Inanzitutto sono d'accordo con chi dice che bisogna tenere la mente in una posizione elastica.
Dopotutto potrò leggere quanti libri desidero, ma si tratta pur sempre di un epoca remota... . Capisco le prove e tutto quanto, ma una certezza è un limite che ben si deve delimitare. Limitare un oggetto o una persona a un dato fatto senza essere consapevoli pienamente di ciò che si dice o si fa, è molto pericoloso.
Detto questo, non ho null'altro da aggiungere perchè mi trovate perfettamente impreparato

. Tutto ciò che sapevo l'ho detto precedentemente.
Volevo far notare solo una cosa.
In molti rilievi monumentali, ritroviamo il Faraone nell'atto di "racchiudere" tramite una cordicella un gruppo di uomini stranieri. Lo si ritrova persino nella tavoletta di Narmer... il falco che tiene i libici.
Questo significa che in guerra si effettuavano prigionieri come avete ben detto. Un'ipotesi per me valida è che questi tizi venissero schiavizzati.
Che senso aveva trattarli come uomini normali - e con "normale" si intende pieni diritti - mentre potevano sfruttarli per qualsiasi tipo di lavoro?
Era un gran vantaggio no? Ripeto che è un'ipotesi e non una legge.
Voi dite che c'era gente che umilmente si offriva volontaria alla gestione delle diverse mansioni. Quindi servi.
Un pò come oggi i camerieri, le commesse ecc. .
Quindi gente economicamente bassa. Quale riccone si sarebbe messo a lavorare......................... come uno schiavo per il bene dell'altro?
Solo i poveri, perchè venivano posizionati bene.
E quindi persone quasi abbandonate a loro stesse.
Tralaltro anche sulla figura del Faraone bisogna argomentare.
Ho letto troppi sentimentalismi su questa figura, tralasciando forse l'unica vera caratteristca fondamentale di questo personaggio: che era una sottospecie di dittatore... o anzi, un dittatore.
Nell'arte dell'Antico Regno era persino posto in maggior risalto rispetto alle divinità. Gli si conferivano pieni poteri, e non credo che non ci fosse almeno un individuo che covava sentimenti di ripugnanza verso questo o quel re di turno.
Pergiunta, l'Hekat, dà l'idea del pastore che gorvena le greggi... anche perchè è questo il suo significato dopotutto.
Insomma... . Per schiavo egizio s'intende un semplice uomo senza diritti. Non dico che venne messo ai lavori forzati... ma un qualche privilegio alla società lo dava certamente.
Che poi la parola Schiavo (hm in geroglico mi pare), venisse traslitterata in Servo (Bak, idem), non mi sembra cambi molto.
Sinceramente parlando, bisogna porre la moralità su questo piano.
Assumiamo per un attimo le sembianze di combattenti catturati in guerra, e portati in Egitto per lavorare la terra o altro. Non è un oltraggio alla persona?
Servilisvo o meno. Diritti o non diritti, questo era una specie di violenza.
Un attimo prima pensavamo a sconfiggere l'Egitto, e un minuto dopo ci ritroviamo a sgobbare sotto il sole in un terra "nemica".
Non c'è niente di peggio.
Che venissero trattati bene o menoi, è pur sempre una sottomissione.
Come qualcuno ha fatto notare precedentemente, a un certo punto della storia, i sovrani egizi "importarono" nel loro paese i figli dei sovrani stranieri, o comunque della corte, per insegnargli i modi all' "egizia", e questa è manipolazione mentale.
Comunque sia, ci sono parecchi spunti.
Sono interessanti i vostri dibattiti e mi istruiscono.
Quando ne sono capace, cerco di dire anche la mia nel limite del possibile

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Ciao!
Kyos.