Mi riaffaccio al mio sito preferito (dopo una lunga assenza dovuta a superlavoro scolastico) con un'interrogativo: ricorderete la mummia della donna giovane presente nella tomba di Amehotep II, quella con evidenti lesioni alla bocca e al torace, di volta in volta identificata con Nefertiti o con Kiya, ipotizzata artefice di un complotto e per questo uccisa. Ho notato solo oggi, a seguito di un'osservazione di mia sorella, che la localizzazione delle ferite ( ma sarebbe forse meglio dire "sfondamenti") sembra non essere casuale, ma che, al contrario, rientri nei riti di passaggio dal regno dei vivi a quello dei morti. E' possibile (badate: sottolineo "possibile") che ci sia una precisa relazione tra la collocazione delle ferite e la ritualità mortuaria egizia?O ancora: è ipotizzabile che post mortem la mummia sia stata oggetto di vilipendio in maniera tale da impedire al suo spirito un sereno transito nell'oltretomba?
Saluti a tutti
Il braccio potrebbe essere stato separato in un secondo tempo. Ricordiamoci il fatto che quella era la tomba di Amenhotep II e non una cachette reale: potrebbero essersi verificati danni sia a seguito di un furto nella tomba originale che nel trasporto della mummia alla sua nuova destinazione. Quanto al rito dell'apertura della bocca (sì, mi riferivo a quello, Salvo ) e allo sfondamento dell'orifizio orale, mi chiedevo se sia normale, assassinando qualcuno, provocare danni simili, a meno forse che la persona sia stata assassinata con una mazza e dunque con particolare efferatezza. Sto ragionando in libertà, ovviamente, e in maniera, lo avrai avvertito, pluridirezionale. Certo è possibile lo sfregio (ma perché il torace? ha il torace un significato simbolico, oltre che di contenitore del cuore?), ma, e permettimi una devianza forse poco seria, è possibile che si sia trattato di un tentativo di far " risorgere" lo spirito del defunto? Aggiungo che non ho visto "La mummia" (almeno l'ultimo...). Ovviamente dovrei sapere, ma non posseggo tale conoscenza, se ci fossero in Egitto e in mano alla casta sacerdotale, riti segreti relativi alla rinascita del defunto.
Un caro saluto
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