IL MIO EGITTO
Per il nostro primo viaggio in Egitto, io e mia moglie abbiamo deciso di dedicargli la nostra Luna di Miele,
quale occasione migliore per scoprire i tesori e le bellezze di una Terra baciata dal sole e
vitale grazie al grande Fiume della Vita.
All’aereoporto di Roma, il solo guardare dalle finestre, l’aereo che ci porterà a Luxor, sembra un sogno
ad occhi aperti, è lì e aspetta solo che i passeggeri salgano a bordo……………..il cuore mi si stringe in gola,
ancora qualche ora e finalmente toccherò il suolo della Terra che tanta passione mi ha dato, che tanto mistero e
fascino mi ha donato.
Arriviamo a Luxor in serata, ad attenderci c’è Ayman, la nostra guida per l’alto Egitto e la navigazione sul Nilo.
Ayman è un ragazzo di 30 anni, laureato in Egittologia al Cairo e studioso della Lingua Italiana, la sua pronuncia
sembra perfetta se non fosse per l’inflessione tipica degli Egiziani, la sua grammatica e la sua preparazione…incomparabili.
Ci accompagna alla nave, per la partenza sul grande fiume…………….l’emozione tocca livelli assurdi, quando attraversiamo
Luxor di sera, poca gente ma il bello deve ancora arrivare…………..Un piccolo breafing per organizzare la
prima escursione del mattino seguente e soprattutto alla domanda : “dove si comincia domani??” la risposta di Ayman
fu “ dalla culla di Karnak” senza nessun altra indicazione………….
La notte passò in un baleno e il mattino seguente, alle ore 5 circa, eravamo davanti a quello che sembrava
un enorme parcheggio, le condizioni di luce non permettevano ancora di distinguere nulla, ma la mia curiosità,
mi spinsero, da subito, a cercare le prime sensazioni ed emozioni in questo splendido viaggio, mi allontanai,
di pochi metri, con la mia metà e subito fummo davanti ad una piccola scalinata con delle sfingi che la presidiavano,
davanti a noi si ergevano mura imponenti, larghe in alcuni punti anche 12 metri……era l’atrio d’ingresso
dello splendido Tempio di Karnak, colonne possenti, finemente intagliate con arte e maestria, architravi colossali,
obelischi e statue di ogni genere e dimensione……………….il cuore non reggerà a lungo continuando
di questo passo…………L’area è enorme, siamo su di una superficie che copre circa 300.000 metri quadrati
di terreno, una piccola città!!!!
All’interno l’altmosfera diventa surreale, la mia immaginazione viaggia a velocità folle, sembra che si odano
ancora le litanie dei sacerdoti di Amon, che la barca sacra sia ancora lì, sembra che il via vai della gente comune,
che aspetta al di fuori del Tempio, contrasti con lo sfarzo e la bellezza dei particolari presenti nel Tempio……
………..la visita dura circa un paio d’ore con Ayman, costretto sempre a riprendermi e dirmi di stare vicino a lui,
io vorrei ascoltarlo sempre, è preparatissimo e ti racconta tutto con arte e bravura fuori del comune e ho poi
potuto appurare anche con precisione dei particolari maniacale a differenza di tantissime altre guide…….
.non è facile seguire i consigli di Ayman…………il laghetto dove i sacerdoti attingevano l’acqua per le funzioni,
è spettacolare con lo sfondo del colonnato e degli obelischi presenti in zona………….siamo estasiati e ancora
……..siamo all’inizio, non vi annoio con dati storici sui monumenti, che conoscete molto e meglio di me
sicuramente, per cui cercherò, su consiglio di Saldiperi, di soffermarmi sulle emozioni che mi ha dato il
soggiorno in Egitto, evitando quando possibile di trattare argomentazioni prettamente storiche.
La nostra giornata continua….a ritmo forsennato………ripartiamo dal Tempio di Karnak, alla volta
della Valle dei Re……………non posso crederci………l’ho solo ammirata in documentari……..l’ho solo
vista sui libri e desiderata per anni……..ed ora……appare davanti a noi, come in un sogno,decine
di tunnel che sembrano sviscerare il terreno, nascondendo agli occhi dei più, le più piccole sfumature,
le sepolture dei Faraoni d’Egitto.
Il silenzio che troviamo è quasi paragonabile a quello dei nostri cimiteri, in effetti è proprio un luogo
di sepolture reali e quindi è d’obbligo un certo rispetto……Il momento di entrare nella prima Tomba
è arrivato….è quella di Tut e la tentazione di sfiorare le pareti, per stabilire una sorta di “contatto”
con gli scalpellini che hanno dato anche la vita in questi lavori è forte…………….ma la mia indole
da “provetto” “archeologo” mi impedisce di toccarli………..le emozioni provate all’interno di alcune
delle tombe reali visitate è talmente forte che ogni parola difficilmente arriva a descrivere in pieno
quello che si prova entrandoci, l’unica cosa che davvero desideravo era rimanere solo, non so
perché ma una intrinseca emozione mi diceva questo , vedevo molta gente che nonostante i
divieti, toccava, fotografava, filmava…………………eravamo in una sepoltura e in + reale,
nessun rispetto per questi monarchi dell’Antico Egitto, deturpati del loro sonno eterno
da saccheggi e predoni e poi, per l’eternità, condannati a “subire” questa ennesima
profanazione…….mia moglie rimane fuori……il suo rispetto e la sua paura degli spazi angusti,
le impediscono, purtroppo, di godere di quello spettacolo, i colori di alcune raffigurazioni,
i tratti umani delle figure, la mano sapiente e altrettanto umana del decoratore che ha creato
quelle pareti decorate è davvero stupefacente, sono estasiato………………………..
Ripartendo dalla Valle, un piccolo senso di malinconia mi assale, il mio sogno, fin da bambino
è sempre stato quello di vivere negli anni a cavallo tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, epoca
a cui si devono la maggior parte delle scoperte effettuate e quando anche un semplice
disegnatore di schizzi…come lo era Carter…è divenuto l’Archeologo + famoso in Egitto,
dopo che la sua irrefrenabile passione e l’instancabile lavoro di una vita, lo ha premiato
trovando quasi completamente intatta, la dimora del Faraone bambino coi suoi tesori…
…………..a quel punto ti viene da immaginare anche come doveva essere la Tomba di
Ramesse II oppure di TuthmosiIII oppure di Seti, da non crederci…………..
Alla volta della località detta Deir el-Bahari, si staglia di fronte ai nostri occhi, uno
dei complessi archietettonici più belli e suggestivi della Terra d’Egitto, il Tempio
della Sovrana Hatshepsut, che governò per circa 20 anni, e dimostrando come anche
l’emancipazione femminile ai tempi degli antichi egizi, fosse una cosa relativa…..il Tempio
è stato ricostruito con rigore tecnico e oggi rappresenta davvero un esempio reale
dell’architettura tebana ……qui tra il caldo torrido che ci ha dato poco scampo e la
stanchezza che iniziava a farsi sentire ……le sensazioni si sono fatte protagoniste davvero,
quando…sui pendii delle montagne intorno a noi, ho notato alcuni ingressi di quelle che
a prima vista sembravano piccole grotte, Ayman, la nostra guida, non appena nota il mio
atteggiamento curioso nei confronti di questi piccoli anfratti, mi viene vicino e mi racconta
che in realtà sono le tombe dei notabili o dei sacerdoti del tempo, sepolture molto più contenute
in termini di sfarzo e ampiezza ma altrettanto fondamentali per capire e interpretare il pensiero
e l’architettura egizia……in un prossimo viaggio , vorrei infatti approfondire questi aspetti e visitare,
se possibile alcune delle tombe presenti……magari………..
Proseguiamo per uno dei templi meno acclamati ma secondo me, più belli dell’Egitto, il Tempio
di Medinet-Habu, il suo ingresso monumentale e i colori ancora vivi e splendidi dei suoi geroglifici,
ti catturano con la fantasia, il camminare fra quelle colonne così abilmente decorate, ti incute
un senso di timore e rispetto per quel luogo sacro , sulle pareti sono rappresentate
la maggior parte delle battaglie svolte in quei tempi e sembra di poter leggere un libro di storia,
raccontato dalle sapienti mani degli artigiani locali…..Prima di rientrare alla nave, facciamo visita
al Tempio di Luxor, un tempo collegato, con un viale di sfingi a testa umana, con quello maestoso
di Karnak, si presenta ai nostri occhi come un gioiello, la luce del tramonto lo accompagna verso
una altra notte, le due statue di RamsesII al suo ingresso, incutono timore e riverenza verso
questo grande Faraone ma sostanzialmente verso tutti i suoi predecessori e successori che
ampliarono il Tempio nel corso della Storia……..siamo sfiniti ma avrei energie per visitare almeno
altrettanti altri monumenti, mia moglie è stravolta sia per la stanchezza, che per il fatto di essermi
corsa dietro per tutto il giorno, come se fossi un bimbo, nel paese dei balocchi…………..in effetti
……………………….aveva ragione!!!
Così finisce la nostra prima ed intensissima giornata in Egitto, siamo stanchi ma felici e coi piedi
leggermente sollevati dal terreno come in un sogno ad occhi aperti, non possiamo ancora credere
che sono nella prima giornata abbiamo avuto la fortuna di ammirare luoghi e siti, fino ad allora
visti solo in Tv e sui libri………………..emozioni da ricordare….per tutta la vita……………..
Il nostro secondo giorno è un altrettanto vortice di emozioni, quando Ayman, dopo la colazione
ci dice che stiamo per arrivare a Edfu, dalla nave ci appare come una piccola ma molto attiva cittadina,
piena di bazar e negozietti che attirano i turisti a caccia di souvenir……il mio scopo però quel giorno
è un altro, stiamo per visitare uno dei Templi maggiori dell’Egitto Antico, quello dedicato al Dio Horus,
il Dio Falco, uno degli dei meglio conosciuti e che ammiro di più, lo stato di conservazione
è straordinario, secoli di arenaria hanno preservato ai nostri occhi, questo spettacolo….
Davanti al tempio, il batticuore cresce e nel guardare le decorazioni sul portale d’ingresso,
sembra di rivivere a quei tempi, i cobra alati col disco solare sembrano incutere riverenza e protezione
al tempio,i colori e le decorazioni sembrano essere state realizzate poco tempo fa e
la riprova di questo sono gli innumerevoli altorilievi e bassorilievi presenti nel Tempio,
attraverso questo libro aperto, per chi interpreta e legge i geroglifici, sembra di poter rileggere
un libro di Storia, la narrazione delle feste che vi si svolgevano e soprattutto la rappresentazione
delle processioni in cui il Faraone, sulla sua barca Sacra, entra nel tempio, fanno venire
la pelle d’oca, all’interno mi colpisce particolarmente un geroglifico che rappresenta un ape,
Ayman, come guida, c’è lo fa notare, ed io rimango circa dieci minuti ad osservare
come quell’ape, dai lineamenti e dai particolari che sfiorano la perfezione, possa prendere il volo
e fare un giro intorno al colonnato per poi ritornare al suo posto, che l’ha preservata per millenni
e che ha visto chissà quanti riti, celebrazioni, Faraoni e gran sacerdoti, passare davanti a sé,
chissà quanti intrighi e quanti discorsi avrà ascoltato, impressa come una foto nella pietra millenaria d’Egitto.
Il viaggio in nave prosegue e i paesaggi palustri si miscelano a colline che preannunciano il deserto,
immagino la vita del tempo, con gli agricoltori intenti a coltivare i loro campi, irrigati con sistemi
di canalizzazione dell’acqua del Nilo, il grande fiume che dà la vita,nel periodo delle piene, ribolle di vita,
la pesca, l’agricoltura e tutto l’Egitto sulle sue sponde si rinvigoriva, ancora oggi, in alcune località
si può assistere ala raccolta dell’acqua coi secchi, dal fiume, ragazzini sui somarelli che si divertono,
tra loro, mentre il loro piccolo gregge di pecorelle o buoi, pascola felice sulle sponde del fiume,
la ricchezza dell’Egitto è sempre stata data dal Nilo e così sarà ancora per tanto tempo,
ogni tanto la sera, salivamo sul ponte superiore della nave, per ammirare il tramonto incomparabile
e lì capisci perché gli Egizi davano tanta importanza al disco solare, al suo percorso notturno,
prima di ritornare il mattino seguente, alla vita, siamo piccoli ed insignificanti a confronto
di tutto questo spettacolo ed ecco che come un miraggio, davanti alla nostra nave,
appare un approdo, dietro di esso a poche centinaia di metri si erge un tempio che gli Egizi
edificarono,iscrivendoci centinaia di formule di Medicina e curative…….Kom-Ombo…..
arriviamo qui in serata per cui dopo aver avuto l’onore di poter ammirare uno splendido
tramonto sul Nilo, scendiamo dalla nave per poter ammirare quest’altro tempio,
frutto del periodo tolemaico, le sale ipostile si sovrappongono e i vari dei venerati,
da Horus a Sekbet, si suddividono le camere interne, forse le luci presenti,
forse l’atmosfera creata ad hoc per i turisti, ti immergono nuovamente in un sogno di 4000 anni,
immagini la gente che si reca al tempio portando con sé le offerte agli dei……
immagini le funzioni che vi si svolgevano, immagini …….purtroppo…….immagini soltanto……………
Sul fiume nei pressi di Kom-Ombo incontriamo delle chiatte cariche di pietre di cava,
le trasportano chissà dove e vedendo queste grosse feluche che navigano lente,
con il loro carico, sembra di rivedere i vecchi operai che dalle cave di Assuan ,
trasportavano le pietre intagliate per la costruzione dei più maestosi monumenti d’Egitto………….
Continuando il nostro viaggio in navigazione sul Nilo, la nostra prossima tappa sarà Assuan,
ma prima di arrivarci e visitare i suoi luoghi, facciamo una capatina al Tempio di File,
un tempio che doveva essere sommerso dalla nuova diga costruita e invece, grazie
al certosino lavoro di smontaggio dei singoli blocchi e del suo riposizionamento su di un'altra
isoletta nei pressi dell’isola originaria, il tempio è perfettamente conservato e le
condizioni climatiche che ritroviamo ci permettono di visitarlo nel migliore dei modi,
qui la pace data dalle acque,il rigoroso silenzio della nostra compagnia e il rispettoso visitare quei luoghi,
che ci ha contraddistinto fin ora, ci permettono di ammirare uno dei templi più
caratteristici dell’Egitto, proprio perché trovasi su di un’ isola e raggiungibile
soltanto con delle piccole imbarcazioni, qui la mia sfrenata passione mi porta a
visitare tutti i suoi anfratti, mi congedo da Ayman,per un po’ di tempo chiedendogli
se posso fare un giro da solo con mia moglie, lui acconsente e ormai conoscendomi…..
mi dice …..”ma stai attento Eligio, non farti arrestare!!!” scherzosamente ci allontaniamo e
troviamo un piccolo angolo che sembra estratto da una fiaba o meglio una creazione divina
che fa rimanere davvero col fiato sospeso, un piccolo angolo, tipo un giardinetto,
immerso nel verde con un piccolo lastricato di pavimentazione originaria del tempo,
sembra quasi essere un piccolo belvedere, che dà sul lato orientale del lago artificiale
dove ci troviamo, il sole bacia queste scure acque e gli aironi, le garzette e altri volatili
tipici di queste zone, si presentano ai nostri occhi come per farsi ammirare in tutta la loro bellezza,
sembra quasi di rivivere momenti magari vissuti dal Faraone e dalla sua consorte che
nello stesso atteggiamento, magari contemplando la stessa natura, si concedevano
una meritata ora di relax, in quello splendido scenario naturale.
La nostra meta, Assuan, dista ancora qualche chilometro e la raggiungiamo con un taxi,
un veloce salto alla Diga del Lago Nasser e poi dopo aver pranzato, saliamo a bordo di
una feluca che ci accompagnerà in un piccolo viaggetto sul Nilo, ad un villaggio Nubiano
nei pressi del lago Nasser.
Forse questa traversata, anche se relativamente breve, ci ha donato le maggiori emozioni,
chissà come navigavano gli Egizi, immagini di vedere la barca del faraone che solca le piccole
ma continue onde del grande fiume, in un silenzio surreale, interrotto solo dal canto di
qualche uccello oppure dal vociferare di marinai e pescatori intenti a svolgere le loro
quotidiane attività, inutile raccontare l’esperienza del villaggio in sé, primo perché probabilmente
provata dalla maggior parte delle persone che sono state in Egitto e poiperchè oramai ha perso
quel suo valore intrinseco, trasformandosi in puro e semplice sciacallaggio turistico-commerciale,
una veloce corsa sui dromedari, in mezzo al deserto e torniamo con ansia in nave dove ci aspetta
la nostra ultima notte a bordo. Quella sera, con gli amici, conosciuti durante questa breve
ma intensa avventura, ci raccontiamo le emozioni provate, le bellezze visitate, gli aneddoti accaduti,
le battute e via dicendo, cercando di stemperare la delusione che piano piano ci assale,
poiché chi è davvero appassionato dell’Egitto antico,ama totalmente i luoghi fin ora visitati dell’Alto Egitto.
La nostra prossima tappa è la città (caotica e confusionale) del Cairo, dall’aereo è possibile ammirare,
in tutta la loro maestosità, le Piramidi di Giza e il loro complesso, uno spettacolo fuori del comune,
sono le prime piramidi che i nostri occhi hanno la fortuna di vedere.
Partiamo quasi subito per un giro della città e dopo aver visitato mete conosciute come la
Grande Moschea di Mohamed Ali e la cittadella annessa con spettacolare panoramica sulla città,
decidiamo, nel pomeriggio, di visitare il complesso funerario di Saqqara, a pochi chilometri dalla capitale.
La nostra guida, al Cairo, è cambiata, abbiamo salutato Ayman con nostalgia, ci siamo scambiati e-mail,
numeri di telefono e recapiti vari nella speranza di poterci un giorno risentire e rincontrare.
Troviamo per nostra fortuna, un altro ragazzo altrettanto bravo e serio, meno preparato
sinceramente di Ayman, ma altrettanto disponibile e affabile. Sembriamo dei privilegiati
poiché ci è stata assegnata, grazie alla MISR Travel, una guida personale, solo per noi due,
un auto personale con autista che ci porta dove e quando diciamo noi, davvero comodo.
Il complesso delle Piaramidi di Saqqara è stupefacente, quando superato il colonnato,
si apre davanti a noi la piana della grande piaramide a gradoni, l’emozione da geometra
e sopratutto da appassionato della storia egizia, non si riescono a contenere, qui, per la prima volta
da quando sono in Egitto, tocco una pietra millenaria, che fa da base a questo complesso funerario,
cerco di capire come hanno fatto a costruire delle strutture così, in tempi remoti,
sarebbe già un’impresa titanica ai nostri giorni, immagini la fatica, la sofferenza e
anche le morti che si sono succedute nella costruzione di questi esempi d’arte funeraria,
di queste dimore dell’eternità. Il caldo in questa zona è torrido, il deserto circonda
interamente la zona e la mia fantasia non può immaginare dove verrò portato tra qualche istante,
dopo aver visitato la necropoli del nuovo e dell’antico regno,
il complesso funerario di Djoser e le piramidi adiacenti, vengo accompagnato da Joseph,
la nostra nuova guida, nella mia prima Piramide, non è un complesso maestoso,
è la piramide di Teti, ma l’emozione di poter penetrare all’interno di una sepoltura di questo genere
è talmente tanta che al mio ingresso, in uno stretto e scosceso corridoio lungo circa 30-40 metri,
la claustrofobia che certamente non mi appartiene, sembra prendere il sopravvento,
non riesco a respirare bene, ma col passare del tempo mi rendo conto che non è la patologia prima citata,
è l’emozione di trovarmi, finalmente, in una piramide, stento a riprendermi quando vengo invitato
dalla guida interna della piramide a proseguire il mio cammino verso la camera del sarcofago,
l’architettura interna di questa piramide, si rifà totalmente a quella delle grandi piramidi di Giza,
gli architravi obliqui che sorreggono tutto il peso della struttura, sono intatti e maestosi
come appena costruiti, sono estasiato da tanta maestria e precisione dei particolari,
continuo a stento ad andare avanti perché i mie occhi si soffermano su un particolare,
il tetto è interamente decorato da pitture a forma di stella, proprio a rappresentare il cielo stellato,
è incredibile come si siano conservate fin ora, entro in una piccola camera,
credo sia stata sicuramente l’anticamera del sarcofago, qui trovo due statue del defunto
che intimano al visitatore/profanatore che qui è sepolto una persona di rango e
che il dovuto rispetto lo si deve comunque, all’interno le pareti sono completamente ricoperte
da iscrizioni geroglifiche che rappresentano la vita del defunto, le sue funzioni in vita,
le faccende quotidiane, insomma sembra di essere davanti ad una tv, come ho detto in precedenza,
e guardare un documentario sulla vita di Teti. La visita a questa piramide,
dura circa venti minuti, mezz’ora al massimo, ma quando vi si esce, sembra davvero di essere stati
in un'altra dimensione, il tempo e lo spazio sembrano aver preso dimensioni diverse,
un’emozione difficilmente ripetibile.
I successivi giorni sono dedicati alla visita della Piana di Giza e del Museo Egizio,
della necropoli di Menfi , e di tutti gli altri siti presenti in zona, ma la vocazione ormai
prettamente votata al turismo di massa e incontrollato non ti fanno godere a
pieno delle bellezze fino ad allora visitate, se devo essere sincero totalmente,
la nostra prima parte di viaggio, nell’Alto Egitto, mi è rimasta molto nel cuore e
vorrei rivisitare quei luoghi, magari in compagnia di mio figlio, per fargli ammirare la potenza
e la grandiosità di una civiltà millenaria che ha cambiato e stravolto anche le più elementari leggi della fisica,
nell’architettura e nelle costruzioni, ma anche nella religione e nei costumi, in tutta la sua società .
Sarebbe il mio sogno diventare uno studioso o perlomeno un archeologo o almeno un semplice “scavatore”
per poter analizzare e toccare con mano quanto sino ad allora avevo solo visto e ammirato,
questo viaggio ha aperto in qualche modo anche la mia mente, ha fatto si che molte cose
fino ad allora solo studiate sui libri, prendessero forma. Il primo viaggio del resto serve a questo,
a sommare una serie di forti emozioni, che poi negli anni vanno riviste e studiate nei particolari,
come del resto dice Saldiperi, se riuscirò a ritornare nella Terra dei faraoni, saranno tante le cose
che vorrei approfondire ma penso di preparare in precedenza il viaggio cosicché da dedicarmi
ad alcuni aspetti particolari e meno conosciuti magari.
Spero con questo mio racconto, di aver annoiato meno persone possibili,
mi scuso con quanti conoscono molto meglio di me, l’Egitto e la sua storia,
se ho commesso degli errori, vi prego di scusarmi, ma essendo passati più di due anni,
è difficile ricordare tutto nei particolari e soprattutto con precisione storica,
mi scuso altresì con i sovrani e con i Faraoni, il cui sonno eterno ho disturbato,
entrando nelle loro dimore eterne, confidando nella loro benevolenza……………
A presto
Eligio