Sandro Trucco (njnj) ci manda questo articolo:
Luxor, giovedì 20 agosto 2009
Satie mi accompagna con le Gymnopedie che deliziano la mia mente, grazie a quella invenzione straordinaria che si chiama I-pod, mentre aspetto che il dio sole Ra tramonti dietro le colline tebane e la cima di Qurna.
Cara Luxor come stai cambiando e come ti stanno ferendo a morte. Anche tu stai per essere sottomessa da quel turismo a cui non eri più abituata. Frotte di persone percorrono le tue necropoli e i tuoi templi , senza sapere dove sono e cosa stanno visitando. La spianata di fronte a Karnak, una volta polverosa e piena di Khalesc con i cavalli che immergevano la testa nel sacco pieno di avena, adesso appare un enorme posteggio per le centinaia di pullman che vomitano turisti che, in ciabatte e cannoniera, violano la sala ipostila e corrono per tre volte attorno allo scarabeo, ridendo e senza prestare alcun rispetto per il luogo in cui si trovano. Noi che amiamo e conosciamo il tempio, lo sentiamo nostro solo al mattino alle 6 quando vuoto ci accoglie con pochi altri appassionati (francesi, prima di tutti) per ammirare Khepri mattutino che lo illumina. Tutto è ormai organizzato alla perfezione e anche a Deir el Bahari, come già nella Valle, un nuovo “visitor center” marmoreo e bianchissimo accoglie il turista. I bagni finalmente sono lindi e lucidi ma non bastano a giustificare la sporcizia e il lordume che insulta tutto il primo porticato di Geser Geseru. Qui il turista delle “5 ore tutto compreso a Luxor” non ci viene; solo le due cappelle e il secondo portico sono raggiunti dalle visite e quindi non ha senso pulire dove solo 10 poveri viaggiatori vanno a osservare le scene di caccia nella palude o i pochi resti rimasti che descrivono l’edificazione degli obelischi a Karnak.
I biglietti di ingresso sono sempre più cari e il tempo per sostare nelle tombe della Valle dei Re e delle Regine è sempre più limitato. La mitica tesserina CTS- ITC che per anni ha permesso a studenti e professori di avere il biglietto ridotto del 50 % non sempre vale, perche? Chiaro! Al Supreme Council non interessa questo tipo di viaggiatore! Sono i turisti in ciabatte che portano i soldi e questi pochi appassionati, studiosi e studenti di archeologia che paghino tutto e subito! Anche la vecchia Qurna ormai è in via di smantellamento, Hawass è riuscito a far sloggiare quasi tutti; non esiste più la caffetteria –hotel Sennefer che tante stanche membra reduci dalle visite ha accolto.
Anche il caro Tut ha adesso la sua telecamera privata nella tomba, veglia il suo sonno un pc che controlla chissà cosa e la tomba di Menna è solo più fruibile nel vestibolo; ormai una balaustra in legno impedisce l’accesso nell’altra sala e nemmeno una tenue lampada può illuminare le famose scene di caccia e pesca; il volto della dolce Henuttawi, che da molti archeologi era definita la donna più bella della necropoli, rimarrà solo un ricordo nelle nostre menti perche dal vivo difficilmente la vedremo ancora. Per un magnifico Horemheb che finalmente ha riaperto abbiamo un Thutmosi III serrato. Spero sia solo un a normale rotazione ma ho paura che la grande scala, che permetteva di entrare nella fessura che immetteva nel l’ipogeo, sia stata ritenuta non consona ai turisti del mar Rosso e quindi poco proficua. Cosa importa se era l’unica possibilità di vedere per intero l’Amduat! Almeno riaprite Amenhotep!
Il mio cuore è triste, vedo l’amata Waset che in 10 anni sta trasformando se stessa e perdendo tutto il suo fascino. Ci siamo rifugiati alla sera, con pochi amici, all’hotel Luxor per bere The alla menta o succo di limetta assaporando ancora il gusto di essere viaggiatori e non semplici turisti. A quando la teleferica che unisca le due rive in pochi istanti in sostituzione del vecchio, lento e puzzolente ferry?
P.s.: almeno ho una buona notizia!!! Non esiste più la scorta per il medio Egitto e anche da Luxor verso Aswan. Si può finalmente viaggiare verso Mynia ed Asyut senza problemi e finalmente è possibile alloggiare ad Asyut ed affrontare il viaggio Verso Abido e Dendera risparmiando chilometri e tempo.
Sandro Trucco “njnj”
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