StandardLiveID


Registra
Hai Dimenticato la Password?

Iscriviti gratis alla Newsletter sull'antico Egitto CLICCA QUI
 Dove sono i soci egittologia.net?
  
Risolto il "giallo" del manoscritto Ricci
Last Post 11 apr 2009 10.07 by waenra. 1 Replies.
Printer Friendly
Sort:
PrevPrev NextNext
You are not authorized to post a reply.
Author Messages
franca longagnaniUser is Offline
Advanced Member
Advanced Member
Send Private Message
Posts:537
franca longagnani

--
09 apr 2009 04.58  

L'eccezionale scoperta è stata fatta nell'ambito del progetto Rosellini


Ritrovato il diario di viaggio di uno dei primi esploratori italiani in Egitto e Sudan

riccicarta-viaggi-ricci_web.jpg E’ la storia di un manoscritto perduto e insieme quella del suo autore, Alessandro Ricci, senese, il primo italiano che all’inizio dell’Ottocento si avventurò in zone inesplorate dell’Egitto e del Sudan raccontando luoghi e popoli sino ad allora sconosciuti. Dopo una “caccia” di quasi duecento anni e dopo circa ottant’anni dall’ultimo avvistamento il giornale di viaggio di Ricci è stato ritrovato. Il merito va al dottor Daniele Salvoldi che ne ha riscoperto una copia lavorando al progetto Rosellini coordinato dalla professoressa Marilina Betrò del dipartimento di Scienze storiche del mondo antico.
Che il diario di Ricci esistesse era un fatto noto, ma le ultime notizie risalivano al 1930. “Si tratta di un rinvenimento eccezionale per l’egittologia– spiega Marilina Betrò – Ricci infatti descrive e disegna siti che solo pochi anni dopo, al tempo della spedizione del 1828-’29 di Champollion e Rosellini, a cui lui stesso partecipò, erano già andati distrutti”. Ma se il contenuto del diario di Ricci è avvincente lo è altrettanto la storia che lo circonda.

http://ilgiornale.unipi.it/?p=1241

franca longagnaniUser is Offline
Advanced Member
Advanced Member
Send Private Message
Posts:537
franca longagnani

--
11 apr 2009 10.07  
La notizia è diramata anche dall'Ansa...

DOPO UNA CACCIA DI 200 ANNI, RECUPERATO IL DIARIO DI RICCI

PISA - E' stato ritrovato, dopo una 'caccia' di quasi 200 anni e dopo circa 80 dall'ultimo avvistamento, il giornale di viaggio di Alessandro Ricci, medico e pittore senese, primo italiano che a inizio Ottocento si avventurò in zone inesplorate di Egitto e Sudan raccontando luoghi e popoli sconosciuti. A darne notizia è il giornale dell' Università di Pisa, spiegando che il merito del ritrovamento va al dottor Daniele Salvoldi che ne ha riscoperto una copia lavorando al progetto 'Rosellini' coordinato dalla professoressa Marilina Betrò del dipartimento di scienze storiche del mondo antico dell'Ateneo pisano.

Il progetto riguarda la spedizione franco-toscana del 1828-29 guidata dal pisano Ippolito Rosellini insieme a Jean-Francois Champollion che di fatto ha contrassegnato, dopo la prima decifrazione del geroglifico ad opera dello stesso Champollion nel 1822, la nascita della moderna egittologia. "Si tratta di un rinvenimento eccezionale per l'egittologia - spiega Betrò al giornale dell'Ateneo -: Ricci descrive e disegna siti che solo pochi anni dopo, al tempo della spedizione di Champollion e Rosellini a cui lui stesso partecipò, erano già andati distrutti. Ma accanto ai monumenti Ricci descrive gli usi e i costumi dei popoli che incontra, le tecniche di battaglia degli eserciti, la condizione delle donne e persino quella degli animali. Ora, a quasi due secoli di distanza la nostra intenzione è di poterlo finalmente pubblicare".

Che il diario di Ricci esistesse era un fatto noto, ma le ultime notizie risalivano al 1930. Ricci visita l'Egitto dal 1817 al 1822: l'oasi di Siiwa, il monte Sinai, quindi va a sud, sino alla confluenza del Nilo azzurro con quello bianco, Khartum e il Sennar. Torna a Firenze nel 1822 e scrive le sue memorie con l'idea di farne un libro. Cinque anni dopo è a Parigi e, così riporta il giornale dell'Università, probabilmente pensando sempre a una possibile pubblicazione, dà il manoscritto a Champollion. Ma il progetto non va in porto. Nel 1832 muore Champollion, due anni dopo anche Ricci. Del suo diario e dei suoi disegni si sa solo che Rosellini nel 1836 ne richiede la restituzione dalla Francia, ma in Toscana non torna niente. Nel 1928 Ernesto Verrucci, architetto di re Fuad I dell'Egitto, trova il manoscritto in una libreria antiquaria al Cairo: lo compra e lo segnala allo storico dell'Egitto Angelo Sammarco, autore anche del volume "L'opera degli italiani nella formazione dell'Egitto moderno". Sembra che lo stesso Sammarco voglia pubblicare l'opera completa di Ricci: nel 1930 esce un volume che contiene però solo i documenti e una breve ricostruzione della biografia di Ricci. Sammarco muore nel 1948 e le nuove ricerche del diario non danno risultati.
You are not authorized to post a reply.

Active Forums 4.1

AIUTACI ANCHE TU!
Il mantenimento di questo sito è possibile solo grazie al generoso contributo dei visitatori,
se ritieni il nostro lavoro utile e interessante aiutaci con una donazione oppure associati.
Aiutaci anche tu!