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Occhio di Ra
Last Post 14 Apr 2007 07:57 AM by Stefy. 39 Replies.
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neferUser is Offline
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nefer

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21 Feb 2007 06:10 PM

    Ciao a tutti, sono una egittofila di primo pelo e vorrei, se possibile, un aiuto dagli esperti che popolano ogni giorno questa community: in riferimento al famoso occhio sacro, in alcune circostanze viene definito occhio di Ra, in altre come occhio di Horus, perchè questa doppia denominazione?

     

    Grazie a tutti



    Salvatore Di PeriUser is Offline
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    Salvatore Di Peri

    --
    21 Feb 2007 07:02 PM
    Ciao Nefer,

    I due occhi del dio Horo erano il sole e la luna. Erano anche considerati come le barche sulle quali il dio sole doveva compiere ogni giorno il suo viaggio diurno e notturno.
    I sacerdoti di Eliopoli ritennero che al primo posto fra gli dei non poteva stare Horo, dio del cielo, senza Ra, il sole, e identificarono il primo con il secondo. Decisero che l'occhio solare (destro) apparteneva a Ra e l'occhio lunare (sinistro) ad Horus.
    (Mario Tosi - Dizionario delle Divinità)



    Gilberto SozzaniUser is Offline
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    Gilberto Sozzani

    --
    21 Feb 2007 07:06 PM
    Se vai a questo sito della community, troverai anche altre notizie.
    http://www.egittologia.net/Communit....aspx#1983



    Thierry HenryUser is Offline
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    Thierry Henry

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    22 Feb 2007 09:56 AM

    Credo che la comunanza del simbolo dell'occhio tra Ra ed Horus sia anche dovuta all'unione che ne fu fatta (mi pare a partire dal Medio Regno,ma non vorrei esser inesatto) nella figura di Ra-Horakhety.


    ROBERTOUser is Offline
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    ROBERTO

    --
    22 Feb 2007 10:53 AM

    Nelle leggende egizie si racconta che:

    L'occhio sinistro è l'occhio di Horus che fu ferito da Seth, l'occhio cadde sulla terra e insegnò agli uomini la matematica, infatti ogni parte dell'occhio ha un valore di frazione ma la somma di queste frazioni non dà l'intero che è, invece, l'occhio.

    L'occhio destro è quello di Ra che, mentre il grande dio era addormentato, volle andare per il mondo; al risveglio Ra si ritrovò senza l'occhio destro e  Iside, con le sue arti magiche lo ricostruì; l'occhio, al ritorno trovò la sua orbita occupata e pianse, le sue lacrime caddero sulla terra e crearono gli uomini.

    Ra commosso dal pianto del suo occhio lo prese e se lo pose sulla fronte e l'occhio prese la forma del cobra che protegge il Basso Egitto.

    Questa, a grandi linee, dovrebbe essere la differenza sostanziale; mi scuso per eventuali errori interpretativi ed espositivi ma questo è quanto mi risulta.

    Ciao, BATA.  



    Antonio CrastoUser is Offline
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    Antonio Crasto

    --
    23 Feb 2007 03:04 PM

    Ritengo che sia necessario considerare lo sviluppo dei miti e i loro eventuali inquinamenti.

    I miti dell’Occhio di Ra e dell’Occhio di Horus erano in origine sicuramente differenti e una loro assimilazione fu forse fatta nel Nuovo Regno o nell’Epoca Tarda.

     

    Mito degli Occhi di Ra

     

    Si tratta di una narrazione, nel linguaggio esoterico dei miti, di avvenimenti di natura cosmica.

    Gli Egizi erano consapevoli che molte delle catastrofi che colpivano la Terra erano associate ad oggetti provenienti dal cielo.

    Considerando Ra la più alta manifestazione del Creatore e arrivando a volte ad identificarlo  con esso, i sacerdoti egizi trovarono naturale identificare negli occhi di Ra gli oggetti capaci di missioni punitive sulla Terra. Queste entità in realtà furono immaginate come delle dee (Tefnut, Hathor, ecc.) che normalmente sarebbero state nel cielo fra gli altri dèi (le stelle). Questi occhi sarebbero stati identificati in alcune stelle particolarmente brillanti, così che i sacerdoti/astronomi ne avrebbero potuto seguire i loro movimenti.

    Essi sapevano che la maggior parte delle stelle risulta invisibile durante un certo periodo dell’anno (Sirio manca all’appello per circa 70 giorni) ed era quindi logico pensare che durante questi lunghi periodi le stelle / dee, gli Occhi di Ra fossero in missione punitiva sulla Terra o sugli altri pianeti.

    Nacque così anche una giustificazione poetica della creazione degli uomini. Questi sarebbero nati dalle lacrime dell’Occhio Hathor, che avrebbe trovato il suo posto nel cielo occupato da un astro costruito dalla magia di Iside.

     

    Mito dell’Occhio di Horus

     

    Tutta un’altra cosa è la descrizione, sempre nel linguaggio esoterico dei miti, della storia narrata dal secondo mito.

    E’ una storia con valenza terrena, che nello scontro fra Horus e Seth, vede forse lo scontro fra Alto e Basso Egitto durante il periodo predinastico. I sacerdoti era consapevoli che le lotte fra le Due Terre furono violente e pertanto decisero di caratterizzare la storia dei due personaggi con particolari ferite fisiche.

    Essi si riferirono però agli animali che rappresentavano i due personaggi: il Falco e il Toro.

    La perdita di un occhio del Falco e quella dei testicoli del Toro avrebbero leso sensibilmente le caratteristiche dei due animali sacri, penalizzando o togliendo le rispettive capacità visive e riproduttive.

    Seth, il perdente, non riacquistò le sue capacità, mentre Horus, giudicato dagli dei legittimo erede al trono di Osiride, poté riacquistare la vista tramite la ricostruzione dell’occhio da parte di Toth.

    Io ritengo questa interpretazione del mito dell’Occhio di Horus solamente parziale e mi riservo di fornire alla Community una mia spiegazione più approfondita.

     

    In ogni caso è evidente che i due miti sono completamente differenti, anche se a mio parere può esistere una certa attinenza.

    Trovo pertanto che l’identificazione dell’occhio sinistro di Horus con la Luna e del suo occhio destro col Sole sia relativamente tarda e forse proprio associata alla creazione della nuova divinità Ra-Horakhty.

     

     



    neferUser is Offline
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    nefer

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    23 Feb 2007 08:32 PM
    Direi che non avrei potuto sperare in risposte più chiarificatrici di quelle che mi avete fornito
    Grazie a tutti


    ivan vanciniUser is Offline
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    ivan vancini

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    03 Apr 2007 11:46 PM
    Vorrei porre un interrogativo agli esperti in merito: non potrebbe essere che "di fatto" Horus e Ra siano lo stesso dio, così come per esempio Sekhmet e Bastet, raffigurati in modo differente per ritrarne diversi aspetti o manifestazioni specifiche? Da qualche parte avevo letto che Horus è una divinità solare più antica di Ra; peraltro mi pare di aver capito che i nomi degli dei sono aggettivi e quindi potrebbero essere "qualità" riferite allo stesso creatore (un po' come i 99 nomi di Allah).


    StefyUser is Offline
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    Stefy

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    04 Apr 2007 02:50 PM
    Non mi ritengo un'esperta ma provo a risponderti in attesa che qualcuno sia più esaustivo. La raffigurazione di un falco con il disco solare in testa è Ra- Harakhti cioè la manifestazione visibile del sole, il dio sole che ha raggiunto la massima potenza del suo splendore.....nasce come scarabeo emergendo dalle viscere della terra (il sole del mattino) per poi divenire l"Horo dell'Orizzonte". E' una divinità riscontrabile nella zona tebana, ma Ra e Horus non sono lo stesso dio, Ra-Harakhti è l'unione di due divinità.

    S.


    ivan vanciniUser is Offline
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    ivan vancini

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    08 Apr 2007 04:17 PM
    Sono stato troppo sbrigativo nell'interrogativo e non mi sono spiegato bene: intendevo domandare se il sincretismo Ra-Horus potesse coincidere con una semplificazione di due diversi aspetti della stessa divinità, che all'occorrenza possono quindi venire fusi (Ra-Hor-Akhty). Parto a monte, cioè da qualche secolo dopo..., quando i Greci parimenti fondono Helios e Apollo: cioè Apollo riunisce in sé anche gli attributi solari "puri" di Helios. Apollo, chiamato anche Horapollo per l'identificazione con Horus, da bambino viene perseguitato (come Horus) dal serpente Pitone in seguito fulminato da Apollo adulto con le sue frecce infuocate (similitudine con Ra che fulmina Apep). Un appellativo di Apollo è "sterminatore di lupi", sulla falsariga di Horus che sconfigge il dio-levriero Seth (senza aprire una polemica, personalmente ritengo che Seth sia un canide, ritratto come usuale con qualche ritocco). Apollo ha una sorella gemella, Artemide, e insieme rappresentano simbolicamente il Sole e la Luna, a cui sono sacri rispettivamente il leone e il gatto. Occasionalmente Horus e Bastit vengono considerati gemelli, figli di Osiride e Iside... E' pure vero che i Greci non svilupparono mai un culto solare importante, anzi (nella guerra di Troia Apollo combatte a fianco dei Troiani!), ma sono più vicini a noi e quindi potrebbero essere d'aiuto nel farci capire gli Egizi. Akhenaton stesso non vietò il culto di Ra né di Apollo quando li riunì (?) nell'Aton...


    StefyUser is Offline
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    Stefy

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    10 Apr 2007 08:25 AM
    Penso che l'ellenizzazione dei miti egizi porti confusione e non chiarezza alla comprensione degli stessi.....in epoca dinastica non si ipotizza nemmeno lontanamente, che io sappia, del fatto che Horus abbia una sorella gemella e che ella sia identificabile con Bastet. Per quanto riguarda il sincretismo Ra-Horus, a parte nel caso di Ra-Harakhti, quali altri esempi conosci?

    Akhenaton poi è stato considerato un eretico, quasi un tiranno ma non sono convinta che sia stato così nei riguardi dell'Egitto intero.....credo poi che tu abbia fatto un errore a scrivere Apollo, altrimenti la confusione tra mitologia egizia e greca credo sia troppa!

    S.


    ivan vanciniUser is Offline
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    ivan vancini

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    10 Apr 2007 03:10 PM
    Sì, hai ragione! , ho scritto Apollo intendendo Horus!

    Concordo anche sul fatto che non si possa prendere per oro colato la teologia greca al fine di comprendere quella egizia (basti vedere quando sono differenti Zeus e Amun!). Però qualche traccia sarà pur rimasta, del resto i Greci sono discepoli diretti degli Egizi; resta il dramma quindi di vagliare l'originale dalle modifiche...
    Probabilmente anche i gemelli Horus-Bastit sono un apporto spurio greco, per creare una similitudine con Apollo-Artemide. Confesso di aver letto qua e là indiscriminatamente e non tutte le fonti sono affidabili e attendibili.
    In ogni caso già Ra-Hor-Akhty mi pare illuminante; il Sole viene anche indicato come il "brillare" e/o l'"orizzonte" di Ra-Horus. In realtà la mia domanda sarebbe ben più ampia e cioè: Khepr, Ra, Horus, ecc. possono essere considerati forme differenti dello stesso dio creatore Atum?
    Ra e Horus in particolare hanno molte simbologie comuni, a iniziare proprio dalla raffigurazione grafica (lo stesso si potrebbe dire per Iside e Hathor); se ho capito bene - correggimi se sbaglio - Ra inizialmente viene raffigurato come Gatto di Eliopoli o come Mangusta, in seguito acquista l'aspetto di Falco per sincretismo con Horus, che a sua volta talvolta sostituisce la doppia corona col disco solare e viene chiamato dunque Ra-Hor-Akhty. Ma Horus contiene già in sé una "solarità" nel venire sdoppiato in bambino (il sorgere del Sole) e adulto (il Sole in sé). Se ho capito bene Ra raffigura il Sole allo zenit, non il Sole in toto.
    Del resto, non sono un esperto, ma non condivido molto l'idea di "eresia" tradizionalmente legata ad Akhenaton; credo che, in generale, nessuno inventi nulla di sana pianta, né che un evento storico piombi dal cielo scaturendo dal nulla ed esaurendosi nel nulla (e questo ritengo valga per ogni occasione storica).
    Akhenaton altro non fece che ridipingere il tradizionale disco alato - il Sole con le ali e le due Dame -, peraltro da un restyling già operato dal padre Amenophi III. Aton non si discosta più di tanto dal disco alato, se non nella forma, nella sostanza.
    E' Akhenaton stesso che mi ha fatto sorgere l'interrogativo che pongo: se ai suoi tempi è stato possibile concepire in Aton tutte le prerogative solari, è dunque possibile che di fatto già non si distinguesse più la differenza tra Horus, Ra, Khepr, ecc.?
    Questa forse è la vera domanda che ho in testa, e insisto non per spirito di polemica ma per far luce nella confusione che ho in testa...
    Scusa dunque per il "papiro"


    Gilberto SozzaniUser is Offline
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    Gilberto Sozzani

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    10 Apr 2007 05:25 PM
    A mio parere, tutti i maggiori Dei dell'Egitto sono aspetti sincretici di un unico Dio: Ra, il Sole. Akhenaton non ha fatto altro che esasperare questo concetto. Basta guardare come, sul capo degli Dei, venga quasi sempre raffigurato il disco solare.
    Ci sono poi anche divinità locali o minori che io paragono un po' alle figure dei nostri Santi. Sulla loro aureola ci sarebbe poi da discutere se si possa in qualche modo collegare al disco solare sul capo degli Dei egizi: illuminati da Dio?


    StefyUser is Offline
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    Stefy

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    11 Apr 2007 03:26 PM

    Ci tengo a ricordare che Horus è una divinità più antica di Ra. La dedizione al culto solare iniziò verso la IV dinastia, prima esisteva un culto stellare.

     

    Credo che i vari dèi ebbero origine dall’evoluzione delle primissime divinità, ognuna di esse aveva particolarità proprie che, associate fra loro, donavano a colui al quale venivano attribuite determinate caratteristiche.

    Se non ricordo male Ra-Harkhti viene raffigurato sulle tombe tebane, quindi siamo nel Nuovo Regno e non ha una storia precedente, per cui credo che sia stata un’associazione momentanea.

    La mia idea è che gli dèi principali erano un punto fermo, al quale venivano associate diverse divinità a seconda delle zone geografiche e delle epoche storiche.

     

    Akhenaton penso che abbia deciso di dedicare tutto il suo amore e la sua devozione a un unico dio in quanto riconosceva in esso la massima potenza, quindi se il faraone aveva questa concezione perchè adorare altri dèi?

    Aton racchiudeva nella sua forma sferica TUTTO e lo emanava attraverso i suoi raggi, Akhenaton era così completo.

    L’intero Egitto però, politeista da sempre, non poteva certo accettare la situazione e da qui la fine del periodo amarniano. Quindi non è che durante il  regno di Akhenaton gli altri dèi scomparvero perché non avevano più importanza, né erano stati inglobati in un unico dio, è che il faraone decise di imporre l’adorazione di Aton ma non mi pare che abbia avuto troppa obbedienza! Infatti uscito di scena Akhenaton venne immediatamente ripristinato il politeismo.

     

    L’aureola poi indica la santità, quindi Gil come dici tu, potrebbe significare illuminato da Dio e indicare quindi l’appartenenza al mondo celeste, alla Luce, a Dio….nelle immagini sacre spesso sono raffigurati i raggi solari che emanano la luce di Dio, quindi mi sembra un chiaro riferimento al legame che c’è fra Dio e il Sole inteso come luce che illumina il regno dei cieli……

     

    S.

     



    Tozzi MichelaUser is Offline
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    Tozzi Michela

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    11 Apr 2007 06:52 PM

     “Ci tengo a ricordare che Horus è una divinità più antica di Ra. La dedizione al culto solare iniziò verso la IV dinastia, prima esisteva un culto stellare.”
    Sono perfettamente d’accordo con Stefy riguardo a questo particolare che credo non sia sa sottovalutare… E anch'io penso che non si possa afferrare con coerenza l’essenza di alcuni aspetti della religione egizia partendo da quella greca.
    Credo che sia molto importante ricordare un aspetto fondamentale del sincretismo religioso egizio, forse uno dei concetti più difficili da capire per noi, visto che non ne abbiamo di simili: dall’incontro di due divinità, come ad esempio Horus e Ra, ne nasce una terza, in questo caso Ra-Harakhty (Horo all’Orizzonte), che non si sostituisce alle prime due, ma vi si aggiunge. Queste tre divinità compaiono come distinte, anche se hanno caratteristiche simili fra di loro. La stessa considerazione la potremmo fare con Amon, Ra e Amon-Ra.
    In effetti molte divinità egizie possono essere considerate diverse facce della stessa medaglia, come Bastet (pacifica e remissiva) e Sekhmet (vendicatrice e indomabile), ma non credo sia corretto dal punto di vista della “dottrina” considerarle una stessa divinità. Mentre le divinità greche si differenziano nettamente fra loro in quanto a compiti e caratteristiche fisiche, i confini delle mansioni e degli aspetti per le divinità egizie si fanno spesso più fumosi; e infatti molte divinità, come ad esempio Hathor e Iside spesso sono “intercambiabili”…ma questo non fa di loro un’unica divinità.

    Riguardo al culto dell’Aton, a me sembra più che altro che Akhenaton abbia imposto l’adorazione assoluta di sé…proprio per questo una volta sparito lui, il culto di Aton finì. Non c’era possibilità per il suddito di accedere direttamente alla benevolenza di questa divinità, visto che il tramite era sempre e solo Akhenaton, l’unico a poter officiare i riti nel tempio e l’unico a fungere da collegamento, in quanto figlio di Aton, fra il dio e il resto della popolazione, includendo nel termine sia gli appartenenti alla sua corte sia l’ultimo degli schiavi.

    <!--[if !supportEmptyParas]--> Per Gil: l’aureola viene portata dai santi, che sono innanzitutto uomini. Qui invece si tratta di un disco che è esclusivo appannaggio delle divinità. Nemmeno Akhenaton si fa mai ritrarre con l’Aton sulla capoccia….<!--[endif]-->

    Baci

    Mikela




    Gilberto SozzaniUser is Offline
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    Gilberto Sozzani

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    11 Apr 2007 09:20 PM
    Per quanto riguarda l'aureola, nell'iconografia cristiana la porta anche Gesù, uomo-Dio. Poi, sottoponevo all'attenzione solo un altro elemento che, forse, potrebbe essere trasmigrato da quella egizia in altre religioni successive.

    P.S. Bentornata!


    Gilberto SozzaniUser is Offline
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    Gilberto Sozzani

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    11 Apr 2007 10:17 PM
    Credo non ci sia cosa più complessa della religione egizia, anche perché nasce dall’unione di credenze diverse, proprie dei vari Templi sparsi per l’Egitto, e non penso che l’argomento si possa esaurire in poche righe. Basti pensare agli Dei “rana” dell’Ogdoade, al vasaio Khnum di Elefantina, al Dio falco (non ancora Horus) di Nechen, ecc.
    Però, dopo l’unificazione dell’Egitto e l’adozione della religione di Heliopolis nel territorio, anche se localmente continuavano ad essere adorati gli antichi Dei, il Dio creatore è sempre Ra, il sole, sia che lo si chiamasse Atun, Amon o Aton.
    Per cui, a mio parere, la religione egizia, almeno in epoca storica, era sì politeistica, ma in fondo in fondo, anche monoteistica. Gli altri Dei erano entità diverse da Ra, ma anche solo suoi aspetti differenti, con altre caratteristiche, riconducibili sincreticamente a lui.
    In fondo, anche noi abbiamo un Dio uno e trino e, per loro, forse, questo era ben più che trino, ma la sostanza non cambia.  



    StefyUser is Offline
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    Stefy

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    12 Apr 2007 08:20 AM
    Sì, il dio creatore è sempre il sole ma forse noi l'intendiamo così....Secondo me loro distinguevano le diverse entità, cioè Atum era il demiurgo, il creatore....Ra era la personificazione del sole, cioè la coscienza di Atum.....Aton era il disco solare che racchiudeva in sè Atum e Ra.....a parte la parentesi di Akhenaton, prima e dopo c'è sempre stata distinzione fra Atum e Ra, non c'è mai stata fusione ma solo associazione. Mentre la religione cattolica e quindi la nostra mentalità rimanda a un unico dio, io credo che per gli egizi la distinzione fosse netta.

    S.


    Antonio CrastoUser is Offline
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    Antonio Crasto

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    12 Apr 2007 09:04 AM

    Non sono d’accordo.

    Per me l’antichissima religione egizia, ma forse quella di una possibile civiltà del Paleolitico Superiore, era monoteistica.

    Un animo scevro da condizionamenti teologici, dettati da sciamani, preti o santoni, non può che pensare ad una sola entità trascendentale.

    Gli egizi hanno identificato questa entità astratta e l’hanno chiamata Kheperdjesef “L’entità sacra che si è auto-creata”. Hanno ipotizzato che a questa entità fossero associati quattro geni: Hw, Heka, Sia e Diuqed, personificanti i quattro poteri del creatore: la parola, il potere magico, l’intelletto e il male.

     

    Questa entità era astratta e come tale non rappresentabile, per cui i sacerdoti egizi si videro costretti a venerare la più evidente manifestazione del creatore, il Sole, senza la quale era evidente l’impossibilità di vita sulla terra.

    L’epifania Ra aveva ovviamente un aspetto fisico costituito dal suo disco luminoso Aton.

    Io credo che, ad un certo punto della loro evoluzione, gli Egizi devono aver associato la levata del Sole all’equinozio di primavere ad una particolare costellazione e che agli inizi dell’età dinastica questa costellazione zodiacale fosse il Toro.

    I sacerdoti egizi crearono così una nuova divinità Ptah, alla quale dedicarono i sacri tori.

    Agli inizi della XII dinastia ci fu il passaggio all’era zodiacale dell’Ariete (passaggio stimato dagli astronomi) per cui fu necessario inventare una nuova divinità solare: Amon, dalla faccia di ariete e fino ad allora nascosto nella Terra del Dio a sud dell’Egitto.

    Ptah e il Toro non furono buttati via, ma il culto del Toro passò in secondo ordine dopo quello dell’Ariete.

     

    In tutto questo Atum non centra niente.

     

    Questa divinità incarnava le varie rinascite della civiltà egizia e come la Fenice era considerato il creatore di ogni nuova fase della lunga civiltà.



    Salvatore Di PeriUser is Offline
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    Salvatore Di Peri

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    12 Apr 2007 11:54 AM
    Carissimo Antonio,
    confesso la mia ignoranza sull'origine delle divinità (o della divinità) così come l'hai esposto.
    Mi piacerebbe approfondire questo argomento, veramente interessante; da dove hai tratto quello che hai scritto?

    Saluti
    Salvatore


    Antonio CrastoUser is Offline
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    Antonio Crasto

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    12 Apr 2007 01:18 PM

    Di norma quando cito il pensiero di qualche autore riporto il riferimento bibliografico.

    Quando invece esprimo il mio pensiero non posso riportare come esso si è formato. Sarebbe impossibile. La cultura si forma nel corso di lunghissimi anni di studio sia leggendo il pensiero di altri sia elaborando proprie convinzioni.

    Le mie ipotesi non sono ovviamente dei dogmi e come tali possono essere discusse, criticate ed eventualmente contestate.

    Se ti interessa approfondire qualcosa aspetto se ne può ovviamente parlare.

     

    Un saluto   Antonio



    ROBERTOUser is Offline
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    ROBERTO

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    12 Apr 2007 01:47 PM

    Se ho ben capito il nome dell'Entità astratta KHEPERDJESEF e quelli dei geni HW, HEKA, SIA e DIUQED sono una tua invenzione???

     

    Ciao, BATA



    Antonio CrastoUser is Offline
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    Antonio Crasto

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    12 Apr 2007 03:08 PM

    Il nome del Creatore e dei suoi quattro geni puoi trovarli nel corso di geroglifici di M. E. Chioffi.

    A titolo di collaborazione inserisco un'immagine in cui riporto la scrittura geroglifica, la traslitterazione e la traduzione italiana.

     


    Creatore.jpg

    Thierry HenryUser is Offline
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    Thierry Henry

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    12 Apr 2007 06:14 PM
    Questa entità era astratta e come tale non rappresentabile, per cui i sacerdoti egizi si videro costretti a venerare la più evidente manifestazione del creatore, il Sole, senza la quale era evidente l’impossibilità di vita sulla terra.
    ’epifania Ra aveva ovviamente un aspetto fisico costituito dal suo disco luminoso Aton.
    Io credo che, ad un certo punto della loro evoluzione, gli Egizi devono aver associato la levata del Sole all’equinozio di primavere ad una particolare costellazione e che agli inizi dell’età dinastica questa costellazione zodiacale fosse il Toro.
    I sacerdoti egizi crearono così una nuova divinità Ptah, alla quale dedicarono i sacri tori.
    Agli inizi della XII dinastia ci fu il passaggio all’era zodiacale dell’Ariete (passaggio stimato dagli astronomi) per cui fu necessario inventare una nuova divinità solare: Amon, dalla faccia di ariete e fino ad allora nascosto nella Terra del Dio a sud dell’Egitto.
    Ptah e il Toro non furono buttati via, ma il culto del Toro passò in secondo ordine dopo quello dell’Ariete.


    Splendido.
    E' una teoria estremamente interessante.
    A questo punto, però, mi vien da domadare se queste costellazioni fossero già conosciute con queste denominazioni di Toro ed Ariete già da allora, o siano postume.
    Solo nel primo caso, ovviamente, questa teoria avrebbe piena valenza.


    Antonio CrastoUser is Offline
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    Antonio Crasto

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    12 Apr 2007 06:33 PM
    Caro Living_Colour,
    la certezza non la si ha, ma devi ammettere che il culto del Toro e dell'Ariete sono proprio in corrispondenza delle due ere zodiacali.
    Prima dell'inizio della XII dinastia non esisteva Amon né era mai stata scolpita una sfinge con la testa di Ariete.
    Mi sembra strano che i nomi delle due ere siano nati alcuni millenni dopo e solamente per riferirsi a due aspetti della religione egizia.
    Perché non chiamere le due costellazioni: ibis, falco, gatto e così via.


    Tozzi MichelaUser is Offline
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    Tozzi Michela

    --
    12 Apr 2007 07:45 PM

    In effetti l’ipotesi di Antonio è suggestiva… Inoltre non vedo perché una cosa debba per forza escludere l’altra. Nel caso specifico, ammettere come possibile una primitiva monoteisticità di una antica popolazione penso possa convivere benissimo con l’idea di una religione che in seguito si è sviluppata nel modo che conosciamo, dando quindi spazio a molteplici divinità, siano queste entità creatrici o distruttrici, protettrici di una città, di un distretto,  di un gruppo di persone. In fondo credo che potremmo fare lo stesso discorso per molte antiche religioni, inclusa quella greca.

    P.S.: Grazie per il "bentornata" Gil...






    ivan vanciniUser is Offline
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    ivan vancini

    --
    12 Apr 2007 10:07 PM
    Innanzitutto: grazie!, Sozzani, per quanto scrivi: «A mio parere, tutti i maggiori Dei dell'Egitto sono aspetti sincretici di un unico Dio: Ra, il Sole. Akhenaton non ha fatto altro che esasperare questo concetto. Basta guardare come, sul capo degli Dei, venga quasi sempre raffigurato il disco solare.» E' una risposta possibile alla domanda che tentavo di porre da 3 post (vorrei avere lo stesso dono di sintesi)! Io mi sono fatto la stessa idea, superando un'interpretazione letterale, e cioè che di fatto le divinità siano manifestazioni delle qualità del Dio-Sole (altrimenti perché sarebbero aggettivi?), per cui Sekhmet altro non sarebbe che l'ira "potente" del Dio-Sole, così come Bastit l'ira "placata". Ra peraltro non ha connotazioni esclusive di polarità maschile, ma "onnisessuali", visto che genera da solo e "la sua mano è la sua sposa" :-) Vorrei solo aggiungere un paio di altre osservazioni, a riguardo dei post che seguono: 1) Non capisco perché se Ra, Horus e Ra-Hor-Akhty vengono raffigurati anche insieme non dovrebbero riferirsi cmq alla stessa divinità: non potrebbero significare: il "Creatore è allo zenit, è distante ed entrambe le cose"? Parimenti ad Abu Simbel vediamo 4 Ramsis II ma non credo che 3 siano suoi gemelli, né che - tornando alle divinità - le file di Sekhmet nel tempio di Mut a Karnak siano una Sekhmet e le altre chissà chi... 2) Non concordo sul fatto che la teologia amarniana non prevedesse altre manifestazioni del Dio-Sole (o forse meglio: del Creatore, agli uomini visibile tramite la sua icona-disco solare): nel famoso inno vengono citati ad es. esplicitamente Ra-Hor-Akhty, Ra, Shu. Né col filone che considera la teologia amarniana una effimera parentesi; ritengo più credibile l'altro filone che lo considera il primo tentativo di un cambiamento poi definitivo, e la storia gli ha dato ragione. Francamente il "ritorno" successivo ad Amun ecc. mi pare l'effimero tentativo, e cioè di tornare al passato, avendone però perduto i contenuti (???), un po' come fece Giuliano l'apostata un bel po' di secoli dopo, nella vana speraza di risostituire gli Dei romani al cristianesimo. 3) Non capisco il rifiuto aprioristico di confronto tra gli Egizi e i Greci. L'aiuto che può offrire la cultura greca è immensa nel decifrare anche alcuni misteri egizi; se Champollion non avesse analizzato la stele di rosetta - col testo greco a fronte dell'egizio - col cavolo che si sarebbero decifrati i geroglifici; se Erodoto non ci avesse raccontato la storia di Iside e Osiride, quel racconto sarebbe perduto per sempre. Ovvio che bisogna tener conto delle inevitabili modifiche operate dai Greci, ma perché brancolare nel buio completo? 4) Una domanda per Antonio Crasto: Kheperdjesef è un altro nome di Atum?


    Gilberto SozzaniUser is Offline
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    Gilberto Sozzani

    --
    12 Apr 2007 10:08 PM
    P.S.: Grazie per il "bentornata" Gil...[/q]









    Aspettiamo foto e relazione.








    Salvatore Di PeriUser is Offline
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    Salvatore Di Peri

    --
    12 Apr 2007 11:23 PM
    Posted By Sozzani on 12 apr 2007 23.08
    P.S.: Grazie per il "bentornata" Gil...


    Aspettiamo foto e relazione.





    Bentornata anche da parte mia e anch'io aspetto..

    Saluti
    Salvatore


    StefyUser is Offline
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    Stefy

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    13 Apr 2007 08:02 AM
    E'sottointeso che io abbia ancora molto da imparare da tutti voi.....ma Antonio Crasto dice che:

    "Per me l’antichissima religione egizia, ma forse quella di una possibile civiltà del Paleolitico Superiore, era monoteistica....

    .....Questa entità era astratta e come tale non rappresentabile, per cui i sacerdoti egizi si videro costretti a venerare la più evidente manifestazione del creatore, il Sole, senza la quale era evidente l’impossibilità di vita sulla terra."


    Nell'antichissima religione egizia non ho mai letto che venerassero il Sole ma da quanto ne so si dedicavano ad un culto stellare e il culto solare cominciò verso la III-IV dinastia, o no?
    Poi a me pare che il monoteismo si svilluppò ovunque milleni più tardi rispetto al politeismo.....può darsi che prevalesse un dio sugli altri ma questi non fosse l'unico!

    "Questa entità era astratta e come tale non rappresentabile, per cui i sacerdoti egizi si videro costretti a venerare la più evidente manifestazione del creatore, il Sole, senza la quale era evidente l’impossibilità di vita sulla terra."

    Quindi già il fatto che c'era una classe sacerdotale egizia ci porta ad un riferimento temporale successivo alle prime dinastie e quindi alle origini della civiltà.
    Poi sarebbe da capire quando è stata identificata l'entità astratta.....

    Premetto che non voglio assolutamente essere polemica con Antonio, anzi nutro una profonda ammirazione per la sua cultura....è che voglio chiarimi le idee e non crearmi ulteriore confusione sulle poche cose che pensavo di aver capito, per cui mi sarebbe utile se confermate o contestate quanto esprimo.

    Grazie, S.


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