrati. Così, ad esempio, storiografia sono anche le opere degli annalisti romani come Q. Fabio Pittore o Cincio Alimento o di Sallustio, che narra ed interpreta la congiura di Catilina o la guerra giugurtina.
Ciao |
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Gilberto Sozzani
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| 05 dic 2008 05.47 |
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Certamente, ma, in questo caso, parliamo di una ricostruzione storica che è piuttosto recente, da Napoleone in poi. |
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