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dic 11

Written by: PAPIRUS
11/12/2007 19:05

Era la prima metà degli anni ottanta, studiavo a Piacenza e ogni momento era buono per passare del tempo in un luogo che consideravo magico, la libreria.

Questo posto non era il classico negozio di libri dove si possono acquistare solamente gli ultimi successi editoriali, ma conteneva interi scaffali pieni di volumi, la mia biblioteca di Alessandria, un luogo tranquillo dove passare le “ore buche” e i tempi morti tra una lezione e l’altra.

Una delle più grosse e fornite librerie che ho mai visto, un luogo incantato che nonostante la lontananza da casa mia frequento ancora oggi, a distanza di oltre venticinque anni. Ho perso il ricordo di quante ore ho trascorso tra uno scaffale e l’altro, spostando pile di libri, esplorando le doppie file di ogni ripiano, alla ricerca di titoli e soprattutto contenuti interessanti. In quel periodo avevo appena cominciato a leggere Martin Mystere ed ero a dir poco estasiato dall’archeologia misteriosa, allora si potevano ancora trovare parecchi libri storici su questo argomento.

La vasta disponibilità e i fondi di magazzino mi hanno aiutato non poco a reperire molti titoli oggi introvabili.

In quel periodo, cioè in tempi non sospetti, il paranormale e l’ufologia la facevano da padroni come direbbe la mitica Pina (Pinocchio – Radio DJ). Ero affascinato come moltissime altre persone di questi argomenti, mi ricordo che tormentavo i miei compagni di classe con queste argomentazioni dove sostenevo l’importanza di verifiche e studi “seri” di natura scientifica su queste tematiche.

Quando ho ordinato il libro “Gli extraterrestri torneranno” di Erich Von Daniken (trovato 22 anni dopo!!!) ho sentito abbondanti risatine alle mie spalle.

Si, il paranormale, l’ufologia, gli extraterrestri erano argomenti che provocavano risate e in disparte si scuoteva la testa riferendosi a chi si interessava a questi argomenti. Però fin che si ride non si va da nessuna parte. Ogni argomento ha il diritto di essere studiato e valutato in ogni sua parte, in un secondo tempo si potrà decidere in base ai dati raccolti e ai risultati ottenuti se si basa su argomentazioni solide o meno o addirittura non ne possiede. Il concetto di base è disporre di almeno due linee di pensiero, una a favore e l’altra critica, ognuna con le proprie argomentazioni in base alle quali ogni persona potrà farsi la propria opinione a riguardo. Troppo spesso esiste o è esistita la sola argomentazione “a favore” di determinate tematiche come se ogni parola detta o scritta fosse realtà indiscutibile.

Un giorno durante la mia solita attività di “ca--eggio costruttivo” ho notato un libro dal titolo “La Radioestesia” la copertina era nera con in primo piano un pendolino. Ho girato il libro in modo da leggere le informazioni presenti nella quarta pagina di copertina e sono rimasto sbalordito.

Le parole dicevano più o meno di impartire ordini mentali al pendolino e lui avrebbe eseguito ogni comando. Se pensavi di farlo ruotare verso destra, lui eseguiva, se poi pensavi di farlo oscillare avanti e indietro, lui rallentava e si conformava alla nuova imposizione.

La curiosità era decisamente troppo alta per riporlo sulla mensola e così l’ho acquistato. Ho iniziato la lettura la sera stessa trovando incredibile il contenuto. Il pendolino eseguiva esattamente ogni ordine impartito. Era troppo bello per essere vero, allora mi sono chiesto come mai non c’era traccia di tutto questo nei libri di scienza, dopotutto quello che avevo “scoperto”era molto interessante.

Il desiderio di saperne di più mi ha spinto a procurarmi un vero pendolino (che ho ancora da qualche parte, ma non lo trovo più) e verificare quanto letto. Dopo averci giocato ogni sera per quasi una settimana, ho potuto constatare che il libro non mentiva, il pendolino si comportava esattamente come promesso.

Arrivato a questo punto non mi sono fermato, c’era qualcosa che non mi convinceva. Si verifica un fatto così incredibile e non ne parla nessuno. Com’è possibile?

Ho cercato di verificare con le solite prove “caserecce” perché eseguiva ogni ordine in modo così preciso.

Mi sono chiesto se per caso veniva usato da qualcuno con la mano “traballante” quali risultati si potevano ottenere. Ho cercato di verificare se la mia mano rimaneva ferma durante il suo l’utilizzo, poiché questo fattore poteva influenzarne il movimento.

Non riuscendo ad essere sicuro di questo ho cercato di “bloccare” la mia mano in qualche modo, per esempio appoggiandola alla maniglia della finestra, per cercare di eliminare ogni possibile piccolo movimento. Continuando su questa strada ho potuto verificare di persona che quando la mano è incapace ad eseguire ogni impercettibile movimento, il pendolino non si muove, rimane immobile come se fosse un filo a piombo nonostante i più svariati ordini impartiti mentalmente.

Sono arrivato così alla conclusione che un pendolino si muove non per gli ordini che mentalmente gli impartiamo, ma per micro vibrazioni involontarie che generano il suo moto. In questo modo sono arrivato alla mia verità sul perché non c’è traccia dei movimenti di quest’oggetto nei libri di scienza.

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Re: L'incredibile pendolino

davvero un bel racconto... ho trovato nelle tue parole la mia stessa curiosità e voglia di sapere! bravo giorgio!

By lalara on   16/10/2006 14:38

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