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Akhenaton: mutazione ormonale?
Last Post 03 ott 2009 09.11 by saldiperi. 45 Replies.
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Antonio CrastoUser is Offline
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Antonio Crasto

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13 set 2008 07.07  

L’ipotesi di Amenhotep IV, figlia di Amenhotep III, è stata formulata per cercare di risolvere alcune problematiche. Prima fra tutte il fatto che un secondo figlio maschio di Amenhotep III non compare mai. Si sa invece che il primogenito Thutmose assunse importanti incarichi amministrativi e religiosi a Menphi. L’erede al trono dovrebbe essere morto a un’età di circa 20 anni poco prima del 1° giubileo del padre.

Nella rappresentazione della festa Sed sono rappresentate, oltre al faraone e alla Grande Sposa Reale, Tiye, ben 16 principesse, ma nessun figlio maschio e la cosa sembra decisamente strana, in quanto Amenhotep sarebbe dovuto comparire come nuovo principe ereditario.

Se accettiamo la teoria che la coreggenza sia iniziata subito dopo il giubileo e che questa scelta sia stata condizionata delle scarse condizioni di salute del vecchio sovrano, risulta molto probabile che si sia deciso per Ragion di Stato di trasformare la più anziana delle principesse in principe maschio.

I tempi erano infatti difficili e l’Egitto non poteva permettersi di apparire governato da una donna.

 

Ad avallare questa possibilità si possono ricordare la statua di Amenhotep IV appena eletto, che lascia intravedere un personaggio poco mascolino, le sue rappresentazioni con fianchi larghi e seno florido (come una donna dopo varie gestazioni) e la sua statua nuda e senza organi genitali maschili.

 

L’ipotesi di Amenhotep IV donna implica una serie di ribaltamenti di ruoli. Ho ipotizzato che Amenhotep III abbia affiancato alla figlia la sua ultima sposa Tadu Heba / Nefertiti, così che una presenza femminile avrebbe mascherato la figura del coreggente e ingannato facilmente il mondo esterno (in tal senso Tushratta avrebbe diffuso la notizia tra le potenze asiatiche).

Il problema dei figli è ovviamente secondario. Nell’ambito dell’harem o degli harem poteva benissimo essere presente un giovane principe, forse un parente di Nefertiti, che avrebbe provveduto a fecondare entrambe le regnanti.

Un indizio in tal senso sembra essere fornito dalla stranezza dei nomi delle sei figlie. Solamente le prime tre presentano il riferimento all’Aton, la quarta ha il nome di Nefertiti (Neferneferuaton-tashery) e le altre due presentano il riferimento a Ra.

Questa stranezza, sottolineata da illustri Egittologi, può essere, a mio parere, giustificata col desiderio di differenziare le figlie di Akhenaton da quelle di Nefertiti.

 

Queste ipotesi indiziarie non spiegano ovviamente perché le due regnanti e le loro figlie avessero delle gravi deformazioni al cranio e presentassero cosce e fianchi particolarmente grassi.

All’ipotesi di Akhenaton donna si deve pertanto sovrapporre quella di una sindrome genetica che abbia colpito molti dei personaggi della corte. Questa volta le ipotesi sembrano aver avuto le prime conferme negli accertamenti medici di alcune mummie. Benché non siano state individuate con certezza le mummie di Akhenaton e Nefertiti, sembra che le mummie del periodo attualmente disponibili presentino delle deformazioni alle ossa e altri indizi tutti compatibili con la Sindrome di Marfan.

 

Detto questo e ricordando che più indizi formano una prova, cara Sit-Amun, aspettiamo con giusta trepidazione i risultati del DNA, sperando che questi siano sottoposti a un accertamento internazionale e che non si nasconda qualcosa nei molti cassetti dello SCA.

 

 

Per quanto riguarda le statue supposte di Tutankhamon, si potrebbe parlare di un giovane poco sportivo e poco muscoloso. Si dice che il giovane re abbia avuto problemi fisici e pertanto potrebbe essere giustificata una sua scarsa attività fisica e un accumulo di grasso particolarmente evidente.



Annamaria ZizzaUser is Offline
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Annamaria Zizza

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13 set 2008 08.32  
"Prima fra tutte il fatto che un secondo figlio maschio di Amenhotep III non compare mai"


Le attestazioni riguardanti i figli maschi di Amenhotep III e Tiye iniziano solo verso il 30° anno di regno del faraone, cioè circa 8 anni prima della sua morte. Al 30° anno di regno si iniziano a leggere documenti o allusioni riguardanti il principe Tuthmosis, morto prematuramente, e il futuro coreggente Amenhotep. Precedentemente la famiglia "si limitava" a Tiye, alle Spose Reali e alle figlie femmine. Ciò, Antonio, nega quanto dici. La mia fonte è "Akhenaton e Nefertiti" di Cimmino.
Il discorso che fai sulla natura femminile di Akhenaton è di derivazione manetoniana. Io non so se tu abbia letto il topic (forse aperto da me) che ne parlava. Evidentemente per te "Achencheres, sua figlia" è Akhenaton, ma sai anche che le interpretazioni sono tante perché l'Aegyptiaca è di controversa lettura.
Insomma, credo che tu dia per scontato ciò che non lo è e che le tue conclusioni siano inficiate dalle premesse incerte. Non me ne volere, non te lo dico con vis polemica.


Antonio CrastoUser is Offline
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Antonio Crasto

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13 set 2008 04.12  

Scrive Cimmino “Akhenaton e Nefertiti” a pag. 46

 

«[…] Soltanto verso il 30° anno di regno cominciano ad apparire allusioni ai figli maschi di Amenhotep III e Tiye. L’erede al trono doveva essere il principe Tuthmosis, del quale abbiamo notizia su un monumento scoperto non lontano dal Serapeum a Saqqara, dove è indicato col titolo di Gran Sacerdote di Ptah a Memfi, carica tradizionalmente assegnata all’erede al trono, e da una frusta, finita chissà come nella tomba di Tutankhamūn, con l’iscrizione “figlio di Re, comandante delle truppe, Tuthmosis. […] Sull’infanzia e l’adolescenza di del principe Amenophis non esistono documenti, quasi certamente, come era nella tradizione della corte tebana, fu educato a Memfi; mancano completamente anche quelle fonti rievocative delle gesta di caccia che erano le sole ad essere esaltate per i principi, a proposito dei quali la corte era in genere assai avara di notizie.»

 

Cimmino non scrive il testo in cui compare il nome di Thutmose, figlio di Amenhotep III, per cui non è possibile ricavare la data dei due riferimenti archeologici. In ogni caso si sa che egli è esistito, ha avuto incarichi religiosi e una vita pubblica. Di un eventuale secondo figlio Amenhotep non si conosce nulla, se non forse una iscrizione su un tappo di giara di vino (quale anno?).

Cimmino è dunque in linea con quanto da me riportato.

 

In merito all’esistenza di Achencheres, conosco bene il riferimento per averne trattato diffusamente nel mio saggio. Giuseppe Flavio riporta un’informazioni importante, la sequenza di sovrani: Acencheres, figlia, e Rathotis, fratello.

E’ molto probabile che si sia indicata la sequenza Akhenaton e Smenkhkara, figlia e figlio di Amenhotep III e dunque fratellastri.

 

Chissà perché ogni qualvolta esistono prove che contrastano con la credenza della maggior parte degli Egittologi, queste vengono ritenute falsi storici (Stele della Carestia e Stele dell’Inventario) o documenti poco attendibili (Manetone e Bibbia).

 

Io non do per scontato niente, altrimenti non parlerei di ipotesi, suffragate da indizi più che validi.



Salvatore Di PeriUser is Offline
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Salvatore Di Peri

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13 set 2008 05.44  

Cimmino nel suo saggio è cauto, questa volta, come spesso nei suoi libri, quando non ha prove dirette.
Mi piace proprio per questo.
Non mi sembra che nel suo libro a pag. 46 avalli una qualsiasi ipotesi di "Amenhotep IV, figlia di Amenhotep III".

Tacere non significa avallare, forse vuol dire lasciare la porta aperta a svariate ipotesi e nient'altro.
E' soltanto una tua supposizione, per adesso, non suffragata da nessuna prova certa.
Abbiamo già discusso a lungo qui sul forum in altro topic (mi sembra i disordini genetici nella famiglia reale), per tre pagine senza dimostrare niente.
Forse sarebbe meglio andare a rileggere quello.

Saluti
Salvatore



Annamaria ZizzaUser is Offline
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Annamaria Zizza

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13 set 2008 07.41  

Caro Antonio , confermo e condivido quanto detto da Salvo. Cimmino parla di allusioni ai figli maschi, non ad un solo figlio, il principe ereditario Tuthmosis, e non mi sembra affatto che sostenga che Akhenaton fosse in realtà una donna. Forse non lo dice neanche Manetone perché (e l'abbiamo dibattuto a lungo in altri topic) Aegyptiaca ha subito diverse interpolazioni e Giuseppe Flavio nella sua "Contra Apionem" interpreta a modo suo (faziosamente) i testi che non gli convengono. Vorrei che non mi mescolassi con gli ortodossi senza idee e gli accademici per i quali non si muove foglia che l'Accademia non voglia. Se hai letto i miei post con un minimo di attenzione, avrai inteso che sono aperta anche ad istanze diverse, per tacere il fatto che apprezzo (e l'ho detto pubblicamente) il tuo lavoro, perché, checché se ne pensi, si sforza di cercare strade interpretative alternative, con tutti i rischi, anche di perdita di credibilità personale, che ciò comporta.

Saluti

Anna



Antonio CrastoUser is Offline
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Antonio Crasto

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13 set 2008 11.03  

Scrive Cimmino “Akhenaton e Nefertiti”

 

Pag. 48

 

«[…] C’è anche una rozza iscrizione, graffita in ieratico su una parete della cappella della piramide di Meidum, che reca la data del 30° anno di Amenhotep III e parla, con espressioni assai poco chiare, di un erede maschio posto sul trono del padre e della sua assunzione alla potestà su tutta la terra. […]»

 

Pag. 56

 

«[…] Mortimer Wheeler scriveva, ancora nel 1968, nella prefazione all’”Akhenaten” di Cyril Aldred:

 

“Pochi potrebbero negare che nel XIV secolo a.C. quest’uomo straordinario, se uomo egli era, […].»

 

Pag. 380

 

«[…] La situazione dell’aspetto fisico del re è resa più ambigua dall’annotazione manetoniana “Acencheres figlia di Oros”, ma questo passo è contrastato e assai corrotto e non è affatto certo che Amenophis IV sia l’Acencheres di Manetone; non c’è però da meravigliarsi che qualche studioso abbia voluto vedervi Akhenaton come donna o addirittura, e chissà perché, come uomo in abito femminile. Nessuna ipotesi sulla controversa questione può essere considerata conclusiva, ma è certo che nemmeno l’eventuale e assai improbabile ritrovamento della mummia del faraone risolverebbe il problema, perché potrebbe dirci molto poco sull’età, sul sesso e sulle eventuali tare fisiche. E’ meglio attenersi al poco che esiste e accogliere l’ipotesi, abbastanza fondata, che Akhenaton non fosse affetto da anormalità croniche e che le deformazioni delle sue immagini siano un elemento, che non riusciamo a cogliere appieno, della sua complessa visione religiosa e del rinnovamento artistico che ne seguì.»

 

 

Osservazioni

 

In merito alle iscrizioni della capella di Meidum, che ho cercato di fotografare invano, sarebbe interessante conoscere le espressioni poco chiare di cui parla Cimmino, per cercare di capire perché si sia sottolineato che a essere incoronato fu un erede maschio. Forse questo erede maschio non lo conosceva nessuno e si andò per mari e per monti a propagandare la sua mascolinità, malgrado l’aspetto poco convincente.

Dalle parole di Wheeler si capisce invece che vari Egittologi hanno dubitato del mascolinità di Akhenaton e che forse questa credenza era più diffusa in passato.

Il cambiamento di tendenza non è ovviamente dovuto a nuovi ritrovamenti archeologici, ma a un differente orientamento degli Egittologi, basato quasi sicuramente su impressioni personali o specifica volontà politica (ho l’impressione che Akhenaton donna e le conseguenze connesse, diano fastidio agli Egittologi egiziani, per maschilismo e moralismo).

La nota conclusiva di Cimmino è, a mio parere, indicativa del pensiero e dello scetticismo dell’autore sulle possibilità della medicina (TAC, DNA, ecc.). Egli ha una sua idea e, malgrado parli di ipotesi non conclusive, sembra non accettare le ipotesi degli altri (è cioè meglio accogliere la sua ipotesi).



Salvatore Di PeriUser is Offline
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Salvatore Di Peri

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14 set 2008 09.25  

Cosciente del fatto che nessuno convincerà nessuno, anzi , vorrei evidenziare una mia considerazione. Mi sono sempre posto una domanda, leggendo i vari interventi:
visto che in Egitto illustri Regine hanno regnato, magari si sono fatte raffigurare con la barba (posticcia) ma sempre donne erano e tali sono arrivate fino a noi, perchè proprio Akhenaton doveva nascondere la propria natura, essere maschio a tutti gli effetti, trovare un impollinatore , sposare una donna bellissima per confondere le acque e farsi raffigurare un pò mascolino e un pò no, così alimentando tutte le storielle (moderne) che intorno a questa "particolarità" sono nate?
Credo che tutto nasca dalle nostre forzature, il nostro desiderio moderno di trovare qualcosa di particolare ( e torbido) dove magari non c'è e confondere le acque di un periodo che le aveva già confuse di suo.

Saluti
Salvatore



Antonio CrastoUser is Offline
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Antonio Crasto

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14 set 2008 11.24  

Perché Akhenaton ha fatto di tutto per alimentare queste “storielle” e per confondere le acque già torbide del suo periodo?

Non sarebbe stato più lineare farsi rappresentare o nascere senza inventarsi:

 

-          crani dolicocefali e spesso deformi;

-          fianchi e cosce grasse;

-          seno florido;

-          statue asessuate;

-          scoliosi;

-          palati patologici;

-          faraoni con stampelle;

-          feti con scapole deformi e spina bifida.

 

Possiamo anche parlare dell’anomalia delle statue di Akhenaton e di Nefertiti nudi, di matrimoni fra parenti e fra adolescenti, di scambio di spose da padre a figlio, di Maketaton che muore di parto a 9/10 anni e della rappresentazione di Akhenaton che accarezza il suo coreggente, tanto amato.

 

Se c’è qualcuno che ha pescato nel torbido, questo è stato Akhenaton, che come è noto è stato visto dalla maggior parte degli Egittologi come: un fanatico religioso, un pazzo, un depravato e uno dal sesso incerto.

 

Può anche darsi che tutto ciò desti la curiosità morbosa di qualche appassionato, ma la ricerca della verità non può essere condizionata da falsi moralismi, né dalla paura di sminuire l’orgoglio nazionale dell’Egitto.



Salvatore Di PeriUser is Offline
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Salvatore Di Peri

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15 set 2008 09.09  

Ho solo posto in evidenza un mio pensiero sulla questio annosa del sesso di questo Faraone, nient'altro.
Questio che mi sembra davvero spropositata evidenziare in questo thread, così come nelle tre pagine dell'altro, ancora una volta e ribadendo sempre gli stessi concetti.
I fatti citati dei crani dolicocefali, fianchi, seni e quant'altro non ha niente a che fare con quanto ho scritto prima.
Su questo aspetto possiamo ancora discutere e potremmo farlo di più quando ci saranno i risultati delle analisi, sempre che ci crediamo in toto.

Poi se dobbiamo riempire le pagine per "arricchire" le discussioni, allora continuiamo pure.
D'altra parte non sono il depositario della scienza archeologica e neanche il censore delle nuove idee.

Ah, a proposito, ma avevano già inventato le stampelle allora?

Saluti
Salvatore



Papiro del NiloUser is Offline
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Papiro del Nilo

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30 set 2009 10.34  
Premetto di non essere un'esperta, e di essermi accostata all'egittologia con un certo impegno solo da alcuni mesi...però mi sento dalla parte di Antonio Crasto:secondo me gli artisti amarniani hanno forzato un po' certe caratteristiche del loro sovrano, ma non le hanno inventate di sana pianta. Nel mese di giugno ho visitato la bella mostra allestita a Torino "Akhenaton, il faraone del sole", in cui ho avuto modo di ammirare la splendida talatat raffigurante Kiya di profilo; pare che, in un secondo tempo, sia stata adattata alla giovane Meritaton, tradizionalmente raffigurata con il cranio allungato...infatti la linea della testa, ad un attento osservatore, appare chiaramente modificata.Forse un giorno si arriverà ad avere qualche certezza in merito all'aspetto fisico di questo enigmatico re, la sua personalità invece rimarrà sempre un mistero: idealista o fanatico?Pacifista ad oltranza o despota autoritario?Non lo sapremo mai. Del resto la storia pullula di soggetti non proprio equilibrati al potere...


Salvatore Di PeriUser is Offline
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Salvatore Di Peri

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01 ott 2009 09.40  
Posted By Papiro del Nilo on 30 set 2009 11.34
Premetto di non essere un'esperta, e di essermi accostata all'egittologia con un certo impegno solo da alcuni mesi...però mi sento dalla parte di Antonio Crasto:secondo me gli artisti amarniani hanno forzato un po' certe caratteristiche del loro sovrano, ma non le hanno inventate di sana pianta. Nel mese di giugno ho visitato la bella mostra allestita a Torino "Akhenaton, il faraone del sole", in cui ho avuto modo di ammirare la splendida talatat raffigurante Kiya di profilo; pare che, in un secondo tempo, sia stata adattata alla giovane Meritaton, tradizionalmente raffigurata con il cranio allungato...infatti la linea della testa, ad un attento osservatore, appare chiaramente modificata.Forse un giorno si arriverà ad avere qualche certezza in merito all'aspetto fisico di questo enigmatico re, la sua personalità invece rimarrà sempre un mistero: idealista o fanatico?Pacifista ad oltranza o despota autoritario?Non lo sapremo mai. Del resto la storia pullula di soggetti non proprio equilibrati al potere...



 

Carissima Papiro del Nilo (ce l'hai un nome più corto?),

hai considerato che gli artisti egiziani tendevano (di norma) ad idealizzare i propri regnati, scartando (mi si conceda il termine) certi difettucci fisici, che in quanto razza umana, tutti possiamo avere? Nel periodo armaniano si ha una rivoluzione artistica e le rappresentazioni sono più in linea con la realtà, si tende ad idealizzare di meno e a rappresentare le cose e le persone così come appaiono realmente(tralasciamo il discorso del busto di Nefertiti o di Akhenaton piangente). 

Perchè proprio Akhenaton avrebbe dovuto ricevere una "forzatura"?

Saluti

Salvatore



Tozzi MichelaUser is Offline
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Tozzi Michela

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01 ott 2009 11.52  
...Senza contare che gli artisti egizi non avevano l'autonomia decisionale dei loro omologhi in altri tempi e luoghi. In Egitto tutto, anche gli aspetti stilistici dell'arte, doveva piegarsi alla volontà del re. Se i pittori e gli scultori hanno potuto forzare l'aspetto del faraone e del suo entourage in chiave "verista" è perchè ciò corrispondeva appieno ai desideri del loro vertice.
Saluti
Mikela


Salvatore Di PeriUser is Offline
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Salvatore Di Peri

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02 ott 2009 09.40  
Giustissimo Mik, grazie della precisazione.

Saluti
Salvatore


Papiro del NiloUser is Offline
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Papiro del Nilo

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02 ott 2009 04.07  
Appunto:proprio in considerazione del fatto che gli artisti dovevano sottostare alla volontà del re ritengo possibile che avessero dato risalto a qualche caratteristica che questi aveva già...pertanto non ritengo un'ipotesi peregrina il fatto che Akhenaton avesse davvero il collo lungo, il bacino ampio, etc etc.
A me, personalmente, dispiace che il tramonto dell'eresia amarniana abbia riportato in auge gli antichi stilemi, che volevano i regnanti rappresentati sempre nel fiore delle forze:a Torino era esposta una statua acefala di Nefertiti in cui il la sovrana appare leggermente appesantita dalle numerose gravidanze, ma non per questo meno sensuale.Semplicemente stupenda.

P.S: se il mio nome è troppo lungo, sono disposta a cambiarlo.


Tozzi MichelaUser is Offline
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Tozzi Michela

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02 ott 2009 08.52  
Posted By Papiro del Nilo on 02 ott 2009 05.07
Appunto:proprio in considerazione del fatto che gli artisti dovevano sottostare alla volontà del re ritengo possibile che avessero dato risalto a qualche caratteristica che questi aveva già...pertanto non ritengo un'ipotesi peregrina il fatto che Akhenaton avesse davvero il collo lungo, il bacino ampio, etc etc.

Su questo punto credo che l'accordo sia unanime o quasi. Sul motivo per cui il faraone abbia deciso per una sua caratterizzazione più attinente alla realtà (senza fare mistero della sua eventuale malattia) invece se ne potrebbe discutere per anni. Personalmente trovo molto poetica l'ipotesi di un A. che mostra le sue deformità, condividendole con la corte, come un segno tangibile del tocco del dio sole.
Un saluto,
Mikela

 



Salvatore Di PeriUser is Offline
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03 ott 2009 09.11  
Posted By Papiro del Nilo on 02 ott 2009 05.07
P.S: se il mio nome è troppo lungo, sono disposta a cambiarlo.



 

Nono, mi sono espresso male. Volevo dire se era possibile sapere il tuo nome proprio, che magari sarà più corto 

Non cambiare niente, o almeno non farlo per me..

 

Saluti

Salvatore



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