Come in genere avviene per tante teorie altri studiosi effettuano delle controanalisi e ottengono risultati che vanno in direzione opposta alle conclusioni raggiunte dal ricercatore Ormo e soci.
Si parla di origine “Antropogenica” ossia per l’intervento dell’uomo e/o animali in questa nuova teoria. Pubblicata nel 2004 sulla rivista Meteoritics & Planetary Science (vol. 39, n. 4, pp. 635-649). Si mettono in risalto i dubbi sull’origine impattiva del “cratere” basata su fatto di non aver ritrovato nessun frammento di meteorite unite alla mancanza di shock termico che dovrebbe essere presente nei bordi del cratere.
Assenza di parti del meteorite evidenziata tempo prima anche dal Professor Carusi della “Spaceguard Foundation”: «Unico rammarico sta nel fatto che, trovandosi il cratere all'interno del Parco Sirente-Velino, sia stato vietato uno scavo più profondo che avrebbe probabilmente consentito il ritrovamento dei frammenti del meteorite sopravvissuti alla vaporizzazione e permesso di ricostruire la sua provenienza».
Fabio Speranza esperto di paleomagnetismo all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e il suo gruppo di ricercatori sono arrivati alla conclusione che si tratti solamente di un laghetto creato in epoca storica da comunità di pastori probabilmente attorno al 500 d.C. Sono stati osservati laghetti simili anche nella zona di Campo Imperatore e “tutto il territorio reca impronte di una cultura millenaria”.
“Questi laghi sono ingegnose opere idrauliche: le depressioni sono state scavate in prossimità di piccole sorgenti, in modo da creare consistenti serbatoi d’acqua in zone che altrimenti, per via del carsismo, ne sono prive”.
Questo “clamoroso declassamento” da cratere di meteorite a serbatoio per riserva d’acqua è arrivato dopo sofisticate analisi geofisiche e geochimiche.
Un altro ricercatore dell’INGV, L. Stagnotti spiega: “… abbiamo analizzato la suscettività magnetica ed il contenuto di cromo e nichel, che sono comunemente considerati traccianti meteoritici, nei suoli del Sirente, degli altri laghetti del Gran Sasso, e di trincee scavate da nostri colleghi in varie zone dell’Abruzzo per ricerche di paleosismologia. Abbiamo così verificato che i valori dei parametri geofisici e geochimici dei suoli del laghetto del Sirente sono simili a quelli degli altri suoli abruzzesi, e diecimila-centomila volte invece inferiori a quelli misurati nei meteoriti e nei suoli contaminati da meteoriti”. Per quanto riguarda i “crateri secondari” le analisi al C-14 hanno stabilito diverse età, non attribuibili ad un unico evento.
Le caratteristiche morfologiche erano sicuramente invitanti ma non sufficienti.
Le ultime notizie sul “cratere” risalgono al 2006 e provengono sempre dalla rivista Meteoritics & Planetary Science, vol. 40, n. 3 in un articolo di F. Stoppa del Dipartimento di Scienze della Terra, Università G. d’Annunzio (Chieti) dove si propende per un’origine “endogena”.
“L’analisi del terreno circostante ha evidenziato delle effusioni di tipo fangoso che propenderebbero per un’origine endogena. In particolare, si sarebbe trattato di una bolla sotterranea di gas/vapore che è riuscita a salire in superficie esplodendo con caratteristiche simili ad un impatto esterno, come suggerito dalle prime analisi. Dopo l’esplosione della bolla, l’attività sotterranea è proseguita come una specie di geyser emettendo ulteriore materiale misto ad acqua che le nuove prospezioni geologiche hanno messo in evidenza. Il successivo assestamento isostatico del terreno ha formato il “cratere” come lo vediamo oggi con qualche probabile azione umana o/e animale”.
Il materiale per ulteriori elaborazioni non manca, sarà questo l’ultimo capitolo della “saga” del Sirente? Probabilmente no, staremo a vedere.
Infatti lo scorso anno è uscito questo file in formato pdf con quelle che potrebbero essere le ultime notizie:
The Sirente craters (Italy): On the possible origin of geomagnetic anomalies
(Ormö et al. 2007)
by Werner Mayer, Ferran Claudin & Kord Ernstson
“Il meteorite del Sirente fra storia e leggenda”
Rivista “Nuovo Orione” marzo 2004
“Secinaro: un probabile cratere da impatto negli Appennini centrali d'Italia” www.globalgeografia.com
“Scoperto in Abruzzo il cratere di un meteorite”
di Franco Foresta Martin 25 novembre 2002 Corriere della Sera
“Meteorite dei prati del Sirente – In Hoc Signo Vinces”
di Edoardo Alonzo 30 novembre 2002
“Il cratere in Abruzzo è nato come abbeveratoio”
di Franco Foresta Martin 19 aprile 2004 Corriere della Sera
Meteoritics & Planetary Science, (vol. 40, n. 3 anno 2006)
“The Sirente Crater, Italy: Impact versus mud volcano origins” di F. Stoppa
Meteoritics & Planetary Science (vol. 39, n. 4, pp. 635-649, anno 2004)
GEOLOGIA / INGV: “Sul monte Sirente nessun cratere meteoritico”
Il lago creato da pastori per abbeverare pecore durante transumanza
Roma, 14 apr. 2004 (Apcom)
http://ulisse.sissa.it/s7_23apr04_5.jsp