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dic 11

Written by: PAPIRUS
11/12/2007 19:05

Prima di procedere con la lettura di queste righe vorrei rivolgervi un appello, in modo da essere sicuro che la lettura non venga intrapresa da persone cardiopatiche o in stato di salute cagionevole.

Infatti se qualcuno di voi dovesse morire dal ridere, non mi assumo alcuna responsabilità.

Mi domando sempre se diversi autori di tanti libri di archeologia misteriosa negli anni 60 e 70 credevano veramente nelle teorie esposte o avevano solo fiutato una vena narrativa molto redditizia.

Quixe Cardinale secondo il mio parere è stato un genio incompreso della letteratura fanta-archeologica. Lui ha osato l’inosabile, si è spinto dove nessuno era mai giunto prima, arrivando ad essere il numero uno delle teorie più ardite.

Ma quello che maggiormente conta è che ci ha lasciato due opere molto spassose.

“Dalle galassie ai continenti scomparsi” del 1971 e “Il Ritorno delle Civiltà perdute” del 1969 entrambi editi da Newton. Apprendiamo così molte nozioni importanti. Non è il solo e nemmeno il primo a mettere in risalto che le creature mitologiche come centauri, fauni, ciclopi, minotauri e soci, forse sono realmente esistiti nel lontano passato e non parto della fantasia degli scrittori di mitologia. Fin qui non c’è niente di nuovo, però scopriamo finalmente la vera causa della distruzione di Sodoma e Gomorra. Le loro popolazioni si accoppiavano con animali. Forse vennero distrutte da alieni per motivi “igienico-sanitari”.

L’autore suggerisce l’ipotesi che migliaia di anni fa i nostri geni potevano essere “mescolati” con quelli di vari animali, creando ibridi che conosciamo attraverso i racconti mitologici.

Poco dopo si torna alle certezze ribadendo un’imposizione degli extraterresti agli umani, l’asportazione del prepuzio, in particolar modo agli Ebrei, sottolineando che tale pratica dura tuttora. Seguendo il filo dell’autore potrei pensare per paura che ritornino gli alieni, evitando così una dura punizione.  

Ma attenzione questo non è che l’inizio, in nostro amico è una fonte inesauribile di rivelazioni sconvolgenti. Apprendiamo che il tabernacolo era un santuario mobile del popolo d’Israele, dove Mosè incontrava e dialogava con Dio. Quixe afferma che probabilmente era un astroporto mobile d’emergenza, per difendere dagli infuocati raggi solari le astronavi atterrate nel deserto africano.

Nessuna civiltà viene risparmiata dalla sua folgorante fantasia, l’isola di Pasqua era forse legata al continente perduto di Lemuria. Ipotizza che i Moai abbiano le fattezze di quegli antichi abitanti.

I Lemuriani erano conosciuti anche come Orejones a causa dei lobi deformati, caratteristica ripetitiva di queste grandi statue. Poco importa se i primi esploratori dell’isola hanno eseguito ritratti di capi tribù, appartenenti alla razza umana con i lobi delle orecchie deformati. In seguito gli ultimi discendenti degli Orejones si stabilirono negli odierni Stati Uniti, ovviamente nello stato dell’Oregon. Infatti il nome di questo stato conserva il ricordo degli antichi abitanti, gli Orejones. Ma te pensa.

Tante teorie alternative sono nate come risposte alla mancanza di dati nella storia delle civiltà.

Nessuno si sarebbe immaginato di veder nascere ipotesi fantascientifiche sulla Civiltà Romana, dove abbiamo moltissime fonti e informazioni, per ricostruire la sua storia con un grado di notevole sicurezza. Ma lui è riuscito anche in questo intento. Durante le sue gustose elucubrazioni ha generato alcune perle decisamente “impedibili”.

Gli imperatori romani discendevano dall’antica famiglia della Gente Julia, generata da Ascanio, questo figlio di Enea, nato da Anchise e Venere. Dal punto di vista dello scrittore questa è la dimostrazione della discendenza degli Imperatori Romani da extraterrestri originali del pianeta Venere. Seguendo questo ragionamento Giulio Cesare aveva degli antenati venusiani, alla lunga era un alieno pure lui.

Ulteriore prova, come se in questo sproloquio non bastasse, cita l’aquila uno dei simboli delle legioni Romane, affermando che l’animale è inteso come simbolo del volo e ovviamente è un richiamo ad astronavi e “dispositivi per il volo autonomo”. Tutte cose legate sempre agli spaziali.

Rincara la dose parlando dei luoghi sacri consacrati a Giano nell’antica Roma, in questo caso superando se stesso, poiché essendo stati edificati nei pressi di quattro strade, “riprendono”, secondo lui, il “tracciato di antichi astroporti”. La peculiarità delle strade, incrociandosi, favoriva l’atterraggio. Di cosa ? Delle astronavi Venusiane, chiaramente.

I libri adesso devono proprio essere riscritti, nell’antica Roma esistevano degli astroporti. Wow !

Per ulteriori dettagli, potete consultare uno dei miei libri, dal titolo “Cesare era un alieno: una realtà negata” (omaggio ad Andrea Gaddini, cercate su internet le parole “Il Volo Bovino”).

Non finisce qui, infatti c’è qualcosa anche per il saluto Romano. Non vi stresso con il discorso sui pianeti e le relative dita della mano di appartenenza. Sta di fatto che il particolare saluto dei nostri antenati, era stato creato apposta per captare le “energie e le vibrazioni dei pianeti”. Cinque dita rivolte al cielo, con il palmo della mano alzato verso l’alto, per poter ricevere tutta l’energia dal pianeta Marte, concentrata appunto in quella zona. Marte secondo la tradizione mitologico-religiosa è il dio della guerra. Tenetevi forte. Di conseguenza i Romani sono stati un popolo capace di campagne militari vittoriose. Non certo per la capacità strategica, l’organizzazione militare e l’abilità organizzativa, solamente per il saluto e la concentrazione di energie nel palmo delle mani dei legionari Romani. Dunque anche loro conoscevano la potenza della FORZA, magari fra qualche anno qualcuno scriverà che possedevano pure le spade laser.

Prima di abbandonare la Roma Imperiale per passare ad un altro argomento esilarante, ritorniamo ancora un attimo al grande Giulio Cesare, qui il Cardinale tira in ballo anche Bruto. L’affermazione è che gli alieni proteggevano i loro beniamini da vari problemi. Sorge la domanda se mai ci sia stata un’altra fazione di entità che proteggeva altri personaggi votati al male, in questo caso Bruto e i suoi alleati.

Passiamo ora agli sproloqui sulla Torre di Babele. La famosa torre secondo antiche cronache era alta quasi un chilometro e mezzo. Sai che fatica salire, mi sa che in questo edificio sia stata utilizzata per la prima volta nella storia l’ascensore.

Sulla sommità c’era un tempio e secondo le cronache di Erodoto all’interno c’erano un tavolo e un letto d’oro. Oltre a questo un regalone per l’alieno, la solita vergine. Ecco, ci mancava solo l’alieno porco. L’ipotesi formulata nel libro propone che il locale venisse utilizzato dal dio alieno per rilassarsi, dopo aver lasciato l’astronave nello spazio antistante. Questa torre era stata costruita dagli umani per ingraziarsi gli dei. Però questi antenati avevano una tecnologia superiore alla nostra, per costruire una torre di un’altezza spropositata. Successivamente ci dice che gli dei non gradirono il dono, ma se prima parcheggiavano l’astronave e facevano un riposino nel tempio ? Come mai dopo si sono stufati ? Mistero.

Ma parlando di questo argomento ci rende partecipi di un’inedita versione dell’esodo descritto nella Bibbia. Sembra che il nostro pianeta fosse un crocevia molto trafficato da creature aliene.

Da migliaia di anni avevano creato insediamenti in ogni parte del mondo. Diversi di questi erano stati impiantati in Africa, con lo scopo di estrarre minerali e metalli dai suoi giacimenti. Per recuperare questi elementi erano utilizzate cariche esplosive, con il trascorrere del tempo l’attività estrattiva era arrivata a minacciare le popolazioni limitrofe.

Gli alieni sollecitarono queste genti a trasferirsi verso nord. Ovviamente erano legati alle loro terre e non intendevano abbandonarle. Costruirono allora la torre di Babele con lo scopo di far cambiare idea agli dei. Ma questi avevano altre intenzioni e dopo aver distrutto la torre convinsero gli umani ad abbandonare le loro dimore, con la promessa di trovare terre fertili e iniziare una nuova vita. La famosa terra promessa. Non certo quella di Eros Ramazzotti.

Una volta partiti dalla loro terra d’origine, l’Etiopia, gli Ebrei comandati da Abramo costeggiando il Nilo attraversarono l’Egitto. Il loro cammino era controllato dall’alto da “pattugli volanti di extraterrestri” che accorrevano in soccorso in caso di problemi.

Gli egiziani mandati dal Faraone erano terrorizzati dalla tecnologia utilizzata dagli alieni per proteggere gli Ebrei durante il viaggio.

Visto che ci siamo sentiamo cosa ci dice su questo popolo. Bes, una divinità Egizia, possiede secondo l’autore una somiglianza con i cani Bulldog. Si domanda se questi animali siano la forma attuale di questa divinità, ottenuta a seguito di molteplici incarnazioni.

Le mastaba invece erano degli autentici rifugi antiatomici, vennero utilizzate per proteggere durante il diluvio il patrimonio culturale di quelle popolazioni. Abbiamo la conferma (da chi ?) che questo tesoro intellettuale si trova ancora sepolto sotto le piramidi. Bisogna telefonare immediatamente a Zahi Hawass !

Accenna al segno della croce che come potrete immaginare è stato insegnato al genere umano da esseri provenienti dal pianeta Venere.

Allora se il giochino è questo, permettetemi per un attimo di giocarci pure io e formulo la mia ipotesi sulla vera origine delle malattie veneree. Essendo i Venusiani creature provenienti da Venere, al loro arrivo sulla Terra, si accoppiano con le femmine locali. Vi chiederete il perché, allora vi posso rispondere che senza sesso non si vende niente, devo pur pubblicizzare il mio prossimo libro dal titolo “L’origine aliena delle malattie: una realtà negata”. Data la non completa compatibilità biologica, comparvero sulla Terra queste malattie, le antiche genti a ricordo della causa, le chiamarono con questo nome.

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