La scoperta di alcuni monumenti e documenti di esplicito contenuto sessuale ha spesso creato imbarazzo agli egittologi che dovevano documentarli. I popoli antichi, tra cui gli egizi, non si ponevano certe inibizioni e spesso i loro codici sessuali avevano rilevanza religiosa. Il pudore degli egittologi si è manifestato particolarmente nel periodo di fine ottocento - primi decenni del novecento(1). E’ possibile verificare alcuni esempi di censure nella documentazione:
La censura non si è manifestata solo nella iconografia, ma anche nella traduzione dei testi. Nel 1898, quando pubblicò il papiro di Kahun, Griffith trovò l’episodio allora inedito del rapporto omosessuale tra Horus e Seth e lo tradusse in latino(5). Già Champollion aveva dato l’esempio usando il latino per descrivere il dio itifallico Min: “habens veretrum erectum”. Tra i vari casi di censura si possono ricordare anche esempi più recenti. Un frammento di cuoio, appartenuto al Metropolitan Museum of Art,(6) rappresenta una scena con un danzatore nudo che ha in evidenza i suoi attributi sessuali. Nella scena, pubblicata da Hayes nel 1990, i genitali del danzatore sono stati cancellati(7).
a cura di Gilberto Modonesi
Note