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Calendari e Cronologia
Last Post 19 ott 2009 05.07 by antonio_crasto. 5 Replies.
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Antonio Crasto

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22 ott 2006 10.29  

Continuo l’argomento calendari e cronologia in un nuovo topic di Storia / Dinastie perché mi sembra la directory più idonea.

 

Senza avere la pretesa di essere esaustivo, provo a riassumere le varie problematiche:

 

1.      quanti calendari erano in uso e quando essi furono inaugurati?

2.      quanti sono gli annali che consentono di ricavare una progressione di sovrani e quali di essi riporta le durate dei singoli regni?

3.      quale validità hanno le durate di regno disponibili?

4.      come sono state costruite le varie cronologie?

 

Si ipotizza che in Egitto fosse inizialmente in uso un calendario lunare e che quindi si sia passati ad un calendario solare abbastanza preciso, basato su dodici mesi di 30 giorni più cinque giorni aggiuntivi.

Si sa che gli astronomi egizi avevano calcolato la ciclicità della levata eliaca della stella Sopedet / Sirio e che avevano verificato che la sua levata eliaca, osservata sempre dallo stesso posto, si ripresentava con una ciclicità di 365,25 giorni.

In considerazione che la durata dell’anno solare, la ciclicità delle stagioni (caratterizzata dalla ciclicità degli equinozi e solstizi) è di circa 365,2422 giorni si aveva che il calendario di 365 giorni anticipava ogni anno le stagioni di 0,2422 giorni, mentre la ciclicità di Sopedet era in ritardo rispetto alla ciclicità della natura di soli circa 0,0078 giorni.

Questo fatto dovette consigliare il mantenimento per migliaia di anni del calendario di 365 giorni e il controllo approssimato dello spostamento delle stagioni in base all’osservazione della levata eliaca di Sirio o semplicemente considerando la variazione di 0,25 giorni all’anno.

In considerazione che per ogni anno di 365 giorni si avrebbe avuto un anticipo di 0,25 giorni, un giorno del calendario civile, per esempio il capodanno, si sarebbe verificato per due volte di seguito nel giorno della levata eliaca di Sirio con una ciclicità di 1460 anni civili (365/0,25=1460).

Ora, nel caso si conosca l’anno di coincidenza dei due calendari e fatta l’ipotesi che l’osservazione di Sirio sia stata fatta sempre dallo stesso osservatorio (forse Iwnu / Eliopolis), questa ciclicità consente di datare a meno di 1460 anni, una contemporanea segnalazione della levata eliaca di Sirio e del giorno del calendario civile.

Una segnalazione del patrizio romano Censorino ci fornisce la coincidenza dei capodanni nei due calendari (capodanno civile in corrispondenza della levata eliaca di Sirio) nel 139 d.C., per cui la stessa coincidenza deve essersi verificata all’incirca nel 1320, 2779 e 4238 a.C.

Sulla base di queste ipotesi e conoscenze, gli studiosi hanno calcolato tre datazioni assolute relative ad altrettante segnalazioni fatte durante i regni di Senusert III, Amenhotep I e Thutmose III (1879, 1547 e 1471 ± 1460) a.C., date che per alcune problematiche di calcolo possono avere un’indeterminazione di qualche anno (± 4).

Per le prime due segnalazioni si dispone dell’anno di regno (7° e 9° anno), per cui si può stimare l’anno di incoronazione di Senusert III (1886 ± 4 ± 1460 a.C.) e di Amenhotep I (1556 ± 4 ± 1460 a.C.).

Queste due date assolute più o meno esatte hanno consentito la ricostruzione delle cronologie egizie:

 

-          sottraendo all’incoronazione di Senusert III gli anni di regno, più o meno noti ed esatti, dei suoi predecessori;

-          aggiungendo all’incoronazione di Amenhotep I gli anni di regno, più o meno noti ed esatti, dei suoi successori;

-          cercando di far rientrare gli anni di regno dei moltissimi re, segnalati per le dinastie XIII-XVII, nell’intervallo temporale lasciato libero dai regni di Senusert III e Amenhotep I.

 

I questa maniera gli errori tendono a sommarsi per cui, per esempio, le cronologie dell’Antico Regno possono risultare affette da imprecisioni consistenti. Bisogna considerare al riguardo l’estrema imprecisione delle informazioni a disposizione per il Primo Periodo Intermedio.

 

Al fine di poter risolvere l’indeterminazione di 1460 anni nelle datazioni assolute, gli studiosi hanno ritenuto che quella per la XVIII dinastia poteva essere tolta con certezza, mentre a lungo si è discusso se bisognava considerare la XII dinastia nel 19° o nel 30° secolo a.C.

Per risolvere questa problematica sembrava necessario risolvere prima la problematica relativa a quando i due calendari egizi, quello civile e quello legato a Sirio, era stati inaugurati.

Gli studiosi ritengono valida l’ipotesi che i due calendari siano stati inaugurati contemporaneamente in coincidenza dei loro capodanni, per cui la discussione è stata spostata su quale data scegliere fra il 4238 o il 2779 a.C.

In considerazione di una possibile inaugurazione dei due calendari durante il regno di Ger, 3° faraone della I dinastia, suggerita da una famosa tavoletta con inciso il simbolo dell’anno, questa alternativa portò alla definizione di cronologie estremamente lunghe o estremamente corte, con inizio dell’età faraonica alla fine del 5° millennio o all’inizio del 3° millennio.

Inizialmente molti egittologi si dimostrarono propensi a considerare la prima soluzione, anche perché gli anni di regno segnalati da Manetone / Africano sembravano giustificare questa possibilità.

A contrastare questa soluzione c’era però la datazione assoluta per Senusert III che, secondo le due alternative, avrebbe dato le seguenti durate per l’età faraonica fino a questo faraone della XII dinastia:

 

-          circa 4238 – 1886 = circa 2352 anni;

-          circa 4238 – 1886 – 1460 = circa 892 anni.

 

La prima soluzione sembrava in linea con la somma degli anni di regno fornita da Manetone e fu, pertanto, considerata da molti studiosi, ma poco alla volta si incominciò a pensare che i valori riportati dall’unico storico egizio potessero essere errati e si preferì portare l’inizio dell’età faraonica alla fine del 4° millennio, effettuando una decurtazione degli anni presentati da Manetone di circa 1.000 anni.

La problematica della stele di Ger fu risolta ipotizzando che questa voleva simboleggiare solamente la scoperta della particolarità astronomica di Sirio e che l’inaugurazione dei due calendari potesse essere stata posticipata, per un motivo a noi sconosciuto, al 2779 a.C.

Questi studi portarono E. Meyer a definire due nuove cronologie, corta e cortissima, rispettivamente con inizio dell’età faraonica nel 3315 e 3197 a.C., apportando una drastica decurtazione degli anni presentati da Manetone per l’Antico regno e per il Primo Periodo Intermedio.

Questa problematica non fu risolta nemmeno con la scoperta delle datazioni assolute al C-14. Le prime misurazioni sembravano dar ragione alle cronologie cortissime, mentre la revisione del metodo e l’introduzione delle calibrazioni sembrò dare spazio per un ulteriore millennio e dare quindi ragione alle cronologie estremamente lunghe e a Manetone.

Malgrado ciò gli studiosi preferirono non considerare le datazioni al C-14 calibrate e quindi non rivedere le loro datazioni, sempre più cortissime e ormai tendenti a portare l’inizio dell’età faraonica all’inizio del 3° millennio a.C.

 

Per quanto riguarda le problematiche sui dati di regno dei vari faraoni occorre osservare che, malgrado esistano varie Liste di Re: Pietra di Palermo (V), Tavole murarie di Abydos (Sethy I e Ramesse II) e Karnak (XVIII), papiro di Torino (XIX), lista di Saqqara, l’Opera storica di Manetone (2° secolo a.C.), secondo quanto riferito da Giuseppe Flavio, Africano e Eusebio (molto posteriori), ecc., non tutte presentano le durate di regno, gli elenchi sono spesso lacunosi e, quando vengono citati gli anni di regno, questi non sono uguali nelle diverse Liste di Re (Pietra di Palermo, Papiro di Torino e Manetone).

Al riguardo e a titolo di esempio si può considerare che il Papiro di Torino e Manetone danno rispettivamente per Cheope durate di 23 e 63 anni e che Erodoto riporta un regno di 50 anni.

Il riconoscimento delle esatte durate degli anni di regno è inoltre complicato dal fatto che:

 

-          per l’Antico Regno sono segnalati spesso i censimenti del bestiame e non gli effettivi anni di regno (si è supposto che questi censimenti fossero fatti a cadenza annuale o di due anni, ma questo non è un dato certo);

-          il numero dei faraoni segnalati da alcune Liste di Re per i Periodi Intermedi è estremamente alto, così da far ipotizzare che esse siano errate o che si siano segnalati non solo i faraoni, ma anche i personaggi importanti come i sacerdoti e i vari nomarchi;

-          l’istituto della coreggenza portò spesso alla sovrapposizione di due faraoni, per cui gli anni di sovrapposizione andrebbero defalcati dagli anni segnalati negli annali (per esempio i dodici anni di coreggenza ipotizzati per Akhenaton);

-          nella XVIII dinastia ci fu la sovrapposizione di Hatshepsut e Thutmose III;

-          sempre nella XVIII dinastia furono cancellati dalla memoria storica quei faraoni scomodi coinvolti con l’eresia dell’Aton di Akhenaton, per cui Horemheb incluse nei suoi anni di regno quelli di alcuni suoi predecessori;

-          gli anni di regno delle varie liste di Re parlano di una sequenza continua di faraoni, mentre sembra possibile che in certi periodi ci siano stati contemporaneamente almeno due sovrani (forse durante i primi due Periodi Intermedi e sicuramente durante il periodo di dominazione Hyksos nel Basso Egitto).

 

Da quanto detto dovrebbe sembrare evidente che le cronologie sono state costruite a tavolino, cercando di far combaciare gli anni ricavabili dalle Liste dei Re con le testimonianze archeologiche trovate nei diversi monumenti e ovviamente effettuando molte correzioni e accettando vari compromessi.

A dare un ulteriore colpo alla credibilità delle cronologie cortissime o ultracorte finora presentate, si sono aggiunte le misurazioni al C-14 delle due campagne di misura del 1984 e 1995. Le misurazioni abbastanza numerose relative alla piramide di Cheope sembrerebbero, infatti, sostenere una retrodatazione dell’inizio della IV dinastia di circa 400 anni, riportando forse la cronologia dell’Antico Regno in linea con la cronologia di Manetone (ovviamente corretta per alcuni evidenti errori).

 

In merito all’argomento del C-14 ricordo che esistono nel sito alcuni topics specifici.

Antonio CrastoUser is Offline
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Antonio Crasto

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24 nov 2006 08.32  

Le maggior parte delle cronologie sono state costruite partendo dalle datazioni assolute “astronomiche” ricavate per Amenhotep I e Senusert III e sulla base delle durate di regno fornite da Manetone e dal Papiro di Torino.

 

Considerando che i dati di Manetone (323-245 a.C) più attendibili sono quelli di Africano (III sec. d.C.), pervenutici per il tramite delle trascrizioni di Sincello (circa 800 d.C.) e che questi ci parlano di:

 

Periodo

anni

Antico Regno                (I-II-III-IV-V-VI)

~ 1500

1° Periodo Intermedio (VII-VIII-IX-X-XI)

~   800

2° Periodo Intermedio (XIII-XIV-XV-XVI-XVII)

~ 1300

 

si possono costruire varie cronologie tenendo conto:

 

-          della datazione assoluta per Amenhotep I (circa 1557 a.C.) e conseguente inizio della XVIII dinastia intorno al 1580 a.C.;

-          della datazione assoluta per Senusert III (circa 1880 / 1880+1460 a.C.) e conseguente inizio della XII dinastia intorno al 2000 o al 2000+1460 a.C.;

-          delle durate, corrette opportunamente, dei vari regni dell’Antico Regno, 1° e 2° P. I.

 

Possiamo considerare la durata di questi tre periodo come:

 

 

I - VI

VII - XI

XIII - XVII

Lunghissima (LL)

~ 1500 (Manetone)

~ 800 (Manetone)

~ 1300 (Manetone)

Lunga (L)

/

~ 450

/

Corta (C)

~   955 (Torino)

~ 250

/

Cortissima (CC)

~   750

~ 100

~   200

 

Senza considerare tutte le varie combinazioni, possiamo prendere in esame solamente le diverse cronologie ipotizzate dagli studiosi:

 

 

I - VI

VII - XI

XIII - XVII

Inizio I dinastia

Estremamente lunghe

(scuola Champollion)

LL

LL

LL

3460+800+1500=5760

Molto lunghe

(scuola Mariette)

C

LL

LL

3460+800+ 955=5215

Lunghe

(scuola Lepsius)

LL

L

CC

2000+450+1500=3950

Corte

(scuola Breasted)

C

L

CC

2000+450+  955=3405

Cortissime

(scuola Meyer)

C

CC

CC

2000+250+ 955=3205

Estremamente corte

(scuola Scharff)

CC

CC

CC

2000+100+ 750=2850

 

Le prime due cronologie, Estremamente lunghe e Molto lunghe, sono state considerate agli inizi del 19° secolo, ma sotto la spinta degli studi di E. Meyer e del Gruppo di Berlino sono state poco alla volta rifiutate.

Le cronologie Lunghe e Corte ebbero poco successo perché avrebbero presentato un inizio dell’età faraonica che si sarebbe allontanato troppo dal possibile anno alto d’inaugurazione dei calendari (4238 a.C.) e ancora un inizio dell’età faraonica troppo in anticipo rispetto all’anno basso d’inaugurazione dei calendari (2779 a.C.).

Furono pertanto proposte le cronologie Cortissime che, pur presentando un inizio dell’età faraonica in anticipo rispetto all’anno basso d’inaugurazione dei calendari (2779 a.C.), lasciavano aperta la strada ad un’interpretazione particolare della tavoletta di Ger (scoperta della particolare ciclicità di Sirio ma non inaugurazione dei due calendari).

Sulla spinta di un’ipotesi interpretativa di W. F. Albright di una stele accadica di Naran Sin e gli studi di Scharff, O. Neugebauer propose nel 1950 di accorciare ulteriormente la durata delle prime due dinastie così da portare l’inizio dell’età faraonica intorno al 2900 (cronologie estremamente corte).

L’ipotesi che il re Mani sconfitto da Naran-Sin corrisponda a Menes e che questo scontro si sia verificato intorno al 2850 a.C. è in contrasto però, a mio parere, con la storia egizia e col fatto che tutti gli storici datano il regno di Naran-Sin intorno al 2250 a.C., ma soprattutto col fatto che sia esistito un certo re Manium, signore del paese di Magan, nella regione del golfo Persico, e che questo fu sconfitto proprio da Naran-Sin.

 

Le recenti datazioni al C-14 sembrano contrastare invece le cronologie Cortissime e sembra dunque arrivato il momento, così come ipotizzava Gardiner, di riconsiderare proprio le cronologie intermedie Lunghe o Corte, rivedendo, alla luce delle nuove indagini scientifiche e delle nuove conoscenze, gli studi effettuati il secolo scorso.

StefyUser is Offline
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Stefy

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25 nov 2006 08.04  
Grazie Antonio per le tue spiegazioni sempre molto esaustive.
Chiedo scusa per queste mie semplici domande ma sono solo all'inizio dei miei studi e sto cercando di capire se è conosciuto agli studiosi il periodo in cui le popolazioni dell'Alto Egitto entrano in contatto con le genti del Basso Egitto. Immagino che in quei tempi non ci fosse una distinzione così netta come la interpretiamo noi adesso per comodità ma mi pare comunque di aver capito che nei primissimi tempi della civiltà egizia ci fossero due zone distinte e ben diverse tra loro nelle abitudini di vita quotidiana.
Io vorrei sapere se queste popolazioni avevano contatti fra loro fin dagli arbori e dove posso trovare qualche testimonianza in merito.

Grazie e buon fine settimana.......S.
Antonio CrastoUser is Offline
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Antonio Crasto

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26 nov 2006 04.59  
Cara Stefy,
la tua è sicuramente una bella domanda, la cui risposta non è facile e richiede un’analisi della preistoria egizia.
L’argomento è sicuramente fuori topic, per cui riporto solamente che non mi sembra sia stato definito il periodo in cui i contatti fra le differenti popolazioni dell’Egitto si intensificarono a tal punto da consentire consistenti scambi culturali.
Vista le diversità fra le culture meridionali e settentrionali, mi sembra strano che si possa parlare di scambi importanti fin dall’inizio del neolitico.
Ritengo invece che una certa “globalizzazione egizia” sia incominciata con l’arrivo in Egitto della nuova popolazione gerzeana.

Per quanto riguarda un testo specifico sull’origine della civiltà egizia, non posso che confermare i testi più accreditati: Gardiner, Grimal, alcuni trattatiti di storia e ovviamente tanto studio e infinita pazienza.

Propongo comunque di spostare l’interessante argomento sull’origine della civiltà egizia in un altro topic.
Paolo BondielliUser is Offline
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Paolo Bondielli

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27 nov 2006 05.04  

Grazie Antonio, grazie di tutto cuore per il lavoro enorme che fai e che condividi con noi. Grazie

P.

Antonio CrastoUser is Offline
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Antonio Crasto

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19 ott 2009 05.07  

Chi fosse interessato a una ricerca sul Calendario egizio, eviti di consultare la relativa voce della Enciclopedia online Wikipedia alla pagina: http://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_egizio

E’ infatti impostata male e piena di errori.
Ritengo che sia impossibile apportare semplicemente alcune correzioni. Andrebbe riscritta completamente dando il giusto peso al “calendario” religioso legato a Sirio e ovviamente correggendo gli errori concettuali.
 
Una trattazione decisamente migliore può essere letta nella versione inglese dell’Enciclopedia online , alla pagina: http://en.wikipedia.org/wiki/Egyptian_calendar
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