Ciao Graziella,
ogni tanto ci incontriamo!
Sono contento di poter soddisfare la tua curiosità.
La problematica è affrontata in modo più che esauriente da Laurence Gardiner nel “I segreti dell’arca perduta”.
Gli Egizi avrebbero conosciuto la tecnologia per trasformare l’oro in oro monoatomico. Questo sarebbe stato una polvere bianca e sarebbe stato molto probabilmente prodotto nell’area del misterioso tempio di Serabit el-Khedim, nella penisola del Sinai.
Stranamente in questo tempio localizzato in cima ai monti andarono quasi tutti i faraoni e qui lasciarono un numero enorme di stele votive.
Petrie asserisce di aver scoperto stanze intere piene di questa polvere bianca, ma oggi tutto e scomparso e non si sa da chi sia stata presa la polvere bianca.
Si dice che l’oro monoatomico abbia proprietà strabilianti. Oltre a scomparire se riscaldato adeguatamente e ricomparire una volta raffreddato, dovrebbe far acquisire delle capacità straordinarie a coloro che lo ingeriscono.
Questo fatto giustificherebbe l’ipotesi che il “pane bianco” offerto dai faraoni agli dèi, fosse un pane magico, una specie di droga divina destinata ai faraoni e agli dèi.