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Tac su mummia egizia a Milano
Last Post 11 mar 2009 10.15 by waenra. 1 Replies.
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Gilberto SozzaniUser is Offline
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Gilberto Sozzani

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08 mar 2009 09.58  

Da Waenra questa segnalazione:

Al Fatebenefratelli la mummia fa la Tac

Una mummia egizia conservata presso il Museo Civico Archeologico e Paleontologico di Asti è arrivata stamattina all‚ospedale Fatebenefratelli di Milano per fare una Tac. La storia e l‚interesse per l‚antico paziente da parte di medici all‚avanguardia come Luca Bernardo (Direttore del dipartimento Materno-Infantile) e Antonio Pieri (neurochirurgo e neuroendoscopista) iniziano con la mostra „Grandi dottori dell‚Antico Egitto-Malattia e cure nella terra dei Faraoni", tenutasi lo scorso autunno a Casale Monferrato. Studiando e radiografando quello e altri reperti, i medici avevano individuato tracce di operazioni chirurgiche al cervello avvenute migliaia di anni fa. La tappa successiva è quindi svelarne con una tomografia assiale i dettagli e gli esiti.

http://milano.repubblica.it/multimedia/home/5071254/1/1

franca longagnaniUser is Offline
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franca longagnani

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11 mar 2009 10.15  
Con ogni probabilità la mummia contenuta nel sarcofago del sacerdote Ankhpahered non è il religioso, anche se resta tutto da stabilire chi possa essere. A svelare la presenza dell'impostore è stata una moderna Tac fatta sulla mummia, che arriva dal museo archeologico e paleontologico di Asti, all'ospedale Fatebenefratelli di Milano con una tecnica spirale e un apparecchio a 16 strati.
Le 2.950 immagini prodotte sono servite per una ricostruzione in 3D che ha rivelato una serie di sorprese. Non solo, infatti, le bende della mummia non riportano il nome del defunto e mancano completamente gli amuleti che avrebbero dovuto accompagnare il suo viaggio nell'aldilà.
Il suo scheletro, pur integro, è parzialmente scomposto e il fulcro è formato non tanto dalle 24 vertebre mobili (tutte presenti) ma da 21 canne, probabilmente di papiro, che sorreggono il cranio. Una tecnica che fa pensare piuttosto a uno scheletro ricomposto su una barella e poi fasciato.
Inoltre, la parte inferiore presenta segni di artrosi. L'ipotesi è che la mummia lavorasse sforzando soprattutto le gambe. Difficile quindi che si tratti del sacerdote del dio Min, protettore della fecondità, di cui racconta il sarcofago datato fra la XXII e la XXIII dinastia, cioè fra il 945 e il 715 Avanti Cristo.
«Il sarcofago e il corpo - ha spiegato l'egittologa Sabina Molgora alla presentazione dei dati nella sede di Regione Lombardia - raccontano due storie diverse». Ora dall'incontro dei dati si cercherà di capire come le loro storie si incrociano: se il sarcofago è servito per una nuova sepoltura egizia, come a volte accadeva per risparmiare, se Ankhpahered è stato rubato e sostituito, magari per venderlo a qualche collezionista. Per questo i fautori del "Progetto Tac" ora vorrebbero esaminare la mummia col Carbonio 14 e stabilire il periodo della morte.

Qui le foto: http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=1&pm=1&IDmsezione=24&IDalbum=16287&tipo=FOTOGALLERY#mpos
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