E’ la storia di un manoscritto perduto e insieme quella del suo autore, Alessandro Ricci, senese, il primo italiano che all’inizio dell’Ottocento si avventurò in zone inesplorate dell’Egitto e del Sudan raccontando luoghi e popoli sino ad allora sconosciuti. Dopo una “caccia” di quasi duecento anni e dopo circa ottant’anni dall’ultimo avvistamento il giornale di viaggio di Ricci è stato ritrovato. Il merito va al dottor Daniele Salvoldi che ne ha riscoperto una copia lavorando al progetto Rosellini coordinato dalla professoressa Marilina Betrò del dipartimento di Scienze storiche del mondo antico. Che il diario di Ricci esistesse era un fatto noto, ma le ultime notizie risalivano al 1930. “Si tratta di un rinvenimento eccezionale per l’egittologia– spiega Marilina Betrò – Ricci infatti descrive e disegna siti che solo pochi anni dopo, al tempo della spedizione del 1828-’29 di Champollion e Rosellini, a cui lui stesso partecipò, erano già andati distrutti”. Ma se il contenuto del diario di Ricci è avvincente lo è altrettanto la storia che lo circonda.
http://ilgiornale.unipi.it/?p=1241
AIUTACI ANCHE TU!Il mantenimento di questo sito è possibile solo grazie al generoso contributo dei visitatori, se ritieni il nostro lavoro utile e interessante aiutaci con una donazione oppure associati. Aiutaci anche tu!